diego

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@diewolf

Green-tech enthusiast, European citizen, runner and punk-rock lover!

Europe Sumali Haziran 2009
1.9K Sinusundan98 Mga Tagasunod
diego
diego@diewolf·
Trump at Davos is like scrolling TikTok at 3am: 12 topics in 20 seconds, zero plot, minor brain damage. Someone add Subway Surfers pls. #Davos #Trump
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diego
diego@diewolf·
@BrankoMilan Europe doesn’t “want war.” It wants deterrence. Calling support for Ukraine “pro-war” is like calling firefighters “pro-fire.” If Russia stops fighting, the war ends. If Ukraine stops, Ukraine ends. This isn’t WWI nostalgia — it’s geography and reality.
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Branko Milanovic
Branko Milanovic@BrankoMilan·
Why does Europe want war---and America peace? It is totally irrational because if there is a war, Europe will be destroyed, and America will be intact. This is in a nutshell the craziness of the European pro-war policies now. Back to WWI.
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diego
diego@diewolf·
@dottorpax @bontoJR @Cr1st14nM3s14n0 Nel dominio automotive la progettazione nasce per evitare situazioni semplificate. Analisi dei casi limite, diagnosi, fallback, ridondanze… è tutto pensato per gestire gli errori rari e critici. Paradossalmente, è l’esempio su come si può risolvere il problema.
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Pax
Pax@dottorpax·
@bontoJR @diewolf @Cr1st14nM3s14n0 Controesempio errato, quello oncologico. Poi si potrebbe scomodare il come la classificazione multinomiale mappi sulla binaria, ma mi pare inutile per un tweet che parte con un chiaro disclaimer.
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Pax
Pax@dottorpax·
Ispirato da un recente tweet di @Cr1st14nM3s14n0, ed evitando di complicare troppo (ad esempio, evito tutta la pippa sull'honest assessment, la convalida, il rebalancing). Immaginiamo di essere seduti su un’auto a guida autonoma. È sera, l’asfalto è bagnato, magari piove leggermente. Davanti a noi, qualcosa si muove sulla strada: un oggetto scuro, poco definito. L’auto ha pochi istanti per decidere cosa fare. Per il computer di bordo (sperando che la decisione sia solo locale), la domanda è sempre la stessa: “Quello che vedo è un pericolo oppure no?” Se è pericoloso → STOP. Se non lo è → VAI. Fine. Due scelte, nessuna via di mezzo. Sono ancora oggetti manichei, in fondo. Immaginiamo di avere un archivio di situazioni che l’auto ha già visto, una specie di memoria storica. Dentro ci sono 1000 casi. In 995 di questi, l’ostacolo era solo una busta di carta che volava o rotolava per strada, una cosa innocua che possiamo tranquillamente ignorare. Ma in 3 casi si trattava di una persona che attraversava la strada. In 2 casi, poi, c’era un muro, o comunque un ostacolo solido contro cui è decisamente meglio non andare a sbattere. Quindi, in questo nostro piccolo mondo osservato, le situazioni “tranquille” sono 995 su 1000. Quelle veramente pericolose sono solo 5. Poche, rare, ma diremmo decisive. Ora immaginiamo di costruire un modello banalissimo, quasi ridicolo. Un modello che “impara” una sola cosa dal passato: nella stragrande maggioranza dei casi l’ostacolo era una busta di carta, quindi conviene dire sempre la stessa cosa: VAI. Sempre. Qualunque cosa appaia davanti. (È un errore molto più comune di quello che possiate pensare). Se applichiamo questo “modello” ai nostri 1000 casi, succede più o meno questo: nei 995 casi in cui l’ostacolo è una busta, dire VAI è giusto. L’auto passa, tutto bene. Nei 3 casi in cui compare una persona, dire VAI è tragicamente sbagliato. Nei 2 casi in cui c’è un muro, dire VAI è di nuovo una pessima idea. Ma se guardiamo solo i numeri, abbiamo 995 decisioni corrette su 1000: una percentuale di successo del 99,5%! Se ci fermiamo a quel numero, il modello sembra praticamente perfetto: “Ha ragione quasi sempre!”. Eppure, basta un attimo di buon senso per accorgerci che è il peggior modello possibile: non riconosce mai un vero pericolo. Non è certo il modello da generalizzare e portare in produzione. Sbaglia il 100% dei casi critici. Ogni singolo errore corrisponde a una persona investita o a un incidente grave. Il problema è che la bellissima percentuale del 99,5% è gonfiata dai casi facili, dalle buste di carta, cioè da tutto ciò che, in fondo, non ci preoccupa davvero. L’accuracy, quella percentuale di previsioni “giuste”, mette sullo stesso piano la busta di carta e la persona. Un errore su una busta vale quanto un errore su un pedone. Ma noi, istintivamente, sappiamo che non è così. Sbagliare una busta è fastidioso al massimo, sbagliare una persona è una tragedia. Il numero, da solo, non fa questa distinzione. Per rendere il quadro ancora più chiaro, immaginiamo ora il modello opposto. Quello iper-prudente, ansioso, terrorizzato dall’idea di sbagliare. Questo secondo modello decide che il mondo è un posto pericolosissimo e che non si è mai troppo prudenti. La sua regola è semplicissima: fermiamoci sempre. Qualsiasi cosa vediamo, STOP, inchiodiamo. In questo caso, i 5 scenari davvero pericolosi vengono tutti riconosciuti come tali: persona o muro, comunque l’auto si ferma. Nessun incidente, dal punto di vista della sicurezza funziona alla grande. Ma c’è un piccolo dettaglio: l’auto si ferma anche davanti alle 995 buste di carta. Risultato: sicurezza massima, ma esperienza d’uso disastrosa. Non arriviamo mai da nessuna parte, ogni situazione è un’emergenza. Se facciamo i conti, il modello ansioso fa pochissime previsioni “giuste” in senso numerico. E quindi la sua percentuale di successo sarà bassissima. Ma dal punto di vista della sicurezza è molto meglio del primo. E qui sta l'apparente contraddizione: il modello con l’accuracy altissima è pericoloso, quello con l’accuracy bassissima è sicuro (anche se impraticabile). Questo ci dice una cosa molto semplice: quel numerone in percentuale (99,5%), preso da solo, non basta a raccontare la storia. MAI. Nella vita reale, non tutte le situazioni pesano allo stesso modo. E non tutti gli errori hanno le stesse conseguenze. Fermarci per una busta di carta è un falso allarme: ci fa perdere un po’ di tempo, ci infastidisce, forse ci fa venire voglia di insultare l’auto o i programmatori, ma non