Rubén V. Carrillo💢

112.8K posts

Rubén V. Carrillo💢 banner
Rubén V. Carrillo💢

Rubén V. Carrillo💢

@rubenvcarrillo

🤍Piélagos🌊🏞️🏔️Cantabria💢🎓Historia, Comunicación y DTL🏫Escuela de Medio Ambiente de Camargo.

Piélagos, España 가입일 Mart 2010
993 팔로잉1.1K 팔로워
Rubén V. Carrillo💢 리트윗함
Rubén V. Carrillo💢 리트윗함
Gonzalo
Gonzalo@matiasdelara·
Mientras la derecha más tonta de Europa se pierde con Sánchez, que ha visto caer a Orban. Él está a años luz, despuntando en China, siendo el #1 en el mundo por encabezar la defensa de la paz, en una semana que cerrará en BCN con Lula y Sheinbaum. Referente progresista mundial.
Pedro Sánchez@sanchezcastejon

Europa puede parecer pequeña en un mapa. Pero su peso es decisivo, y su unidad es garantía de estabilidad y prosperidad en el mundo. Un mundo que no se entiende sin China. Si en el pasado China y Europa supieron prosperar juntas, no hay razón para no volver a hacerlo. Estamos llamados a entendernos.

Español
0
2
3
214
Rubén V. Carrillo💢 리트윗함
Javier Espinosa
Javier Espinosa@javierespinosa2·
Un ex soldado y ex rehén de Hamás recibe una avalancha de mensajes de odio de israelíes por pedir que se trate a los árabes con respetos. Una sociedad envenenada X ese mismo odio, que + pronto que tarde, comenzará a hacer criba de "infieles" en sus filas. #openwebComments" target="_blank" rel="nofollow noopener">timesofisrael.com/liveblog_entry…
Español
6
222
431
10.9K
Rubén V. Carrillo💢 리트윗함
Timostene
Timostene@SandroRossi_x·
La sinistra ungherese non ha perso. Ha scelto.   Girano già le interpretazioni di comodo. La sinistra in Ungheria è stata sconfitta, dicono. Ha giocato e ha perso. Orbán è stato battuto dalla destra, quindi nulla cambia per la sinistra europea.   Falso. Falso in modo quasi imbarazzante per chi lo sostiene.   La sinistra ungherese non si è candidata. Non ha perso un solo seggio perché non ne ha conteso nemmeno uno. Il Partito Socialista, quello che ha governato l’Ungheria dal ’94 al ’98 e dal 2002 al 2010, si è ritirato il 20 febbraio. Prima di lui i Verdi, il Dialogo, LMP, il Movimento Soluzione. Tutti fuori. Volontariamente.   I socialisti lo hanno detto con una chiarezza che in Italia sembrerebbe un’allucinazione collettiva: il sistema elettorale di Orbán equivale a “imbrogli legalizzati” e l’unico modo per batterlo è unirsi dietro il candidato più forte. Anche se quel candidato non è dei tuoi. Anche se è un conservatore uscito dalle viscere di Fidesz.   Questo non è un atto di resa. È il contrario. È la scelta politica più matura che un’opposizione frammentata potesse fare davanti a un regime che aveva riscritto le regole del gioco per non perderlo mai. Orbán aveva tagliato due collegi a Budapest, ne aveva aggiunti due nelle campagne fedeli, controllava i media, usava le risorse dello Stato come arma elettorale. Freedom House classificava l’Ungheria solo “parzialmente libera”. Per vincere in quel sistema serviva almeno cinque punti di vantaggio. Non c’era spazio per il lusso delle candidature di bandiera.   La sinistra ungherese ha guardato in faccia la realtà e ha fatto una cosa che richiede più coraggio della candidatura: ha rinunciato a se stessa per uno scopo più grande. Ha detto ai propri elettori: votate Magyar. Votate Tisza. Non importa se è di centro-destra, se viene dal PPE, se è un ex uomo del sistema. L’unica cosa che importa è mandare a casa Orbán.   Il risultato? 79% di affluenza, record assoluto. Magyar al 53,6%. Supermaggioranza dei due terzi. Orbán al telefono che si congratula. Budapest in festa lungo il Danubio.   Chi racconta questa storia come una sconfitta della sinistra sta ribaltando i fatti. La sinistra non era assente perché irrilevante. Era assente perché ha deciso di esserlo. Ha sacrificato la visibilità, le candidature, i seggi, la presenza parlamentare a favore di un obiettivo che considerava più urgente di qualsiasi interesse di partito: abbattere un regime illiberale.   È un concetto che in certi ambienti politici risulta incomprensibile. L’idea che un partito possa scegliere di non esserci per permettere a qualcun altro di vincere. Che la generosità strategica non sia debolezza ma intelligenza politica. Che il risultato conti più della sigla sul manifesto.   Poi certo, si può discutere se la sinistra ungherese riuscirà a ricostruirsi, se questo sacrificio la rafforzerà o la marginalizzerà. Sono domande legittime, per un altro giorno. Quello che non si può fare oggi è raccontare una scelta deliberata come una sconfitta subita. Perché la differenza tra le due cose è la differenza tra chi fa politica e chi la subisce.
Italiano
184
1.1K
3.2K
202.2K
Rubén V. Carrillo💢 리트윗함
Iñigo S. Ugarte
Iñigo S. Ugarte@Guerraeterna·
La izquierda no salió derrotada en las elecciones de Hungría. Sencillamente, no se presentó, porque tenía como prioridad acabar con el régimen autoritario de Orbán y no dividir el voto de la oposición. Era la única forma de derrotar a Orbán y su ley electoral.
Timostene@SandroRossi_x

