Roberto
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@Robin52k
✊Antifascista. Di Sinistra. Pacifista. Adoro Fabrizio De Andrè, “Anime salve, Khorakanè”. No fascisti, razzisti, omofobi, sionisti, renziani, novax. Romanista


⛔️ Divergenza PD-M5S sull’accelerazione dell’adesione dell’Ucraina all’UE: ennesima frattura in politica estera che complica le ipotesi di "Campo Largo" ⛔️ La grafica allegata riassume con chiarezza le posizioni assunte dai principali partiti italiani nel voto della commissione Affari esteri (AFET) del Parlamento europeo del 3 giugno 2026 sulla relazione del relatore Michael Gahler (PPE). Il testo, approvato con 54 sì, 17 no e 5 astensioni, sostiene l’accelerazione dei negoziati di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea, valorizzando i progressi nelle riforme di Kiev e aprendo la strada a un percorso preferenziale. Le indicazioni di voto dei gruppi italiani rivelano un quadro articolato, con una divergenza netta tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle che si aggiunge alle precedenti distanze emerse su dossier di politica estera. Ma vediamo le varie posizioni nel dettaglio: 🟦 Fratelli d’Italia (gruppo ECR): ASTENUTI La delegazione ha motivato la scelta sottolineando la delicatezza del superamento del principio di unanimità applicato alla sola Ucraina, tema che richiede una riflessione approfondita e che potrebbe servire una serie specifica di Paesi. Eventuali modifiche sono state demandate alla plenaria. 🟥 Partito Democratico (gruppo S&D): FAVOREVOLI Il PD ha sostenuto il percorso europeo dell’Ucraina, evidenziando l’importanza delle riforme incoraggianti già realizzate e la necessità di garanzie di sicurezza solide nel quadro dell’allargamento. 🟨 Movimento 5 Stelle: CONTRARI La posizione è stata espressa con chiarezza già alla vigilia del voto: accelerare l’adesione di un Paese attualmente in guerra rischierebbe di trascinare l’Unione Europea nel conflitto, in contrasto con una priorità assoluta attribuita alla ricerca di una soluzione negoziata. Il contrasto tra PD e M5S su questo dossier non è isolato. Si inserisce in una serie di divergenze già emerse negli ultimi anni su temi quali l’invio di armi all’Ucraina, il mantenimento delle sanzioni alla Russia e il ruolo dell’Italia nell'UE e nella NATO. Il PD interpreta l’accelerazione dell’adesione come un atto di sostegno geopolitico coerente con una visione dell’Unione Europea come attore capace di estendere la propria influenza e di offrire un orizzonte di stabilità e prosperità ai Paesi che intraprendono riforme strutturali. L’allargamento, in questa prospettiva, è strumento di integrazione e di rafforzamento della frontiera orientale dell’UE. Il M5S adotta invece un approccio più prudente, centrato sulla priorità della de-escalation e sulla necessità di evitare passi che possano complicare i negoziati di pace o coinvolgere direttamente l’Unione in dinamiche di conflitto. L’adesione accelerata viene vista come un rischio di “trascinamento” dell’UE, in linea con una sensibilità che privilegia il negoziato e la neutralità rispetto a un impegno più marcato sul versante del sostegno militare e politico a Kiev. Questa ennesima distanza di vedute in politica estera contrasta in modo evidente con le ipotesi, avanzate in molti ambienti politici e mediatici, di una possibile intesa o di un “campo largo” di governo tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Su un tema di rilevanza strategica come l’allargamento dell’Unione Europea e il futuro dell’Ucraina – dossier che incide direttamente sulle relazioni con gli Stati Uniti, sulla coesione della NATO e sulla credibilità dell’Italia nei Consigli europei – le due forze mantengono visioni diametralmente opposte e difficilmente conciliabili, come del resto anche su riarmo e sanzioni alla Russia. Una coalizione di governo richiederebbe, su questi temi, una linea unitaria e una capacità di decisione rapida. La spaccatura registrata ad AFET il 3 giugno 2026 evidenzia invece come, in assenza di un profondo riorientamento di una delle due parti, qualsiasi patto programmatico rischierebbe di tradursi in paralisi o in compromessi fragili, esposti a contraddizioni interne e a critiche sul piano internazionale. La politica estera, a differenza di molti dossier domestici, non tollera facilmente ambiguità prolungate. La grafica allegata, rende visivamente evidente una frattura che, lungi dall’essere marginale, tocca il cuore della visione che PD e M5S hanno dell’Europa, della sicurezza collettiva e del ruolo dell’Italia nello scacchiere internazionale. 📢 #AllertaMedia ❌ #NoCampoLargo ✅ #SiCampoCoerente

Dobbiamo ascoltarlo e testimoniare il nostro sdegno. È poco, ma almeno questo va fatto. Per Gaza.

















