pento alberto

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@PentoAlberto

Dio è ragione pura e spirito universale e non un mostruoso idolo religioso fideistico, suprematista e sanguinario, nazi razzista, senza rispetto e criminale.

انضم Haziran 2023
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pento alberto
pento alberto@PentoAlberto·
@vaticannews_it Io non trovo giusto che i miei organi siano dati a persone che mi hanno fatto del male.
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Vatican News
Vatican News@vaticannews_it·
Il #Papa incoraggia la ricerca scientifica nel settore dei #trapianti ma nel rispetto della dignità della persona: la donazione deve essere “sempre più consapevole, libera e condivisa”, in questo gesto c’è “un segno di speranza” Leggi qui 👇 vaticannews.va/it/papa/news/2…
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InsideOver
InsideOver@insideoverita·
Sembra quasi una risposta alla proposta di Trump di colloqui, il video AI diffuso diffuso dai media iraniani e rilanciato da Russia Today. Il video realizzato con l’intelligenza artificiale mostra una serie di vittime attribuite agli Stati Uniti: dai nativi americani agli abitanti di Hiroshima, in Giappone, dopo il bombardamento atomico da parte USA, ai civili in Vietnam e Yemen. Poi bambini, simbolo delle violenze perpetrate con la complicità USA: una bambina di Gaza, una di Minab, dove un attacco missilistico statunitense ha colpito una scuola femminile uccidendo almeno 175 bambine. E una bambina sulla famigerata isola di Epstein. Dopo la sequenza di vittime civili, ecco i leader iraniani uccisi da Israele e Stati Uniti: il generale Soleimani, ucciso da un drone israeliano nel 2020 e la Guida Suprema Ali Khamenei ucciso il 28 febbraio 2026 da bombardamenti USA-israeliani. Tutti hanno lo sguardo rivolto al cielo come se qualcosa stesse passando sopra le loro teste. Si tratta di un missile iraniano che si muove velocemente tra le nuvole fino a colpire la Statua della Libertà, a New York, rappresentata con una testa demoniaca. Il video si chiude con la scritta “Una vendetta nel nome di tutti”. Dopo che gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran insieme a Israele il 28 febbraio, uccidendo almeno 1300 civili iraniani, il presidente USA Trump ora parla di “colloqui positivi” con Teheran. Fonti del Golfo, però, riferiscono che l’Iran rifiuta interlocutori come Steve Witkoff e Jared Kushner, considerati “asset israeliani”. Teheran respinge inoltre un piano statunitense in 15 punti e pone cinque condizioni per una tregua, tra cui lo stop agli attacchi, garanzie contro nuovi conflitti e il riconoscimento della propria sovranità sullo stretto di Hormuz. Si lavora a nuovi colloqui, con il Pakistan come mediatore, ma il rischio escalation resta alto. E il video diffuso da Teheran non lascia presagire venti di pace nella breve durata. Segui la pagina per tutti gli aggiornamenti sulla guerra contro l’Iran #iran #usa #israel
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pento alberto
pento alberto@PentoAlberto·
@Adnkronos Ma quali interessi imperiali? Si tratta della sopravvivenza di Israele e della stabilità del Medio Oriente che grantiscono la pace e lo sviluppo dell'econnomia mondiale. Se scoppiasse una guerra atomica sarebbe un danno per il mondo intero. Grazie Israele, grazie Trump!
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Adnkronos
Adnkronos@Adnkronos·
Nell'attaccare l'Iran il presidente Donald Trump pensa agli "interessi imperiali" degli Stati Uniti ed è opportuno "fare di tutto" per "impedire il coinvolgimento dell'Europa e dell'Italia anche in questa gravissima crisi". Lo dichiara a "Lavori in Corso" dell'Adnkronos Raffaele Stancanelli, eurodeputato della Lega (PfE), rispondendo a una domanda sulla mancata coordinazione tra il leader Usa e le controparti Ue. "Sicuramente Trump è un presidente americano, e come tutti i presidenti americani, che siano repubblicani o democratici, pensano prima ai loro interessi. Ai loro interessi imperiali, perché l'America è un impero, ai loro interessi commerciali, ai loro interessi strategici. Che vanno spesso in collisione con gli interessi dell'Europa", afferma l'eurodeputato. @Europarl_IT
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pento alberto
pento alberto@PentoAlberto·
Oren Cass, ha una visione assai limitata. Si provi solo ad immaginare se Israele e gli USA non avessero agito come hanno fatto contro HAMAS di Gaza, gli Hezbollah del Libano, gli Houthi dello Yemen, gli Ayatollah dell'Iran (con le relative conseguenze della caduta di Assad in Siria, con l'indebolimento della Russia e il consolidamento dell'asse Israele Arabia), uno scenario ancora peggiore di quello che affrontiamo oggi, con conseguenze assai più terrificanti e disastrose per l'economia mondiale, per la destabilizzazione dell'area orientale allargata e con la prospettiva di un conflitto nucleare se l'Iran fosse riuscito ad avere l'arma nucleare.
