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@84Andreac

Inter, musica, storia e geopolitica

انضم Temmuz 2018
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Andrea 🖤💙@84Andreac·
@rprat75 Difficile ma non impossibile e comunque la sua è l'ultima nazionale ad essersi espressa a livelli più che accettabili, a tratti ottima. È stato sfortunato perché il mondiale era a portata di mano, un rigore sbagliato ha rovinato una bella storia.
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Riccardo Pratesi
Riccardo Pratesi@rprat75·
@84Andreac non credo, sai. Anzi non mi stupirei di rivederlo in Nazionale, con Malagò presidente della Federazione
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Riccardo Pratesi
Riccardo Pratesi@rprat75·
Aveva pessima stampa da calciatore e ha pessima stampa da allenatore. Ma è stato un campione straordinario ed è un allenatore vincente e sottovalutato
Eurosport IT@Eurosport_IT

𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐌𝐚𝐧𝐜𝐢𝐧𝐢 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐐𝐚𝐭𝐚𝐫 𝐜𝐨𝐧 𝐥'𝐀𝐥 𝐒𝐚𝐝𝐝 𝐞 𝐞𝐥𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐒𝐢𝐦𝐨𝐧𝐞 𝐈𝐧𝐳𝐚𝐠𝐡𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐡𝐚𝐦𝐩𝐢𝐨𝐧𝐬 𝐚𝐬𝐢𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 🏆🇶🇦 Tutto in una notte. Quando si dice essere multitasking... L’Al Sadd di Roberto Mancini, nella stessa serata, batte l’Al Hilal di Simone Inzaghi e si qualifica per i quarti della Champions League asiatica, oltre a vincere lo Scudetto in Qatar, senza neanche giocare. Per Roberto Mancini è il 15° titolo da allenatore, già il secondo in con l’Al Sadd dopo aver già conquistato anche la Qatar-UAE Super Shield nella finale vinta contro l'Shabab Al-Ahli di qualche settimana fa. E dire che l’ex tecnico di Fiorentina, Lazio e Inter si era insediato nel novembre scorso, con la squadra solo al 6° posto in classifica, piazzando però una rimonta storica per il club. Ma non finisce qui, perché Firmino (ex Liverpool) e compagni, sognano ora di fare strada in Champions. Battuto l’Al Hilal di Simone Inzaghi che, invece, non trova il feeling con la massima competizione asiatica. Lui che sperava di riscattare, seppur in parte, la sconfitta nella finalissima della Champions League europea con l’Inter di un anno fa (il 5-0 del PSG). Ma andiamo con ordine. Prima della gara contro l’Al Hilal, l’Al Sadd aveva già conquistato il titolo di Campione del Qatar... Senza neanche giocare. La formazione di Roberto Mancini aveva battuto l'8 aprile scorso, l'Al Sailiya 3-1, tornando al successo dopo un pareggio e due sconfitte. Vittoria decisiva per conquistare il titolo con una giornata d'anticipo. Perché l'Al-Shamal, seconda in classifica, e prossima avversaria proprio dell'Al Sadd ha perso in casa 2-0 col Qatar SC scivolando a -5 dalla vetta. Passo falso decisivo, con una sola giornata ancora da disputare. Per l’Al Sadd è il il 19° titolo di Campione del Qatar, il terzo consecutivo, ma anche uno dei più difficili. Anche perché Roberto Mancini si è insediato sulla panchina solo il 22 novembre scorso, alla 10a giornata, con la squadra al 6° posto della classifica, raccogliendo il testimone di Félix Sánchez. Dal suo arrivo, insieme a Massimo Maccarone, Massimo Battara, Claudio Donatelli e, per qualche settimana, Attilio Lombardo, Mancini ha inanellato una striscia di 8 vittorie consecutive che ha portato la squadra dal sesto al primo posto e, quindi, alla vittoria del campionato.

