Ryz
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Ryz
@Danfreedom92
Freedom is individual, not collective. - Fix the money Fix the world -
Katılım Şubat 2012
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Ferrari ci ha fatto vedere la Luce
Ieri sera, alla Vela di Calatrava, Maranello ha mostrato al mondo la sua prima elettrica. Quattro motori, 1.050 cavalli, 530 chilometri di autonomia, design di Jony Ive, l’uomo che ha disegnato l’iPhone. Stamattina il titolo in Borsa ha perso il sei per cento e i social sono diventati quello che diventano sempre in questi casi: un coro stonato di gente che grida al tradimento. “Non è più una Ferrari.” “Senza il rombo del motore è morta.” “Sembra una Toyota Prius.” Lo stesso copione, parola per parola.
Lo stesso copione di quando arrivò il cambio automatico e i puristi dissero che non era più guidare. Di quando le carrozze a cavalli vennero soppiantate dalle automobili e i benpensanti dell’epoca giurarono che quei trabiccoli puzzolenti non avrebbero mai sostituito un buon tiro a quattro. Di quando il treno superò i trenta chilometri orari e seri scienziati ottocenteschi avvertirono che a quella velocità gli organi interni dei passeggeri si sarebbero spostati. Di quando il CD soppiantò la musicassetta e i puristi si misero a dire che la musica digitale non era vera musica, perché ti volete mettere le frequenze calde di un nastro analogico.
La storia umana è lastricata di queste profezie, tutte sbagliate, tutte ripetute con la stessa identica convinzione.
Qui però c’è qualcosa da guardare più da vicino, perché ridurre tutto a “ignoranza” è troppo comodo. Heidegger aveva un’intuizione su cui fermarsi: l’uomo vive immerso in un mondo di “cose a portata di mano”, strumenti familiari che usiamo senza pensarci, che diventano estensione del nostro corpo e della nostra identità. Finché lo strumento funziona, scompare dalla coscienza, diventa noi. Quando si rompe, o quando viene sostituito, all’improvviso emerge come oggetto estraneo, e con esso emerge la nostra finitudine, il fatto che le cose che davamo per scontate non lo erano affatto. Il rombo del V12 era questo: una “cosa a portata di mano” per chi ci era cresciuto dentro, un suono che non veniva ascoltato perché era parte del mondo. La Luce lo strappa via, e quello strappo non fa rumore (è il punto), ma fa male.
C’è poi una legge della mente umana, che chiunque ha intuìto da solo: perdere qualcosa di familiare pesa due o tre volte più del piacere di guadagnare qualcosa di equivalente. Non è un difetto di calcolo, è eredità della savana, dove chi si fidava dell’ignoto moriva e chi restava aggrappato al noto sopravviveva. Perdere il suono del motore a scoppio fa più male di quanto faccia piacere guadagnare 1.050 cavalli silenziosi e 530 chilometri di autonomia. Non è razionale, è viscerale.
E c’è qualcosa di più profondo ancora: il rombo Ferrari non è solo identità, è erotismo. È il suono attraverso cui generazioni di ragazzini si masturbavano l’immaginazione davanti a un poster, imparando il desiderio per via acustica prima ancora che visiva. Togliere quel suono significa toccare la libido prima della memoria. Per questo la reazione si fa furiosa. Difendere il rombo significa difendere se stessi, la propria giovinezza, l’idea di mondo in cui si è imparato a volere.
Le tradizioni del resto non sono mai eterne, sono invenzioni recenti che si spacciano per antiche. Il “vero” suono Ferrari di cui oggi si piange la scomparsa ha sì e no settant’anni di storia, una manciata di decenni in cui un motore endotermico ha imparato a fare un certo verso e quel verso è diventato sinonimo di una certa emozione. Prima non esisteva, dopo non esisterà più. Una pratica relativamente breve diventa “eterna” nella percezione collettiva, e su quella finta eternità si costruiscono identità, comunità, mercati: un’azienda non vende solo automobili, vende l’idea che possedendone una si entri in una stirpe.
Chi si aggrappa alla tradizione sta difendendo non il passato, ma la versione del passato che ha conosciuto da giovane, quando il mondo gli sembrava comprensibile.