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pento alberto
pento alberto@PentoAlberto·
Trump sta davvero perdendo la sua base Maga per l'Iran? Per ora no Jim Geraghty 25 mar 2026 ilfoglio.it/esteri/2026/03… Il giornalista conservatore Christopher Caldwell, fino a ora grande sostenitore di Donald Trump, è così deluso dalla decisione del presidente americano di avviare una guerra contro il regime iraniano da aver concluso sullo Spectator: “L’attacco all’Iran è così clamorosamente in contrasto con i desideri della sua stessa base, così diametralmente opposto alla loro visione dell’interesse nazionale, che segnerà probabilmente la fine del trumpismo come progetto politico”. Si può discutere se il trumpismo esista come filosofia coerente in politica estera e interna. Direi che si tratta più un approccio combattivo con una manciata di punti fermi e inamovibili – contrasto all’immigrazione, dazi, disprezzo per il multilateralismo – mentre ogni altra scelta di politica estera o interna è negoziabile, inclusa la possibilità che il governo acquisisca una quota proprietaria e un certo grado di controllo sulle imprese private (bisogna pur fermare quei democratici socialisti, no?). I sostenitori del presidente dicono che la guerra all’Iran è assolutamente in linea con i desideri della sua base, citando un recente sondaggio di Nbc News rilanciato da Harry Enten, capo analista dei dati della Cnn, che mostrerebbe un indice di approvazione del cento per cento per Trump tra i repubblicani che si identificano come Maga (il presidente ha parlato del sondaggio come se fosse un dono dell’emittente: “Il sondaggio della Cnn dice che sono al 100 per cento, e non si era mai vista una cosa del genere, il che è un onore. Sono rimasto colpito che la Cnn lo abbia fatto”). Anche volendo contestare i numeri di quel sondaggio, se una fetta consistente dei soliti sostenitori del presidente avesse problemi con l’azione militare contro l’Iran, ci si aspetterebbe che qualche rilevazione lo intercettasse, ma finora non è successo. Il sondaggio Cbs News pubblicato questo fine settimana ha rilevato che il 92 per cento dei “repubblicani Maga” approva l’azione militare contro l’Iran. A gennaio Trump si era vantato: “I Maga sono io. I Maga amano tutto ciò che faccio, e anch’io amo tutto ciò che faccio”. A parte qualche eccezione – come la pubblicazione dei fascicoli del dipartimento della Giustizia su Jeffrey Epstein – è effettivamente così. C’è però un problema. Per la maggior parte degli americani, “ti identifichi come Maga?” e “sostieni il presidente?” sono sostanzialmente la stessa domanda. Se sei un sostenitore di Trump preoccupato o infastidito dalla guerra all’Iran o dall’impatto che ne deriverà sui prezzi della benzina, forse di questi tempi sei meno incline a definirti Maga con un intervistatore. Quando Trump è salito al potere, alcuni elettori che si erano sempre considerati repubblicani hanno visto il loro partito cambiare radicalmente. È diventato più protezionista e scettico nei confronti dell’economia di mercato, più non interventista in politica estera, meno attento ai valori tradizionali e persino libertino nelle politiche sociali – tutto sotto la guida di un imprenditore del settore dei casinò, roboante e imprevedibile, che continuava a fare scenate sui social media. Alcune di queste persone hanno smesso di definirsi repubblicane quando i sondaggisti le chiamavano, pur mantenendo posizioni abbastanza conservatrici. Sono finite nel calderone degli “indipendenti”, dove molti di loro sono rimasti per tutti gli anni dell’Amministrazione Biden. A parte un picco iniziale di consenso, gli elettori indipendenti non sono mai stati particolarmente entusiasti della presidenza di Joe Biden. Dopo aver cominciato con un indice di gradimento intorno al 60 per cento tra gli indipendenti in un sondaggio Gallup, entro il settembre del 2021 Biden era al 37 per cento, e da allora ha raramente superato il 40. Uno dei motivi per cui gli indipendenti si sono allontanati da Biden così rapidamente e irreversibilmente? Una fetta consistente di loro era composta da ex repubblicani. Ecco perché non dobbiamo aspettarci di trovare molti sostenitori Maga che esprimono la loro opposizione alle decisioni di Trump sull’Iran o su qualsiasi altra questione. Quando le persone di questo gruppo non sono d’accordo