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Andrea 🖤💙@84Andreac·
@rprat75 Il mancato mondiale purtroppo ha messo una pietra tombale sulla sua carriera ad alti livelli. Se avesse lasciato dopo la vittoria all'Europeo avrebbe senz'altro trovato una squadra ambiziosa, non necessariamente italiana.
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Riccardo Pratesi
Riccardo Pratesi@rprat75·
@84Andreac carriera condizionata, non rovinata, da una narrazione in malafede. Uomo che pensa con la propria testa, sempre stato scomodo rispetto ai tanti ciarlatani che rilanciano gli slogan alla moda del momento
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Andrea 🖤💙@84Andreac·
@leimbruttite @Aramcheck76 Ma non è vero. Qui, almeno a livello elettorale, una sinistra esiste con un'identità e una storia precise. Nei paesi ex blocco sovietico la sinistra non esiste
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Daniele Trovato 🎙️
Daniele Trovato 🎙️@Aramcheck76·
Non si sono “messi insieme i diversi”, la sinistra ha votato uno di destra perché battesse un altro di destra. Si è ottenuto un parlamento monocolore che va dalla destra all’ultra-destra. La destra ha stravinto, la sinistra ha straperso. Non ci sono “i diversi”, sono tutti di destra.
Roberto Della Seta@robdellaseta

Lezione ungherese: nelle democrazie bipolari per vincere le elezioni serve mettere insieme i diversi. Ognuno dei diversi baciando il suo rospo. È servito per sconfiggere #Orban, servirà per sconfiggere #Meloni. Su @HuffPostItalia

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Andrea 🖤💙@84Andreac·
@Fra8882 In ogni caso numeri alla mano è un'affermazione che non ha riscontro nella realtà. Altrimenti bisogna dire che la Juve era sì forte ma ha vinto 9 scudetti di fila contro Roma e Napoli, cioè nessuno.
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Francesco82🖤💙🇮🇹⚒️
@84Andreac Qualsiasi sia l’andamento di una stagione non puoi far passare il messaggio che ho scritto nel tweet sennò da imparziale passi per rosicone in un amen. Giustamente
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Andrea 🖤💙@84Andreac·
@SkyTG24 Messaggio per la redazione di Skytg24: Gerusalemme non è la capitale di Israele. Scusatevi e correggete
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Sky tg24
Sky tg24@SkyTG24·
In visita a Pechino, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha lanciato un duro attacco a Israele, affermando che "viola sistematicamente il diritto internazionale". Il primo ministro ha sottolineato che "coloro che si esprimono contro i governi che violano il diritto internazionale vengono minacciati da quegli stessi Paesi". Le dichiarazioni di Sanchez dalla Cina giungono quattro giorni dopo che Gerusalemme ha deciso che Madrid non avrebbe potuto partecipare al Centro di Coordinamento Civile-Militare (Cmcc) di Kiryat Gat Tutti gli aggiornamenti nel liveblog sulla guerra in Medio Oriente ➡️ shorturl.at/a063G
Sky tg24 tweet media
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Andrea 🖤💙@84Andreac·
@NicoSchira Si lamenta che si fanno troppi pochi gol e la sua squadra è allenata da Conte.
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Nicolò Schira
Nicolò Schira@NicoSchira·
#DeLaurentiis: “Ridurrei i tempi da 45 minuti a 25 minuti ciascuno. E poi basta perdite di tempo. Non puoi stare a terra a fare scena come un attore. Le nuove generazioni non hanno la pazienza di guardare una partita dai ritmi molto lenti in televisione. Se guardi un match in tv, specialmente se è brutto... cosa fanno i ragazzi? Spengono e giocano a FIFA alla PlayStation come fa mio nipote. Ci sono troppi pochi gol! Così non c'è spettacolo. Bisogna segnare di più. E per fare più gol, bisogna cambiare le regole. Ad esempio non si può annullare un gol solo per pochi millimetri... Il fuorigioco deve essere cambiato, e di molto"
Nicolò Schira tweet media
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Andrea 🖤💙@84Andreac·
@erclab_tweet Falso. A livello delle inseguitrici l'anno scorso c'era solo il Napoli che ha chiuso a 82 punti, punto più punti meno di quanto farà quest'anno. Milan, Juventus e Roma faranno meglio dello scorso anno. È l'Inter che ha decisamente migliorato il suo rendimento.
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erclab_ilritorno
erclab_ilritorno@erclab_tweet·
Pastore: "L'Inter vince con grande merito lo Scudetto, anche se il livello delle inseguitrici è peggiore dell'anno scorso. Se guardiamo la Champions L'Inter fa peggio dell'anno scorso, top 8 e finale vs playoff contro il Bodo"
erclab_ilritorno tweet media
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Andrea 🖤💙@84Andreac·
@ficulle39 @lageloni La sinistra ha fatto bene a schierarsi col clone di Orban perché era più forte è un discorso talmente assurdo che spero non so nemmeno da dove cominciare.
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Mauro tifoso deviato 🖤🤍
@lageloni @84Andreac punti di vista il meno peggio ( ammesso che il peggio sia Orban ) è sempre il meno peggio. Con questo ragionamento avete accettato i De Mita i Mastella i Casini i Monti i Draghi i Castagnetti L'elenco è lunghissimo.
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chiara geloni
chiara geloni@lageloni·
Spiegato bene.
Timostene@SandroRossi_x

