Bertagiu 🐎🦜🐠🏍

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@bertagiu

Roma, Lazio Beigetreten Nisan 2015
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enea
enea@enea2punto0·
@bertagiu Ancora non conosci l’Italia?
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Direi che da essere truculento che andava in giro a fare comizi urlando alla folla di avercelo duro dissacrando stato e nazione (da vivo) a diventare una sorta di statista illuminato (da morto), il passo è stato più corto di quanto avrei immaginato ….
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Katia
Katia@LRDPS·
Mio figlio stamattina ha vomitato. ( in classe sua gira il virus intestinale e mi sa che se l'è beccato) telefono ex marito se per favore passa in farmacia per enterogermina e qualcosa che fermi il vomito. Arriva con una coca-cola. 🙄 - il farmacista mi ha consigliato questa. 😩
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enea
enea@enea2punto0·
@salvaggio06 @LRDPS Il Plasil non è indicato nei bambini fino ai 18 anni di età, se non come seconda linea per contrastare nausea e vomito da chemioterapia. Quando fate i grandi esperti di stacippa senza sapere un cazzo siete patetici.
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Frenkie_Woody
Frenkie_Woody@Frenkie_Woody·
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Rula Jebreal
Rula Jebreal@rulajebreal·
Trump ieri: "Lasciate che ve lo dica. Abbiamo vinto. Abbiamo vinto" e afferma che la decisione di bombardare l'Iran è stata presa dopo aver consultato Netanyahu, Jared Kushner, Witkoff e Hegseth. Un latitante per crimini di guerra, un imprenditore immobiliare. Un conduttore televisivo che si ubriacava. E il genero corrotto del presidente. Non i capi dei servizi segreti. Non i vertici militari. Il Medio Oriente in fiamme, il prezzo del petrolio a 100 dolori al barile, e l'economia e sicurezza mondiale subisce le conseguenze di quella decisione catastrofica.
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OSINTtechnical@Osinttechnical

Massive oil tanker fire reported in the northern Persian Gulf tonight after an Iranian attack.

