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Martina Castigliani
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Martina Castigliani
@MartCasti
Nata all'ombra del fiume Po. Giornalista @fattoquotidiano. ✍🏻 "Libere. Il nostro No ai matrimoni forzati" - "Cercavo la fine del mare"
Guastalla-Paris-Bologna-Milano شامل ہوئے Ekim 2011
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“Lasciateci la retorica, oggi più che mai ci manca”. Così scriveva Liuzzi di Jannacci. E noi usiamo le stesse parole: "Speriamo sempre di vederlo spuntare da qualche parte, come se quel giorno non ci fosse mai stato" ilfattoquotidiano.it/2018/04/06/las… via @fattoquotidiano
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Giornalisti in sciopero per il rinnovo del contratto di lavoro: in gioco c’è la qualità dell’informazione
ilfattoquotidiano.it/2026/03/26/sci…
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Questa è la forza del giornalismo in un paese che ha pochi editori liberi
ilfattoquotidiano.it/in-edicola/art…
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Mi ha chiamato il ministero dell'interno e mi ha detto che finchè non arriva la vignetta con @marcotravaglio sull'elefante la vittoria del NO non può essere certificata.
Quindi, con la solita sobrietà, eccola
#referendumgiustizia2026 #travaglio #vignetta #natangelo #satira

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📣 C’è chi ha detto NO!
La redazione de Il Fatto Quotidiano oggi festeggia.
@marcotravaglio @petergomezblog @a_padellaro @marcolillo @rantoniucci @salvini_giacomo @NatangeloM @SimoneCeriotti
#ilfattoquotidiano


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“Gli italiani hanno salvato la Costituzione. Hanno capito che non ci può essere potere senza controllo”: @petergomezblog commenta la vittoria del No al Referendum
ilfattoquotidiano.it/2026/03/23/rif…
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L’altra sera, chez Mentana, la mentitrice seriale che chiamiamo presidente del Consiglio, oltre a riservare allo scarso pubblico la sua dose quotidiana di menzogne su tutto lo scibile umano, si è permessa di buttare me e il Fatto nella sua indecente campagna elettorale: “Molti di quelli oggi schierati per il No in passato sostenevano questa riforma. Il Pd era per la separazione delle carriere, M5S e Gratteri sostenevano il sorteggio, Marco Travaglio sosteneva tutti e due… Adesso sono tutti per il No”. Càpita, a chi è abituato a mentire e a smentirsi ogni volta che respira: accise, blocco navale, tagli alle tasse, legge Fornero, asili nido gratis, governo in Ue coi socialisti, Patto di Stabilità, spese militari, Putin, sanzioni alla Russia, vittoria militare ucraina, Usa, Gaza, Israele, Arabia Saudita, Qatar, Pnrr, dazi zero, Superbonus, chiusure per Covid, Web Tax, agenzie di rating, tassa sugli extraprofitti, trivelle in mare, Regioni, elezione diretta del capo dello Stato, legge elettorale con le preferenze e così via.
Finché i suoi elettori si bevono tutto e la lasciano fare, buon per lei e peggio per noi. Ma Giorgia Meloni deve rassegnarsi: non siamo tutti bugiardi in malafede come lei. Le rarissime volte in cui le è capitato di avere ragione, gliel’abbiamo riconosciuto. Giudichiamo tutti dai fatti, non dalle appartenenze. Quindi non si permetta di dire che abbiamo cambiato idea sulla “riforma” solo perché l’ha proposta lei: intanto perché è falso e poi perché così si comportano lei e i suoi, non noi. Il Fatto, da quand’è nato nel 2009, è sempre stato fermamente contrario alla separazione delle carriere e anche delle funzioni. Ha proposto e continua a sostenere un sorteggio per i membri del Csm a una condizione: che valga per tutti, laici e togati, o meglio ancora che vengano aboliti i laici, cioè gli emissari dei partiti, per un vero organo di autogoverno dei magistrati. Invece la sua “riforma” (fatta in fretta e furia l’anno scorso, quindi nessuno poteva essere pro o contro prima) prevede un sorteggio puro per i togati e uno finto per i laici, estratti da una lista di fedelissimi dei partiti (quasi tutti o tutti – dipenderà dalla legge attuativa che farà lei – scelti dalla maggioranza di governo). Siccome ho avuto occasione di spiegarglielo di persona, lo sa benissimo: quindi mente sapendo di mentire. E ancor di più mente sul fatto che io fossi pro carriere separate: io cominciai a demolire l’idea gellian-craxian-berlusconiana nel 1994, sulla Voce, quando lei era appena entrata in politica dietro al feretro di Paolo Borsellino, radicalmente contrario anche lui a quella sconcezza (infatti la Meloni è passata da Borsellino a Nordio, dalla lotta antimafia a B. e alla mozione “Ruby nipote di Mubarak”).
Ero talmente contrario che demolii su Micromega e sull’Espresso la bozza Boato sulla giustizia nella Bicamerale D’Alema del 1997-’98, che prevedeva soltanto la separazione delle funzioni fra pm e giudici (io renderei obbligatori i passaggi dall’una all’altra) e un solo Csm diviso in due sezioni (se vuole documentarsi, le consiglio il mio articolo “La bozza Boato tradotta in italiano”, Micromega, n.5/1997). Quando poi B. tentò il colpaccio per passare in Parlamento alla separazione delle carriere, lo fermarono Scalfaro, l’Anm, Mattarella (allora nel Ppi) e il suo leader Fini affiancato dal consigliere Mantovano e da La Russa. Persino Delmastro è sempre stato contrario, come tutti gli attuali separatisti: Nordio e Di Pietro in primis. Io, diversamente da loro, non ho mai cambiato idea: che la porcata venisse da sinistra o da destra. Se cerca dei voltagabbana, la Meloni guardi intorno a sé e magari si trovi uno specchio: al Fatto non ce ne sono.
Ma l’altra sera, sfruttando l’ultima parola prima del silenzio elettorale, ha piazzato un’altra menzogna: che cioè lo scandalo del suo amico e sottosegretario Delmastro, socio della figlia del prestanome del clan camorristico Senese, sia uscito sul Fatto per “una manina che dice ‘tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna sul referendum’”. L’unica manina in questa storia – a parte quelle di Delmastro e di altri tre big di FdI in Piemonte che firmano davanti al notaio di Biella una società per gestire un ristorante a Roma con la figlia dell’attuale galeotto Mauro Caroccia – è quella di un giornalista investigativo: Alberto Nerazzini. Che, lavorando a un libro su mafia e politica a Roma, ha scoperto la società Delmastro-Caroccia & C. e la fuga del sottosegretario fuori tempo massimo, ha verificato la notizia e l’ha proposta al Fatto, che l’ha subito pubblicata. Se, come la Meloni afferma, “i fatti che conosciamo ora io li conosco dalla stampa”, dovrebbe ringraziare Nerazzini e il Fatto per averglieli rivelati. Anche perché Delmastro si era ben guardato non solo di parlargliene. Ma anche di comunicare alla Camera la società coi Caroccia nella dichiarazione patrimoniale al Parlamento, che è obbligatoria per i parlamentari e tantopiù per i membri del governo, a maggior ragione se stanno al ministero della Giustizia. Invece la Meloni ci fa pure la lezioncina: “Forse ci dovremmo interrogare su un certo modo di fare giornalismo, atteso che io l’ho appreso dalla stampa”. Cioè: saremmo noi a dover spiegare a lei perché abbiamo pubblicato una notizia vera (infatti nessuno ha potuto smentire una virgola) e non lei a dover spiegare a noi che ci faceva il suo fedelissimo sottosegretario alla Giustizia in società con una famiglia di camorra; e che ci fa ancora al suo posto, insieme alla Bartolozzi e ad altri cinque dirigenti del ministero che banchettavano con lui chez Caroccia almeno fino al suo arresto. Con che faccia lo lascia in via Arenula dopo aver chiesto le dimissioni perfino di Josefa Idem dal governo Letta per un trucchetto da 3mila euro sull’Imu? Presto o tardi, perfino in Italia, i bugiardi e i voltagabbana fanno una brutta fine.
Oggi e domani andiamo a votare No alla “riforma” e convinciamo più incerti possibile a seguirci, per accelerare i tempi.

