angelo piu
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La vendita di Iveco al gruppo indiano Tata Motors del 2025 non va letta come una normale operazione di mercato. L’operazione annunciata nel luglio 2025 prevede infatti il passaggio delle attività civili di Iveco a Tata per 3,8 miliardi di euro, mentre Iveco Defence viene ceduta separatamente a Leonardo per 1,7 miliardi. Questa architettura dimostra già di per sé un fatto essenziale: il problema non era soltanto industriale, ma strategico. Dal punto di vista della guerra economica, il caso Iveco mostra una dinamica classica: un attore straniero individua in un gruppo italiano un valore che il sistema nazionale non è stato in grado di trattenere dentro una propria strategia di potenza. Tata non compra soltanto un marchio. Compra capacità produttiva europea, reti commerciali, presenza industriale, competenze ingegneristiche e massa critica in un settore, quello dei veicoli pesanti e commerciali, che ha un evidente valore duale, civile e strategico. In questo senso non siamo davanti a una semplice fusione, ma a una riallocazione di potenza industriale.  Il punto decisivo è proprio questo carattere duale. In teoria si potrebbe dire: la parte militare è rimasta in Italia attraverso Leonardo, dunque il danno è stato limitato. Ma è una consolazione parziale. Nella realtà contemporanea la distinzione netta tra civile e militare è sempre meno convincente. Camion, logistica, componentistica, motorizzazioni, elettronica di bordo, manutenzione, supply chain: tutto questo costituisce una base industriale che alimenta anche la capacità strategica di un Paese. Quando perdi il cuore civile di una filiera, indebolisci inevitabilmente anche la robustezza di lungo periodo del suo segmento militare. Leonardo stessa ha spiegato che l’acquisizione di Iveco Defence serve a rafforzare il proprio posizionamento nella difesa terrestre europea e a integrare veicoli e sistemi elettronici. Questo conferma che il valore non sta nel singolo asset isolato, ma nell’ecosistema industriale. E che la Meloni era meglio se rimaneva a lavorare in un bar




In confronto Tajani è Hegel.


🇫🇷🇨🇭🇮🇱- La députée du Likoud Caroline Yadan ordonne à la télévision suisse de sanctionner son commentateur ayant rappelé qu’Israël commet un génocide à Gaza et dénoncé le deux poids, deux mesures entre Israël et la Russie aux Jeux olympiques.

Uh guarda.... Alla fine anche Le Monde ha dovuto ammettere che l'accusa lanciata da Barrot, non era nient'altro che un montaggio video distorto e diffuso da sostenitori che difendono il governo israeliano. Sempre con @FranceskAlbs lemonde.fr/international/…





Kaia Kallas doubts Russia's peaceful intentions due to the composition of its delegation in Abu Dhabi “Russia is only represented there by military personnel, who do not have a mandate to negotiate anything. Consequently, they are definitely not serious about peace,” she is quoted as saying by “Radio Liberty”











