Satanas
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@Il_Topo @gilamalfa Hai racchiuso tutto in questo commento ScIaPÓ😎
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@gilamalfa Sulle "congreghe" o per feste e grandi eventi simili posso arrivare a capirlo... ma per due persone...
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@offtopicmarta Se il discorso si limita a 2 coperti hai ragione, se in2 coperti diventano sai bene che é una menata.
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@HyperPixie_ Con la differenza che dal dentista quando ti passa il cagotto ci vai lo stesso dopo,magari al ristorante non ci torni...
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Non capisco però perché per tutti va bene che se non disdici dal dentista o pure dall’estetista entro 24h devi pagare l’intera prestazione, ma per i ristoranti non va bene mai nulla.
Miriam@LaGrevia
Abbiamo chiuso le prenotazioni una settimana fa, rifiutato non so quante richieste di prenotazione: alle 12 annullato un tavolo per 2. Poi però sbattete i piedini a terra quando i ristoranti vi chiedono le carte di credito a protezione.
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@AnnaMariaBolle1 @slytherin_qveen É quello che diceva la tipa chiedendo la carta di credito
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@slytherin_qveen Basterebbe far versare una caparra quando si prenota
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Oddio ma metti che uno gli è venuto il cagotto un'ora prima ma tu dimmi 😭😭😭😭
Miriam@LaGrevia
Abbiamo chiuso le prenotazioni una settimana fa, rifiutato non so quante richieste di prenotazione: alle 12 annullato un tavolo per 2. Poi però sbattete i piedini a terra quando i ristoranti vi chiedono le carte di credito a protezione.
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@slytherin_qveen clChiami un'ora prima a pasquetta mi gira, ti ho tenuto il posto e non lho dato ad altri, preso cibo anche per te e tante altre menate. Detto questo, può capitare. Dare la carta di credito disincentiverebbe chi lo fa senza cagotto, come in albergo.
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@diTerralba Che poi mi fa morire sta cosa, festeggiano il 25 aprile dove poi siamo stati liberati dagli USA, non è che ci siamo liberati da soli, i partigiani erano 250k nell'ipotesi più generosa.
E poi odiano gli USA in qualunque altro contesto.
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Penso che dovremmo prendere esempio della Spagna: in quel paese, dove pure le sinistre sono fortissime, non è mai esistita una festa nazionale per commemorare la fine del franchismo.
Forse, dopo 81 anni, potremmo cominciare ad archiviare la festa nazionale del 25 aprile e semmai limitarci a una qualche sobria cerimonia pubblica. Altrimenti ce la portiamo avanti per altri cento anni? A quando la festa nazionale per il 20 settembre, la presa di Roma, la breccia di Porta Pia?
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@ReLeomerda @VinnyA350 Ahahahah e quelli hai detto bene, sono i coglioni🤣
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@dyingleaf666 @VinnyA350 basta cazzate.
la maggior parte dei coglioni che viaggiano, lo fanno per visitare i tre posti famosi del luogo dove stanno, farsi le foto da postare sui social e poi tornare in hotel a guardare il telefonino.
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Vedi Maurizio, è la domanda che ti poni a essere sbagliata.
Il problema non è come faccia la gente a viaggiare ogni 2 mesi, bensì PERCHÉ la gente senta questa impellente e inderogabile necessità di andare in massa a impestare luoghi lontani da casa.
Cosa devono dimostrare?
maurizoe8@Im_ImErUb
Ma la gente come fa a fare un viaggio ogni 2 mesi?
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@assindigestion @VinnyA350 Mah, io vado in giro quando posso perché mi diverte, stacco la testa dalla routine, scopro cibi nuovi visto sono il mio lavoro e imparo quanto più possibile. "Spessore"e altre cazzate le pensa chi forse vive un senso di inferiorità.🖐🏻
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@dyingleaf666 @VinnyA350 se vuoi conoscere veramente una cultura ti trasferisci nel posto.
in 2 settimane vieni trattata da turista e della cultura non apprendi un cazzo.
lo fate solo per convincervi di avere uno spessore quando siete bidimensionali.
il vostro ritrardo è ultraterreno
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@VinnyA350 @LiciaLutetia @dyingleaf666 Ma anche se fosse, perché la cosa ti accende così tanto? Ognuno spende il suo tempo come meglio crede, inutile infastidirsi perché la gente non passa il SUO tempo come vorresti tu
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@VinnyA350 @LiciaLutetia Ma esattamente chi vi ha detto che ci vai 2 giorni e chi vieterebbe nel caso di fare conoscenze in 2 giorni? Mah
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@LiciaLutetia @dyingleaf666 Cioè uno va due giorni in un posto e “conosce gente nuova, vede cose”.
Cosa puoi mai conoscere di un luogo e della sua gente in una manciata di ore?
Boh.
