Shetzup

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@shetzup

Antifascista, antigrillina, antileghista. Senza mai perdere la tenerezza. 🇪🇺🇺🇦

Cremona, Italia Katılım Aralık 2018
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Carlo Calenda
Carlo Calenda@CarloCalenda·
Questi sono i numeri disastrosi dell’editore de @fattoquotidiano. Ci sono molte anomalie. Debiti con i fornitori, il fisco e le banche che esplodono e redditività che crolla. Ci sono enormi anomalie, un’azienda “normale” sarebbe senza cassa e le banche non avrebbero dato linee di credito. Fare cassa a questo livello sui fornitori vuol dire non pagarli o avere fornitori molto compiacenti. Credo sia opportuno che il paladino della trasparenza (e della Russia) @marcotravaglio ci dia qualche spiegazione.
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Igor Sushko
Igor Sushko@igorsushko·
Kyiv burns as Ukraine no longer has any Patriot interceptor missiles - the only defense against Russian Iskander ballistic missiles. Vice President Vance recently bragged of his "proudest" achievement - cutting off military support for Ukraine.
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InsideOver
InsideOver@insideoverita·
Quasi la metà delle cucine comunitarie che garantivano pasti essenziali alla popolazione sudanese è stata costretta a chiudere negli ultimi sei mesi, a causa del calo dei finanziamenti internazionali e delle ripercussioni sulle catene di approvvigionamento legate al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Lo rileva la ong Islamic Relief, secondo cui il 42% delle 844 strutture analizzate in sei Stati non è più operativo per mancanza di fondi e forniture. Le takaaya, gestite da reti locali di mutuo soccorso, rappresentavano una risorsa vitale per milioni di civili in un contesto già segnato da una grave crisi alimentare: oltre 21 milioni di persone, pari al 45% della popolazione, soffrono di carenze di cibo. L’aumento dei costi del carburante (+187% nelle ultime settimane) e le difficoltà logistiche hanno ulteriormente ridotto la capacità di intervento. Il conflitto, iniziato nell’aprile 2023 tra esercito (SAF) e Rapid Support Forces (RSF), ha causato oltre 11 milioni di sfollati e più di 11.000 persone scomparse, mentre milioni sono fuggiti all’estero. Le due fazioni, sostenute da attori regionali contrapposti, non partecipano alla conferenza internazionale in corso a Berlino, dove si discutono possibili risposte alla crisi. Il conflitto ha provocato ad oggi oltre 150.000 morti, 14 milioni di sfollati e 29 milioni di sudanesi a rischio di morte per fame. Sul terreno, le cucine comunitarie — spesso attive in moschee, centri sociali o abitazioni — continuano a operare con risorse sempre più limitate, sostenute principalmente da donazioni locali e della diaspora. Il taglio dei fondi USA e l’aumento dell’inflazione hanno raddoppiato i costi dei pasti, costringendo molte strutture a chiudere. La situazione varia tra le regioni, ma in aree come il Nord Darfur, dove la malnutrizione infantile è diffusa, oltre metà delle cucine ha cessato le attività. Le organizzazioni umanitarie denunciano una risposta internazionale insufficiente: l’appello ONU per il 2026 è finanziato solo al 16%. La chiusura delle takaaya rischia di aggravare ulteriormente quella che è già considerata la più grave crisi alimentare al mondo. #alleyesonsudan #sudan
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nello scavo
nello scavo@nelloscavo·
+++ Interrompo lo sciopero per segnalare un nuovo attacco in #Libano +++ È stato distrutto da #Israele il ponte di Qasmye. L’ultimo rimasto parzialmente in piedi nel sud, che ora rimane isolato, compresa @UNIFIL_ Eravamo stati lì pochi giorni fa sotto il tiro israeliano.
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nello scavo@nelloscavo

+++ #Libano Abbiamo raggiunto l’ultimo ponte sul fiume Litani (video) +++ Semidistrutta l’unica via di fuga dal Sud. Anche Unifil rischia di restare isolata. Sotto i droni #Israele che colpiscono ancora @nelloscavo inviato a Qasmye @Avvenire_Nei avvenire.it/mondo/noi-test…