La sinistra ungherese non ha perso. Ha scelto.   Girano già le interpretazioni di comodo. La sinistra in Ungheria è stata sconfitta, dicono. Ha giocato e ha perso. Orbán è stato battuto dalla destra, quindi nulla cambia per la sinistra europea.   Falso. Falso in modo quasi imbarazzante per chi lo sostiene.   La sinistra ungherese non si è candidata. Non ha perso un solo seggio perché non ne ha conteso nemmeno uno. Il Partito Socialista, quello che ha governato l’Ungheria dal ’94 al ’98 e dal 2002 al 2010, si è ritirato il 20 febbraio. Prima di lui i Verdi, il Dialogo, LMP, il Movimento Soluzione. Tutti fuori. Volontariamente.   I socialisti lo hanno detto con una chiarezza che in Italia sembrerebbe un’allucinazione collettiva: il sistema elettorale di Orbán equivale a “imbrogli legalizzati” e l’unico modo per batterlo è unirsi dietro il candidato più forte. Anche se quel candidato non è dei tuoi. Anche se è un conservatore uscito dalle viscere di Fidesz.   Questo non è un atto di resa. È il contrario. È la scelta politica più matura che un’opposizione frammentata potesse fare davanti a un regime che aveva riscritto le regole del gioco per non perderlo mai. Orbán aveva tagliato due collegi a Budapest, ne aveva aggiunti due nelle campagne fedeli, controllava i media, usava le risorse dello Stato come arma elettorale. Freedom House classificava l’Ungheria solo “parzialmente libera”. Per vincere in quel sistema serviva almeno cinque punti di vantaggio. Non c’era spazio per il lusso delle candidature di bandiera.   La sinistra ungherese ha guardato in faccia la realtà e ha fatto una cosa che richiede più coraggio della candidatura: ha rinunciato a se stessa per uno scopo più grande. Ha detto ai propri elettori: votate Magyar. Votate Tisza. Non importa se è di centro-destra, se viene dal PPE, se è un ex uomo del sistema. L’unica cosa che importa è mandare a casa Orbán.   Il risultato? 79% di affluenza, record assoluto. Magyar al 53,6%. Supermaggioranza dei due terzi. Orbán al telefono che si congratula. Budapest in festa lungo il Danubio.   Chi racconta questa storia come una sconfitta della sinistra sta ribaltando i fatti. La sinistra non era assente perché irrilevante. Era assente perché ha deciso di esserlo. Ha sacrificato la visibilità, le candidature, i seggi, la presenza parlamentare a favore di un obiettivo che considerava più urgente di qualsiasi interesse di partito: abbattere un regime illiberale.   È un concetto che in certi ambienti politici risulta incomprensibile. L’idea che un partito possa scegliere di non esserci per permettere a qualcun altro di vincere. Che la generosità strategica non sia debolezza ma intelligenza politica. Che il risultato conti più della sigla sul manifesto.   Poi certo, si può discutere se la sinistra ungherese riuscirà a ricostruirsi, se questo sacrificio la rafforzerà o la marginalizzerà. Sono domande legittime, per un altro giorno. Quello che non si può fare oggi è raccontare una scelta deliberata come una sconfitta subita. Perché la differenza tra le due cose è la differenza tra chi fa politica e chi la subisce.

