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@mororosso
#SLOWER #OLDER #SMARTER Si può perdere la pazienza, mai la speranza.






Un recente sondaggio rileva che il 69% degli utenti statunitensi di X si riferisce ancora alla piattaforma con il nome "Twitter" e ai post come "tweet". Vale anche per voi?






Datome è stato il giovane sardo che a Siena e Scafati sgomitava per farsi notare. É stato il simbolo del basket nella capitale, la città eterna che ha perso per strada tanti pezzi di questo sport. É stato l'italiano di Detroit e poi di Boston. É stato l'artefice di sogni da Istanbul fino a Milano. Il nemico dei rasoi. Le macine nel latte. Quello di cui abbiamo scoperto di avere bisogno. É stato l'uomo e il giocatore. I suoi libri La sua chitarra. Gli interessi oltre ai canestri. É stato qualcosa di diverso all'interno dello sport. Un grande giocatore di basket. Ma anche un capitano. Anzi, il capitano. É stato la maglia Azzurra. Ma è anche stato anche una maglia di qualsiasi colore, variopinta, come l'arcobaleno, come il sole dopo la pioggia. É stato vero. E chissà se quel bimbo di nome Luigi, il giorno in cui afferrò per la prima volta una palla da basket, grazie alla passione del papà, si immaginava che quel primo palleggio sarebbe diventato la prima pagina di un lungo racconto. Il racconto del bambino sardo che ha impreziosito la pallacanestro italiana. Oggi è stato l'ultimo atto della carriera di @GigiDatome. Cala il sipario, si sentono gli applausi.





















