Jacopo Paoletti

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@jacopopaoletti

Manager & Entrepreneur. Founder & Chair https://t.co/TET7kulqbU 20+yrs in Marketing, Communication & Tech Educated in Digital Economics & Computer Engineer https://t.co/xlVBRSdFnF

Italia Beigetreten Temmuz 2009
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Jacopo Paoletti
Jacopo Paoletti@jacopopaoletti·
Il 27 novembre esce #AIeconomy, il mio primo libro edito da FrancoAngeli. Ormai sono circa 10 anni che mi occupo di Intelligenza Artificiale, e ho avuto l'opportunità di fondare e lavorare in progetti e aziende sul tema AI, praticamente fin dai primi reali esordi commerciali. Queste 360 pagine sono frutto di circa un anno di lavoro fra esperienze dirette, ricerche accademiche e di mercato, best practices, casi studio, il tutto nell'intreccio fra economia, tecnologia e umanistica, con la prefazione di Stefano Quintarelli e la postfazione di Oreste Pollicino (che non smetterò mai di ringraziare). Nel libro troverete oltre 70 contributi originali di professionisti, esperti, manager, imprenditori, professori universitari, decision e policy maker, sia italiani che internazionali: amici, colleghi, soci con cui nel tempo ho avuto la fortuna e il privilegio di confrontarmi, e in molti casi anche lavorare insieme. Lo trovate su Amazon: amzn.eu/d/iHSW4iU
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ANGI
ANGI@Angi_tech·
L’Innovation Cybersecurity Summit approda anche su #Rai3 nel salotto di @agorarai. 📺🔐 La presenza nei principali programmi di informazione e attualità conferma il valore del confronto avviato a Roma .
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ANGI
ANGI@Angi_tech·
RaiNews24 racconta l’Innovation Cybersecurity Summit. 📺🔐 Un’importante copertura mediatica che conferma la rilevanza dell’evento e l’attenzione crescente verso i temi dell’innovazione, della sicurezza e della sovranità digitale. 🇮🇹🌍
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ANGI
ANGI@Angi_tech·
Conclusa la 1ª giornata dell’Innovation Cybersecurity Summit presso Palazzo Simonetti Odescalchi - Spazio Vittoria 🔐: Interventi di alto profilo e visioni strategiche su difesa cyber e sovranità digitale. Pronti per la 2ª giornata 🚀
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ANGI
ANGI@Angi_tech·
🏛️ L'Elite della Cybersecurity a Roma: Un appuntamento istituzionale senza precedenti per la VI Edizione dell’Innovation Cybersecurity Summit. 🛡️ non sarà solo un incontro tecnico, ma un vero e proprio G7 dell'innovazione e della sicurezza.
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ANGI
ANGI@Angi_tech·
L’iniziativa "Generazione Made in Italy" nasce per dare voce a questo slancio, mettendo al centro startup, imprese e giovani imprenditori come protagonisti di un'economia più resiliente e orientata al futuro. 🇮🇹
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Gabriele Ferrieri
Gabriele Ferrieri@gabferrieri·
Buona Pasqua a tutti voi! 🌺🐤🐇 Spero che stiate passando una giornata serena, piena di sorrisi, buon cibo e un po’ di pace nel cuore. Io e la mia fidanzata abbiamo scelto di trascorrere questo weekend di #Pasqua2026 in un posto da sogno: il favoloso #MontSaintMichel. Vi giuro, è ancora più bello di quanto sembri nelle foto! Svegliarsi qui con questo paesaggio è una di quelle cose che ti ricaricano l’anima. ❤️ Vi mando un abbraccio grande grande, che questa #Pasqua vi porti tanta serenità, amore e magari anche qualche uovo di cioccolato in più 🥚  Buona festa a tutti!   #happyeaster🐰 #happyeaster🐣
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Jacopo Paoletti
Jacopo Paoletti@jacopopaoletti·
@talentosprecato Grazie, davvero! Troppo buona... Comunque di cose, da allora, ne abbiamo fatte, anche grazie a quella campagna social: jcp.im/me
