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Niente di speciale, solo tanta passione per la grafica e per le 2 ruote 💪💪💪

Sumali Mayıs 2022
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Alessio Piana
Alessio Piana@AlessioPiana130·
#MotoGP Ai Ogura da ambasciatore Arai ha vinto un titolo mondiale Moto2 con una squadra sponsorizzata MT Helmets. Da giapponese corre attualmente con un team americano, vestendo persino la livrea stelle e strisce ad Austin. Da prodotto del vivaio Honda, sarà prossimo portacolori Yamaha, dovesse esser confermata l'anticipazione di Motorsport (complimenti per l'esclusiva: quest'anno anticipano tutti sempre o quasi sempre). Nel mercato libero, non vi è alcun aspetto clamoroso in questo probabile passaggio. Nemmeno per la concezione del motociclismo All Japan, ove non vi è più la santa alleanza tra le case costruttrici giapponesi al fine di non contendersi e strappare reciprocamente i prodotti dei rispettivi vivai. Questo già dopo diversi casi in ambito nazionale negli anni '80, proseguendo con Norifumi Abe. A 1994 in corso dopo la mirabolante wild card di Suzuka strappato da Yamaha ad un team Honda clienti (BLUE FOX) per quanto supportato da HRC: con la penale per rescindere dal contratto, venne salvato il team nel 1994. Si giunse poi al più recente caso di Shinya Nakano. Nel weekend di Valencia 2003, decise di lasciare Yamaha per Kawasaki, quando per lui era già previsto il ritorno in Tech 3 per il 2004. Nella carriera di Ai Ogura risalta un aspetto: non ha mai sbagliato una scelta. Quando rigettò in 3 distinte occasioni l'offerta Honda di salire in MotoGP, nell'ultima occasione preferendo una Aprilia satellite. Quando in Moto2 fuoriuscì da Honda Team Asia e, potendo scegliere dal mazzo qualsiasi squadra, sposò la causa MSi. Con una Boscoscuro e non con una KALEX, vincendo poi il titolo mondiale. Se ha scelto Yamaha, avrà avuto i suoi motivi. Ci saranno state ragioni economiche, ma per tutta la sua carriera ha fatto valere argomentazioni prettamente sportive. Perché, sebbene parli poco, la sua visione delle corse è chiara: corre per vincere, che sia oggi o in prospettiva. Avendo anche gli attributi per scegliere in questo momento Yamaha: non da tutti, non per tutti propendere per una decisione di questo genere.
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#24hMotos #FIMEWC Sabato prossimo alle 15:00 questo momento: la partenza della 24 ore motociclistica di Le Mans giunta alla sua 49^ edizione in qualità di atto inaugurale del Mondiale Endurance FIM EWC 2026. Come sempre in #DirettaEurosport (pre-gara dalle 14:30).
