Massimo Soldi

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@MassimoSoldi

sul masso che rotola non si attacca il muschio

Florence, Tuscany Se unió Mayıs 2011
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Mario Lavia
Mario Lavia@mariolavia·
Quanto prenderebbe un partito liberaldemocratici con Salis, Picierno, Renzi, Calenda, radicali, Ruffini, Marattin, socialisti, civici, repubblicani? (Tanto per giocare eh)
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Massimo Soldi
Massimo Soldi@MassimoSoldi·
@avvbenedetto @qnazionale Mi dispiace ma se l’incipit è “ mettiamo da parte l’ego smisurato di leader che si autodefiniscono tali” la conseguenza non può essere “partiamo da quello che c’è”. Che perlappunto è un leader dall’ego smisurato. Programma dettagliato, documento unico tra chi ci sta, primarie.
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Giuseppe Benedetto
Giuseppe Benedetto@avvbenedetto·
Superiamo il narcisismo dei liberali o presunti tali. Mettiamo da parte l’ego smisurato di leader che si autodefiniscono tali. Costruiamo finalmente un partito vero, partendo da quello che c’è. Solo buon senso e pragmatismo. Oggi mia intervista su @qnazionale
Giuseppe Benedetto tweet media
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Massimo Soldi
Massimo Soldi@MassimoSoldi·
@PlauraLaura Si. Chiunque abbia trascorso almeno una settimana in camper o in barca lo fa, in automatico.
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Laura P
Laura P@PlauraLaura·
Voi lo chiudere il rubinetto quando vi lavate i denti?
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Nmarru
Nmarru@Nmarru·
Sliding doors Meglio una potenziale (ma molto remota) vittoria di una coalizione che non condivide quasi niente O un percorso sicuramente minoritario ma che alla fine si può configurare un buon successo elettorale ed identitario ?
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Massimo Soldi
Massimo Soldi@MassimoSoldi·
@matteorenzi @lucianonobili @matteorenzi fammi capire: su molti (quasi tutti) i temi hai idee diverse. Nonostante questo vuoi farci una “alleanza programmatica” E secondo te il tuo 3~4% fará si che la linea dell’allenza la detterai, almeno in parte, te? E se passa la linea di quei 4, tu la voti? Suvvia..
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Matteo Renzi
Matteo Renzi@matteorenzi·
Per tutto il pomeriggio i giornalisti ci hanno chiamato chiedendo se siamo arrabbiati perchè non siamo nella foto di Schlein, Bonelli, Conte, Fratoianni. E perchè dovremmo essere arrabbiati? Non siamo in quella foto perché non facciamo parte di questo gruppo di sinistra-sinistra che ha un consenso importante nel Paese, ma insufficiente a vincere e insufficiente a governare. Non abbiamo le stesse idee dei protagonisti di questa foto su molti temi: dal garantismo alla crescita economica, dall’energia all’Europa. Loro vogliono costituire un nucleo di sinistra-sinistra stretto nella coalizione e hanno tutto il diritto di farlo. Noi siamo un’altra cosa e pensiamo che senza una componente riformista la sinistra non vincerà mai. Però davanti al governo Meloni-Salvini-Vannacci pensiamo che sia giusto costruire un’alleanza programmatica. Ci proveremo, fino alla fine. Non saremo mai come i protagonisti di questa foto ma possiamo fare un accordo sui contenuti per evitare che rivinca la peggiore destra che l’Italia abbia mai avuto. A noi non preoccupa questa foto: preoccupa la foto di un sovranista al Quirinale. Perché noi siamo quelli che hanno eletto Sergio Mattarella, non un sovranista: noi abbiamo combattuto la destra populista, non ci abbiamo fatto un governo insieme. Il centrosinistra ha perso nel 2022 perché si è diviso. Se nel 2027 sarà unito, vinceremo; altrimenti tornerà al potere la destra. C’è una richiesta di unità del popolo del centrosinistra che noi non lasceremo cadere nel vuoto. Se qualcuno vorrà rompere, si assumerà la responsabilità di spiegarlo agli elettori: nel frattempo ci troverete in campagna elettorale a spiegare perché un’alternativa a Meloni-Salvini-Vannacci è possibile. E anche necessaria
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Massimo Soldi
Massimo Soldi@MassimoSoldi·
Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?