in modo sufficientemente netto, smettono semplicemente di chiamarsi Maga. Non esiste il trumpismo senza Trump, ed è quindi difficile condividere la tesi di Caldwell secondo cui il presidente starebbe tradendo un insieme di valori preesistenti e ben definiti. Nella misura in cui il trumpismo come filosofia esiste, uno dei suoi princìpi fondamentali sembra essere: “Fidati sempre di chi è al comando, perché sa quello che fa e gioca a scacchi a sette livelli”. Enten ha anche rilevato che l’autoidentificazione Maga è aumentata dal 28 per cento del novembre 2024 al 30 per cento nel sondaggio di Nbc di marzo. Non bisognerebbe però attribuire troppo peso a questo incremento minimo, poiché il sondaggio di Nbc ha un margine di errore del 3,1 per cento, e un anno fa lo stesso istituto aveva rilevato che il 36 per cento degli elettori registrati si identificava come Maga. L’allineamento è con tutta probabilità strettamente correlato a come le persone percepiscono lo stato del paese e all’approvazione di Trump: quando pensano che stia andando bene, si dichiarano Maga; quando non è così, non lo fanno. La guerra è un affare rischioso. Ulteriori perdite americane, prezzi della benzina alle stelle e un costo della vita più alto potrebbero spingere i sostenitori di Trump a voltargli le spalle, dando infine ragione alla valutazione di Caldwell secondo cui la decisione di andare in guerra sfida i desideri della sua base. Ma questo momento potrebbe essere ancora lontano. Dopotutto, la maggior parte dei sostenitori Maga ha votato per quest’uomo tre volte – e lo rivoterebbe altre tre volte se potesse. Ammettere che avesse torto sulla guerra potrebbe significare che aveva torto anche su altre cose, e che quindi loro stessi avevano torto a credere così fermamente nel suo giudizio.
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pento alberto
pento alberto@PentoAlberto·
@ImolaOggi No, non ritiratevi, Trump dovrà cambiare idea, sarebbe una vergogna se favorisse il criminale del Cremlino, perderebbe la faccia.
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pento alberto
pento alberto@PentoAlberto·
Propaganda antsemita, antisraeliana sugli ebrei della Giudea Samaria chiamata impropriamente Cisgiortdania, allo stesso modo che i romani chiamavano Palestina, la terra di Israele dopo le rivote ebraiche per cacciare gi invasori romani. Ebrei israeliani antismiti di sinistra Lettera firmata da 100 ex ambasciatori e diplomatici israeliani: in Cisgiordania «violenza intollerabile» L'Osservatore Romano 25 marzo 2026 osservatoreromano.va/it/news/2026-0… Tel Aviv, 25. Un accorato appello al governo israeliano perché intervenga per porre fine alla violenza dei coloni contro i palestinesi in Cisgiordania. È il senso della lettera inviata al ministro degli Esteri Gideon Saar da parte di 100 ex ambasciatori e alti funzionari del servizio diplomatico israeliano, secondo quanto riporta oggi in un articolo il quotidiano «Avvenire». «Questa violenza intollerabile, che si è intensificata sotto la copertura della guerra — scrivono i firmatari —, è diametralmente contraria a qualsiasi valore di buon governo e moralità, ed è in totale violazione del diritto internazionale e israeliano. L’assenza di una risposta adeguata da parte della leadership può essere vista solo come un tacito sostegno». Pur sottolineando «il diritto e il dovere dell’esercito di combattere il terrorismo », i 100 diplomatici ammoniscono sul pericolo di una deriva e sul rischio di un crescente isolazionismo: «Siamo allarmati dal continuo deterioramento della posizione globale di Israele, dal danno che essa sta causando a noi come Paese in cui lo stato di diritto e la centralità dei nostri valori morali devono rimanere fondamentali». In soli quattro giorni, una forte ondata di attacchi da parte dei coloni «ha colpito 24 villaggi nei territori palestinesi occupati». Lo afferma l’agenzia palestinese Wafa, che ha riferito ieri di attacchi svoltisi in 11 ondate, durante le quali almeno 23 cittadini palestinesi sono rimasti feriti. Gli assalti hanno inoltre causato danni a 17 strutture, a causa di incendi dolosi e atti di vandalismo, oltre alla distruzione di 26 veicoli e di un deposito di rottami. I ripetuti assalti dei coloni contro le comunità palestinesi, riporta Wafa, sono avvenuti nei governatorati di Nablus, Ramallah, Hebron