Roberto Signorelli

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Roberto Signorelli

@RobertoSignore7

Italia 가입일 Haziran 2013
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GIANLUIGI
GIANLUIGI@GIANGI774·
@Zerovirgola2 Infatti, meno male che hai tirato fuori queste foto "segrete" e "rubate", altrimenti gli elettori sarebbero rimasti all'oscuro 🤣🤣🤣
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Pina Picierno
Pina Picierno@pinapic·
Una notizia attesa e bellissima: in Ungheria finisce l’era di Orban del suo governo illiberale e al soldo del Cremlino. Si volta finalmente pagina. I cittadini hanno scelto l’Europa, la libertà e il futuro. Evviva!
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Augusto Minzolini
Augusto Minzolini@AugustoMinzolin·
Vedo nei talk show fare il paragone sul tasso di destrismo tra Magyar e Orban, in realtà in queste elezioni ha vinto l’Europa. Ha perso Orban candidato dei vari Trump, Putin e Xi.
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Timostene
Timostene@SandroRossi_x·
L’unico successo che non vi appartiene   C’è un numero che questo governo ripete più di ogni altro. Lo tira fuori nei talk show, nelle conferenze stampa, nei post trionfali: la disoccupazione scende. 5,3%, minimo storico.   Prendiamo il grafico. Il loro grafico, quello dell’ISTAT, quello che sventolano come una bandiera. Leggiamolo. Stavolta senza la voce di Meloni sopra.   La discesa comincia nel 2017. Col Jobs Act, con la decontribuzione, con i governi Renzi e Gentiloni. Dal 12% al 10 in tre anni. Potete pensare quello che volete di quelle riforme, ma i numeri li hanno mossi. Quella traiettoria era già tracciata quando Giorgia Meloni stava ancora all’opposizione a dire che era tutto sbagliato.   Poi il Covid ha spaccato il mondo. Il mercato del lavoro è andato in apnea, il tasso è risalito, e per due anni non si è capito più niente. Nel 2022 la curva ha ripreso a scendere. Il rimbalzo post-pandemico, il PNRR, la ripresa europea. Quando Meloni si è seduta a Palazzo Chigi la disoccupazione stava già calando. Lei è arrivata, si è messa comoda e ha detto: guardate come vado bene.   Solo che la curva non mostra nessuna accelerazione visibile. Guardatela: non c’è un punto in quel grafico in cui la discesa diventi più ripida dopo l’insediamento di questo governo. Il ritmo resta quello di prima, la traiettoria è la stessa. Tra il 2023 e il 2024 la discesa rallenta, si vedono esitazioni, piccoli plateau. La spinta si sta spegnendo. I numeri più recenti non lasciano dubbi: a febbraio 2025 gli occupati crescevano di 351mila unità rispetto all’anno prima. A febbraio 2026, tredicimila. La crescita si è praticamente fermata, ma a Palazzo Chigi continuano a brindare.   C’è una cosa che nessuno spiega mai quando vi agita quel 5,3% sotto il naso. Per l’ISTAT sei disoccupato solo se cerchi lavoro e sei pronto a iniziarlo. Se ti arrendi, se smetti di cercare perché tanto è inutile, sparisci. Non sei più disoccupato. Non sei niente. Diventi inattivo, esci dal conteggio. La disoccupazione può scendere anche per una ragione che non ha niente a che fare col lavoro: basta che una parte delle persone esca dal conteggio. Non è l’unico fattore, ma è un fattore reale, misurabile, e nessuno ne parla quando vi mostra quel numero. Nel 2024 gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono tornati a crescere: 56mila in più, 12 milioni e mezzo di persone fuori dal mercato del lavoro. Quelli che non cercano e non sono nemmeno disponibili sono aumentati di 175mila. Il tasso di disoccupazione scende, il tasso di inattività sale. Non è un successo. È un gioco di prestigio coi decimali.   Poi c’è la questione di chi lavora davvero, e come. L’aumento dell’occupazione lo reggono gli over 50. Più di 10 milioni, in parte perché la riforma Fornero li tiene al lavoro più a lungo, in parte per dinamiche demografiche che nessun governo controlla. Quello che è certo è che non c’è una politica attiva di questo governo dietro quel numero. Intanto i giovani vanno nella direzione opposta: tra dicembre 2023 e dicembre 2024 gli under 35 hanno perso quasi 160mila posti di lavoro. A febbraio 2026 tra i 15 e i 24 anni sono spariti 118mila occupati in dodici mesi. Non è un’oscillazione, è una tendenza. Tra gli under 35 gli inattivi crescono più degli occupati: ragazzi che non lavorano e hanno smesso di cercare. Meloni parla di boom dell’occupazione giovanile citando i dati del rimbalzo post-Covid, quando tra il 2021 e il 2023 i giovani erano effettivamente cresciuti. Solo che quel rimbalzo si è esaurito, e da un anno i numeri dicono il contrario di quello che il governo racconta.   