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Roberto
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Roberto
@Toro_Seduto_
Dreamer, startup, founder @beesecure3 🐝,philosophy, innamorato della bellezza in tutte le sue forme.
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L’ONU afferma che Israele sta infliggendo ai palestinesi "condizioni di vita sempre più incompatibili con la loro continua esistenza come gruppo".
Questa è la definizione di GENOCIDIO, la convenzione sul genocidio obbliga tutti i governi di intervenire per firmare lo sterminio.
UN Human Rights@UNHumanRights
#Gaza: We are seriously concerned that #Israel appears to be inflicting on Palestinians in Gaza conditions of life increasingly incompatible with their continued existence as a group in Gaza—forcibly transferred into ever shrinking spaces with little or no access to life-saving services & at constant risk of attack: ohchr.org/en/press-brief…
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che meraviglia Alberto Angela che parlando di Van Gogh "che cos'è la normalità? È solo quello che ci somiglia? In realtà la diversità è la maggiore ricchezza per una comunità...e gli permette di sopravvivere nel tempo"...
capito Vannacci?
#Ulisse #albertoangela #VanGogh #8aprile
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"I ragazzi delle scuole imparano chi fu Muzio Scevola o Orazio Coclite, ma non sanno chi furono i fratelli Cervi. Non sanno chi fu quel giovanetto della Lunigiana che, crocifisso ad una pianta perché non voleva rivelare i nomi dei compagni, rispose: «Li conoscerete quando verranno a vendicarmi», e altro non disse. Non sanno chi fu quel vecchio contadino che, vedendo dal suo campo i tedeschi che si preparavano a fucilare un gruppo di giovani partigiani trovati nascosti in un fienile, lasciò la sua vanga tra le zolle e si fece avanti dicendo: «Sono io che li ho nascosti (e non era vero), fucilate me che sono vecchio e lasciate la vita a questi ragazzi». Non sanno come si chiama colui che, imprigionato, temendo di non resistere alle torture, si tagliò con una lametta da rasoio le corde vocali per non parlare. E non parlò. Non sanno come si chiama quell'adolescente che, condannato alla fucilazione, si rivolse all'improvviso verso uno dei soldati tedeschi che stavano per fucilarlo, lo baciò sorridente dicendogli: «Muoio anche per te… viva la Germania libera!». Tutto questo i ragazzi non lo sanno: o forse imparano, su ignobili testi di storia messi in giro da vecchi arnesi tornati in cattedra, esaltazione del fascismo ed oltraggi alla Resistenza''.
(Piero Calamandrei)

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When bumblebees drink nectar containing caffeine, they respond as if it contains more sugar than it actually does. The spike of caffeine makes them more likely to remember those flowers and visit them again another day.
ucdavis.edu/news/what-make…:
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Nurse honey bees filter fungicide residues to maintain larval health
This key function may prevent queen, worker, and drone larvae from being exposed to high, potentially harmful concentrations of fungicides.
sciencedirect.com/science/articl…

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Perché abbiamo deciso di lasciare X di Elon Musk valigiablu.it/valigia-blu-la… via @valigiablu
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Mentre i ministeri israeliani celebrano il genocidio a Gaza, l'IDF accelera lo sterminio dei palestinesi nel nord di Gaza.
Esattamente come a Srebrenica: civili affamati e bombardati vengono ammassati, famiglie separate, uomini e bambini divisi dalle donne, esecuzioni sommarie.
Mohamad Safa@mhdksafa
This is not a detainment camp in World War II, nor a prison in the Holocaust, this is Gaza in 2024. A chilling reminder that history repeats. A holocaust is happening right before our eyes and the world is silent
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Ciao. Non è una cosa importante, anzi è del tutto insignificante, ma se proprio volete bruciarvi 3 neuroni, ecco a voi.
L’altro giorno in trasmissione un paio di opinionisti dicono la loro su Roma-Inter 0-1: “L’Inter ha giocato male”, “L’Inter non mi è piaciuta”. Tutte opinioni rispettabilissime.