cambia il corso delle cose. Certo, fermarsi sempre diventa ridicolmente impraticabile. Investire una persona in mezzo alla strada, però, è un errore che cambia tutto. Se mettiamo insieme tutte queste cose in un unico numero, senza differenze, stiamo mescolando pere e mele. La stessa logica vale in tanti altri ambiti. In medicina, sbagliare una volta su cento può voler dire semplicemente confondere un raffreddore con un’allergia, ma può anche voler dire non riconoscere un tumore raro (e neppure troppo). In banca, un errore su mille può essere concedere un piccolo prestito di troppo, oppure lasciar passare una frode gigantesca. Nei sistemi di allerta per disastri naturali, ignorare un segnale raro può equivalere a non evacuare una zona prima di un’alluvione. Gli eventi rari ma estremi sono pochi, spesso quasi invisibili nelle statistiche “medie”, ma sono quelli che contano di più. Se il nostro modello è bravissimo nei casi banali e fallisce proprio su quelli cruciali, il numero che misura la sua bravura rischia di essere una specie di trucco ottico: ci mostra il quotidiano, ci nasconde la potenziale catastrofe. Un buon modello deve saper gestire molte situazioni differenti. Svilupparlo non è banale, è una scienza, ma anche un po' un'arte. Non credete a chi vi dice che tutto è ottenibile in modo data-driven, perché poi vi schiantate o non vi muovete più. E allora, la prossima volta che qualcuno vi dirà: “Questo modello è fantastico, ha il 99% di accuracy”, forse vi tornerà in mente l’auto che non si ferma mai. Potrete chiedervi: “Sì, ma su cosa ha ragione? E soprattutto: su cosa ha torto?”. Perché tra una busta di carta e una persona in mezzo alla strada, un algoritmo tende a contarle come due casi qualsiasi. Un algoritmo non ha, di per sé, un sistema valoriale. Ma noi, al posto di guida, sappiamo benissimo che non valgono per niente lo stesso. Un'altra volta vi (ri)parlo di sensibilità, specificità e compagnia cantando. E magari anche del paradosso della predizione.
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Yes, But@_yesbut_·
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Oasis
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Isabella Tovaglieri
Isabella Tovaglieri@isatovaglieri·
Ma quanti musi lunghi qui a #Bruxelles stamattina! La clamorosa vittoria di #Trump e la rovinosa sconfitta della candidata più politically correct della storia è uno spartiacque per la politica internazionale. Avanti!
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diego
diego@diewolf·
@stanzaselvaggia Immancabile la giornalista che, anziché ignorare l’ignoranza altrui, sale in cattedra col tweet indignato per assicurarci di stare dalla parte giusta. Consapevole o no, resta protagonista dello stesso circo.
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Selvaggia Lucarelli
Selvaggia Lucarelli@stanzaselvaggia·
Ieri alla solita Zanzara, sempre per mantenere toni bassi e civili, hanno invitato Bandecchi. Cruciani, quello che dava lezione di vita su come si debbano lasciare in pace ristoratrici sconosciute anche se la cronaca si occupa di loro, ha dato prima la parola a Parenzo. Che, verbalmente violento, ha dato ripetutamente della STRON*A alla signora. Poi la parola è passata al pacato Bandecchi che ha augurato più volte che qualcuno entri in casa della signora napoletana e le riservi lo stesso trattamento del 7 ottobre. Il copione poi come sempre prevedeva che i due conduttori si indignassero perché da Bandecchi si aspettavano colombe e parole di pace e “basta, ti caccio”.
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diego
diego@diewolf·
@Presa_Diretta 🇩🇰 pensione a 68 anni con fondi DC, debito 30 % PIL, #flexicurity, PA 100 % digitale. 🇮🇹 media 63 (legale 67) con calcolo retributivo/misto (poco contributivo), debito 140 % PIL, posto fisso, PA digitale 15 %. Prima le riforme, poi copiare 🇩🇰 #Italia #Danimarca
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The Figen
The Figen@TheFigen_·
Airplane takeoff.
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diego
diego@diewolf·
@soham_parkhi_ @_yesbut_ IATA & OSHA put the safe‑lift limit at 23 kg / 50 lb for bags that get tossed all day. Many airlines set 20 kg to keep a buffer and cut fuel use. Anything heavier gets a “HEAVY” tag and needs two crew or a belt‑loader.
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-@5IUHAM·
@diewolf @_yesbut_ this image is so so dumb it's not about lifting it and putting it in the plane it's about how much weight plane can carry.
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Yes, But@_yesbut_·
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Vladislav Maistrouk
Vladislav Maistrouk@MaistroukV·
Non dovrei e non voglio impicciarmi della politica italiana, ma i 5⭐️ cercano di trasformare il parlamento 🇮🇹 in una farsa come la Duma, dando tribuna all’ambasciatore russo per parlare delle interferenze straniere. L’impegno dei 5⭐️ a favore della 🇷🇺come si spiega secondo voi?
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Robin Brooks
Robin Brooks@robin_j_brooks·
If the EU wants to deter an increasingly dangerous Russia, it must stop saying one thing and doing another. For 3 years now, transshipments to Russia like here from Italy are an open secret. Nothing is done to stop this. No amount of German fiscal stimulus fixes this double talk.
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Ring Magazine
Ring Magazine@ringmagazine·
In your opinion who is Britain’s greatest boxer of all time?
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Steven Pinker
Steven Pinker@sapinker·
Even for people who appreciate the value of free markets, Bezos's new editorial policy for WaPo is idiotic. 100% of affluent capitalist democracies have regulation & social spending, and for good reasons: They save lives in the workplace & highways, clean up air & waterways, educate kids, and prevent kids & seniors from becoming homeless (see graphs below, from Enlightenment Now). Yes, regulation can be excessive & redistribution can create perverse incentives, but that only means the optimal policies must be evaluated & debated--um, perhaps, on an editorial page?--not that they be zeroed out, which is impossible in any case. A taboo on discussing optimal regulation & redistribution makes an editorial page stupider.
Jeff Bezos@JeffBezos

