
Non credo sia corretto parlare di dati inaffidabili: qui si sta misurando un calo drastico della povertà, e questo va riconosciuto. Era un esito che era stato previsto e spiegato — dalla Banca Mondiale e, nel mio piccolissimo, anche da me, da @RiccardoTrezzi e da altri — perché era chiaro che l’inflazione pre-Milei avesse devastato il potere d’acquisto di milioni di argentini, soprattutto delle fasce più vulnerabili. In questo senso, la disinflazione riduce quasi meccanicamente la povertà. Questo però non significa che sia tutto risolto, né che il dato esaurisca la realtà sociale del paese. Restano povertà inflazione ancora alta, lavoro informale, fragilità profonde e una componente della povertà che è verosimilmente strutturale. Proprio per questo trovo che l’articolo di @lucianocapone colga bene il punto: non racconta affatto un’Argentina tutta rose e fiori, ma descrive con equilibrio le difficoltà ancora presenti e il lungo cammino ancora da percorrere.
































![Leon Trotsky [++]](https://pbs.twimg.com/profile_images/993583450090336256/4WeTAGfG.jpg)