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Veravox
Veravox@talentosprecato·
@jacopopaoletti per dei ragazzi giovani che devono sentirsi parlare di web reputation questo è un caso interessante e racconta tanto tanto, anche dal punto di vista umano
Monteroni di Lecce, Puglia 🇮🇹 Italiano
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Veravox
Veravox@talentosprecato·
#UnlavoroperJacopo (2014)? Allora l'analisi del sentiment non era tanto buona O forse è la "mia app" che sa leggere i miracoli (Sempre grazie Noam Shazeer di Google) @jacopopaoletti Torno a parlare di Web R tra qualche giorno. Il tuo caso è l'unico di cui voglio ri(parlare)
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Lecce, Apulia 🇮🇹 Italiano
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Jacopo Paoletti
Jacopo Paoletti@jacopopaoletti·
C'è una parola che Yann LeCun usa spesso quando parla dei Large Language Models e della loro presunta strada verso la superintelligenza. Non è propriamente una parolaccia. È qualcosa di più preciso: forse la stanchezza di chi ha ragione da decenni e, nel frattempo, vede il campo che sembra correre insensatamente nella direzione opposta al suo pensiero. Da qualche giorno ho pubblicato su @Agenda_Digitale un'analisi che ho provato a curare con ancora più attenzione del solito; non perché il tema fosse di moda (lo è, forse troppo), ma perché mi sembrava che quasi tutti stessero scrivendo di @amilabs, la startup di LeCun da un miliardo di dollari, senza aver davvero letto quello che LeCun dice e scrive. Così ho tentato di leggere tutto, per quanto possibile: i paper, i post, le interviste, le critiche, le risposte alle critiche. E poi ho cercato di raccontarlo nel modo più onesto possibile. Il risultato non è un manifesto pro-LeCun né il contrario. È più lo storia di un dissidente metodico: uno che ha sostenuto le reti neurali quando erano impopolari, l'open source quando sembrava commercialmente suicida, e che oggi scommette soprattutto la propria reputazione sull'idea che l'intelligenza artificiale, per capire davvero il mondo, debba smettere di limitarsi a parlarne senza realmente comprenderlo. L'articolo racconta chi è LeCun prima ancora di cosa ha fondato: dal dottorato alla Sorbona negli anni Ottanta, passando per Bell Labs e le reti convoluzionali che leggevano un decimo degli assegni bancari americani, fino a dodici anni di FAIR (il laboratorio di ricerca AI di @Meta) e al Turing Award del 2018. Poi l'addio a Zuckerberg, la scelta di Parigi, un round seed da oltre un miliardo (probabilmente il più grande della storia per un'azienda europea), e un sito web che, con una certa eleganza provocatoria, non mostra nessun prodotto: solo una dichiarazione di missione. Ma il pezzo prova a raccontare anche le critiche. Quelle di Stuart Russell, che ha ricordato con ironia che i world models non sono esattamente una novità. Il dibattito aperto tra @ylecun, @geoffreyhinton e @Yoshua_Bengio sulla sicurezza dell'AI, dove i tre "padrini del deep learning" si trovano su posizioni sempre più divergenti (ovviamente avevo già parlato anche di loro nel mio libro #AIEconomy, edito da FrancoAngeli). Il rischio che "world models" diventi il prossimo buzzword (e lo stesso CEO di #AMILabs lo ha ammesso ridendo, in un'intervista a @TechCrunch). E il paradosso di una valutazione da 3,5 miliardi per un'ipotesi scientifica che non ha ancora prodotto nulla di commercialmente testabile. Per chi fosse interessato al tema, come sempre trovate il link nei commenti.
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ANGI
ANGI@Angi_tech·
Domani, l'appuntamento è al CASD per definire il futuro della sicurezza nazionale. Insieme al Centro Alti Studi per la Difesa, daremo vita a un confronto di altissimo profilo sulle tecnologie che stanno riscrivendo i paradigmi della difesa.