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Massimo Soldi
Massimo Soldi@MassimoSoldi·
@apsassano @marattin @ItaliaViva È Italia Viva che ha lasciato noi! Io non avevo alcuna intenzione di uscirne e seguire Marattin o altri. Ma le scelte fatte da Matteo non mi hanno dato scelta😔
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Massimo Soldi
Massimo Soldi@MassimoSoldi·
@lageloni @pinapic @GiuseppeConteIT X capire: Hai usato la metafora del parco pubblico (luogo neutro) ma hai voluto aggiungere “dove portare il cane” con fine dispregiativo. Perchè i cani si portano nei parchi pubblici a pisciare e cagare. Poi hai rincarato la dose con “senza idee” E “noi” andiamo sul personale?
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chiara geloni
chiara geloni@lageloni·
“Spazio pubblico”. Come un parco dove portare il cane. Zero contenuti, zero idee. Non è un partito, è il contrario di un partito.
chiara geloni tweet media
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Massimo Soldi
Massimo Soldi@MassimoSoldi·
@pinapic @giacomodimaio Aderisco. Da attuale iscritto al PLD di Marattin mi auguro che tu abbia la voglia e la capacitá di rimettere insieme, in un’unica formazione, i mille rivoli in cui ci siamo dispersi. @pinapic non mi deludere!
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Pina Picierno
Pina Picierno@pinapic·
Da oggi nasce Spazio Pubblico: un movimento aperto, europeista, democratico. Non una corrente, non un’etichetta, uno spazio per tutti quelli che credono ancora che libertà, diritti e giustizia sociale siano il futuro, non il passato. Serve una proposta seria, riformista, pragmatica. Per chi produce, chi investe, chi innova, chi crea lavoro. Per chi vuole un’Europa libera, forte, giusta e un’Italia che non sia condannata alla perpetua irrilevanza. Spazio Pubblico nasce per unire i liberi e i forti, per riunire coloro che lottano contro i populismi, le oligarchie e i profeti di sventura. Adesso tocca davvero a noi. Aderite e costruiamo insieme un’Italia e un’Europa protagonista. 👉 Aderisci a Spazio Pubblico: spaziopubblico.eu Seguiti qui su X : @s_pubblico
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Massimo Soldi
Massimo Soldi@MassimoSoldi·
@lucatelese Come ai tempi di Articolo 1? Intere praterie aperte a sinistra.. Certo che come ci azzeccate voi, nessuno mai!
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Massimo Soldi
Massimo Soldi@MassimoSoldi·
@Frances19578543 @gaiatortora Forse perchè certa stampa (e certi lettori-elettori) trasformano la loro antipatia -avversione politica in accuse giudiziarie inesistenti? Onore a @gaiatortora che si dimostra garantista senza se e senza ma!
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ImFrank
ImFrank@Frances19578543·
@gaiatortora ma perché una donna brillante come Gaia Tortora si ritrova a prendere le parti di una olgettina? Il corto circuito di questo Paese è anche dimostrato da episodi come questi. Per antipatia verso qualcuno si finisce per difendere chiunque.
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Gaia Tortora🐦
Gaia Tortora🐦@gaiatortora·
Pg Milano conferma grazia positiva a Minetti. Le notizie di stampa non sono vere. Ops.
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Massimo Soldi
Massimo Soldi@MassimoSoldi·
@SandroRossi_x Guido come daily car una full electric e nel week end una V8 a benzina da 350cv, non ho alcun pregiudizio contro l’elettrico e mi posso definire appassionato dei motori. Se questa nuova Ferrari fosse stata anche bella non saremmo a parlarne.. Il fatto è che è brutta e anonima.
