Piero Avolio

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@peterpan72

La vita è solo un'interminabile replica di uno spettacolo che non avrà mai luogo. I love everything about computers and informatics.

Milano Bergabung Nisan 2009
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Piero Avolio@peterpan72·
Questi sono i regimi. DIFFONDETE; IRAN: IL REGIME STRINGE IL CAPPIO, STRADE DI SANGUE A TEHERAN È una carneficina di giovani vite in lotta per la liberazione del proprio Paese, l’Iran, dalla Repubblica islamica. Un regime che potremmo definire il nuovo Zahhak: il mostro serpentino con tre teste e sei occhi che nella mitologia persiana simboleggia l’oppressione. Il numero dei morti si impenna di ora in ora. Sono oltre tremila, gridano i medici degli ospedali, ormai al collasso in tutte le città iraniane. «Non c’è posto negli obitori», lamenta il personale sanitario. A Kahruzak le autorità hanno utilizzato un vecchio carcere per portarvi i corpi dei giovani trucidati. «Gli ayatollah hanno portato l’inferno sulla terra», gridano le madri e i familiari delle vittime, ammassate per le strade. È terribilmente drammatica la vita in Iran. I cadaveri vengono portati via con i camion e le vie sono piene di sangue. La gioventù iraniana viene massacrata a fari spenti, facendo affidamento sull’oscuramento di Internet e sulla codardia della comunità internazionale. A compiere i massacri sono le milizie mercenarie sciite fatte affluire in Iran dalla guida suprema Khamenei, in particolare dall’Iraq, dal Libano e dall’Afghanistan. Le milizie irachene affiliate al regime iraniano — Kata’ib Hezbollah, Harakat al-Nujaba, Sayyid al-Shuhada e Badr — sono impiegate in prima linea per la brutale repressione dei manifestanti. Il trasferimento di queste forze avviene attraverso tre valichi di frontiera. La copertura ufficiale parla di «pellegrinaggi ai luoghi sacri dell’Imam Reza a Mashhad». In realtà, le milizie si radunano nella base di Khamenei ad Ahvaz e vengono poi inviate nelle varie regioni del Paese per partecipare alla più violenta repressione mai messa in atto finora. Il regime sta facendo affluire veri e propri criminali jihadisti per eseguire uccisioni di massa. Una repressione feroce che, nonostante tutto, non è riuscita a soffocare l’insurrezione popolare in corso. Intanto Khamenei appare preda di un’angoscia paranoide e non si fida nemmeno del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione. Si parla di esecuzioni di massa che avvengono direttamente per strada, senza nemmeno procedere ad arresti. I corpi dei giovani ribelli vengono trasferiti in strutture ad hoc per occultarne i cadaveri. Le sparizioni sono diverse centinaia. Negli ospedali la situazione è orribile e disumana. Si moltiplicano le segnalazioni di irruzioni delle forze paramilitari, che usano gas lacrimogeni anche all’interno delle strutture sanitarie per spezzare la resistenza del personale medico e delle famiglie dei feriti. I manifestanti feriti vengono arrestati direttamente nei reparti. Molti feriti sono stati colpiti alla testa con fucili a pallettoni, riferiscono i medici. A causa dell’interruzione delle linee telefoniche non è stato possibile contattare chirurghi specialisti. Si registrano gravi carenze di sangue, di attrezzature chirurgiche e soprattutto di specialisti in oftalmologia. Le vittime con lesioni agli occhi sono numerose. Non esistono strutture ospedaliere sufficienti per affrontare questi casi. Nella città di Abdanan l’insurrezione è stata repressa in modo sanguinoso, in quello che è ormai noto come il «Sabato di sangue di Abdanan». Le forze dei Pasdaran hanno attaccato la popolazione sparando con le mitragliatrici. Anche nelle province di Lorestan e Kermanshah, abitate da curdi e lori, si sono svolte manifestazioni su larga scala, accompagnate da uccisioni altrettanto brutali. Perfino le cerimonie commemorative delle persone uccise diventano teatro di nuove violenze, perché le autorità temono che si trasformino in occasioni di protesta. Per questo motivo si rifiutano persino di consegnare i corpi alle famiglie. La popolazione non è più in grado di procurarsi beni di prima necessità. Gli acquisti sono possibili solo in contanti. Tutti i distributori di carburante sono chiusi, poiché il blackout di Internet rende inutilizzabili le carte bancarie. Sono pochi i ripetitori Starlink rimasti attivi, circa uno per capoluogo. Ma il blackout non può durare a lungo, poiché anche le istituzioni dello stesso apparato statale risultano ormai paralizzate. Oggi la Repubblica islamica dell’Iran è sull’orlo di una controrivoluzione. La storia insegna che i regimi non crollano per un singolo fallimento, ma per una fatale confluenza di fattori di stress. Crisi economico-monetaria devastante. Élite divise. Opposizione diversificata ma unita nell’obiettivo finale. Una narrazione convincente della resistenza. Un contesto internazionale favorevole. Quest’inverno, per la prima volta dal 1979, dopo quarantasette anni, l’Iran soddisfa tutte queste condizioni. Fonte: Mariano Giustino
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Piero Avolio
Piero Avolio@peterpan72·
Hi @helonmusk . You talk a lot about free speech—so why aren’t Iranians getting uncensored internet through Starlink when their government shuts them down? What’s the point of a global satellite network if it won’t show up when it matters most?
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Lega
Lega@LegaSalvini·
Bene così. 👏🏻👏🏻👏🏻
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Piero Avolio
Piero Avolio@peterpan72·
@matteosalvinimi Attendiamo un Suo intervento deciso a tutela di questa famiglia onesta, che si impegna a proteggere i propri figli dal degrado che caratterizza gran parte della società odierna e che li educa con responsabilità e valori solidi, a differenza di chi tenta di colmare le proprie mancanze solo attraverso l’acquisto di beni materiali. La ringraziamo fin d’ora per l’attenzione.
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Matteo Salvini
Matteo Salvini@matteosalvinimi·
Una vergogna.
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Piero Avolio
Piero Avolio@peterpan72·
linkedin.com/posts/rudyband… “Si, ma non è giusto far pagare, in fondo bastano 5 minuti Questa è la frase che sento spesso dire dalle persone quando si presenta la necessità di pagare dei “micro-servizi” di breve durata o di basso impegno. Oppure, qualcuno aggiunge che non è giusto approfittarsi di chi non sa una cosa, tanto meno degli anziani che non sono in grado di sistemare i propri dispositivi. Ecco, questo a mio avviso è il gigantesco equivoco contro il quale si sbatte, il non capire che il tempo è un VALORE così come lo è il sapere quale bottone spingere. La sapete la storiella, no? “Un ingegnere viene chiamato per riparare un computer molto costoso. Dopo brevi azioni e l'uso di un cacciavite, il computer funziona di nuovo. Il presidente della società è sorpreso quando l'ingegnere chiede mille dollari per il servizio e gli chiede una fattura dettagliata. Il giorno dopo, il presidente riceve una fattura che elenca 1 dollaro per serrare una vite e 999 dollari per sapere quale vite serrare”. Il tempo va pagato. Il know-how va pagato. Poi possiamo discutere di quanto ma qua si apre il discorso che passa da prezzo e valore e… ne parliamo un’altra volta :)  “
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