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Jacopo Paoletti
Jacopo Paoletti@jacopopaoletti·
Per chi volesse saperne di più sul mio libro #AIEconomy, edito da FrancoAngeli, trova tutte le info qui: aieconomy.eu
Casavatore, Campania 🇮🇹 Italiano
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Jacopo Paoletti
Jacopo Paoletti@jacopopaoletti·
C’è poca AI e molto Human in questo post, ma ci tenevo a scriverlo. Torno dall’#InnovationTrainingSummit ricaricato dagli incontri e dai confronti durante questo bellissimo evento organizzato da Ecosistema Formazione Italia #EFI a Roma. Ringrazio in primis @JacopoBoscolo per essere stato il mio co-relatore (oltre ad essere un amico e collega in @ZucchettiSpa, e ancor prima in @In_recruiting), e con cui in questa occasione ho avuto il piacere di presentare il mio libro #AIEconomy, edito da FrancoAngeli. Grazie al buon @filippo_poletti per averci introdotto, e per la disponibilità umana e professionale (che solo le grandi persone dimostrano di avere anche fuori dal palco: spero ci sarà modo di fare altre cose insieme). Un grazie speciale al mio editore per questa opportunità (Ilaria Angeli, Federica Franco, è stato bello vedervi di persona: siete delle persone splendide, ed è un onore essere stato pubblicato proprio da voi). E grazie ovviamente a Kevin Giorgis per l’invito e per lo spazio concesso: avete fatto un gran lavoro. Grazie a @maurizio_lacava per le foto (con cui condividiamo anche lo stesso editore, oltre ad una serie di valori sempre più rari), e soprattutto per la nostra chiacchierata: da cosa nasce cosa. In ogni caso, è stato bello: ci si rivede presto. Un abbraccio grande!
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Rome, Lazio 🇮🇹 Italiano
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Jacopo Paoletti
Jacopo Paoletti@jacopopaoletti·
C'è una domanda che, a forza di essere formulata male, ha smesso di essere presa sul serio: l'intelligenza artificiale porterà benefici a tutti o solo a pochi? La risposta che si sente più spesso è rassicurante, o catastrofista, e in entrambi i casi sbagliata. Perché presuppone che l'esito sia già scritto nella tecnologia stessa, come se l'AI fosse un fenomeno naturale che si abbatte su di noi, non una scelta collettiva che stiamo compiendo adesso, in questo momento, spesso senza accorgercene. Abbiamo provato a ragionare su questo nell'articolo che è uscito su @HuffPost Italia, nella rubrica "Governare l'AI" curata da @OrestePollicino, professore ordinario di diritto costituzionale e della regolamentazione dell'AI alla @Unibocconi, Advisor dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale @csirt_it, collaboratore del World Economic Forum @wef @Davos e dell'@OECD, probabilmente una delle voci più lucide e ascoltate in Europa su questi temi. La tesi, che abbiamo provato a sintetizzare senza impoverirla, è questa: la distribuzione dei benefici dell'AI non dipende dalla tecnologia in sé, ma da dove e come l'AI viene integrata nei processi decisionali. Chi decide cosa ottimizzare? Chi determina quali variabili contano? Chi ha accesso ai sistemi che moltiplicano la capacità di analisi, di previsione, di azione? Queste domande non sono tecniche: sono domande di potere. Pollicino lo ha argomentato con precisione giuridica e rigore costituzionale in più occasioni: il rischio non è che l'AI sia cattiva, ma che sia neutrale rispetto alla concentrazione del potere. Un sistema che amplifica le capacità di chi già le possiede, senza meccanismi di accountability e accesso diffuso, non è una tecnologia democratica, ma rischia di essere un acceleratore di disuguaglianze esistenti. Questo è esattamente uno dei fili conduttori di #AIEconomy, il libro che ho scritto per FrancoAngeli con la prefazione di @quinta e la postfazione dello stesso Pollicino (che mi ha coinvolto anche come Chief AI Strategy Officer in Pollicino AIdvisory), e che ha raccolto oltre settanta contributi originali di economisti, manager, ricercatori e imprenditori. Non un manuale tecnico, non un testo di propaganda ottimista, ma più un tentativo di guardare a questa trasformazione con la stessa complessità che merita. Il tema dell'articolo su @HuffPostItalia è, in un certo senso, la domanda che rimane almeno per il momento aperta: sappiamo già abbastanza su cosa può fare l'AI. La vera questione è chi decide come viene usata, e per chi. Come sempre, trovate il link nei commenti.
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