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Alessio Piana
Alessio Piana@AlessioPiana130·
#24hMotos #FIMEWC Due settimane alla 49^ edizione della 24 ore motociclistica di Le Mans con 60 squadre al via, 46 team permanenti iscritti al Mondiale Endurance FIM EWC 2026 e la magia della notte del Circuit Bugatti 🎡✨
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#JRR #JSB1000 Con la 2&4 Race di Motegi in abbinamento con la Super Formula, ha preso il via la stagione 2026 dell'All Japan Superbike JSB1000 nel segno della Ducati. Dopo la pole position, Ryo Mizuno con la "vecchia" Panigale V4 R schierata dal SDG-Ducati Team Kagayama ha monopolizzato la scena nei 20 giri di gara, prendendo nelle battute iniziali della contesa la leadership da Tetsuta Nagashima (Honda del Dunlop Racing Team with Yahagi) e scappando via verso una fuga in solitaria. Dopo il brutto infortunio a SUGO dello scorso anno, quest'anno Mizuno ha una concreta chance di scrivere la storia e portare Ducati ad un titolo mai vinto nella storia della Superbike giapponese. Ottimo secondo con gli pneumatici Dunlop per Tetsuta Nagashima che affronterà quest'anno la sua ultima stagione completa, completa il podio il rientrante Yuki Kunii (SDG HARC-PRO Honda), reduce dall'esperienza nel Mondiale Moto2. Quarto Kohta Nozane con il team di Shinichi Ito, con lo spettacolo offerto dal confronto-a-tre per la sesta posizione tra Taiga Hada e le due Honda ATJ di Satoru Iwata e Kouki Suzuki che hanno vivacizzato la contesa nel finale. Inizia malissimo l'ultima stagione di gare per Katsuyuki Nakasuga (Yamaha Factory Racing Team), caduto al termine del primo giro dopo un pregresso errore all'ultima variante e successivo highside nella curva che immette sul rettifilo dei box con Kazuki Ito (SAKURAI Honda) che non lo ha potuto evitare. Nessuna conseguenza fisica per il 13 volte Campione JSB1000, ma uno zero già pesante ai fini-campionato.
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#24hMotos #FIMEWC L'Italia combattiva e competitiva del Mondiale Endurance FIM EWC 2026 ai Pré-Test della 24 Heures Motos Le Mans
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#24hMotos #FIMEWC La splendida CBR 1000RR-R di F.C.C. TSR Honda France, squadra 3 volte vittoriosa alla 8 ore di Suzuka, 2 volte Campionessa del Mondo Endurance, all'attacco per la stagione 2026 con Alan Techer, Corentin Perolari e John McPhee.
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Amici! Se vi siete persi la puntata di ieri sera dedicata all'endurance con Nico bonifacio, siete ancora in tempo! La sua passione per le moto è come il buon vino, migliora col tempo! Con @AlessioPiana130 e @TaroDesign chiacchiere a ruota libera! youtube.com/live/MXKXv5jkS…
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Alessio Piana
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#Moto4LatinCup #BrazilianGP A Goiania ha vissuto un tormentato esordio stagionale la Moto4 Latin Cup, serie monomarca formativa inserita nel programma Road To MotoGP con 17 giovani talenti al via in rappresentanza di 9 differenti nazioni dell'America Latina e non solo: in gara anche un motociclista della Palestina, ovvero Mahdi Salem (nelle foto con il numero 10). Cancellata Gara 1 per quanto successo sabato in MotoGP, domenica mattina si è svolta Gara 2, conclusasi anzitempo dopo soli 4 giri per la comparsa della pioggia. Assegnato metà punteggio e la vittoria ad Andoni Dominguez, originario del Nicaragua che ha preceduto il cileno Cristobal Carreno e Kensei Matsudaira, quest'ultimo portacolori del team di Kenny Roberts nella MotoAmerica Talent Cup. Le due gare di fatto non disputate a Goiania verranno recuperate successivamente in un calendario che prevede tappe tra Brasile (a Interlagos, Santa Cruz do Sul e Cuiabà insieme alla Moto1000GP) ed Argentina (a San Nicolas e San Juan con la locale GP3).
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#FIMEWC Marc VDS diventa title sponsor del Mondiale Endurance FIM EWC! Il leone della società corsaiola di Marc van der Straten (Marc VDS Swiss Racing SA) si affianca al logo ufficiale del campionato delle competizioni motociclistiche di durata. Oltre ad esser già presente con il team KM99 (ELF Marc VDS Racing Team/KM99), di fatto per il Conte van der Straten è un ritorno alle origini: per anni sponsorizzò con un suo brand (Stella Artois) la 24 ore di Liegi svoltasi a Spa-Francorchamps.
