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RunAtOnce💘
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RunAtOnce💘
@RunAtOnce
"SI ENIM FALLOR, SUM" - "Se sbaglio, esisto"
Torino शामिल हुए Ağustos 2021
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"La festa prima della fine, l’orchestra che suona e non smette di suonare, mentre il Titanic affonda, è più che l’immagine di un’epoca: è la metafora della storia, della vita stessa, di ciascuno e di tutti."
Ricordando Mario Andrea Rigoni, nato il #2giugno 1948.

Italiano
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I giovani di oggi non lo sanno, ma fino agli anni 80/90 sui treni, veloci o meno veloci, c’erano dei veri e propri salotti con una porta scorrevole che, chiusa, ti separava dal mondo.
6 poltrone o sei poltroncine, rispettivamente di prima o di seconda classe.
La cosa bella di quelle carrozze divise in scompartimenti-salotti era che si faceva subito amicizia.
Era impossibile non farla.
Lo scompartimento era una piccola proiezione di casa propria dove la regola era l’incontro casuale con persone sempre nuove.
Chi ti sedeva a fianco o di fronte immancabilmente dopo le prime parole ci si presentava e ci si conosceva.
Quel piccolo salotto dotato di una finestra sui panorami più belli e più diversi diventava un vero e proprio confessionale.
Qualcosa di inevitabile spingeva a farlo.
Ciascuno, dopo la presentazione, spontaneamente oltre a confidare i motivi del viaggio raccontava esperienze della propria vita.
Fatti che nessuno aveva chiesto di raccontare ma che, si vedeva, si provava piacere nel raccontare.
Capite?
Una persona che minuti prima era un perfetto sconosciuto, diventava così un vecchio amico che con piacere non vedeva l’ora di raccontarsi.
Nessuno si sottraeva a quel piacere.
Tanto grande era la magia di quel salottino viaggiante.

Italiano
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#ultimora Veneto, ubriaconi scendono in piazza: “Non paragonateci a Nordio” - di @ilSesta
lercio.it/veneto-ubriaco…
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Bir kadın sorar:
— Yumurtalarınızı kaça satıyorsunuz?
Yaşlı satıcı cevap verir:
— Bir yumurta 10 TL, hanımefendi.
Kadın der ki:
— 6 yumurtayı 50 TL'ye alırım, yoksa giderim.
Yaşlı satıcı cevaplar:
— Hanımefendi, istediğiniz fiyata alın. Bugün henüz bir tane bile yumurta satamadım ve geçinebilmem için buna ihtiyacım var. Bu benim için iyi bir başlangıç olur.
Kadın yumurtaları pazarlıkla aldığı fiyattan satın alır ve kazandığını düşünerek oradan ayrılır. Şık arabasına biner ve arkadaşıyla birlikte lüks bir restorana gider.
Kadın ve arkadaşı istediklerini sipariş ederler. Azıcık yerler, ancak birçok şeyi yarım bırakırlar.
Hesap geldiğinde toplam 3800 TL tutmuştur. Kadınlar 4000 TL verir ve restoran sahibine üstü kalsın, bahşiş olsun derler.
Bu hikâye lüks bir restoranın sahibi açısından gayet normal görünebilir. Ama yumurta satan yaşlı adam için oldukça adaletsizdir…
Ortaya çıkan soru şudur:
Neden ihtiyacı olanlardan bir şey alırken gücümüzü göstermeye ihtiyaç duyarız?
Ve neden asıl ihtiyacı olmayanlara karşı cömert oluruz?
Bir keresinde bir yerde şöyle bir şey okumuştum:
“Babam, yoksullardan ihtiyaç duymasa bile bazı eşyaları yüksek fiyatlara satın alırdı.
Bazen normalinden daha fazla para verirdi.
Buna çok şaşırırdım. Bir gün ona sordum: ‘Neden böyle yapıyorsun baba?’
Babam şöyle dedi:
‘Bu, onura sarılı bir hayırdır, oğlum.’”
Biliyorum ki çoğunuz bu mesajı paylaşmayacak.
Ama buraya kadar okuyacak kadar zaman ayırdıysanız…
Belki siz de o onurlu hayırseverlerden birisinizdir.

Türkçe
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IL MONDO MODERNO HA TRASFORMATO GLI ANZIANI IN UN PROBLEMA DA GESTIRE. NON IN UNA MEMORIA DA ASCOLTARE.
- Saggezza dei Nativi Americani.
Per molte culture dei Nativi del Nord America, la morte di un anziano non rappresentava soltanto la perdita di una persona cara. Significava anche la scomparsa di una parte della memoria della comunità, perché esistevano storie, esperienze e insegnamenti che vivevano soltanto dentro quella persona e che nessun libro avrebbe mai potuto conservare completamente.
Gli anziani non erano rispettati semplicemente perché avevano vissuto più a lungo. Erano rispettati perché custodivano qualcosa che il tempo aveva consegnato soltanto a loro. Ricordavano eventi che nessun altro aveva visto, persone che nessun altro aveva conosciuto, decisioni che avevano cambiato il destino della comunità e lezioni apprese attraverso errori, sofferenze e prove che non potevano essere comprese soltanto studiandole.
Oggi viviamo in una società che attribuisce enorme valore a ciò che è nuovo, veloce, aggiornato e produttivo. Senza quasi accorgercene, abbiamo iniziato a guardare gli esseri umani attraverso gli stessi criteri. La vecchiaia viene spesso associata alla fragilità, alla dipendenza o alla perdita di efficienza, mentre si dimentica qualcosa di molto più importante: tutto ciò che una vita intera può ancora insegnare.
Per molte nazioni native, un anziano non era una persona che apparteneva al passato. Era un ponte vivente tra il passato e il futuro. Era qualcuno che aiutava la comunità a ricordare chi era stata, per non perdere il senso di ciò che sarebbe potuta diventare.
Forse è per questo che oggi tante persone provano un rimpianto che arriva sempre troppo tardi. Da bambini e da giovani si pensa spesso che ci sarà sempre tempo. Tempo per ascoltare una storia in più. Tempo per fare una domanda. Tempo per chiedere spiegazioni su episodi che in quel momento sembrano poco importanti. Poi la vita accelera, gli anni passano e improvvisamente quel tempo che sembrava infinito smette di esserlo.
Le informazioni possono essere conservate.
La memoria vissuta no. Quando una persona se ne va, porta con sé un modo unico di aver attraversato il mondo. Un modo che nessun archivio, nessuna fotografia e nessuna tecnologia potranno mai restituire completamente.
Forse le culture dei Nativi del Nord America avevano compreso qualcosa che il mondo moderno rischia di dimenticare: una comunità che smette di ascoltare i propri anziani non perde soltanto dei ricordi. Perde esperienza, prospettiva e una parte della propria identità.
E forse la verità più difficile da accettare è questa: molte persone si rendono conto di quanto qualcuno avesse ancora da insegnare soltanto quando non hanno più la possibilità di fargli un’altra domanda.

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