Anna 48

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@Anna040248

Katılım Nisan 2018
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Timostene
Timostene@SandroRossi_x·
Per tutti quelli che con Caracciolo sciacquatevi la bocca. Grande giornalista, voce libera, ce ne fossero. Davvero? Sei giorni prima dell’invasione: Putin non invaderà. Un anno dopo: Kiev perderà comunque. Due anni dopo: l’Ucraina finirà distrutta. E poi la perla: sono i paesi baltici a voler invadere la Russia. Lui. Davvero. In diretta. E nessuno che fiati. Poi a dicembre se ne vanno in quattro dal comitato scientifico. Un generale, ex Capo di Stato Maggiore, che parla di filoputiniani sfegatati. Un politologo che sta lì dal 1993 e sbatte la porta dicendo pregiudizio strutturale contro Kiev da vent’anni. Sbattono la porta loro, quelli che ci stavano dentro. E noi qui ancora a sentirlo, ancora a chiamarlo maestro, ancora a prendere appunti. Se non è malafede è peggio.
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Carlo Calenda
Carlo Calenda@CarloCalenda·
‼️Attenti, la storia dei paesi Baltici che vogliono invadere la Russia sarebbe da ridere se non fosse che Basile, Caracciolo Travaglio, Di Battista, Orsini e compagni ripetono all’unisono esattamente quello che in questo momento la propaganda del Cremlino sta spacciando per giustificare un eventuale attacco ai Baltici. Nell’ultima settimana questa narrazione della Russia e dei suoi proxy in Italia e in Europa si è rafforzata. Un pessimo segno.
STAZIONE QUINTA@H4NDelMonaco

3) Lucio Caracciolo: “i paesi baltici vorrebbero invadere la Russia”

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gabriele pillitteri
gabriele pillitteri@gabrielepillit1·
@NDaleir78989 Ripeto non sono un tifoso. Stimo Renzi e lo voto. È l'unico leader che ha cercato di cambiare lo stato delle cose: doppia lettura delle leggi, province, lo spreco del Cnel, correzione delle storture della burocrazia. Ha perso ma hanno perso gli italiani.
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Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
Cara Pina, purtroppo la traiettoria assunta dal partito che hai contribuito a fondare è sotto gli occhi di tutti e, salvo improbabili correzioni, sta conducendo il PD molto lontano dall'alveo del riformismo ed anche del progressismo che si sperava potesse interpretare al momento della sua nascita. Il fatto stesso che @ellyesse oggi ritenga, ad esempio, di non dover stabilire precondizioni per un'alleanza con AVS e soprattutto con il M5S, significa semplicemente che principi come il rispetto del diritto internazionale, la libertà e l'autodeterminazione sono per lei punti "negoziabili" e non fermi di un programma elettorale. Quando la segretaria si definisce "testardamente unitaria", senza imbullonare quell'unitarietà ad un'idea di pace giusta e di solidarietà, ma al contrario si siede con chi si batte in ogni sede per il disarmo dell'Ucraina, mentre le sue città vengono bombardate senza tregua, mentre i suoi cittadini vengono massacrati, i bambini vengono rapiti, i civili nelle zone occupate vengono torturati e uccisi, perché c'è fretta di ricominciare a comprare il gas dall'aggressore, sceglie di superare il punto di non ritorno oltre il quale di diventa complici del populismo tossico di chi racconta agli elettori che i principi stessi sui quali si fondano le nostre democrazie, valgono meno di una manciata di euro di sconto sulla prossima bolletta. Quando tace sistematicamente davanti alle aberranti connivenze di quegli stessi potenziali alleati con chi oggi mina il processo di integrazione europeo, attacca il modello di coesione tra stati, strizzando l'occhio ai peggiori sovranismi, accetta di fare propria un'idea di mondo in cui si erigono muri anziché ponti, in cui la forza rimpiazza la giustizia, in cui la democrazia diventa un'opzione tra tante, anziché l'unica scelta possibile. Ammiro la tua onestà intellettuale e apprezzo la tua encomiabile caparbietà nel voler ancora lottare, ma temo non ci sia molto da salvare in un partito che pensa che una coalizione si debba costruire portando voti anziché idee. Spero di sbagliare, ovviamente, ma questo è ciò che vedo. Mi consola sapere che in questo caos, tu sicuramente saprai fare la scelta giusta. Ti abbraccio.
Pina Picierno@pinapic

