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Betore Rome, there was Carthage. Before Carthage, there was Tyre.
Europe, Princess of Tyre, gave her name to the continent of Europe, to those who, today, let Israel destroy her city, Tyre—a city more than 5,000 years old—by European weapons without saying a word.
What you see in this image are not merely ordinary columns; they are the historical columns of Tyre in southern Lebanon are iconic Roman architectural remains. They are part of an ancient Phoenician city-state that is now a UNESCO World Heritage site.
I could not identify any military targets that would justify striking a UNESCO World Heritage protected site. We are watching history beirg erased in real time by Israel.


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Noruega le da una paliza histórica a Israel y dona TODAS las ganancias del partido a Palestina.
Noruega aplastó 5-0 a Israel y celebró con una alegría que se sintió en todo el mundo.
Pero lo más poderoso no fue solo el resultado: el equipo y la federación noruega decidieron donar el 100% de los ingresos del partido a Palestina.Esto no es solo fútbol.
Es una declaración política clara y valiente en medio del Mundial 2026. Mientras Israel sigue con su campaña de destrucción en Gaza y Líbano, y amenaza a Irán, Noruega elige ponerse del lado correcto de la historia.Un país que entiende el valor de la solidaridad y la justicia.
Un equipo que transforma una victoria deportiva en ayuda concreta para un pueblo que sufre ocupación y masacres.
Este gesto contrasta fuertemente con la hipocresía de la FIFA y de varios gobiernos occidentales que protegen a Israel pese a todo.
Gracias, Noruega.
El mundo necesita más acciones concretas como esta.
¿Qué opinas tú?
¿Crees que más selecciones deberían seguir el ejemplo de Noruega?
Comenta, comparte y celebra esta victoria con significado.
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How apt is the Banksy painting today in light of the sentencing of the #Filton4
Zillur Rahman@ZillRah7
Powerful video on the Banksy painting. While @Keir_Starmer’s government uses the law to treat protestors as terrorists, he had no issues meeting Isaac Herzdog from Israel, a man who said the entire nation of Gaza was responsible. Sickening! #Banksy
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Questi sono 10 buoni motivi per sanzionare e boicottare Israele esattamente sulla base del paragone che viene spesso condotto rispetto alla guerra scatenata dalla Russia in Ucraina:
1. In Ucraina 4 vittime su 100 sono civili, mentre a Gaza sono 80 su 100: una differenza che distingue una guerra da un genocidio.
2.In Ucraina, l’aspettativa di vita alla nascita è crollata di 7 anni in un anno dall’inizio dell’invasione. A Gaza di 35 anni dopo un anno di genocidio.
3.In Ucraina sono stati uccisi circa 700 bambini in oltre 3 anni di attacchi, compresi quelli morti in Russia e nel Donbass; a Gaza, 20,000 bambini palestinesi in meno di 3 anni.
4.In Ucraina sono stati uccisi 21 giornalisti; a Gaza, 300.
5.In Ucraina, sono stati uccisi 359 operatori sanitari in più di 4 anni di invasione. A Gaza oltre 1700 in meno di 3.
6.Dal 2023 al 2025, 25 operatori umanitari (incluso personale delle Nazioni Unite) hanno perso la vita in Ucraina. A Gaza sono 560.
7.Se consideriamo la dimensione della popolazione (39,5 milioni vs. 2.3) questi numeri assumono valori ancora più diseguali poiché, per paragonare le due catastrofi umanitarie, i morti a Gaza dovrebbero essere moltiplicati per 39,5/2,1=18,8).
8.In Ucraina la percentuale di popolazione con livello 5 (catastrofico) di insicurezza alimentare è 0% contro il 32% a Gaza. In Sudan è dell’1%.
9.Poche settimane dopo l’invasione dell’Ucraina, L’Unione Europea ha boicottato le istituzioni russe e imposto oltre 16.000 sanzioni. Nei confronti di Israele, invece, dopo tre anni di GENOCIDIO, e’ stato fatto poco o niente.
10.In Ucraina abbiamo inviato armi a un Paese vittima di un’aggressione. A Gaza, invece, abbiamo spedito armi all’aggressore. Abbiamo inviato armi a un Paese che sta commettendo un genocidio in mondovisione.
Ogni vita umana conta molto di più di come e quanto può essere contata e questi numeri non dovrebbero certo far diminuire la nostra solidarietà verso uno dei due popoli colpiti da queste crisi umanitarie. Eppure, la disparità di intervento dei Paesi occidentali, che si dipingono come paladini dei diritti umani e dell’uguaglianza, ci dovrebbe interrogare su questi doppi standard di tipo politico, morale e psicologico.




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