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Timostene
Timostene@SandroRossi_x·
Ferrari ci ha fatto vedere la Luce Ieri sera, alla Vela di Calatrava, Maranello ha mostrato al mondo la sua prima elettrica. Quattro motori, 1.050 cavalli, 530 chilometri di autonomia, design di Jony Ive, l’uomo che ha disegnato l’iPhone. Stamattina il titolo in Borsa ha perso il sei per cento e i social sono diventati quello che diventano sempre in questi casi: un coro stonato di gente che grida al tradimento. “Non è più una Ferrari.” “Senza il rombo del motore è morta.” “Sembra una Toyota Prius.” Lo stesso copione, parola per parola. Lo stesso copione di quando arrivò il cambio automatico e i puristi dissero che non era più guidare. Di quando le carrozze a cavalli vennero soppiantate dalle automobili e i benpensanti dell’epoca giurarono che quei trabiccoli puzzolenti non avrebbero mai sostituito un buon tiro a quattro. Di quando il treno superò i trenta chilometri orari e seri scienziati ottocenteschi avvertirono che a quella velocità gli organi interni dei passeggeri si sarebbero spostati. Di quando il CD soppiantò la musicassetta e i puristi si misero a dire che la musica digitale non era vera musica, perché ti volete mettere le frequenze calde di un nastro analogico. La storia umana è lastricata di queste profezie, tutte sbagliate, tutte ripetute con la stessa identica convinzione. Qui però c’è qualcosa da guardare più da vicino, perché ridurre tutto a “ignoranza” è troppo comodo. Heidegger aveva un’intuizione su cui fermarsi: l’uomo vive immerso in un mondo di “cose a portata di mano”, strumenti familiari che usiamo senza pensarci, che diventano estensione del nostro corpo e della nostra identità. Finché lo strumento funziona, scompare dalla coscienza, diventa noi. Quando si rompe, o quando viene sostituito, all’improvviso emerge come oggetto estraneo, e con esso emerge la nostra finitudine, il fatto che le cose che davamo per scontate non lo erano affatto. Il rombo del V12 era questo: una “cosa a portata di mano” per chi ci era cresciuto dentro, un suono che non veniva ascoltato perché era parte del mondo. La Luce lo strappa via, e quello strappo non fa rumore (è il punto), ma fa male. C’è poi una legge della mente umana, che chiunque ha intuìto da solo: perdere qualcosa di familiare pesa due o tre volte più del piacere di guadagnare qualcosa di equivalente. Non è un difetto di calcolo, è eredità della savana, dove chi si fidava dell’ignoto moriva e chi restava aggrappato al noto sopravviveva. Perdere il suono del motore a scoppio fa più male di quanto faccia piacere guadagnare 1.050 cavalli silenziosi e 530 chilometri di autonomia. Non è razionale, è viscerale. E c’è qualcosa di più profondo ancora: il rombo Ferrari non è solo identità, è erotismo. È il suono attraverso cui generazioni di ragazzini si masturbavano l’immaginazione davanti a un poster, imparando il desiderio per via acustica prima ancora che visiva. Togliere quel suono significa toccare la libido prima della memoria. Per questo la reazione si fa furiosa. Difendere il rombo significa difendere se stessi, la propria giovinezza, l’idea di mondo in cui si è imparato a volere. Le tradizioni del resto non sono mai eterne, sono invenzioni recenti che si spacciano per antiche. Il “vero” suono Ferrari di cui oggi si piange la scomparsa ha sì e no settant’anni di storia, una manciata di decenni in cui un motore endotermico ha imparato a fare un certo verso e quel verso è diventato sinonimo di una certa emozione. Prima non esisteva, dopo non esisterà più. Una pratica relativamente breve diventa “eterna” nella percezione collettiva, e su quella finta eternità si costruiscono identità, comunità, mercati: un’azienda non vende solo automobili, vende l’idea che possedendone una si entri in una stirpe. Chi si aggrappa alla tradizione sta difendendo non il passato, ma la versione del passato che ha conosciuto da giovane, quando il mondo gli sembrava comprensibile. E poi c’è quell’altra cosa, che mi pare la più feroce di tutte: una Ferrari è un oggetto di cui si parla molto e che si possiede pochissimo. Chi grida al tradimento sui social non sta difendendo la propria auto, sta difendendo un sogno che non si realizzerà mai. Sta facendo il lutto di una cosa che non ha mai avuto. E un lutto del genere, senza appigli nella realtà, può durare per sempre. Il punto è questo, e mi ci metto dentro anch’io perché sarebbe disonesto chiamarsi fuori: chi grida al tradimento oggi è figlio o nipote di qualcuno che gridò al tradimento ieri, per ragioni diverse e con gli stessi identici argomenti. Cambia il totem, resta intatta la liturgia del rifiuto. Tra trent’anni, quando qualcuno proverà a sostituire la Luce con qualcosa che ancora non sappiamo immaginare, ci sarà un signore di mezza età, magari sarò io, a spiegare su qualche social del futuro che le vere Ferrari, quelle sì, erano elettriche. E avrà torto. Avremo torto.