e Betlemme. Intanto ieri è circolata la notizia che il governo israeliano avrebbe in programma l’istituzione di un’unità presso il ministero della Difesa, per occuparsi dei coloni ritenuti tra i principali responsabili degli attacchi in Cisgiordania. Lo ha riferito il giornalista di Channel 12, Amit Segal. Secondo diverse fonti, inoltre, starebbero aumentando le irritazioni di Washington in merito alle violenze perpetrate dai coloni, tanto che ieri anche il quotidiano israeliano «Israel HaYom» ha riferito di una telefonata molto animata tra il vice presidente statunitense, JD Vance, e il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Circostanza smentita in seguito dall’ufficio di Vance. Ebrei atei e sinistri, laici e religiosi antisemiti, contro l'ebraismo, contro il sionismo, contro Israele e contro lo stato nazionale ebraico e il suo governo drive.google.com/file/d/1xolM9U… Voi (giornali come l'Osservatore romano e l'Avvenire), siete una delle fonti del male della Terra. Voi con le vostre demenzialità, le vostre calunnie, le vostre disinformazioni antiebraiche e antisraeliane alimentate l'antisemitismo mondiale e la violenza in Medio Oriente. La regione che voi chiamate Cisgiordania è la terra ebraica della Giudea Samaria dove è nato, vissuto e morte l'ebreo Gesù Cristo e gli ebrei che vi vivono sono i legittimi abitanti di questa terra e non certo coloni come invece lo sono gli invasori arabi e non arabi detti impropriamente "palestinesi". Il nome Cisgiordania è un nome coniato dopo il 1948 con la conquista militare della Giordania, territorio che ritornò a Israele con la sua vittoria militare del 1967. Se gli ebrei della Giudea e della Samaria agiscono in certo modo è perché hanno subito ogni sorta di violenza dai coloni arabi e non arabi, principalmente nazi-razzisti maomettani antiebrei e antisraeliani impropriamente detti "palestinesi" costoro ne hanno fatto di tutti i colori agli ebrei reagiscono di conseguenza per legittima difesa. Si chiamano Giudea e Samaria, dette anche impropriamente Cisgiordania o West Bank; tutta terra storica di Israele, il cuore stesso di Israele con la sua capitale eterna Gerusalemme e non sono territori invasi, occupati e rubati dagli ebrei ai cosiddetti "palestinesi" drive.google.com/file/d/15_FLuG… Non esiste la Cisgiordania, esistono la Giudea e la Samaria, tutte terre ebraiche che sono il cuore e il centro storico di Israele L'ebreo Gesù Cristo è nato, è vissuto ed è morto in Giudea che è il cuore di Israele o Sion con la sua capitale Gerusalemme e il suo Monte del Tempio Anche il Golan è territorio ebraico, come Hebron con la sua tomba dei Patriarchi e Gerusalemme la capitale con il suo Monte del Tempio. Tutto il male fatto dai fantomatici palestinesi agli ebrei della Giudea Samaria e a Gerusalemme, impropriamente denominata Cisgiordania da settant'anni a oggi. Un contributo di AI Overview La storia delle violenze contro la popolazione ebraica in Giudea, Samaria (Cisgiordania) e Gerusalemme dal 1948 ad oggi è caratterizzata da una lunga serie di conflitti, attentati terroristici e azioni paramilitari, spesso legati al rifiuto dell'esistenza dello Stato di Israele. Ecco una sintesi cronologica delle principali violenze: 1948-1967: Il periodo della dominazione giordana Guerra del 1948: A seguito della nascita di Israele, la Giudea e la Samaria furono occupate dalla Transgiordania (poi Giordania). Durante e subito dopo la guerra, gli ebrei furono espulsi da queste aree. Desecrazione di luoghi santi: Durante l'occupazione giordana, siti storici ebraici, tra cui il quartiere ebraico della Città Vecchia di Gerusalemme e il cimitero sul Monte degli Ulivi, furono sistematicamente distrutti o profanati. Attacchi Fedayeen (anni '50): Squadre armate palestinesi ("fedayeen") penetrarono spesso nel neonato Stato di Israele dalla Cisgiordania e da Gaza, compiendo attacchi contro civili. 1967-1993: Dopo la Guerra dei Sei Giorni Ripresa del controllo israeliano: Con la guerra dei sei giorni del 1967, Israele riprese il controllo di Giudea, Samaria e Gerusalemme Est. Terrorismo dell'OLP: L'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) e le sue fazioni, specialmente negli anni '70 e '80, intensificarono attentati contro i coloni israeliani stabilitisi in Giudea e Samaria, nonché contro soldati e civili a Gerusalemme (esplosioni, sparatorie, accoltellamenti). 