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Alessio Piana
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#MotoGP #BrazilianGP DOSSIER "L'IGNOMINIA DI GOIANIA": NON SI DOVEVA CORRERE No, il disastro di Goiania non era "Impossibile da prevedere". Non solo: delle problematiche dell'asfalto gli organi competenti dovevano sapere. Giocoforza, in virtù dei protocolli vigenti, non dovevano rilasciare il Grado A di avvenuta omologazione dell'impianto, atto ad ospitare la MotoGP. Di fatto, non soltanto per i gravi episodi registratisi sin dalla vigilia dell'evento, in quel di Goiania non si doveva correre. Ho documentato il tutto su queste pagine sin dalla giornata di giovedì: l'Autodromo Internacional Ayrton Senna non era idoneo ad ospitare il ritorno del Motomondiale in Brasile. Certificando le responsabilità e le lacune emerse sin dal principio. 📌 Prima di parlare della celebre "buca" di sabato e dell'asfalto che andava man mano deteriorandosi nel corso della giornata di domenica, vi sono altri parametri non rispettati per concedere l'omologazione di Grado A. Ispezione avvenuta giovedì, rilasciata da Bartolome 'Tomé' Alfonso Ezpeleta (FIM Safety Officer). Contestualmente, nella medesima giornata, ho pubblicato il primo dossier che certificava le mancanze di Goiania. Ignorato. Nel mentre il Governo di Goias rilasciava un comunicato stampa volto a rimarcare come "L'intero strato di asfalto della pista sia stato sostituito, con un nuovo sistema di drenaggio e miglioramenti a tutti i dispositivi di sicurezza". Con Ronaldo Caiado, Governatore di Goias, fiero di aver dimostrato "Al mondo che disponiamo della tecnologia più sofisticata disponibile" mentre Nilton Moreira, Segretario di Stato per lo Sport e il Tempo Libero, a sua volta aveva garantito che "L'approvazione della FIM corona il lavoro che il Governo del Goiás ha svolto negli ultimi anni per riportare la MotoGP in pista. Con l'omologazione internazionale, siamo certi di offrire un circuito di eccellenza, in grado di ospitare le più importanti categorie ed eventi del Motorsport a livello mondiale". Le ultime parole famose. 📌 Oltre all'asfalto, giovedì ho precisato come il Grado A sia stato rilasciato sebbene Goiania, tracciato di nuova costruzione ed omologazione, sia di una lunghezza di 3.84km, inferiore alla raccomandazione di "lunghezza totale compresa tra 4.2km e 4.5km". Così come gli spazi delle vie di fuga, su più tratti, non erano a norma (ultima curva, in molti tratti non rispettata l'indicazione di 1/3 in asfalto e 2/3 di ghiaia, eccetera). Discorso analogo per i granelli di ghiaia delle succitate vie di fuga, presentatisi dalle dimensioni non protocollari, ovvero di diametro compreso da 8mm a 20mm. 📌 Per non parlare delle service road, aspetto tutt'altro che secondario. In alcuni punti le strade di servizio non hanno una superficie drenante (lo si è visto con gli allagamenti dei giorni scorsi) e uniforme ("realizzata in materiale solido e stabile"), come espressamente richiesto dal protocollo vigente. Le service road devono essere sostanzialmente parallele alla pista e devono consentire il regolare e veloce transito e passaggio di ambulanze, auto dei medici, autopompe, veicoli di soccorso, moto-taxi. L'anello interno ed esterno delle service road risulta inframezzato, non continuativo, al quale si può accedere dal paddock via 2 accessi. Tra l'altro la service road dovrebbe essere a doppio senso di marcia e, quando le circostanze non lo consentono, dovrebbero essere previste diverse aree di sosta dove i veicoli d'emergenza potranno sostare e consentire il sorpasso. In alcuni tratti, in base a quanto visto, gli spazi sono davvero esigui. 