
La sconfitta del Sì è un’occasione di civiltà mancata. Ma questo non mi fermerà dal continuare a fare ciò che faccio da 15 anni, cioè raccontare casi di ingiuste detenzioni, errori giudiziari, le vite di persone e aziende maciullate dalla malagiustizia, gli illeciti dei magistrati, gli intrallazzi delle correnti, i danni del processo mediatico, lo straripamento della magistratura in campi che non le competono. Anche se questo non piace a tanti magistrati: lancino pure reti, li aspettiamo, non abbiamo nulla da temere. Informare sulle distorsioni della giustizia è un obbligo morale (almeno per me), nella speranza che qualcosa, magari anche tra decenni, possa cambiare.
