Passano la palla a me: “Non sono d’accordo, per me l’Inter ha giocato una grande partita perché ha saputo soffrire e bla bla bla”. E poi, a corredo: “Smettiamola di pensare che l’Inter debba giocare sempre come se fosse il Barcellona di Guardiola”.
Cito a proposito una delle squadre che ha fatto la storia del calcio per far comprendere il concetto: “Si può anche vincere senza dover passare per forza da un calcio meraviglioso”.
Il mio interlocutore con la zazzera mi incalza: “Tranquillo che l’Inter non ha mai giocato a quel livello”. E io rispondo: “Per me sì”. Perché lo penso: il calcio che ho visto produrre alla squadra di Inzaghi in più di una partita ha raggiunto picchi altissimi.
Ovviamente il Barcellona di Guardiola non c’entra una mazza, quello faceva il Tiki Taka e ha vinto tutto, l’Inter gioca in modo completamente diverso, con princìpi opposti e in un’era calcistica neanche minimamente paragonabile a quella passata. Lo capisce anche un bambino. O forse no.
Un celebre portale traduce il siparietto con un titolo, definiamolo, accattivante: “Biasin: ‘L’Inter gioca come il Barcellona di Guardiola’”. E vabbè, conosco le leggi dei portali, devono estremizzare il tuo ragionamento altrimenti colcazzo la gente clicca. Se avessero titolato “Biasin: ‘L’Inter sa vincere anche senza giocare come il Barcellona di Guardiola’” avrebbero reso il concetto ma si sarebbero dovuti accontentare del misero clic di mia zia.
Nel corso della giornata ricevo la consueta sequela di carinerie: “Biasin che cazzate dici”. “Testa di cazzo te e il Barcellona di Guardiola”. “Di Guardiola hai solo la pettinatura”. E così via (l’ultima l’ho trovata molto divertente).
Penso: “Cosa faccio, mi metto a spiegare che neanche un cretino paragonerebbe Il Barcellona di Guardiola all’Inter di Inzaghi visto che non hanno nessun genere di attinenza?”. Lascio perdere: “Tanto è inutile, ormai è passato quel concetto lì, chi ha ascoltato il ragionamento per intero ha compreso, chi si è accontentato del titolo penserà che sono un coglione visionario. Amen”.
Ma poi arriva lui. Il mito, l’unico, il solo: ANTONIO CASSANO.
Antonio Cassano non ha visto la clip ma va in diretta e “me l’hanno detto gli amici miei oh!”. E cosa ti hanno detto Anto’. “Quello lì, faccio nome e cognome, Fabrizio Biasin! Si deve vergognare! Lo fanno scrivere sui giornali che dice che l’Inter è il Barcellona di Guardiola! Vergogna meh!”.
I suoi compagni di trasmissione gli fanno notare che, boh, forse si tratta di una forzatura, di un titolo buttato là per pescare un po’ di allocchi, ma lui non arretra di un millimetro perché è Antonio Cassano e gliel’hanno detto gli amici suoi: “No no, fidati, te lo dico io! Me l’hanno girato gli amici miei! Che lui si deve vergognare! Come si dice Lele! Servilismo!”. Cazzo vuol dire servilismo poi, boh.
La clip gira sui social (e figurati), sotto l’ennesima straordinaria sequenza di insulti, alcuni originali, altri meno, tutti ovviamente anonimi.
È mezzanotte, finisco di lavorare, prendo la bici e mentre pedalo verso casa penso: “Ecco, invece di gustarmi la puntata 4 di Hanno Ucciso L’Uomo Ragno mi tocca rispondere al signor Cassano Antonio, perché in questo bislacco Paese quello che dice questo ex campione del calcio raggiunge un sacco di gente e hai voglia poi a dover buttar giù un’altra vagonata di offese” (puntualmente arrivate).
Ed eccomi qua. Non ho visto la 4 di Hanno Ucciso l’Uomo Ragno, ho scritto ‘sto inutile papocchio, questa notte ho sognato Cassano ospite a Ballando con le Stelle (la mia psiche deve aver mescolato un po’ di cose), ho perso un sacco di tempo e - se siete arrivati fin qua - vi devo 3 preziosissimi neuroni.
Ciao.
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