Leggo con inquietudine la posizione della segretaria del Pd @ellyesse in risposta alle parole responsabili del Presidente Prodi e alle preoccupazioni di Graziano Delrio. Chiedo, davvero con sincera curiosità : ma “se la linea è una” dove sarebbe lo spazio politico per posizioni diverse ? Mi pare un modo un pochino curioso di intendere la pluralità, a meno che la segretaria non attribuisca a questa parola il significato di generica tolleranza, insomma una forma più o meno vaga di sopportazione acustica. Come a dire: “parlate voi se vi diverte, tanto poi la linea è un’altra” Peccato però questa sarebbe l’antitesi di un partito democratico, per di più nato dall’incontro di culture politiche diverse. Se fosse così non resterebbe che prendere atto del cambiamento decisamente strutturale del partito che abbiamo fondato.

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Pina Picierno
Pina Picierno@pinapic·
Leggo con inquietudine la posizione della segretaria del Pd @ellyesse in risposta alle parole responsabili del Presidente Prodi e alle preoccupazioni di Graziano Delrio. Chiedo, davvero con sincera curiosità : ma “se la linea è una” dove sarebbe lo spazio politico per posizioni diverse ? Mi pare un modo un pochino curioso di intendere la pluralità, a meno che la segretaria non attribuisca a questa parola il significato di generica tolleranza, insomma una forma più o meno vaga di sopportazione acustica. Come a dire: “parlate voi se vi diverte, tanto poi la linea è un’altra” Peccato però questa sarebbe l’antitesi di un partito democratico, per di più nato dall’incontro di culture politiche diverse. Se fosse così non resterebbe che prendere atto del cambiamento decisamente strutturale del partito che abbiamo fondato.
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Luigi Marattin
Luigi Marattin@marattin·
Il danno più grande fatto dal Movimento Cinque Stelle alla politica italiana non è né il reddito di cittadinanza né il Superbonus né nessuna delle altre misure folli che hanno sostenuto o approvato in questi anni. Il danno più grande è aver introdotto, legittimato e diffuso l’idea che per fare buona politica occorresse non saper niente e non sapere fare niente.
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
LUIGI BERLINGUER (Pd, già ministro) è cugino di BIANCA BERLINGUER (direttrice Tg3) che è moglie di LUIGI MANCONI (senatore Pd) che è cognato di LUCA TELESE (giornalista LA7 passato di recente a Mediaset) che è marito di LAURA BERLINGUER (giornalista Mediaset) che è cugina di SERGIO BERLINGUER (consigliere di Stato) In Italia, quando fai parte della famiglia “giusta” la crisi non ti riguarda… un posto al sole lo trovano sempre per te.
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Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
Chiamare “Portobella” @gaiatortora e storpiare il nome di @RobertoBurioni trasformandolo in “Burini” credo che abbia fatto toccare a questo direttore fallito, puerile e rancoroso che è @marcotravaglio uno dei punti più ignobilmente bassi del giornalismo italiano
Marco Setaccioli tweet mediaMarco Setaccioli tweet media
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red_mask
red_mask@red_mask9·
Il problema non è che Travaglio è #travaglio, il problema è che c’è gente che lo considera un giornalista credibile.
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Maria Teresa Melì
Maria Teresa Melì@MT_Meli_·
Marco Travaglio, volgare professionista della menzogna condannato ben 14 volte per diffamazione, ha soprannominato Gaia Tortora “Portobella”, facendo riferimento alla figura del padre. A costui si può rispondere in un solo modo, ovvero: Travaglio, vai a fare in culo.
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Carlo Calenda
Carlo Calenda@CarloCalenda·
IL FALLIMENTO STORICO DEI PACIFINTI La Russia versa in una grave crisi economica, militare e politica che è emersa in modo plastico il 9 maggio nella parata del regime di Putin. Le aperture di questi giorni, a cui personalmente do pochissima credibilità, derivano da questa crisi. L’eroismo degli ucraini e la fermezza degli europei hanno cambiato il verso di una storia che molti davano già per scritta. Nonostante ciò una larga parte dell’opinione pubblica manipolata da media vergognosamente impreparati, faziosi e spesso infettati da propagandisti pagati e sedicenti intellettuali di destra e di sinistra, continua a predicare la necessità di calarsi le braghe per rifugiarsi nella retorica del pacifismo inerme. Solo il coraggio e la forza hanno arginato la Russia. Solo il coraggio e la forza terranno al sicuro la civiltà europea negli anni che verranno. Poco altro conta.
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Carlo Calenda
Carlo Calenda@CarloCalenda·
Politici contrari al TAP quando combattevo al Ministero per fare il TAP: tutti i 5S, Meloni, Salvini, Berlusconi, D’Alema, tutta SEL, Emiliano, Bonelli, Fratoianni. Politici contrari al TAP oggi: 0. Una parola di scuse? Non pervenuta. Questa è l’Italia populista. L’abbiamo votata massicciamente. Se oggi non avessimo il TAP saremmo al disastro. Forse è una storia da ricordare.
Jack Prandelli@jackprandelli