📌 Nel corso del weekend si sono registrati non 2, bensì 3 episodi gravi: la "buca", l'asfalto che si deteriorava e, nel corso della gara Moto3, la necessità di dover esporre la bandiera rossa per rimuovere una moto nelle vie di fuga. Conferma del fatto che si sono presentati i prerequisiti di sicurezza congeniali per la disputa dell'evento. 📌 Parlando della "buca", Bartolome Alfonso ha spiegato che "A causa delle forti piogge degli ultimi giorni si è verificato un cedimento dell'asfalto dovuto a movimenti del terreno". Peccato (riporto dal protocollo FIM Standards for Circuits 2026), "Per circuiti nuovi o di inedita omologazione, la tipologia di asfalto deve aprioristicamente esser approvata dal FIM CCR Circuit Homologation Committee". Pertanto la responsabilità è condivisa. In merito al sistema di drenaggio (se la rottura del tubo è dipesa dal carico di pioggia, si poteva, doveva prevedere), sempre dal protocollo vigente, il tracciato ospitante deve presentare alla FIM un dossier dettagliato con calcolo del possibile flusso dell'acqua in base alle condizioni climatiche locali (lo storico), prendendo in esame pertanto l'intensità delle abituali precipitazioni atmosferiche, loro durata e coefficiente di flusso dell'acqua. L'asfalto deve esser realizzato in base proprio al carico di pioggia previsto e l'impianto costruito di conseguenza, "sottosuolo" compreso. A Goiania si è corso nel pieno della cosiddetta "stagione delle piogge", di conseguenza non è stata una problematica improvvisa, bensì una negligenza. 📌 Proprio perché "Per circuiti nuovi o di inedita omologazione, la tipologia di asfalto deve aprioristicamente esser approvata dal FIM CCR Circuit Homologation Committee", quanto accaduto domenica non era "impossibile da prevedere". O chi di dovere non sapeva nulla della tipologia di asfalto e non vi è stata una condivisione di dati (ancora più grave: senza questi elementi, non poteva esser rilasciato il Grado A di omologazione), o si era a conoscenza sin dal principio che potevano presentarsi simili problematiche. Goiania è stata omologato con la disputa di un solo weekend di gara pregresso (della Moto1000GP con due categorie impegnate: R3 Cup e Superbike) su questo asfalto. Asfalto approvato e certificato dalla FIM. con Bartolome Alfonso presentatosi a Goiania in due separate occasioni (dal 18 al 19 novembre 2025 e dal 13 al 15 gennaio 2026) prima del weekend di gara. Insomma: vi sono delle responsabilità acclarate di quanto successo. Con i segni di questo disastro evidenziati con la riduzione di 8 giri della corsa MotoGP, con gestione e tempistiche rivedibili ed una gara (non per i valori in campo) falsata per i suoi presupposti sportivi originari. Segni come stimmate comparse sul corpo, mani e gambe dei piloti stessi. A Goiania non si doveva correre e no, non era "impossibile da prevedere" tutto ciò.
