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anna aznar
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One of the most beautifully crafted films of all time..
The Fall follows a hospitalized stuntman who begins telling an elaborate fantasy tale to a young girl, as the boundary between imagination and reality gradually fades away.
Directed by Tarsem Singh, the film is widely regarded as one of the most visually stunning movies ever created, known for its vivid colors, surreal landscapes, and breathtaking imagery filmed in real locations across the world.
English
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@soyxavimateos I love this man. So humble, with such faith...such humanity. 🫠😍
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⚠️ Marc Márquez pasará una revisión médica para comprobar el estado de su hombro esta semana.
➡️ En caso de recibir el visto bueno, trabajará intensamente para volver en Mugello.
(@gponedotcom) #MotoGP 🇪🇸

Español
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🔴 ÚLTIMA HORA | Els mestres en vaga planten una aula improvisada a les portes de la Sagrada Família
Aquest dilluns estan convocats a la vaga els docents del Barcelonès #Echobox=1779086946" target="_blank" rel="nofollow noopener">elnacional.cat/ca/societat/me…
Català

@FranckyHawk29 Grazie per questa riflessione attenta e profonda.
Bravissimo. 👌🤩
Italiano

🚨 MY TWO CENTS...
Ci indigniamo per una staccata sbagliata.
Discutiamo per un sorpasso aggressivo.
Dividiamo il paddock in fazioni, tribù, colori.
Ducati contro Aprilia.
Rossi contro Marquez.
Vecchia scuola contro nuovi fenomeni.
Poi arriva un giorno come questo.
E il rumore della rivalità si spegne di colpo.
Rimane solo il suono crudele dell’asfalto che strappa via pezzi di carena, gomme che volano come proiettili, corpi trascinati a oltre 300 km/h.
Rimane il silenzio gelido che segue un incidente quando tutti, per un istante, smettono di respirare davanti allo schermo.
Alex che centra Acosta in pieno rettilineo, a causa del guasto alla KTM.
Di Giannantonio colpito da una ruota impazzita volata via dalla moto di Alex.
Zarco trascinato dalla moto di Bagnaia, la gamba intrappolata, il corpo che rotea come una bambola contro la fisica e contro il destino.
Marini che corre disperato verso Zarco urlando ed allargando le braccia.
Eppure si rialzano.
Sempre.
Quasi.
Con il fiato corto, il dolore nascosto dietro una visiera abbassata e quella dignità feroce che appartiene solo ai piloti veri.
Noi li chiamiamo sportivi.
Ma questi sono Fenomeni.
Spesso dimentichiamo che sono uomini che convivono con la morte ogni singolo weekend.
Il Motorsport, soprattutto a due ruote, non è un videogioco lucidato dai social.
È una cattedrale costruita sul coraggio umano.
Ogni curva è un patto silenzioso: “so cosa rischio, ma apro il gas lo stesso”.
Questi ragazzi non combattono soltanto contro gli avversari. Combattono contro paura, istinto, limiti fisici, millisecondi.
Contro una velocità che non perdona nulla.
Basta una ruota fuori linea, un contatto minimo, una frazione di secondo.
E la tragedia è lì, già pronta.
Per questo meritano rispetto tutti.
Tutti, senza eccezione.
Il campione che vince.
Quello che arriva decimo.
Il rookie impaurito.
Il veterano pieno di cicatrici.
Il pilota che tifiamo.
E soprattutto quello che insultiamo quando perde.
Perché quando il casco si abbassa, non esistono più bandiere social, fanbase tossiche o guerre da tastiera.
Esistono solo esseri umani che fanno qualcosa che quasi nessuno al mondo avrebbe il coraggio nemmeno di provare.
Noi vediamo lo spettacolo.
Loro sentono l’odore del rischio.
Ed è proprio nei giorni come questo che dovremmo ricordarci una cosa semplice, quasi brutale: ogni volta che partono, stanno mettendo sul tavolo qualcosa che vale infinitamente più di una vittoria. La propria vita.
Quindi sì, applaudite tutti.
Osannate tutti.
Anche il rivale del vostro idolo. Anche chi vi fa arrabbiare.
Anche chi cade.
Perché oggi siamo stati ancora una volta a pochi centimetri dal trasformare una gara in una tragedia irreversibile.
E il fatto che siano usciti “solo con qualche acciacco” non deve anestetizzarci.
Deve renderci ancora più consapevoli della grandezza folle di questi uomini.
I gladiatori moderni non combattono nelle arene di pietra.
Combattono su due ruote, a 350 all’ora, con il ginocchio, il gomito e la spalla sull'asfalto.
#MotoGP

Italiano


















