
mi diverto solo se
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mi diverto solo se
@Pyrex_77
1900🩵🤍 convertito al Sarrismo


Lamine Yamal, anni 18



Sì.


🚨🚨🚨🪖🇺🇸🇬🇧🇪🇺🇮🇱🇮🇷 Le lancette sull’orologio le vedo pure io. E che le ore siano ancora troppo piccole lo intuisco benissimo. Ma ciò che è accaduto questa notte è un potenziale game-changer: questo punto nave non può attendere. Mi spiego: i lanci di missili balistici andati in scena questa notte contro la base angloamericana di Diego Garcia hanno il potere di cambiare la natura di questa guerra. O almeno dovrebbero. Non più o non solo una guerra nell’interesse esclusivo di Israele. Non più o non solo “l’escursione” (cit.) di un Presidente degli Stati Uniti verso cui non nutriamo particolare simpatia. Una guerra giusta, invece. Necessaria. Difensiva. Di natura preventiva. Forse ora qualcuno riconoscerà - forse, ripeto - che il programma missilistico iraniano è davvero una minaccia per tutti. E che il rifiuto categorico di Teheran di inserire questo argomento nei negoziati nucleari con gli Stati Uniti nascondeva una trappola per il mondo intero, anzitutto per gli europei. Ora, dobbiamo intenderci: abbiamo ancora troppi pochi elementi per dire cosa sia accaduto con esattezza. Non sappiamo ad esempio dove siano atterrati di preciso i due missili diretti verso la base di Diego Garcia. E nemmeno se - come viene ipotizzato - almeno uno sia stato ingaggiato dagli americani con successo con un intercettore SM-3. Possiamo fare però qualche ipotesi: il maggiore indiziato, se cerchiamo il vettore che potrebbe aver percorso una distanza vicina ai circa 4000 km che separano il territorio iraniano da quello della base USA-Regno Unito nell’Oceano Indiano, è il Khorramshahr-4. Le stime ufficiali gli attribuivano in realtà una gittata di 2000 km e rotti. L’ipotesi di scuola è che trasportando una testata molto più leggera possa spingersi ben oltre. Promemoria: l’Iran ha sempre negato di essere in possesso di missili capaci di percorrere una distanza superiore ai 2000 km. Qualche anno fa, in un intervento pubblico, perfino Ali Khamenei disse che dai Guardiani della Rivoluzione gli era arrivata una richiesta: aumentare la capacità dei missili iraniani fino ai 5000 km. Rifiutò. O almeno così disse ufficialmente. Non sappiamo se fu un bluff o se (ampiamente possibile) i Guardiani della Rivoluzione abbiano perseguito ugualmente i loro disegni. L’alternativa che mi viene in mente è che l'Iran stia ora attingendo al proprio arsenale di vettori spaziali convertendoli in missili balistici. Chi conosce la natura di questo regime sa da tempo che questi razzi sono stati a lungo presentati come funzionali ad attività per scopi civili ma che in realtà servivano ad acquisire tecnologia militare per la creazione di missili in grado di trasportare una testata nucleare. Vedremo. Ciò che sappiamo dopo stanotte, in ogni caso, è che forse la precisione sarebbe ancora un problema, che le probabilità di un impatto diretto sarebbero comunque ridotte, ma che il raggio della guerra iraniano deve essere allargato. Il problema riguarda tutto il continente europeo. Alto Nord escluso, probabilmente. Questo per dire cosa? In una notte senza sonno, l’ennesima, per dire che nessuno in Europa può dire in coscienza “non è la nostra guerra”. Lo è, potrebbe esserlo, e non per nostra scelta. Il Blog continuerà ad aggiornarvi con l’onestà e l’impegno di sempre. Chi apprezza questo spazio di informazione indipendente lo sostenga: dangelodario.it/iscriviti Ps: buonanotte o buongiorno, a seconda di quando leggerete.













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