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Vale S.
Vale S.@valy_s·
@marsetac @marcotravaglio Certo che non hai proprio niente da fare.. per pensare a ste cose.. a cui non frega nulla a nessuno, beato te eh, avere tempo libero, pochi problemi importanti, zero pensieri gravi oggigiorno è un lusso
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Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
Mesi fa l’amico Mattia Madonia aveva inviato all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte una serie di segnalazioni relative ad altrettante menzogne pubblicate dal loro iscritto, tal @marcotravaglio, invitando altri a fare lo stesso. La risposta era stata un articolo pubblicato appena prima di capodanno a firma del Consiglio di Disciplina nel quale, con una straordinaria supercazzola, la presidente si appellava al diritto di cronaca, derubricando in sostanza le balle del direttore del Fatto a legittime opinioni. Nessun procedimento aperto e anzi questione chiusa con una roba del tipo “fate l’amore, non fate la guerra”. Chi mi conosce sa che per me tutto questo è semplicemente irricevibile. Le regole del nostro codice deontologico - peraltro aggiornato meno di un anno fa - sono a dir poco cristalline ed includono obblighi quale quello di verifica delle fonti, quello di attenersi scrupolosamente ai fatti e quello di rettifica qualora emerga che sono state pubblicate imprecisioni. Partendo dal presupposto che le norme, quando messe nero su bianco, non sono consigli amichevoli, ma vincoli ai quali ci si deve attenere per svolgere in modo corretto il proprio lavoro, ho preso spunto dall’iniziativa di Mattia, ma ho preferito dare al tutto una veste formale proprio per evitare che gli organi preposti al controllo potessero cavarsela di nuovo con quattro righe e una pacca sulla spalla. L’occasione è stata un editoriale uscito a febbraio, nel quale Travaglio, tra i suoi consueti sproloqui, ha riproposto la fandonia dei famigerati “5 miliardi della Nuland”, affermando cioè che nel 2014 l’allora numero due del Dipartimento di Stato USA Victoria Nuland avesse detto davanti al Congresso che gli Stati Uniti avevano investito 5 miliardi di dollari per costruire a tavolino le proteste in corso a Maidan, la piazza centrale di Kyiv. Facendo appello alla mia pazienza, ho scritto una mail alla redazione del Fatto per formalizzare la richiesta di rettifica, fornendo il link al video ancora disponibile su Youtube del discorso tenuto da Nuland nel dicembre 2013 (non nel 2014), nel corso di un incontro con ucraini residenti negli USA (quindi non al Congresso), nel quale la funzionaria spiegava che Washington aveva effettivamente speso 5 miliardi, ma non per fomentare proteste contro il presidente filorusso, iniziate il mese precedente, ma come somma degli investimenti fatti per accompagnare la democratizzazione del paese dal 1991 sino a quel momento (cioè nell'arco di 22 anni). Fondi che erano stati assicurati anche a praticamente tutti i paesi ex sovietici (Russia compresa). Per semplificare la comprensione di quel semplice concetto ho anche aggiunto un ulteriore link, quello che portava direttamente alla pagina del sito del Governo USA nel quale quell’intervento era integralmente trascritto. La richiesta di correzione del pezzo era dunque dovuta, perché le informazioni che conteneva erano banalmente false, dal momento che Travaglio, invece di citare le dichiarazioni di Nuland, sebbene pubblicamente disponibili, aveva invece copiato la manipolazioni che di quelle parole erano apparse sugli organi di disinformazione russi. Ho a quel punto atteso (inutilmente) due settimane, ben sapendo che il Direttore non avrebbe né risposto, né pubblicato la rettifica. E così l’11 marzo ho inviato una PEC all’Ordine, allegando tutto e chiedendo l’attivazione del Collegio di Disciplina per la palese violazione del Codice Deontologico. Risultato? A seguito di un sollecito, l’Ordine mi ha risposto ieri che, dopo ben 65 giorni, il Consiglio non ha ancora aperto alcun procedimento. Ora, se qualcuno pensa che io molli, ha decisamente sbagliato film. Il mio obiettivo è capire, con un caso di scuola come questo, quanto il sistema dell’informazione sia in grado di difendersi da simili situazioni, mettere in evidenza le falle delle regole che pure esistono, e far emergere eventuali complicità delle quali gode chi sfrutta la notorietà offerta dal suo lavoro, senza farsi carico delle responsabilità che ne derivano nei confronti dei lettori. Su questa vicenda pubblicherò aggiornamenti, appena ce ne saranno, ma è chiaro che, qualora dovessi ottenere ancora silenzi, mi vedrò costretto a chiedere alla Procura di Torino di verificare se tutti abbiano ottemperato agli obblighi connessi agli incarichi che ricoprono. TO BE CONTINUED...
