Lorenzo Tecleme

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@loretecle

🇮🇹 🇪🇸 | Clima, politica e le due cose assieme. Ascolta «Unchained, storie di ordinario capitalismo selvaggio»👇

Madrid, Spagna انضم Nisan 2017
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Lorenzo Tecleme
Lorenzo Tecleme@loretecle·
Esta mañana con @alemvelasco_ en Despierta para explicar por qué Meloni perdió el referéndum constitucional, de qué trataba y a qué podría parecerse una mayoría social capaz de derrotar a la ultraderecha👇
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Sinistre
Sinistre@Left_Watch·
È uscita la nuova puntata di Sinistre: Il nuovo volto dei Verdi britannici, Pechino che pianifica, elezioni locali in Francia e Spagna. sinistre.substack.com/p/linarrestabi…
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Lorenzo Tecleme
Lorenzo Tecleme@loretecle·
Cuba è sotto attacco. Mentre gli occhi del mondo sono giustamente puntati sul Medio Oriente, a Cuba la popolazione soffre come non mai. Non solo el bloqueo, l’embargo che dura orami da tempo immemore, i tempi della rivoluzione. Con Donald Trump la situazione se possibile è peggiorata; le limitazioni commerciali nei confronti di Cuba, per quanto illegali, sono aumentate. Ma forse per l’isola di Fidel Castro e Che Guevara, c’è una flebile speranza. E questa speranza, contro ogni immaginazione, anche la più fervida, arriva dalla giunta regionale della Calabria. Una giunta che non è composta da marxisti-leninisti, barbudos e rivoluzionari, ma… dal 2021 vede salda alla guida Forza Italia. Ebbene sì, proprio loro, gli ultimi esponenti del partito azienda del cavaliere. Quello che in un comizio elettorale apostrofò i contestatori con lo slogan: «Siete ancora oggi, e come sempre, dei poveri comunisti». Bene, sono proprio loro, i suoi eredi in maggioranza nella Regione Calabria, che contravvenendo al monito del fondatore, in spregio a qualsiasi alleanza e schieramento politico, hanno deciso di frapporsi tra la furia di Trump e il socialismo cubano. In difesa di quest’ultimo, ovviamente. E per farlo hanno dovuto combattere contro un personaggio quantomeno curioso, il cui nome riecheggia nelle pagine dei romanzi hard-boiled americani degli anni Quaranta. Ne parliamo nell'episodio di Unchained di questa settimana: valori.it/cuba-forza-ita…
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Lorenzo Tecleme
Lorenzo Tecleme@loretecle·
Un gruppo di ricercatori svedesi si è accorto di una cosa: quando ci chiedono di stimare quanto la crisi climatica ci metta a rischio personalmente, tutti tendiamo a dire che il pericolo riguarda altri, non noi. Si chiama bias dell’eccesso di ottimismo, e potrebbe essere una delle ragioni per cui il riscaldamento globale non ci preoccupa abbastanza. Ne parliamo su Chicxulub, la newsletter climatica di Valori.it: a6g4x1.emailsp.com/frontend/nl_pr…
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Lorenzo Tecleme
Lorenzo Tecleme@loretecle·
«La democrazia capitalista è un ossimoro» scriveva nel 2009 Peter Thiel, il miliardario fondatore di Paypal e Palantir in visita a Roma in questi giorni. Ad essere di troppo, ovviamente, è la democrazia, non il capitalismo. Da allora, Thiel ha coltivato in più modi questa sua convinzione, e uno dei più notevoli è il finanziamento al fenomeno delle città libertarie. Si tratta di un insieme di progetti sparsi per il mondo, solo in piccola parte realizzati. Cryptoland alle Fiji, ideata da un gruppo di evangelisti; Akon City in Senegal, finanziata dall’omonimo rapper e ispirata alla Wakanda del film Black Panther; Bitcoin City ad El Salvador, immaginata dal presidente autoritario Nayib Bukele. L’obiettivo è quello di creare oasi extra-nazionali, libere totalmente dal controllo degli Stati e, soprattutto, delle democrazie. Pochi però hanno avuto qualche successo, e in questi pochi c’è sempre lo zampino di Peter Thiel. Uno, tra l'altro, ha a che fare con l'Italia. Ne parliamo su @ilmanifesto: ilmanifesto.it/il-sogno-delle…
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Lorenzo Tecleme
Lorenzo Tecleme@loretecle·
@deadlesstar @nicola_humar Aggiunta importante: un leader carismatico e capace di usare una retorica (non necessariamente accompagnata dai fatti) di sinistra, come è Sánchez, toglie molto spazio vitale alle forze alternative!