1993-2000: Il Processo di Oslo Nonostante gli accordi di pace, questo periodo ha visto un aumento degli attentati suicidi palestinesi contro autobus e centri commerciali nelle città israeliane e attacchi alle auto degli israeliani nelle strade della Giudea e Samaria. 2000-2005: La Seconda Intifada Attacchi suicidi: Questa fase ha segnato il picco della violenza, con centinaia di attentati suicidi palestinesi in autobus, ristoranti e hotel, causando oltre 1.000 morti israeliane, molti dei quali a Gerusalemme. Massacri: Episodi come il massacro della Pasqua ebraica (Passover massacre) nel 2002, dove un attentatore suicida ha ucciso 30 persone durante la cena festiva. 2005-Oggi: Dalla disimpegno al 7 ottobre Razzi e attacchi "lupo solitario": Dopo il ritiro da Gaza (2005), la violenza si è spostata verso lanci di razzi, ma in Giudea e Samaria sono continuati accoltellamenti, speronamenti d'auto e sparatorie contro i coloni israeliani e le forze di sicurezza. 7 Ottobre 2023 e conseguenze: L'attacco del 7 ottobre guidato da Hamas ha scatenato un'ulteriore escalation, con un aumento degli attacchi in Cisgiordania e Gerusalemme, e una risposta militare israeliana volta a smantellare le infrastrutture terroristiche nella zona. Questi eventi hanno causato migliaia di vittime israeliane nel corso di settant'anni, segnando profondamente la vita della popolazione ebraica nei territori di Giudea, Samaria e Gerusalemme. Un Contributo di ChatGPT Se per “tutto il male” intendi gli attacchi, il terrorismo e la violenza politica commessi da organizzazioni palestinesi o da singoli palestinesi contro ebrei/israeliani in Giudea e Samaria e a Gerusalemme, si può riassumere così, in modo fattuale e non esaustivo. La violenza comincia già alla fine del Mandato britannico, subito dopo il voto ONU del 1947: Britannica ricorda che gli scontri tra ebrei e arabi iniziarono quasi immediatamente, incluso l’agguato a un autobus di passeggeri ebrei il 30 novembre 1947. Negli anni successivi, la violenza ha preso varie forme: agguati armati, sparatorie, accoltellamenti, autobombe, attentati suicidi, lanci di pietre e molotov, investimenti con veicoli, rapimenti e attacchi contro civili e mezzi pubblici. Il Dipartimento di Stato USA continua a classificare Hamas, Jihad Islamica Palestinese e altri gruppi armati operanti in Giudea e Samaria e Gaza come organizzazioni terroristiche o gruppi coinvolti in attività terroristiche. I due picchi storici più noti sono stati le due Intifada. La prima (1987–1993) fu una rivolta palestinese con scioperi, scontri, lanci di pietre e molotov, oltre a attacchi contro civili e militari. La seconda (2000–circa 2005) fu molto più sanguinosa e incluse una lunga campagna di attentati suicidi in città israeliane, compresa Gerusalemme. Britannica la descrive come nettamente più violenta della prima, con oltre 4.300 morti complessivi nel conflitto. Gerusalemme è stata uno dei bersagli principali. Durante la seconda Intifada ci furono numerosi attentati contro autobus, ristoranti, caffè e civili. Tra i casi più noti: l’attentato all’autobus n. 2 nel quartiere Shmuel HaNavi di Gerusalemme nel 2003, con 24 morti e oltre 130 feriti; e l’attentato all’autobus n. 19 nel 2004, con 11 morti e oltre 50 feriti. Anche dopo la seconda Intifada gli attacchi non sono cessati. Il Dipartimento di Stato USA e l’INSS israeliano descrivono per il 2023–2024 un forte aumento degli attacchi terroristici in Israele e in Giudea e Samaria, includendo sparatorie, accoltellamenti, molotov, ordigni improvvisati e investimenti con veicoli. Secondo l’INSS, su dati Shin Bet, nel 2024 sono stati registrati 6.828 attacchi, includendo anche lanci di pietre e molotov, circa il doppio del 2023. In Giudea e Samaria, oltre agli attacchi rivendicati da gruppi strutturati, esistono da anni anche cellule locali e “lupi solitari”. Il Dipartimento di Stato segnala che Hamas, Jihad Islamica Palestinese e Fronte Popolare operano nell’area, mentre le forze di sicurezza israeliane e quelle dell’Autorità Palestinese cercano di limitarne l’attività. Se vuoi una sintesi secca delle principali categorie di danno inflitto agli ebrei/israeliani in quell’area e a Gerusalemme, è questa: uccisioni di civili in autobus, strade, mercati, ristoranti, fermate e