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Andrea Crisanti
Andrea Crisanti@CrisantiEuropa·
Non mi stancherò di ripeterlo: è necessaria una decisa e progressiva riduzione del rilascio di nuove convenzioni ai privati e la nazionalizzazione delle strutture private convenzionate che non sopravviverebbero senza le risorse pubbliche.
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Kommander61
Kommander61@kommander61·
Uno di quelli che qui sopra vogliono spiegare la medicina ai medici, il clima ai climatologi, la costruzione dei ponti agli ingegneri, l'astronomia agli astronomi, il mare ai pesci, dopo aver visto i video su YouTube, è arrivato alla vicepresidenza degli Stati Uniti.
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L’Atlantista 🇮🇹🇺🇦
Totalmente impotenti al fronte e non in grado di compiere un attacco aereo con un qualche senso, i nazisti russi stanotte hanno lanciato i loro droni e missili contro le più grandi città dell’Ucraina con il solo scopo di ammazzare quanti più civili ucraini possibile. Purtroppo c’è stata una strage: nella città meridionale di Odesa sono morte 9 persone, nella capitale Kyiv sono rimasti uccisi 5 abitanti, mentre a Dnipro 2. Questi numeri tendono a crescere. Non è possibile alcun negoziato con questi nazisti e terroristi: da parte nostra, solo bombe, missili e droni.
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Caolan
Caolan@CaolanReports·
While the rest of Europe wakes up to a clear Spring morning, Kyiv looks like this. Several innocent people killed including a child because russia continues to attack the capital. Despite it not making the news anymore, Ukraine continues to be under attack daily. 📹: @Liberov
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OSNM - R.I.A. "Operatori Sanitari nel Mondo"
15 aprile 2023. Mentre il mondo guardava altrove, in #Sudan iniziava una #guerra. Tre anni dopo, non è finita: è solo diventata più facile da ignorare. Milioni di persone travolte, città rase al suolo, vite spezzate. E intorno? Silenzio. Distrazione. Indifferenza. Non è mancanza di informazioni. È mancanza di volontà. Ci indigniamo a intermittenza, scegliamo quali tragedie meritano attenzione e quali no. Il Sudan è stato lasciato fuori da questa scelta. Ricordarlo oggi non è un gesto simbolico. È un atto di accusa!!!!! osnm.it
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Elio Vito 🇮🇹🇪🇺🇺🇸🏳️‍🌈🌍
Al Senato si sta discutendo la fiducia n.1️⃣1️⃣4️⃣ del governo Meloni. In tre anni e mezzo, 126 decreti legge e 114 voti di fiducia, un oltraggio mai visto al Parlamento, che lei contestava quando era all’opposizione. Quando capirà Meloni che deve cambiare registro anche in questo?
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Rula Jebreal
Rula Jebreal@rulajebreal·
La risposta del vicedirettore de L'Espresso Enrico Bellavia all'ambasciatore istaeliano Peled. "La scorsa copertina de L’Espresso sugli abusi dei coloni in Cisgiordania che l’ambasciatore 🇮🇱 Peled ha improvvidamente «condannato», insegna alcune cose. Innanzitutto, a noi che abbiamo molto da imparare. Anche da quello che facciamo. Senza il ghigno beffardo del colono che irride alla donna palestinese, colto dall’obiettivo esperto di Pietro Masturzo quel racconto, intriso di sradicamento, violenza, sangue non avrebbe avuto la stessa forza. Perché dice di una pulizia etnica che punta a coltivare le spinte espansionistiche del Grande Israele. E non ha nulla a che vedere con LA SICUREZZA nazionale. Non obbedisce a logiche, sia pure distorte o funzionali, di contrasto a minacce terroristiche. È un’operazione di conquista condotta da civili, liberamente armati, spalleggiati dall’esercito 🇮🇱 . Un’annessione né lenta né silenziosa, in spregio al diritto, sotto gli occhi del mondo. In quella foto che ha fatto il giro del mondo c’è la sintesi e il grado zero del sopruso: lo scherno. Più di un corpo martoriato, stabilisce senza lambiccamenti il torto e la ragione. Documenta un surplus di prevaricazione nella sproporzione tra un maschio armato e una donna inerme, cacciata dal suolo che ha calpestato. L’immagine su carta ha il privilegio di fissare l’istante e consegnarlo alla memoria. Duratura e non volatile, per quanto evocabile on demand in ogni istante, come nel mondo digitale. Ha il merito di aderire istantaneamente al nostro immaginario, di entrare nell’archivio del vissuto collettivo. Non richiede altro per essere richiamata. Non presuppone una ricerca, ma la nostra intelligenza. Naturale. Il web la veicola e la porta dove il settimanale