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Delmastro e Bartolozzi a cena dai Caroccia: ecco la foto che inguaia il ministero della Giustizia – Esclusiva
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Il costituzionalista Michele Ainis alla serata per il No del @fattoquotidiano: “Io sono la prova del successo della campagna per il sì, perché mi ha convinto a votare No” #referendum

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Sul @fattoquotidiano di oggi @nerazzini ci racconta di come fino a due settimane fa il sottosegretario Delmastro fosse socio di un ristorante del prestanome dei boss Senese, ora in carcere.
Altro che pm e giudici, vanno separati politici e mafiosi.
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@r_scarpinato: “Una giustizia efficiente è un harakiri per la casta” @fattoquotidiano
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Scarpinato: “Privatizzeranno la giustizia come hanno privatizzato la sanità. Questa è la società della diseguaglianza. Questo hanno in testa. È uno scontro di civiltà” @r_scarpinato @fattoquotidiano
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Scarpinato: “Il pubblico ministero in Italia è espressione dello stato sociale. Ai cittadini conviene un pm appiattito sulle forze di polizia o un pm che è un giudice?” @fattoquotidiano
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@marcotravaglio : “Questa è una riforma
della casta contro i cittadini. C’è corrispondenza di amorosi sensi del ceto politico. Mi auguro che i cittadini abbiano capito che la riforma ce l’ha con loro”. @fattoquotidiano
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Scarpinato: “L’attuale maggioranza non condivide i principi fondamentali della Costituzione” @fattoquotidiano
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#referendum @r_scarpinato e @marcotravaglio a Roma per la settimana per il No del @fattoquotidiano
Qui la diretta: ilfattoquotidiano.it

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Meloni andrà a Pulp Podcast per convincere gli italiani a votare la sua riforma costituzionale.Sarò vecchio ma avrei preferito un giornalista e un contraddittorio.E se gli italiani il 23 marzo dicessero NO anche a questo modo di fare/comunicare politica?
ilfattoquotidiano.it/in-edicola/art…
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#Iran, proiezione evento al cinema Farnese, lunedì 16 marzo alle 21 con la vicedirettrice del #FattoQuotidiano, Maddalena Oliva, e l'attivista del movimento “Donna Vita Libertà” #ParisaNazari del film documentario candidato agli Oscar 2026 "Scalfire la roccia – Cutting Through Rocks". La storia di una donna, Sara, prima consigliera comunale in un villaggio rurale dell'Iran e della sua rivoluzione per la libertà. @amnestyitalia @ActionAid

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“Querele temerarie? Così la legge delega del governo è un’occasione persa”. “Riforma Rai? Urgente per la democrazia”. Gli alert della delegazione per la libertà d’informazione @MediaFreedomEU @albertosofia @fattoquotidiano
ilfattoquotidiano.it/2026/03/11/lib…
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