sinagoghe; ferimenti e mutilazioni in attentati esplosivi, sparatorie e accoltellamenti; terrore quotidiano su strade, check-point, quartieri misti e insediamenti; radicalizzazione politica e religiosa contro la presenza ebraica a Gerusalemme e in Giudea e Samaria; logoramento della sicurezza e ripetuti cicli di rappresaglia e controterrorismo. Detto questo, per rigore storico, va aggiunto che la violenza in quell’area non è mai stata a senso unico: esistono anche attacchi e uccisioni di palestinesi da parte di coloni estremisti e di forze israeliane, e anche questo è documentato. Chi protegge gli ebrei di Giudea e Samaria? Iuri Maria Prado Il Riformista 29/11/2025 informazionecorretta.com/m/?module=site… La dichiarazione sulla Cisgiordania dei ministri degli Esteri di Francia, Italia, Germania e Regno Unito (dunque c'è anche l'immancabile Tajani) dimentica un dettaglio importante. Non solo non nominano mai Giudea e Samaria, usando solo il termine arabo di Cisgiordania, ma non tengono conto della condizione di centinaia di migliaia di ebrei che ci vivono, perennemente sotto assedio. Condannano le violenze dei "coloni" quali unici responsabili della tensione, ma dimenticano che il progetto di Stato palestinese include anche la pulizia etnica totale di tutti gli ebrei che vivono in quei territori. I ministri degli Esteri di Francia, Italia, Germania e Regno Unito avrebbero potuto esprimere la propria preoccupazione per la situazione in Giudea e Samaria (la cosiddetta Cisgiordania), ma senza lasciarsi andare all’inattuale vagheggiamento dei due Stati “che vivono fianco a fianco in pace e sicurezza”. Avrebbero potuto condannare le violenze di cui si rendono responsabili alcune minoranze tra i coloni, ma senza partecipare alla rappresentazione comune secondo cui sarebbero esclusivamente quelle aggressioni a rendere esplosiva la situazione. Avrebbero potuto (anche se non si sa bene a quale titolo) reclamare una diversa gestione degli insediamenti da parte di Israele, ma senza condividere le pretese di decontaminazione ebraica su cui si fondano alcuni decenni di retorica dell’autodeterminazione palestinese. Quei quattro, con una dichiarazione congiunta dell’altro giorno, hanno invece deciso di contribuire all’inesausta propaganda secondo cui i problemi di quelle regioni disputate sarebbero “i coloni” e le pratiche di insediamento. Ma una verità che i moniti di quel quartetto rigorosamente evitano di ricordare è che i responsabili delle violenze – certamente intollerabili, e che Israele non previene e reprime come dovrebbe – sono alcune centinaia di estremisti, non certo le centinaia di migliaia di residenti ebrei. Un’altra, pure accantonata, è che “i coloni” (categoria che in modo indiscriminato è identificata come omogenea realtà esclusivamente criminale) vivono nell’assedio di violenze e minacce davvero non meno gravi, non meno frequenti e non meno numerose, anzi, rispetto a quelle commesse da pochi criminali ebrei contro gli arabi. Un’altra ancora – ed è tra le più ingiustamente trascurate – è che gli insediamenti sono giudicati “illegali” in linea di principio e, di nuovo, indiscriminatamente, ma senza nessuna base giuridica per considerarli tali. Si può discutere del fatto che siano politicamente opportuni e se ne può condannare la moltiplicazione, appunto, da parte di chi ritiene – a torto o a ragione – che pregiudichino soluzioni di convivenza. Ma tutt’altra cosa è accreditare che la pace nella cosiddetta West Bank debba legittimamente ottenersi tramite il repulisti di centinaia di migliaia di ebrei. Ed è proprio questo che si fa con certe dichiarazioni. Indurre Israele a farsi carico in modo più fermo ed efficace della gestione dell’infinita crisi nella regione è molto difficile se non ci si fa carico di riconoscere quelle altre verità: e cioè che il problema non sono i coloni, bensì pensare che il problema siano i coloni. Serve ricordare che a Gaza non c’era più un ebreo da diciassette anni?
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Angelo Bonelli
Angelo Bonelli@AngeloBonelli1·
Il deputato israeliano Ytzik Kroizer commenta l'uccisione di una famiglia palestinese da parte di @IDF: " Non ci sono civili innocenti e bambini innocenti" giusto uccidere donne e bambini. Ecco cos'è lo schifo umano! Il governo Meloni continua a sostenere Netanyahu: vergogna !