Marco Setaccioli tweet media
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Massimo Soldi
Massimo Soldi@MassimoSoldi·
@matteorenzi @matteorenzi maremna serpente, non ci prendere per il culo! Gli autori di questo sfregio sono tuoi attuali e futuri alleati! ho contribuito a far nascere Italia Viva, eravamo cosa diversa da questi qua! Non frega un cazzo se rivince Meloni, io nel Campo Largo non ci staró mai!
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Matteo Renzi
Matteo Renzi@matteorenzi·
Tino è un professore in pensione, ha poco più di 80 anni, è un nostro militante di Bologna e noi di Italia Viva siamo fieri della sua passione civile. Ieri voleva partecipare al 25 aprile con una bandiera italiana, una europea, una ucraina. Lo hanno bloccato e allontanato. Quattro ragazzi hanno impedito a un cittadino di entrare nel corteo. Chi è stato? Chi ha violentato la nostra Costituzione? Le autorità civili e giudiziarie faranno qualcosa per identificare questi squadristi? Lo chiediamo non solo per Tino ma soprattutto per tutti noi. E lo chiediamo in nome dei valori che Bologna ha sempre promosso e protetto. Quei giovani hanno compiuto un atto di violenza che non può passare sotto silenzio. Perché chi viola la Costituzione non è credibile quando dice di festeggiare il 25 aprile. Tino ieri rappresentava la libertà, chi lo ha bloccato è figlio di un nuovo totalitarismo
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Massimo Soldi
Massimo Soldi@MassimoSoldi·
@Orgoglioitalia3 Guarda che qui l’unico che si autodefinisce cristiano e si fa ritrarre in preghiera in mezzo ad una banda di mentacatti che gli tengono le mani è Trump! Per lui la cristianitá è come la pelle dei coglioni, dove la tiri e dove la va’!
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CAESO QUIINCTIUS
CAESO QUIINCTIUS@Orgoglioitalia3·
Passate la vita a fare i professori dello "Stato Laico", a sputare su ogni valore cristiano in nome del progresso e a dire che la religione è un reperto medievale che non deve toccare palla nella società. Poi però, improvvisamente, avviene il miracolo: Trump attacca il Papa e voi diventate tutti chierichetti pronti alla crociata! Siete dei "laici a convenienza" che non entrano in una chiesa nemmeno per sbaglio, ma pronti a baciare l'anello pur di trovare un alleato contro il vostro nemico politico. La vostra non è difesa della fede, è solo opportunismo becero travestito da superiorità morale. Che imbarazzo vedere gente che fino a ieri urlava "libertà di offesa" trasformarsi oggi in scudo umano del Vaticano solo per calcolo elettorale. Decidetevi: o siete laici o siete devoti, perché fare i cattolici col sedere degli altri vi rende solo ridicoli. 🤡🤡🤡🤡🤡 #Papa #Trump #Laicità #Ipocrisia #Coerenza #Politica #LeoneXIV #leone
CAESO QUIINCTIUS tweet media
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Massimo Soldi
Massimo Soldi@MassimoSoldi·
@RpsAgainstTrump @la_kuzzo Sono italiano. ospito soprattutto viaggiatori americani. Ho molti amici americani. Da quando Trump è in carica, tutto è cambiato. Molti americani non MAGA si vergognano e dicono di essere canadesi. Molti amici mi chiedono scusa. Ci vorranno anni per ricucire la nostra amicizia!😢
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Republicans against Trump
Republicans against Trump@RpsAgainstTrump·
WOW. 46% of Italians and 37% of French people see the U.S. as a threat
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BetterCallSaul Jimmy per gli amici
La Hunziker ha colpito ancora. L'ex di Elena Boschi, Berruti, il dentista di 39 anni. Gente gli dedica qualche pagina. Un discreto curriculum a quanto vedo.
BetterCallSaul Jimmy per gli amici tweet media
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