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@VinnyA350 Ho letto un sacco di risposte idiote qui sotto. Ci rinuncio. State a casa vostra e andate al baretto sotto casa a parlare male della signora del 3zo piano, ha messo l'umido nella differenziata. Mi cambia davvero poco nella vita 🤦🏻
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@VinnyA350 Nkn vi é mai passato per la testa che vedere posti nuovi e conoscere gente che vive diversamente può essere una bella esperienza? Psnla gente lavora, guadagna, risparmia e viaggia. Voi a scrivere stronzate sui social da casa di mamma
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@giorgiopriami @VinnyA350 Direi di no, credo possa valere per tutto il mondo. Se vai a rompere i coglioni direi che tutti preferirebbero non incontrarti. Ti assicuro che non é il mio caso😎
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@dyingleaf666 @VinnyA350 Dobbiamo iniziare a chiedersi, anche, se la gente che vive diversamente da noi ha voglia di incontrare masse di turisti stupidi e cafoni.
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@AlesioFazi80318 @Mauri1321 Lattine e caffè anfetaminici prima dei passaporti
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@Mauri1321 È una vita che il palazzo vi protegge. Dal caso Recoba alle telefonate nascoste
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@RGarinella Avranno mai perso una partita demeritando questi qua?
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#Inter #SerieA
Lo scudetto che l’Inter sentì suo: il 1990/91 tra rimpianti, arbitri e una Coppa UEFA che salvò tutto
Ernesto Pellegrini, presidente nerazzurro dal 1984 al 1995, non ha mai fatto mistero del suo rammarico.
«Diciamo che moralmente avremmo meritato anche lo Scudetto del ’90/’91», ha dichiarato anni dopo. «In alcune partite, compreso lo scontro diretto con la Sampdoria, gli arbitri ne hanno combinate davvero di tutti i colori. Purtroppo all’epoca non esisteva il VAR».
Parole nette, quasi liberatorie, di un uomo che ha vissuto sulla pelle quel campionato come un’ingiustizia sportiva. E aveva ragione a sentirsi così. La stagione 1990-91 è una di quelle che il calcio italiano non dimentica. La Sampdoria di Vujadin Boškov, con i “gemelli del gol” Roberto Mancini e Gianluca Vialli in stato di grazia, con Pietro Vierchowod a fare il leone in difesa e Gianluca Pagliuca tra i pali, conquistò il suo primo (e finora unico) tricolore. 51 punti, +33 di differenza reti, una macchina da gol e da punti. Meritatissimo, sul campo.
Ma per l’Inter di Giovanni Trapattoni – quella con Lothar Matthäus, Jürgen Klinsmann, Andreas Brehme, Giuseppe Bergomi e Walter Zenga – fu una ferita che ancora oggi brucia. I nerazzurri chiusero a 46 punti, terzi dietro al Milan (anche loro a 46, ma meglio in classifica avulsa). Campioni d’inverno, dominatori per lunghi tratti, con un attacco stellare e un centrocampo da paura. Eppure il titolo sfuggì.
Il colpo decisivo arrivò il 5 maggio 1991 a San Siro: Inter-Sampdoria 0-2. Una partita che, a rileggerla oggi, sembra scritta da un regista sadico. L’Inter dominò (24 tiri contro 6), Klinsmann si vide annullare un gol per un fuorigioco inesistente, Bergomi e Mancini vennero espulsi per un battibecco da cortile, ci furono almeno due rigori netti non concessi. Pagliuca parò il penalty a Matthäus e Vialli, a porta vuota, chiuse i conti. Dossena aveva già sbloccato. Fu la partita che consegnò lo scudetto alla Samp, ma anche quella che lasciò negli interisti la sensazione netta di essere stati derubati.
Pellegrini non parlava a vanvera. Non era solo quel pomeriggio: ci furono altri episodi sospetti, come la trasferta di Firenze, dove gli arbitri – secondo il presidente – “condussero male” la gara. Senza VAR, senza moviole, senza prove video, restava solo il verdetto del campo e la rabbia di chi si sentiva più forte. L’Inter di quell’anno era una corazzata: tecnica, fisica, esperta. Aveva tutto per vincere il campionato.
Invece vinse “solo” la Coppa UEFA, battendo la Roma in finale (2-0 all’andata a San Siro, 0-1 al ritorno all’Olimpico). Un trofeo europeo che, in un’annata così amara, suonò come una rivincita. Fortunatamente, verrebbe da dire. Perché sì, la Samp meritò il suo scudetto storico: fu una squadra bellissima, compatta, capace di stupire un’Italia che non la vedeva arrivare.
Ma l’Inter di Pellegrini, Matthäus e compagni avrebbe meritato di giocarselo fino in fondo senza quei “tutti i colori” degli arbitri. Il presidente lo disse chiaro: moralmente quel tricolore era suo. E chi ha visto quelle partite, chi ha rivissuto le proteste, i pali, i rigori negati, non può che dargli ragione.
Il calcio è anche questo: rimpianti che diventano leggenda, trofei che consolano, scudetti che si sentono “morali”. Il 1990/91 resta l’esempio perfetto. La Samp esultò con il sorriso di chi ha compiuto l’impresa della vita. L’Inter, pur terza, alzò una Coppa UEFA e un orgoglio che nessuna sentenza arbitrale poteva scalfire. E Pellegrini, da presidente innamorato, poté dire senza ipocrisia: quel campionato, nel cuore, era nostro.


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@Ioviusaugustus Ma quindi se vinceva il SI era un tana libera tutti per chi commette reati?
La sua pare proprio una confessione, complimenti a questa immagine oscena che avete della società.
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@LucaPellegri E infatti la riforma era fatta proprio a spaghetti e mandolino, pizza e mafia...
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