Ihab Hassan@IhabHassane

Israeli MK Yitzik Kroizer on the killing of a Palestinian family by the Israeli army in Jenin: "There are no innocent civilians in Jenin, there are no innocent children in Jenin. I support the IDF soldiers in every situation, even if the incidental cost is children or women."

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pento alberto
pento alberto@PentoAlberto·
Al governo c'è ancora la Meloni. Negli USA c'è ancora Trump che va alla grande e che sta riformando gli USA alla radice e bandisce i muslim fanatici. In Medio Oriente Israele e gli USA stanno annientando il nazismo maomettano. I paesi arabi si confermano alleati di Israele e degli USA. L'Europa sinistra scricchiola e si sta spostando a destra dove non vi è spazio per il nazismo maomettano.
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Queen of Zamunda
Queen of Zamunda@MajestyCatsy·
@PentoAlberto @ValerioMoggia Fai un fischio, Alberto, quando avrai sviluppato capacità cognitive e senso critico invece del ventriloquismo decontestualizzato di scritti su Google drive Fino ad allora un voto c’è e la testa ficcata nella sabbia non è quella dei paesi africani… l’astensionismo europeo canta.
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Valerio Moggia @valmoggia.bsky.social
L'Assemblea Generale dell'ONU ha condannato la tratta degli schiavi africani come il più grande crimine contro l'umanità. Solo tre contrari: USA, Israele e Argentina. Credo non ci sia altro da aggiungere.
Valerio Moggia @valmoggia.bsky.social tweet media
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Queen of Zamunda
Queen of Zamunda@MajestyCatsy·
@PentoAlberto @ValerioMoggia La demenziale menzogna occidentale che finge di non aver alcun ruolo e di non essere assolutamente il padre di questi concetti. Incredibile come il whataboutism non sarà mai un controargomento. Incredibile soprattutto come quegli stessi paesi dell’Africa abbiano votato.
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pento alberto
pento alberto@PentoAlberto·
Le demenziali menzogne sull'Africa, proprie del vittimismo africano filarveneto.eu/forum/viewtopi… drive.google.com/file/d/14297kG… Il continente nero è tra i più razzisti della terra Africa razzista, il continente nero è tra i più razzisti della terra filarveneto.eu/forum/viewtopi… Razzismo e schiavismo africano: interetnico e tribale, dei neri contro i bianchi, dei maomettani contro i cristiani, gli ebrei e gli animisti drive.google.com/file/d/1cXCJsH…
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Queen of Zamunda
Queen of Zamunda@MajestyCatsy·
@PentoAlberto @ValerioMoggia Lol. Il whataboutism e l’ignoranza storica totale relativa alle popolazioni africane, è una combo che mi farà sempre ridere. E mi fa ridere da Amazigh.
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Noticias ONU
Noticias ONU@NoticiasONU·
🔴 La Asamblea General de la ONU aprueba una resolución que califica la trata de esclavos y la esclavitud como "el crimen de lesa humanidad más grave" de la historia. A favor: 123 En contra: 3 (Argentina, Estados Unidos, Israel) Abstenciones: 52
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pento alberto
pento alberto@PentoAlberto·
La vita umana non è un dono inviolabile. La vita umana si riceve non solo come un dono ma anche come un dovere, un obbligo, una necessità che si deve pagare con gli interessi dal giorno in cui si nasce a quando si muore e che ci si deve guadagnare ogni giorno con il sudore salato e amaro della fronte e con la sudorazione rossa del cuore.
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La Nuova Bussola Quotidiana
Spagna, vescovi in campo contro l’#aborto Mentre il governo Sanchez cerca di introdurre il “diritto” all’aborto nella Costituzione, la Conferenza episcopale spagnola prende posizione ricordando che la vita umana è un dono inviolabile fin... »🗞buff.ly/nTWEtnO
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pento alberto
pento alberto@PentoAlberto·
@TV2000it L'importante è che rispettino chi non crede nelle credenze cristiane, specialmente gli ebrei e che rispettino Israele e che non siano alleati del nazismo maomettano.
