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Questo grafico - fatto dall’Osservatorio Conti Pubblici - ci fa capire come funziona la nostra imposta principale, l’Irpef.
Fino a 12 mila euro annui (circa 900 euro al mese), si paga zero IRPEF.
Nel primo scaglione (0-28 mila euro, cioè fino a circa 1.600 euro netti al mese) si paga in media circa 100 euro al mese.
Vuol dire che qualsiasi cosa fai, dai un beneficio ridottissimo. Ma per il motivo più semplice di tutti: già si pagano pochissime imposte.
Ecco perché il mantra “riduciamo le imposte ai redditi bassi” non ha alcun senso.
Il problema di questi redditi non sono le tasse: il problema è che è basso il lordo (e allora le politiche per risolvere il problema sono altre).
Come vedete chiaramente dal grafico, il problema del sistema fiscale italiano è che massacra il ceto medio: quando guadagni 2.500/3.000 euro al mese, un terzo del tuo reddito se ne va in IRPEF.
E se ti viene la malaugurata idea di lavorare un po’ di più, su ogni 100 euro lordi, circa la metà se ne va in Irpef : un gentile trattamento che negli altri paesi europei riservano solo a chi guadagna 9/10 mila euro netti al mese.
Questa è la battaglia principale del @Partito_Libdem : riduciamo la spesa pubblica per dare respiro ai “muli da soma” di questo paese.

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