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andrea lucatello
andrea lucatello@andlucatello·
Non sentivo un appello così efficace alla pace dalla finale di Miss Italia 1997.
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Nino Cartabellotta
Nino Cartabellotta@Cartabellotta·
Definire la magistratura “plotoni d’esecuzione” e invitare i cittadini a votare Sì per “toglierli di mezzo” non è una gaffe È una linea politica Che fa paura #Bartolozzi
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Matteo Bassetti
Matteo Bassetti@ProfMBassetti·
🗓️Uno studio su 46 milioni di adulti rivela che i vaccini contro il COVID-19 hanno ridotto significativamente il rischio di infarti e ictus. Uno studio condotto su 46 milioni di adulti in Inghilterra ha inferto un duro colpo alla disinformazione online r al mondo novax, rivelando che i rischi di infarto e ictus sono in realtà diminuiti dopo la vaccinazione contro il COVID-19. Monitorando i dati sanitari da dicembre 2020 a gennaio 2022, i ricercatori hanno osservato una riduzione del 10% dei principali problemi arteriosi già dopo la prima dose. Questi benefici protettivi si sono intensificati con le dosi successive; la riduzione del rischio è salita al 20% per i vaccinati Pfizer/BioNTech e al 27% per i vaccinati AstraZeneca dopo i richiami, a dimostrazione di un significativo vantaggio per la salute cardiovascolare. Sebbene siano stati rilevati effetti collaterali rari come la miocardite, questi sono rimasti eccezionalmente rari e ampiamente compensati dai pericoli del virus stesso. Al contrario, è noto che contrarre il COVID-19 aumenta significativamente il rischio di gravi problemi cardiaci e trombotici. I vaccini per il Covid non solo hanno permesso di prevenire le malattie respiratorie gravi, ma proteggono attivamente il sistema circolatorio. 🚨Dopo questi dati così forti, basta parlare di morti improvvise, infarti e ictus legati ai vaccini Covid. ‼️Per la scienza parlano dati, numeri e riviste scientifiche, per la disinformazione, i novax, i ciarlatani e giornalisti e politici di parte. Ora però BASTA‼️‼️
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Sirio 🏀
Sirio 🏀@siriomerenda·
con un troppo morbido Mentana grande Milena Gabanelli su Trump "mi pare che per quello che è successo 80anni fa li abbiamo ringraziati...però non è che Dio ci ha ordinato di metterci a 90gradi...si sta comportando non da alleato, ma da nemico" #Gabanelli #Mentana #tgLa7 #10marzo
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pier luigi pinna
pier luigi pinna@pierpi13·
C’è stato un tempo in cui il mio volto era ovunque. Cartelloni, riviste, interviste. Ero l’eroe d’avventura di The Mummy. Il ragazzo che saltava tra le liane in George of the Jungle. Guadagnavo milioni. Vivevo in una grande casa. E pensavo che sarebbe durato per sempre. Nessuno ti prepara alla rapidità con cui tutto può finire. Quando ho denunciato l’abuso che avevo subito, il silenzio è stato assordante. Le porte si sono chiuse. Il telefono ha smesso di squillare. Il mio agente mi ha lasciato. Gli “amici” sono spariti. Da “star del momento” sono diventato “quello problematico”, “quello difficile”, “quello che non porta più incassi”. Nel frattempo il mio corpo cedeva. Sette interventi chirurgici per le ferite accumulate nei film: schiena, ginocchia, corde vocali. Dolore cronico. Mi sono ritrovato in una depressione così profonda che alcuni giorni non riuscivo nemmeno ad alzarmi dal letto. Il peso saliva e scendeva. L’autostima scendeva e basta. I miei figli mi chiedevano: «Papà, perché non fai più film?» E io mentivo: «Sto scegliendo bene i progetti.» La verità era che nessuno mi chiamava. Ho iniziato a pensare di aver fatto qualcosa di sbagliato. Di meritare l’oblio. Che forse era meglio sparire. Un giorno, mentre sistemavo il garage, trovai una scatola di vecchie fotografie. In una c’ero io sul set di George of the Jungle. Tenevo in braccio mio figlio Griffin, che aveva due anni. Ridevamo entrambi. Dietro di me c’erano luci, troupe, movimento. E ho ricordato perché avevo iniziato. Non per la fama. Non per i soldi. Ma perché amavo recitare. Perché quando facevo ridere qualcuno, mi sentivo vivo. Quel giorno mi sono fatto una promessa: sarei tornato. Non importava quanto tempo ci volesse. Anche con un film piccolo, indipendente, senza budget. Sarei tornato. Dieci anni dopo, il telefono ha squillato. Era Darren Aronofsky. Voleva che facessi un provino per The Whale. La storia di un uomo obeso, isolato, depresso, che cerca di riconnettersi con sua figlia. Ho letto la sceneggiatura e ho pianto. Quell’uomo ero io. Abbiamo girato in venti giorni. Budget minimo. Solo io, una tuta protesica e una macchina da presa. Alla prima a Venezia, il pubblico si è alzato in piedi. Ho visto persone piangere. E per la prima volta dopo anni, ho sentito che il mondo mi stava guardando di nuovo. Poi è arrivato l’Oscar. Nel 2023 ho stretto tra le mani quella statuetta dorata. Ma la cosa più importante non è stata il premio. È stato vedere i miei figli lì, in sala. E quella sera, tornando a casa, mio figlio mi ha abbracciato e mi ha detto: «Papà, non ho mai dubitato di te.» Non racconto questa storia per essere applaudito. La racconto per chi oggi è seduto in un parcheggio, a mangiare da solo, sentendosi invisibile. Per chi pensa che la propria storia sia finita. Per chi aspetta da anni una chiamata che non arriva. Il mondo può dimenticarti. Può ignorarti. Può cancellarti. Ma finché tu non dimentichi te stesso, c’è sempre tempo per un ritorno. Non importa quante volte cadi. Importa se sei disposto ad alzarti ancora una volta. Brendan Fraser
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