La sinistra ungherese non ha perso. Ha scelto.   Girano già le interpretazioni di comodo. La sinistra in Ungheria è stata sconfitta, dicono. Ha giocato e ha perso. Orbán è stato battuto dalla destra, quindi nulla cambia per la sinistra europea.   Falso. Falso in modo quasi imbarazzante per chi lo sostiene.   La sinistra ungherese non si è candidata. Non ha perso un solo seggio perché non ne ha conteso nemmeno uno. Il Partito Socialista, quello che ha governato l’Ungheria dal ’94 al ’98 e dal 2002 al 2010, si è ritirato il 20 febbraio. Prima di lui i Verdi, il Dialogo, LMP, il Movimento Soluzione. Tutti fuori. Volontariamente.   I socialisti lo hanno detto con una chiarezza che in Italia sembrerebbe un’allucinazione collettiva: il sistema elettorale di Orbán equivale a “imbrogli legalizzati” e l’unico modo per batterlo è unirsi dietro il candidato più forte. Anche se quel candidato non è dei tuoi. Anche se è un conservatore uscito dalle viscere di Fidesz.   Questo non è un atto di resa. È il contrario. È la scelta politica più matura che un’opposizione frammentata potesse fare davanti a un regime che aveva riscritto le regole del gioco per non perderlo mai. Orbán aveva tagliato due collegi a Budapest, ne aveva aggiunti due nelle campagne fedeli, controllava i media, usava le risorse dello Stato come arma elettorale. Freedom House classificava l’Ungheria solo “parzialmente libera”. Per vincere in quel sistema serviva almeno cinque punti di vantaggio. Non c’era spazio per il lusso delle candidature di bandiera.   La sinistra ungherese ha guardato in faccia la realtà e ha fatto una cosa che richiede più coraggio della candidatura: ha rinunciato a se stessa per uno scopo più grande. Ha detto ai propri elettori: votate Magyar. Votate Tisza. Non importa se è di centro-destra, se viene dal PPE, se è un ex uomo del sistema. L’unica cosa che importa è mandare a casa Orbán.   Il risultato? 79% di affluenza, record assoluto. Magyar al 53,6%. Supermaggioranza dei due terzi. Orbán al telefono che si congratula. Budapest in festa lungo il Danubio.   Chi racconta questa storia come una sconfitta della sinistra sta ribaltando i fatti. La sinistra non era assente perché irrilevante. Era assente perché ha deciso di esserlo. Ha sacrificato la visibilità, le candidature, i seggi, la presenza parlamentare a favore di un obiettivo che considerava più urgente di qualsiasi interesse di partito: abbattere un regime illiberale.   È un concetto che in certi ambienti politici risulta incomprensibile. L’idea che un partito possa scegliere di non esserci per permettere a qualcun altro di vincere. Che la generosità strategica non sia debolezza ma intelligenza politica. Che il risultato conti più della sigla sul manifesto.   Poi certo, si può discutere se la sinistra ungherese riuscirà a ricostruirsi, se questo sacrificio la rafforzerà o la marginalizzerà. Sono domande legittime, per un altro giorno. Quello che non si può fare oggi è raccontare una scelta deliberata come una sconfitta subita. Perché la differenza tra le due cose è la differenza tra chi fa politica e chi la subisce.