Il Rendiconto INPS 2024 completa il quadro: otto nuove assunzioni su dieci sono a termine. Su 8,1 milioni di contratti, 6,5 milioni non garantiscono niente. Puoi avere il record degli occupati e un paese dove la gente non sa se lavora il mese prossimo. Nel modello italiano le due cose convivono benissimo.   Questo governo il mercato del lavoro non lo ha riformato. Incentivi temporanei, aggiustamenti, roba da decreto omnibus. Nessuna riforma di sistema. Ha tagliato il Reddito di Cittadinanza col pugno duro di chi crede che la povertà sia una colpa, senza capire che quel taglio avrebbe dovuto far salire la disoccupazione: togli un sussidio, la gente torna a cercare lavoro e rientra nel conteggio dei disoccupati. Se il numero è sceso lo stesso è perché la domanda di lavoro correva già da prima, trascinata dalle riforme di chi li ha preceduti.   Un ultimo paradosso. Dal 2021 l’ISTAT usa criteri più severi per contare gli occupati, come chiede l’Europa. Con i vecchi criteri, quelli in vigore quando governava il centrosinistra, i numeri sarebbero stati più generosi. Questo governo viene misurato con un metro più stretto e raccoglie comunque i frutti di chi c’era prima. Se contassimo come contavamo, i risultati di quelle riforme sarebbero ancora più evidenti.   Ecco cosa resta quando togli la propaganda. Il numero che questo governo ostenta non gli appartiene. Porta la firma di riforme che Meloni ha passato anni a demolire nei comizi. Il Jobs Act era un regalo ai padroni. La decontribuzione era assistenzialismo. Il PNRR lo hanno rallentato e mutilato. Eppure ne raccolgono ogni frutto, con la disinvoltura di chi eredita una casa e va in giro a dire di averla costruita con le proprie mani.   È il meccanismo più vecchio della politica italiana: le riforme producono effetti in cinque, dieci anni. Chi le fa paga il prezzo del consenso. Chi arriva dopo incassa i risultati. Lo scarto tra il tempo delle politiche e il tempo della propaganda è lo spazio esatto in cui questo governo si è installato.   Questa è la verità che quel grafico racconta, se avete il coraggio di leggerlo. La curva scendeva prima di voi. La crescita la reggono i sessantenni che non possono andare a casa. I giovani spariscono. Gli inattivi crescono. La spinta si esaurisce. L’unico successo che avete non è vostro.   Quello che succederà quando non ci sarà più niente di ereditato da consumare lo scopriremo presto. Il sospetto è che quel giorno i grafici smetterete di mostrarli.
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Ed Krassenstein
Ed Krassenstein@EdKrassen·
Epstein Survivor Juliette Bryant just released a message to Melania Trump: “Hello Melania Trump. My name is Juliette Bryant. I’m an Epstein survivor. You want girls to testify under oath, well here I am testifying that everything I said is true. Unfortunately a lot of the girls who testified died. Maybe it’s time that you and your husband testify too.”
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L’Atlantista 🇮🇹🇺🇦
In Russia, per la prima volta dal 2012 (anno in cui è stata approvata la legge che vieta le manifestazioni “non autorizzate”), avviene una protesta ben organizzata, ma che non è autorizzata dal regime. A protestare non sono gli autoctoni, ma i lavoratori cinesi di una raffineria a Komsomol'sk-na-Amure… Se mi chiedessero una singola prova del fatto che la nazione russa è finita o quasi, porterei questa. Persino i cinesi sono più riottosi dei russi.
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Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
Chiedo ad @Anpinazionale se abbia qualcosa da dire sul fatto che a Bologna, città medaglia d’oro per la Resistenza, si canti “Bella Ciao” durante un festival organizzato dalla Russia. Dopo aver sponsorizzato innumerevoli convegni con personaggi come D’Orsi, che è appunto ospite fisso degli eventi RT in Italia, Russia e Bielorussia, possibile che nessun sedicente custode dei valori partigiani scriva mezza riga per dire che forse abbiamo un problema se a cantare “una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor” è proprio l’invasor?
Marco Fattorini@MarcoFattorini