non arriva. Oltre a conservarla per tutti. Una straordinaria fotografia non basta, senza il lavoro rigoroso sul contesto. Se l’ambasciatore si fosse preso la briga di controllare – era in chiaro, sfogliando il settimanale dalla seconda pagina – si sarebbe evitato un infortunio e un corto circuito. L’infortunio di sollevare semplici sospetti «manipolatori» sull’immagine. Il corto circuito di impartire lezioni sull’uso della «responsabilità» e della «correttezza» che gli si sono ritorte contro da parte di chi non si è fermato alle figure, ma si è concesso l’ormai raro scrupolo di leggere. La copertina è parte di un foto-racconto, corredato di una serie di minuziose informazioni raccolte sul campo da chi quella Cisgiordania la testimonia da anni. Non bastasse, Alae Al Said ha riscontrato ogni dettaglio, aggiungendovi la propria conoscenza di quella realtà. La partigianeria sui fatti non è mai un buon viatico per approcciarli o confutarli. Sedicenti esperti, sulla scia dell’ambasciatore, si sono spinti a sostenere che l’immagine fosse generata dall’Ia. Bastava documentarsi. Per gli scettici, esiste una versione video di quel lavoro e il New York Times ha pubblicato un reportage realizzato in quegli stessi frangenti. Nel quale, peraltro, è immortalato il medesimo colono. Non siamo noi a promuovere «stereotipi e odio». Contro neonazisti e neofascisti, contro gli antisemiti, siamo dove siamo sempre stati. In quello stesso posto dove i TERRORISTI non sono un’etnia, come i CRIMINALI non sono un popolo. Il GENOCIDIO si chiama con quel nome. E non si fanno sconti a chi nasconde o mistifica la realtà. Neppure in nome della Storia".
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UAVoyager🇺🇦
UAVoyager🇺🇦@NAFOvoyager·
It’s so depressing… Today, russian terrorists killed many Ukrainians, including children. And once again, it’s barely mentioned in international news.
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Anton Gerashchenko
Anton Gerashchenko@Gerashchenko_en·
Russian missile strike on Dnipro: 5 people killed and 25 more injured. Just like that. In the middle of the day. Just to cause more suffering to Ukrainians. All of the victims were civilians. Ten of those injured are in critical condition.
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The Dark Side of the Moon
Non so se fosse più patetica l'adulazione messianica verso Trump dei leader sovranisti europei fino a ieri o sia più patetica la precipitosa corsa a prenderne le distanze oggi
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Rula Jebreal
Rula Jebreal@rulajebreal·
Meloni non ha improvvisamente ritrovata suoi principi. Ha cambiato posizione perché il costo politico della difesa di Israele è insostenibile. L'Italia ha sospeso il rinnovo automatico del memorandum di difesa con Israele, non perché Meloni è improvvisamente diventato una paladina del diritto internazionale, dato che per 3 anni il governo italiano ha difeso e armato Israele mentre massacrava 70,000 palestinesi, ma perché la vecchia formula europea delle condanne vuote, senza rotture e senza conseguenze, sta diventando un problema politico serio. Il genocidio a Gaza non era sufficiente per loro. Ma quando le guerre di Israele hanno iniziato a colpire le truppe europee in Libano, e l’IDF ha bombardato infrastrutture energetiche in Iran e ministri israeliani parlano apertamente di espandersi il confine fino alla Siria e al Libano e di ridisegnare l'ordine regionale, la complicità italiana automaticamente ha cominciato a incrinarsi. Nessun governo vuole seguire Netanyahu nell’abisso.
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Sen. Bernie Sanders
Sen. Bernie Sanders@SenSanders·
This week, I will be forcing a vote on legislation to block the sale of nearly half a billion dollars worth of bombs and bulldozers to the Israeli military. The extremist Netanyahu government that has committed genocide in Gaza does not need more military support from American taxpayers.
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Segnali di ripresa
Segnali di ripresa@Brunomgiordano·
Hanno così tanto paura di una foto che hanno deliberatamente ucciso decine di fotografi e giornalisti. #espresso #Idf #coloni
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CinKoko
CinKoko@cin_koko29098·
#14aprile 1980 Ci lasciava Gianni Rodari “Indovina se ti riesce: la balena 🐳 non è un pesce 🐟, il pipistrello 🦇 non è un uccello 🐦; e certa gente, chissà perché, pare umana e non lo è.” Mauro Biani
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