Español
7
98
249
8.3K
Rubén V. Carrillo💢 리트윗함
ℂ𝕣𝕚𝕤𝕥𝕚𝕟𝕒 ℙ. 𝕄𝕒𝕣𝕔𝕠𝕥𝕖
Es una vergüenza de auto. Peinado es famoso por inventarse las motivaciones. Vulnera los derechos fundamentales. Ojalá se lo tumben, si es queda alguien con ética en la sección 23 de la Audiencia Provincial de Madrid.
Fernando Garea@Fgarea

El juez Peinado compara en un auto judicial a un presidente del Gobierno democrático con el rey absolutista Fernando VII. 😳

Español
13
168
285
2.4K
Rubén V. Carrillo💢 리트윗함
Albert #PaísValencià 🔻🇵🇸
No he visto hoy el mismo enfado defendiendo a Rubén Sánchez @RubenSanchezTW ante las gravísimas insidias de Vito Quiles por parte de esa izquierda guay y de salón que ayer tachaban de homófoba a Sarah Santaolalla muy furiosos y estupendos. Hipócritas sin personalidad...
Español
6
37
153
3.4K
Rubén V. Carrillo💢 리트윗함
Zhu Jingyang
Zhu Jingyang@zhu_jingyang·
Déficit comercial se debe a razones estructurales, que no se puede ajustar de la noche a la mañana. Traer inversiones para compensar podría ser una solución relativamente fácil. Mente estrecha impide entender cuestiones elementales.
EL MUNDO@elmundoes

El sudoku del 'profesor Sánchez' en China: se come el déficit comercial de España y las ventas al gigante asiático no despegan pese a la diplomacia ✍️ Raúl Piña. enviado especial a Pekín #Echobox=1776103533" target="_blank" rel="nofollow noopener">elmundo.es/espana/2026/04…

Español
43
303
1.5K
31.5K
Rubén V. Carrillo💢 리트윗함
Pedro Vallín
Pedro Vallín@pvallin·
"Y en el coro de Babel desafina un español. No hay más ley que la ley del tesoro en las minas del rey Salomón. (...) Mentiras que ganan juicios, tan sumarios que envilecen el cristal de los acuarios de los peces de ciudad". (Joaquín Sabina & Pancho Varona, 2001)
Pedro Vallín tweet media
Español
8
39
117
2.3K
Rubén V. Carrillo💢 리트윗함
Marc Tresens
Marc Tresens@MarcTresens·
Quiero muy fuerte a Gavi. Fuerte abrazo al loser de Pere Milla que es malo como tonto, y es malísimo.
Español
4
10
126
2.3K
Rubén V. Carrillo💢 리트윗함
Albert #PaísValencià 🔻🇵🇸
Lo que está trascendiendo sobre la trama Kitchen es gravísimo. La gente ha de saber que se estuvo pagando con dinero público operaciones "policiales" para intentar deshacerse de pruebas que involucraban al PP y sus dirigentes en graves casos de corrupción. M. Rajoy.
Español
15
787
1.6K
10.1K
Rubén V. Carrillo💢 리트윗함
Amancio
Amancio@ManyChem·
@diegoebarros Eso y la asunción por parte de Alandete y la embajada de que cuando una empresa contrata trabajadores lo hace por hacerle un favor al país/trabajador.
Español
1
0
8
1.8K
Rubén V. Carrillo💢 리트윗함
gerardo tecé
gerardo tecé@gerardotc·
Campeonas
gerardo tecé tweet media
Español
28
589
2.8K
24.6K
Rubén V. Carrillo💢 리트윗함
Julián Macías Tovar
Julián Macías Tovar@JulianMaciasT·
La Guardia Civil ha detenido a Óscar Freire por violencia machista. Este verano criticó a los manifestantes contra el genocidio en Palestina durante la Vuelta Ciclista a España: "Son perroflautas agresivos que siempre buscan pelea". Resultó que el violento era él.
Español
100
2.9K
6.5K
100.5K
Rubén V. Carrillo💢 리트윗함
JuanMa Fernández - (MONT3RO)
Aquí tenéis la web de la Comisión de Quejas de la @fape_fape para que denunciéis. Estoy seguro que procederán como se debe. comisiondequejas.com
GUILLERMO GUIJARRO@remerikos

Mirad que conversación tan edificante y refinada han tenido en el programa de @carloscuestaLD en TELEMADRID para referirse al viaje de Pedro Sánchez y Begoña Gómez a CHINA. Todo un dechado de buen gusto para el horario infantil ¿Algo que decir, amiguitos de @fape_fape?

Español
6
129
261
6.2K
Rubén V. Carrillo💢 리트윗함
Hugo Martínez Abarca
Hugo Martínez Abarca@hugomabarca·
Bendito malmenorismo. El malmenorismo es revolucionario. No hay ni ha habido nunca en la historia antifascismo sin malmenorismo.
Español
1
13
61
2.1K