E poi c’è quell’altra cosa, che mi pare la più feroce di tutte: una Ferrari è un oggetto di cui si parla molto e che si possiede pochissimo.
Chi grida al tradimento sui social non sta difendendo la propria auto, sta difendendo un sogno che non si realizzerà mai. Sta facendo il lutto di una cosa che non ha mai avuto. E un lutto del genere, senza appigli nella realtà, può durare per sempre.
Il punto è questo, e mi ci metto dentro anch’io perché sarebbe disonesto chiamarsi fuori: chi grida al tradimento oggi è figlio o nipote di qualcuno che gridò al tradimento ieri, per ragioni diverse e con gli stessi identici argomenti. Cambia il totem, resta intatta la liturgia del rifiuto. Tra trent’anni, quando qualcuno proverà a sostituire la Luce con qualcosa che ancora non sappiamo immaginare, ci sarà un signore di mezza età, magari sarò io, a spiegare su qualche social del futuro che le vere Ferrari, quelle sì, erano elettriche. E avrà torto. Avremo torto.
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@InCronopios Ma che cazzo vuoi se uno vuole ne può avere 100 e tu non devi rompere il cazzo e andare a lavorare, zecca
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‼️Si temono feriti a Torino, dopo gli scontri tra agenti e tifosi #ToroJuve
@MaxNerozzi
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@sokn44 @Cesare25674154 Un tifoso Juve è rimasto ferito fuori dallo stadio.
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Questo campionato si conclude con un epilogo tristissimo.
Degno di un Paese incivile che vive lo sport malissimo.
#TorinoJuventus
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"Per me la Repubblica è...". Da Zalone a Bisio i video dei cittadini sul sito del Quirinale. La piattaforma per gli 80 anni rivolta soprattutto ai giovani, c'è anche Jasmine Paolini #ANSA
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@SandroRossi_x No in realtà mi viene in mente che hai tantissimo tempo libero e un cazzo da fare
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@sgretolatore4 Falso: il nazismo lasciò i profitti in mani private e coniò il termine stesso "privatizzazione", vendendo banche e ferrovie pubbliche. Lo Stato non possedeva le aziende, ma commissionava loro armi in un sistema di capitalismo clientelare.
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@DanAlp89 @sgretolatore4 Ma cos’è che ha privatizzato?Figa mi mandate ai matti
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@sgretolatore4 Hitler usò la parola "socialista" solo come esca elettorale: appena al potere privatizzò l'economia, si alleò con i grandi capitalisti e rinchiuse comunisti e sindacalisti nei primi campi di concentramento.
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@RobertVeneziani @sgretolatore4 Zio ha fondato un partita che si chiamava NAZIONALSOCIALISMO, cos’era secondo te di centro?
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@sgretolatore4 Se Hitler è di sinistra allora ho paura quale sia la tua idea di destra
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Ci sono i delinquenti italiani, ci sono quelli stranieri, e pure quelli italiani col nome straniero. Così come ci sono i salvatori italiani e quelli egiziani. Il mondo è così, fatevene una ragione, e sarà sempre più così. L’unico particolare è che da Meloni e Mattarella i salvatori egiziani non c’erano, perché con l’autobus ci voleva un’ora, e nessuno ha pensato che magari era il caso di andarli a prendere.
Ma il mondo è così, se ne faranno una ragione.
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Mamdani azzera in quattro mesi un deficit di 12 miliardi di dollari a New York con politiche di sinistra, tasse sui ricchi e tagli agli sprechi, senza toccare i ceti medi né i servizi. E i fasciopitechi italici, quelli che hanno portato il debito pubblico a 3000 miliardi di euro tra regali agli evasori, finanziamenti a scuole e cliniche private e inutili centri in Albania, stanno andando ai matti.
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Decidido.
No la voy a ver.
Todavía con Lupita lo habría pensado, pero con Elliott queda descartado.
Otra basura woke.
Global Box Office@GlobalBoxOffice
THE ODYSSEY by Christopher Nolan to have Lupita Nyong’o playing Helen of Troy and Elliot Page playing Achilles. Source: ign.com/articles/the-o…
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