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Luigi M.
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Luigi M.
@LM_1292
Classe 1992 | “In un mondo in cui niente è quel che sembra devi guardare oltre”. 🔴⚫️ @acmilan
Beigetreten Eylül 2020
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Akira, muoviti a percorrere 'sto serpentone, e non lamentarti che è troppo lungo.
L'hai disegnato tu.
#AkiraToriyama

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There is absolutely no place in our game for racism: we are appalled.
We are with you, Mike.
#WeRespAct

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Fra pochissimi giorni parte la Coppa d’Africa, praticamente il paradiso in terra per gli amanti della combo nome+cognome dei calciatori. E chi sono io per non fare un Thread sui miei preferiti? Nessuno. Infatti lo faccio.
Le immagini delle liste dei convocati sono di @nahuelzn
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Stagione 2015/2016. Boston riceve la visita di Cleveland. Durante un time out, sui maxischermi del TD Garden viene trasmesso un video riguardante la storia di un ragazzino di 16 anni di Boston. Si chiama Aaron Miller e ha una rara forma di distrofia. Anni prima i medici gli dissero che sarebbe rimasto paralizzato e con deficit cerebrali per tutta la vita. Ma dopo decine di interventi e anni di terapie, Aaron, ha iniziato a giocare gare a golf e a basket. Non solo, è così bravo a farlo che è diventato un atleta di "Special Olympics" (associazione che organizza ogni 4 anni le olimpiadi per persone con disabilità intellettiva e/o fisica).
In quel momento Cleveland è attorno al proprio allenatore, David Blatt, che sta dando le ultime indicazioni prima della ripresa del gioco.
LeBron però si sfila prima dal gruppo, inizia a correre, attraversa tutto il campo, e si dirige verso un tifoso di Boston in prima fila: ha capito che quel tifoso è Aaron Miller.
Lo abbraccia.
Gli accarezza la testa, e gli dice qualcosa.
“Non sono riuscito ad ascoltare l'intera storia perchè il coach in quel momento stava disegnano uno schema da eseguire. Ma con la coda dell'occhio ho visto il suo viso sullo schermo. Ho sentito che i dottori gli dicevano che non sarebbe riuscito a camminare o parlare mai più. E invece eccolo qui. Tutto ciò va oltre il basket. Sono riuscito a riconoscerlo e ho notato che indossava le mie scarpe. Quel modello di scarpe è uno di quelli che ho disegnato io. Tra l'altro hanno un modo particolare di essere allacciate, che facilita il gesto. In quel momento mi sono sentito come fossi parte di lui, e allora sono corso a mostrargli il mio rispetto e la mia ammirazione”.
A fine partita LeBron è tornato da Aaron e gli ha regalato le scarpe che indossava.
Oggi è un giorno speciale perchè quest'uomo compie 39 anni. Non c'è niente che non sia già stato scritto riguardo a questa icona della pallacanestro. I record sbriciolati, e le classifiche che lo vedono primo di sempre, ormai non si contano più. Sono infiniti. Come l'ammirazione per un giocatore che a questa età, come nessun altro prima di lui, riesce ancora ad essere tra gli atleti più determinanti al mondo. C'è un aspetto che forse è un po' offuscato da ciò che di incredibile ha sempre fatto sul campo: quello che fa, ha fatto, e continuerà a fare, fuori dal campo. E parliamo di quel confine tra la leggenda e la gente comune che in tantissimi casi lui ha azzerato. Ridando ciò che ha ottenuto a decine di migliaia di bambini e ragazzi che invece non hanno nulla o hanno poco: perchè non ha mai dimenticato chi era, e da dove è venuto.
Ma anche nei piccoli gesti, forse più semplici, ma egualmente potenti, come questo nei confronti di Aaron, si è sempre dimostrato sincero e al tempo stesso straordinario.
Buon compleanno LeBron James.

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Sembrava un sogno, ora è realtà: 𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗽𝗽𝗮 𝗗𝗮𝘃𝗶𝘀 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗶𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝟰𝟳 𝗮𝗻𝗻𝗶! 🇮🇹🏆
#CoppaDavis #DavisCupFinals

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