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Alessio Piana
Alessio Piana@AlessioPiana130·
#MotoGP #BrazilianGP LE GRAVISSIME RESPONSABILITÀ INERENTI GOIANIA SPIEGATE Bartolome 'Tomé' Alfonso Ezpeleta (FIM Safety Officer) afferma: "A causa delle forti piogge degli ultimi giorni si è verificato un cedimento della superficie (asfalto) della pista dovuto a movimenti del terreno. Il problema si è generato in un punto al di fuori della traiettoria ideale". 📌 Se la causa è "movimenti del terreno" dovute "alle forti piogge dei giorni scorsi", nessuno ORA può sapere se il problema può ripetersi altrove. Ergo se l'asfalto può crollare in altri tratti, come accaduto ora sul rettifilo dei box. Pertanto il programma di attività del weekend a Goiania dovrà giocoforza esser cancellato: non si è alla fiera del paese, non si hanno garanzie in merito, non si può navigare a vista. 📌 L'ho riportato in un esaustivo post giovedì scorso, ignorato da molti e da chi di dovere. "Per circuiti nuovi o di inedita omologazione, la tipologia di asfalto deve aprioristicamente esser approvata dal FIM CCR Circuit Homologation Committee, pertanto la responsabilità è condivisa". Ad obiezione "Beh, nessuno si poteva aspettare un simile carico di pioggia...", c'è un'altra responsabilità, sempre dal protocollo vigente: "A proposito di sistema di drenaggio, non deve essere solo l'asfalto della pista a norma: anche della corsia dei box, aree di deflusso, vie di fuga, eccetera. Dalle immagini circolate, non tutto ha drenato nelle tempistiche indispensabili per la congeniale disputa dell'evento. Un parametro tra l'altro importante, considerando come il tracciato ospitante deve presentare alla FIM un dossier dettagliato con calcolo del possibile flusso dell'acqua in base alle condizioni climatiche locali (lo storico), prendendo in esame pertanto l'intensità delle abituali precipitazioni atmosferiche, loro durata e coefficiente di flusso dell'acqua". Pertanto l'asfalto deve esser realizzato IN BASE PROPRIO AL CARICO DI PIOGGIA PREVISTO e l'impianto costruito di conseguenza, "sottosuolo" compreso. A Goiania in questi giorni si è nel pieno della cosiddetta STAGIONE DELLE PIOGGE. Di conseguenza non è stata una problematica improvvisa, ma una negligenza o totale condivisione di dati ed elementi oggettivi. 📌 Come sia stato possibile omologare di Grado A l'impianto resta un mistero. Non è un mistero altresì di chi siano le responsabilità e, vedendo quanto successo, l'impianto NON poteva essere omologato e non si poteva disputare il Gran Premio del Brasile. Ci sono evidenze e responsabilità chiare. Inappellabili.
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Alessio Piana
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#MotoGP #BrazilianGP DOSSIER GOIANIA MOTOGP: COSA NON TORNA IN MERITO ALL'OMOLOGAZIONE DI GRADO A DEL CIRCUITO Per ospitare la MotoGP, l'Autódromo Internacional Ayrton Senna de Goiânia ha dovuto conseguire l'omologazione di grado A, rilasciata da Bartolome 'Tomé' Alfonso Ezpeleta (FIM Safety Officer) il quale, oltre all'ispezione odierna, visitò precedentemente l'impianto in due separate occasioni: al 18 al 19 novembre 2025 e dal 13 al 15 gennaio 2026. Un'assunzione di responsabilità in un weekend dove ci sarà anche il Presidente FIM Jorge Viegas in qualità di FIM Representative (un po' come accaduto anche per Balaton lo scorso anno), "garante" del fatto che, da parte della federmoto internazionale, sia tutto a norma. Tutto rientrante nei parametri di sicurezza definiti dal protocollo "FIM Circuits Standards 2026" oltre che da un manuale interno del FIM CCR Homologation Committee (con molteplici punti riportati e da verificare in presa diretta dall'ispettore FIM). Tuttavia, aspettando l'evoluzione del weekend di gara, restano alcuni punti da chiarire inerenti l'omologazione di Grado A. 