Ma è normale che a Bologna si tenga il festival di RT, canale tv russo finanziato dal Cremlino e sanzionato dall’UE, in cui diversi propagandisti possono dileggiare indisturbati le nostre istituzioni? P.s. cantano pure “Bella Ciao” mentre Putin bombarda i civili ucraini.

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Republicans against Trump
Republicans against Trump@RpsAgainstTrump·
UPDATE: Hungarian election 45.7% of the vote counted: TISZA has 135 seats (supermajority), while Fidesz (Orbán) has 57 WOW
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maria macina
maria macina@mariamacina·
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GIANLUIGI
GIANLUIGI@GIANGI774·
@DanielaDaffin @GianpieroScanu Dany buona domenica 🌞. Qui gli unici che continuano a sonnecchiare siete proprio voi, che avete passato anni a fare le barricate contro gli antiRenzi e adesso passerete anni a fare le barricate a Renzi e ai proRenzi. Sempre un nemico, sempre una lotta a qualcuno.
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Davide Faraone
Davide Faraone@davidefaraone·
Sono sempre stato un riformista. E per molto tempo, nel campo democratico, i riformisti non erano una corrente da nascondere in cantina: erano la spina dorsale, la direzione di marcia, la parte che guidava. Oggi non è più così. Nel centrosinistra pesano di più culture identitarie diverse, spesso più interessate a dirsi che a cambiare. C’è chi pensa che sia lo spirito del tempo. Io no. Io penso che il mondo riformista abbia soprattutto un dovere: smettere di lamentarsi e cominciare a organizzarsi. Darsi un profilo, una voce, una postura. Riprendersi lo spazio che storicamente gli appartiene. Come hanno detto in tanti ieri, alla bella iniziativa delle “Primarie delle idee”, il riformismo non ha nulla a che vedere col moderatismo, che è spesso solo un modo elegante per non disturbare nessuno. Il riformismo è un’altra cosa: è cambiamento continuo, è evoluzione, è la fatica di cercare risposte nuove per una società che cambia, senza nostalgia e senza paura. Ieri è cominciato un percorso. Adesso vengono i passaggi più importanti. E, ne sono convinto, anche i più entusiasmanti.
Davide Faraone tweet mediaDavide Faraone tweet mediaDavide Faraone tweet mediaDavide Faraone tweet media
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Massimiliano Parentii
@matteorenzi Queste sono le conseguenze di anni di buonismo della tua sinistra accogliente con i delinquenti indifferente ai drammi delle persone perbene specie se più fragili.
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Matteo Renzi
Matteo Renzi@matteorenzi·
Quello che è accaduto stanotte a Massa mi lascia senza parole. Un uomo di neanche 50 anni ha perso la vita sotto gli occhi del figlio undicenne a quanto pare dopo essere stato colpito da un branco di ragazzini ubriachi. Siamo alla follia, le nostre città sono allo sbando e non capisco come il Governo possa far finta di niente. C’è qualcuno al Viminale? Possibile che si debba morire così senza che le forze dell’ordine abbiano mezzi e risorse per intervenire?
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Matteo Renzi
Matteo Renzi@matteorenzi·
@Stefano50558257 Pare che gli aggressori fossero italiani. Ma non è la nazionalità che deve rilevare: chi sbaglia deve pagare. E i cittadini hanno diritto alla sicurezza.
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Soldato Biancaneve
Soldato Biancaneve@Filippo__Rossi·
#NEW Il leader dell'opposizione ungherese, Péter Magyar, ha promesso indagini sull'ingerenza russa e contro il ministro degli esteri Péter Szijjártó dopo la rivelazione di registrazioni e trascrizioni che mostrano contatti frequenti con Sergey Lavrov
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maria macina
maria macina@mariamacina·
maria macina tweet media
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Matteo Renzi
Matteo Renzi@matteorenzi·
E dopo sedici anni Orban va KO. Dopo Canada e Australia, ecco l’effetto Trump anche in Ungheria. Ma non sottovalutiamo anche il tocco magico Meloni, ormai re Mida al contrario. La nostra premier ha sostenuto gli anti europeisti in Polonia, Spagna e Ungheria: per tre volte i suoi protetti hanno perso. Vince l’Europa, perdono i Maga. Ma che splendida domenica!
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Augusto Minzolini
Augusto Minzolini@AugustoMinzolin·
Leggo di un italiano di 47 anni ucciso di un gruppo di ventenni italiani e stranieri perché li invitava a non gettare bicchieri contro una vetrina. Torno a dirlo : qui c’è il problema di una generazione che ha perso i valori. Vanno rieducati in tutti i modi perché non si toglie una vita e si rovina una famiglia per futili motivi. Non basta dire dopo “siamo pentiti”
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Raffaele Pizzati
Raffaele Pizzati@RaffaelePizzati·
@DanielaDaffin Ops @DanielaDaffin ti credevo più afferrata in materia di leggi elettorali . Ovvio che quando parli di strapuntino di 2 seggi ti riferisci a quelli per Calenda e Marattin. Non ti preoccupare per CASA RIFORMISTA che alle regionali ha ottenuto più voti sia di AVS sia del M5s
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Salsomaggiore Terme, Emilia Romagna 🇮🇹 Italiano
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Enrico Borghi
Enrico Borghi@EnricoBorghi1·
Esprimiamo la nostra solidarietà al contingente italiano impegnato in Libano nell’ambito della Missione Bilaterale di pace ONU, oggetto oggi per due volte di uno speronamento da parte di un carro armato israeliano. L’attacco arriva dopo ulteriori provocazioni, avvenute nei giorni scorsi, contro il quartier generale dell’Unifil: sono atti incompatibili con gli obblighi di Israele ai sensi della Risoluzione 1701 e con l’esigenza di garantire la sicurezza dei peacekeeper. La presenza militare italiana, sotto l’egida delle Nazioni Unite, è essenziale per evitare l’esplosione del Libano e una escalation che renderebbe l’intera area una autentica polveriera. Il nostro governo si faccia sentire nei confronti dell’esecutivo israeliano, uscendo da posizioni di prammatica ed esigendo l’assoluto rispetto delle nostre Forze Armate.
Enrico Borghi tweet media
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