🇮🇹🇦🇿 Azerbaijan supplies 16% of Italy's gas. SOCAR just bought 4,500 Italian fuel stations. This is what energy security looks like when Hormuz closes. While the world watches the Strait Italy just rewired its energy architecture northward. The Meloni-Aliyev meeting, what was agreed? First Italian PM visit to Azerbaijan in 13 years. Framed explicitly as a "reliable partnerships" discussion during Middle East instability. → Azerbaijan exported 25 bcm of gas in 2025 7.5 bcm to Italy → Italy: top EU buyer of Azerbaijani gas → TAP cumulative deliveries: 47.5 bcm since startup → TAP covers ~16% of Italy's total gas demand → Both leaders: agreed to push volumes higher via TAP expansion Aliyev: TAP expansion "has already started but must continue" Meloni: Azerbaijani gas has been "decisive for Italy's energy security" and Hormuz makes it more critical still. The infrastructure behind the words The Southern Gas Corridor: Caspian → Azerbaijan → Georgia → Turkey → Greece → Albania → Puglia. TAP annual flows: 9.5 bcm and rising. Recent compressor upgrades: +1.2 bcm/year added capacity. Technical ceiling with full expansion: toward 20 bcm/year. Every bcm that comes through TAP is one bcm that doesn't need to come through Hormuz. The SOCAR downstream move This is where it gets structural. SOCAR Azerbaijan's state oil company just acquired 99.82% of Italiana Petroli (IP): → 10 mt/year refining capacity across 2 Italian refineries → 4,500 service stations across Italy → Aviation fuel, bitumen, logistics assets included → EC approved: February 2026 Gas flows in via TAP. Oil and products flow out via IP's refineries and retail network. SOCAR now has a vertically integrated position inside the EU's 3rd largest economy. Bilateral trade: €10.2 billion in 2025 Italy is Azerbaijan's largest commercial partner. Azerbaijan invested €2.5 billion in Italy. That's an energy alliance formalised by war. The EU wants Russian gas gone. Gulf supply is physically disrupted. The Caspian route via Azerbaijan is the one clean corridor left that avoids both. The Italy-Azerbaijan-SOCAR triangle is the EU's northbound hedge: Caspian gas in via TAP. Azerbaijani oil out via Italian refineries and 4,500 fuel stations. The map of European energy security is being redrawn not in Brussels, but in Baku.

