
Annalisa
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Annalisa
@AnnaliFerr
Leggo, scrivo, fotografo, ho cominciato a disegnare. Imparo a cucinare. Dormo molto, anche. E scrivo un po' con l'apostrofo.



Vedo già gli sciacalli in azione! E’ profondamente sbagliato, fuorviante e ingiusto tirare in ballo la comunità ebraica di Roma per il gesto di un folle. La responsabilità e’ personale e non collettiva.

Vedo già gli sciacalli in azione! E’ profondamente sbagliato, fuorviante e ingiusto tirare in ballo la comunità ebraica di Roma per il gesto di un folle. La responsabilità e’ personale e non collettiva.






La differenza sostanziale tra me ed uno scrittore di successo? A parte il talento che o ce l'hai o no! È che io faccio promozione da solo ..gli altri invece hanno recensioni finte sui giornali, ospitate in TV , ecc. E grazie al cazzo che loro vendono di più! La mia casa editrice non può permettersi questo pizzo !


Ho scritto un post sull’editoria, parlando da esordiente, dicendo una cosa semplice, che entrare è difficile, che trovare un editore è complicato, che farsi notare è ancora più complicato, e che spesso non dipende nemmeno solo dalla qualità di quello che scrivi. Ho anche detto che, quando non hai un nome, non ti calcola nessuno, mentre chi ha già un percorso, anche se negli ultimi lavori ha fatto poco, continua ad avere spazio, visibilità, interviste, perché alle spalle ha una struttura forte. Ho aggiunto che la promozione ha un costo, sempre, e che quando non è coperta da un grande editore, finisce per ricadere, in un modo o nell’altro, su chi scrive. A un certo punto ho usato una parola provocatoria, pizzo, per dire proprio questo, per dire che esiste un prezzo da pagare per avere spazio, visibilità, attenzione. Da lì si è aperto il finimondo. Mi è stato detto che non porto rispetto a chi lavora nell’editoria, che generalizzo, che offendo. La verità è più semplice. Il rispetto c’è, per chi lavora seriamente e non fa finta che queste dinamiche non esistano. Quello che ho scritto non era un attacco alle persone, ma a un meccanismo. Si può discutere sui toni, sulle parole, ma non si può far finta che il problema non ci sia. Ora matite in mano e tornate bravini a disegnare facendo attenzione a restare nei bordi.