📌 Partiamo dalla lunghezza del tracciato. Per gli impianti di nuova omologazione di Grado A, viene espressamente riportato che "Il layout ideale del circuito dovrà avere una lunghezza totale compresa tra 4.2km e 4.5km". Goiania è 3.84km, ben al di sotto della raccomandazione prevista. Considerando come anche il Sachsenring (ma non è di nuova costruzione) sia inferiore ai parametri contemplati dal protocollo del FIM CCR Circuits Homologation Committee, si è fatta un'eccezione. Addirittura gli account ufficiali MotoGP hanno pubblicizzato come una "curiosità" il fatto che andrà in scena la gara della classe regina con il maggior numero di giri (31) tra tutti gli eventi del calendario. 📌 Goiania difetta per un parametro essenziale: la dimensione dei granelli di ghiaia delle vie di fuga. Un po' come Portimao tempo addietro. Da protocollo, ciascun granello deve essere di diametro compreso da 8mm a 20mm. Come si è potuto scorgere da diverse immagini, visivamente sono più grandi e non uniformi (si raccomanda "ghiaia monogranulare"). Addirittura hanno realizzato una serie limitata di 100 esemplari di un trofeo celebrativo del ritorno della MotoGP in Brasile dove sono contenuti i granelli di ghiaia non a norma (paradosso assoluto). In alcuni punti inoltre non vi è la banchina di circa 2m di larghezza tra il bordo della pista e i letti di ghiaia, quest'ultimi privi di ondulazioni. A questo punto doveroso ricordare che Mandalika (incidente Bezzecchi-Marquez e conseguente infortunio di quest'ultimo) nel 2025 non corrispondeva ai prerequisiti di omologazione, in quanto il livello della ghiaia non era 1/2cm più basso rispetto al bordo del circuito, bensì addirittura più alto (letteralmente un gradino). 📌 Asfalto. A giudicare dal diluvio dei giorni scorsi, apparentemente drena. Tuttavia, nel corso della track walk dei piloti, non si è presentato in perfette condizioni (sporco, ma si è visto di peggio o giù di lì). Giocoforza questo lo si potrà verificare soltanto in corso d'opera. Va detto che, per circuiti nuovi o di inedita omologazione, la tipologia asfalto deve aprioristicamente esser approvata dal FIM CCR Circuit Homologation Committee, pertanto la responsabilità è condivisa. A proposito di sistema di drenaggio, non deve essere solo l'asfalto della pista a norma: anche della corsia dei box, aree di deflusso, vie di fuga, eccetera. Dalle immagini circolate, non tutto ha drenato nelle tempistiche indispensabili per la congeniale disputa dell'evento. Un parametro tra l'altro importante, considerando come il tracciato ospitante deve presentare alla FIM un dossier dettagliato con calcolo del possibile flusso dell'acqua in base alle condizioni climatiche locali (lo storico), prendendo in esame pertanto l'intensità delle abituali precipitazioni atmosferiche, loro durata e coefficiente di flusso dell'acqua. 📌 Vie di fuga. Per via delle dimensioni dell'impianto, su più tratti non è stato possibile attuare l'indicazione di 1/3 in asfalto e 2/3 di ghiaia. Anche su settori, in base alle simulazioni e per quanto visto alla Desafio dos Campeoes della Moto1000GP del mese scorso, particolarmente veloci. In termini di sicurezza preoccupa molto l'ultima curva, ove non vi sono vie di fuga ampie e, basta un contatto e/o una caduta (banale chiusa di avantreno), per finire direttamente verso le protezioni senza margine d'errore. Sensazione suffragata dai filmati delle gare disputate (della Desafio dos Campeoes per l'appunto) oltre che dalla piantina e dalle foto circolate. 📌 In conclusione, a Goiania vi è una problematica inerente le service road. In alcuni punti non hanno una superficie drenante (lo si è visto con gli allagamenti dei giorni scorsi) e uniforme ("realizzata in manteriale solido e stabile"), come espressamente richiesto dal protocollo vigente. Le strade di servizio devono essere sostanzialmente paralleli alla pista e devono consentire il regolare e veloce transito e passaggio di ambulanze, auto dei medici, autopompe, veicoli di soccorso, moto-taxi. L'anello interno ed esterno delle service road risulta inframezzato, non continuativo, al quale si può accedere dal paddock via 2 accessi. Tra l'altro la service road dovrebbe essere a doppio senso di marcia e, quando le circostanze non lo consentono, dovrebbero essere previste diverse aree di sosta dove i veicoli d'emergenza potranno sostare e consentire il sorpasso. In alcuni tratti, in base a quanto visto finora, gli spazi sono davvero esigui.
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