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chiara geloni
chiara geloni@lageloni·
@84Andreac E quindi hanno fatto bene a unirsi per votare il più forte. Cvd.
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Andrea 🖤💙@84Andreac·
@lageloni L'Ungheria non è un esempio, lì lo spettro democratico va dal centrodestra all'estrema destra. La sinistra non esiste, è per questo che per forza di cose sono stati costretti ad appoggiare il candidato anti Orban. Per fortuna qui c'è una situazione diversa.
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chiara geloni
chiara geloni@lageloni·
Amici perfezionisti di sinistra. La lezione ungherese non è “allora per vincere bisogna votare uno di destra gengnegne noncisto”. È: a volte bisogna unirsi dietro il più forte, e soprattutto utilizzare le regole che ci sono, specialmente se qualcuno le ha truccate. Prego.
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Andrea 🖤💙@84Andreac·
@lageloni Il famoso elettorato liberale, progressista ed ambientalista ungherese
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Andrea 🖤💙@84Andreac·
@AleGuerani Il famoso elettorato liberale, progressista ed ambientalista ungherese.
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Andrea 🖤💙@84Andreac·
@marattin Le certezze sulle quali Marattin ha costruito tutta la sua politica stanno crollando una a una, giorno dopo giorno. Fra non molto delle liberaldemocrazie non rimarrà più niente e così della saga politica dei liberali nostrani.
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Luigi Marattin
Luigi Marattin@marattin·
Mancano due anni e mezzo alla fine di quest’incubo. Ma già tra sei mesi - con le elezioni legislative di metà mandato - potrà fare un po’ meno danni, se il popolo americano lo vorrà. A noi nel frattempo rimangono un po’ di incombenze: 1) capire che non è arrivato al potere con un colpo di Stato, ma perché lo hanno votato i cittadini del suo paese. E questo è accaduto, secondo noi, soprattutto perché sia nel 2016 che nel 2024 la politica non è stata in grado di schierare un’alternativa valida e innovativa. 2) imparare la lezione, sia di politica interna (se la politica non si rinnova, il pericolo populista è sempre dietro l’angolo) che estera (con o senza di lui, l’Europa deve diventare grande, autonoma, responsabile). 3) cercare quanto più possibile di ignorare le sue parole. Anche se, come oggi, si riferiscono in modo inqualificabile al Santo Padre. Ps. Sì, pensiamo ancora che gli Usa e Israele siano meglio (incommensurabilmente meglio) di qualsiasi autocrazia, teocrazia o regime dittatoriale. Si, pensiamo ancora che l’Iran sia un regime criminale senza il quale il mondo sarebbe un posto migliore. Si, pensiamo ancora che senza un intervento della comunità internazionale (quello sancito dalla risoluzione 2803 dell’Onu il 17 novembre scorso), a breve a Gaza scoppierà una nuova guerra (e noi siamo quelli che la vogliono evitare).
Luigi Marattin tweet media
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Andrea 🖤💙@84Andreac·
@davcarretta Più che altro, in quanto capo della Commissione, non è lei a dover dare giudizi su fatti politici interni ai paesi membri.
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David Carretta
David Carretta@davcarretta·
Ursula von der Leyen paragona il voto di ieri degli ungheresi per cacciare Orban al 1956 e al 1989. Un tantino eccessivo, mi pare.
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Andrea 🖤💙@84Andreac·
@GermanoDottori È la continuazione della lotta tra papato e impero che dura precisamente da 1226 anni. Solo che il papato resta, gli imperi crollano.
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@ldibartolomei La fine del meccanismo dell'umanità è la pietra tombale su qualsiasi idea di Europa rappresentativa e democratica.
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Luca Di Bartolomei
Luca Di Bartolomei@ldibartolomei·
Incredibile come la sconfitta di Orban venga letta dall'Europa come una cosa buona ("il successore non userà più il veto") invece che ammettere e cambiare il meccanismo di corsa dell'unanimità che è una sonora stupidaggine.
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