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Luigi Marattin
Luigi Marattin@marattin·
In questi giorni politici e uomini di affari si affannano a spiegare che un centro liberale può trovare collocazione solo a fianco del blocco fondante del Campo Largo (Avs, M5S e Pd Schleiniano). Proviamo per un istante ad uscire dalla logica del Tetris ( = incastrare pezzi su pezzi cercando di riempire i buchi) e andiamo al cuore della sostanza di cosa significa far politica. Il centro liberale considera il Jobs Act la riforma più importante fatta sul mercato del lavoro. Il Campo Largo ha promosso un referendum per abolirlo. Sul lavoro che mediazione si trova? Il centro liberale vuole ridurre la spesa pubblica e abbassare le tasse al ceto medio. Il Campo Largo vuole aumentare la spesa pubblica e parla di patrimoniale 4 volte a settimana. Sul fisco che mediazione si trova? Il centro liberale vuole promuovere liberalizzazioni, concorrenza e limitare gli affidamenti in-house. Il Campo Largo considera la concorrenza il braccio armato dell’austerità. Il centro liberale vuole continuare a mandare aiuti militari all’Ucraina, gran parte del Campo Largo no. Che mediazione si trova (si mandano le armi ma senza munizioni)? Il centro liberale ha votato sì al referendum sulla separazione delle carriere, il Campo Largo ha promosso i comitati per il no. Sulla giustizia che mediazione si trova? Il centro liberale è per tornare al nucleare, il Campo Largo no. Sull’energia che mediazione si trova (facciamo le centrali ma le lasciamo spente)? Il centro liberale vuole riformare la scuola liberalizzando le assunzioni e introducendo carriere meritocratiche con stipendi differenziati. Il Campo Largo, se ci provi anche solo a nominare questi concetti, ti denuncia alla Procura della Repubblica. Sulla scuola che mediazione si trova? Il centro liberale vuole riformare il sistema contrattuale favorendo la contrattazione decentrata. Il Campo Largo assolutamente no e vuole solo il salario minimo. Sulle relazioni industriali che mediazione si trova? Potrei continuare ma penso sia sufficiente. E, intendiamoci, al momento ragionamento analogo può essere fatto per il centrodestra salvinian-vannacciano. A noi del @Partito_Libdem, pur avendo più o meno gli stessi sondaggi, non fanno 5 interviste e 6 ospitate tv a settimana (certo poi qualcuno dovrebbe chiedersi come mai, nonostante questo divario di visibilità, i sondaggi sono più o meno gli stessi nostri). Eppure non vi nascondo che vorrei che qualche giornalista facesse questa domanda, in una di queste numerosissime occasioni: “ma su tutte queste tematiche - che alla fine per gli italiani sono l’unica cosa che conta - in concreto al primo consiglio dei ministri cosa farete?”. La politica non è Tetris, ma è trovare il modo più onesto e intelligente di far succedere le cose per migliorare la vita delle persone, seguendo quello che ritieni giusto. Una volta, tanto tempo fa, un attuale uomo d’affari me l’insegno’.
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Pina Picierno
Pina Picierno@pinapic·
Il Parlamento Europeo a larghissima maggioranza chiede giustizia per le vittime civili in Ucraina e condanna gli attacchi brutali ripetuti e deliberati del Cremlino contro obiettivi civili in Ucraina. Non tutto il Parlamento, però. Alcuni solerti putiniani italici come sempre si distinguono. E sì, sono sempre gli stessi. Sia alla destra che alla sinistra dell’emiciclo: vannacciani e cinquestelle uniti nella lotta. Una vergogna incomprensibile.
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Carlo Calenda
Carlo Calenda@CarloCalenda·
CONFRONTO POLITICO E VALORI NON NEGOZIABILI Sono reduce da un interessante tour di presentazione del libro con esponenti del centro sinistra: Gentiloni, Prodi, Salis e Picerno. Persone capaci e intelligenti con cui abbiamo avuto un dibattito approfondito sui temi del libro: difesa della libertà, Europa e necessità di costruire un fronte dei volenterosi. La nostra tesi è semplice: l’Europa è sotto la pressione congiunta di Russia, USA e Cina e se vuole preservare la propria libertà deve costruirsi grande potenza. Per questo ci sono punti valoriali inderogabili per @Azione_it da cui dipende ogni possibilità di alleanza. 1) la difesa dell’Ucraina 2) il riarmo dell’Europa per raggiungere l’indipendenza strategica 3) La difesa da ogni interferenza indebita all’interno delle nostre democrazie attraverso uno scudo democratico 4) la rimozione del diritto di veto in seno al Consiglio Europeo 5) Una politica energetica fondata sulla necessità di essere indipendenti e non sulle ideologie ambientaliste. 6) una politica economica fondata sugli investimenti e non sui redditi inventati e i bonus 7) la lotta ai monopoli e alle rendite estrattive (Enel, Terna, Balneari, Taxi etc) 8) la concentrazione dello Stato sul suo core business: sanità, scuola, sicurezza. Al momento non esistono piattaforme programmatiche delle altre forze politiche che siano nette e chiare neppure sui primi 5 punti che riguardano la politica estera. Questa situazione impone ad Azione e alle altre forze e personalità che vorranno farlo di lavorare per costruire un’offerta indipendente dai due poli, europeista e liberal democratica. La nostra disponibilità a confrontarsi rimane e rimarrà aperta ma a partire dai valori fondamentali sopra menzionati.
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arabafenice
arabafenice@fenice_risorta·
Come non essere d'accordo? 👏👏👏👏👏
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