I shared this note with the Washington Post team this morning: I’m writing to let you know about a change coming to our opinion pages. We are going to be writing every day in support and defense of two pillars: personal liberties and free markets. We’ll cover other topics too of course, but viewpoints opposing those pillars will be left to be published by others. There was a time when a newspaper, especially one that was a local monopoly, might have seen it as a service to bring to the reader’s doorstep every morning a broad-based opinion section that sought to cover all views. Today, the internet does that job. I am of America and for America, and proud to be so. Our country did not get here by being typical. And a big part of America’s success has been freedom in the economic realm and everywhere else. Freedom is ethical — it minimizes coercion — and practical — it drives creativity, invention, and prosperity. I offered David Shipley, whom I greatly admire, the opportunity to lead this new chapter. I suggested to him that if the answer wasn’t “hell yes,” then it had to be “no.” After careful consideration, David decided to step away. This is a significant shift, it won’t be easy, and it will require 100% commitment — I respect his decision. We’ll be searching for a new Opinion Editor to own this new direction. I’m confident that free markets and personal liberties are right for America. I also believe these viewpoints are underserved in the current market of ideas and news opinion. I’m excited for us together to fill that void. Jeff

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diego
diego@diewolf·
JD Vance says the US should step back while the EU steps forward in guaranteeing Ukraine’s security. Meanwhile, Musk backs AfD in Germany—a party that opposes helping Ukraine.
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