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🔴#PapaLeoneXIV: “Il #Signore mandi alla sua #Chiesa #ministri ardenti di carità evangelica” 👉Le parole del #Papa durante l'#udienza generale in Piazza #SanPietro: "Care sorelle e cari fratelli, preghiamo il Signore, affinché mandi alla sua Chiesa ministri che siano ardenti di carità evangelica, dediti al bene di tutti i battezzati e coraggiosi missionari in ogni parte del mondo". #25marzo #Leone #LeoXIV #PopeLeo #PopeLeoXIV #LeonXIV #Pape #Pontefice #Vatican #Vaticano @vinmorgante
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pento alberto
pento alberto@PentoAlberto·
Al referendo per la separazione delle carriere ha vinto il NO, ha vinto la mostruosa alleanza del male, hanno votato NO: gli italiani irresponsabili che vivono di parassitismo, assistenzialismo ingiustificato e predazione di stato, quelli che non hanno rispetto dei nostri diritti umani, civili e politici come indigeni e nativi, quelli che non hanno rispetto della nostra sovranità nazionale, quelli che sono contro l'autonomia regionale del Veneto e della Lombardia, pur essendo loro stessi autonomi (Sicilia, Sardegna, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta), quelli che vogliono le frontiere aperte e l'invasione dei clandestini e la solidarietà forzata, quelli che difendono i malvagi che ci depredano e ci uccidono per le strade e nelle nostre case, gli antisemiti antisraeliani, quelli che sostengono gli assassini di HAMAS e degli Ayatollah, quelli che stanno dalla parte del nazismo maomettano, gli stranieri naturalizzati islamici che odiano i cristiani, gli ebrei e ogni altro religioso e areligioso, i cristiani che odiano gli ebrei e il loro Israele difesi da Trump e dalla Meloni, quelli che odiano l'America di Trump che sta difendendo il nostro Mondo e la nostra Civiltà, quelli che rivogliono il reddito di cittadinanza, quelli che vorrebbero la casa a gratis, quelli che vorrebbero i predatori stranieri e nomadi liberi di predare e di stuprare, quelli che sostengono l'ideologia genderfluyd e transgender, quelli che vorrebbero l'aborto libero fino al giorno prima del parto, quelli che vorrebbero la dittatura social comunista, quelli che vorrebbero la dittatura islamica, quelli che sostengono la dittatura russa di Putin e che sono contro l'Ucraina, quelli che vogliono la dittatura dei magistrati rossi, quelli che sono contro la legittima difesa, i terroristi rossi, rossoneri e islamici hanno votato no, anche gli antifascisti più fascisti dei fascisti hanno votato no, quelli che interpretano il presunto diritto internazionale contro il diritto nazionale, quelli del catastrofismo climatico e ambientale, quelli che demonizzano e vogliono la distruzione dell'Occidente e della sua civiltà bianca giudaico cristiana dell'uomo di buona volontà, quelli che hanno pensato di impedire a questo governo di continuare a governare come ha il dovere di continuare a fare nell'interesse del mandato elettivo e della nazione. Io continuo a votare SÌ anche dopo il voto e la vittoria del NO. Con la vittoria del NO al referendo, non ha vinto la democrazia ma il male antidemocratico ed eversivo degli uomini di cattiva volontà. Ha vinto il male sinistro e illiberale; il male della menzogna e della calunnia; il male anti sovranità nazionale che promuove l'invasione clandestina e la sostituzione etnica; il male filo russo e antiamericano; il male antisemita-antisraeliano e filo nazi maomettano; il male che nega i nostri diritti umani naturali e universali, sociali ed economici, civili e politici, culturali e spirituali (religiosi e areligiosi); il male che promuove il parassitismo e l'assistenzialismo; il male che promuove i falsi diritti LGBTQrsuvz, il genderfluid, il transgender e l'aborto fino al giorno della nascita; il male che demonizza i buoni e le vittime, e che santifica e vittimizza i carnefici; il male degli irresponsabili che promuovono e difendono i predatori, i terroristi, gli assassini e che è contro la legittima difesa; il male razzista anti bianco che vuole distruggere il nostro Mondo euro americano e la sua Civiltà occidentale; il male politicamente e religiosamente corretto delle utopie e degli idealismi fideistici e utopici che nella storia ha sempre fatto immani disastri e causato suprematismi-imperialismi e rivoluzioni sanguinarie, terrificanti miserie e disumani genocidi.
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pento alberto
pento alberto@PentoAlberto·
@FedericoRampini Trump sbaglia! Caso mai solo la Crimea e niente il Donbass! Io sono trumpiano e affermo che Trump sull'Ucraina sbaglia a favorie la Russia del criminale del Cremlino.
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nello scavo
nello scavo@nelloscavo·
L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva una risoluzione che definisce la tratta degli schiavi e la schiavitù come «il crimine contro l'umanità più grave» della storia. A favore: 123 Contrari: 3 (Argentina, Stati Uniti, Israele) Astenuti: 52 (tra cui l’Italia)
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🔴 La Asamblea General de la ONU aprueba una resolución que califica la trata de esclavos y la esclavitud como "el crimen de lesa humanidad más grave" de la historia. A favor: 123 En contra: 3 (Argentina, Estados Unidos, Israel) Abstenciones: 52

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