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:)@deadlesstar·
@nicola_humar LFI non ha partecipato mai ad un governo Podemos si LFI ha avuto una formazione ideologica, Podemos no. LFI ha saputo costruire il consenso in maniera più prolungata, Podemos nasce da un movimento (15M) a cui non é riuscito a tramutarlo in qualcosa di veramente rivoluzionario
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Nicola Humar
Nicola Humar@nicola_humar·
In Francia la sinistra radicale (LFI) trionfa e porta a casa dei risultati incredibili. In Spagna la sinistra radicale (Podemos e Sumar) è sparita. Difficile individuare dei trend comuni, soprattutto per capire quale strategia possa funzionare meglio in Italia.
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Lorenzo Tecleme
Lorenzo Tecleme@loretecle·
K.G.M. è la sigla con cui la stampa statunitense identifica una ventenne californiana. Di lei si parla perché è riuscita a portare in tribunale Meta e Google. L'accusa è che i social di loro proprietà - Facebook, Instagram, Youtube - siano progettati per creare dipendenza in bambine come lo era lei, quando a 8 anni ha iniziato ad usare le piattaforme sviluppando ansia, depressione, dismorfia. Questo processo, che dovrebbe concludersi a settimane, è il primo di molti con le stesse accuse. Lo hanno paragonato ai processi del secolo scorso contro big tobacco. Quelli furono un punto di svolta nella promozione e la percezione del fumo. Succederà lo stesso con i social? La storia si ascolta qui: valori.it/podcast/proces…
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Lorenzo Tecleme
Lorenzo Tecleme@loretecle·
L’agenzia meteorologica britannica, il Met Office, ha 2000 dipendenti. Il suo equivalente italiano, ItaliaMeteo, ne ha circa una trentina, presi in prestito da altri enti o interinali. E ora che il governo Meloni ha deciso per decreto di trasferirne la sede da Bologna a Roma, la paura è che le cose peggiorino. Questa storia ha due lati. C’è quello sindacale, con persone che in una settimana devono scegliere tra cambiare città e cambiare lavoro. E c’è quello climatico, con un servizio essenziale per la difesa dagli effetti del riscaldamento globale già di per sé bistrattato e che ora ha paura di sparire. Ne parliamo su @ilmanifesto di oggi: ilmanifesto.it/italiameteo-da…
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Lorenzo Tecleme
Lorenzo Tecleme@loretecle·
Zack Polanski ha quarantatré anni e, da settembre, è il leader del Partito Verde d’Inghilterra e del Galles. È di origine ebrea, vegano, omosessuale e ha vinto il congresso della sua formazione con una piattaforma di sinistra. La stampa britannica lo paragona spesso a Zhoran Mamdani, il nuovo sindaco socialista di New York. Lui lo aveva anche invitato negli Stati Uniti per un incontro, ma Polanski ha rifiutato. La ragione è ecologica: Polanski non vola per evitare emissioni inutili. La sua ricetta è «verde con molto rosso», come scrivono i commentatori locali, con una strategia comunicativa giovanile e brillante. Nel nuovo programma del Partito si propone di trasferire otto miliardi all'anno al National Health Service (Nhs), il sistema sanitario pubblico; costruire 150mila nuove case popolari all'anno per ridurre il costo degli affitti; abolire le (carissime) tasse universitarie. Per la decarbonizzazione dell'economia, si promettono 40 miliardi d'investimenti all'anno in energia e trasporti. La notizia è che funziona, elettoralmente parlando. Complice la crisi del Labour travolto da costo della vita, Gaza ed Epstein files, il Green Party è al 16% nei sondaggi, posizionato per superare laburisti e conservatori e vedersela direttamente con l’ultra-destra di Reform Uk. La stampa, anche quella progressista, lo accusa di essere un populista. Lui ne ha fatto un vanto: «io sono un populista, non Farage». Sarà arrivata l’ora dell’ecopopulismo? L’articolo completo si legge qui: a6g4x1.emailsp.com/frontend/nl_pr…
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Lorenzo Tecleme
Lorenzo Tecleme@loretecle·
Il punto forte dei Paesi del Golfo è il petrolio, il punto debole è l'acqua. Da giorni Iran, Stati Uniti, Israele, Bahrain ed Emirati Arabi Uniti si rimbalzano l'accusa di aver colpito i rispettivi impianti di desalinizzazione - quelli che trasformano l'acqua di mare in acqua potabile. Non è una cosa da poco: Il Bahrain produce in questo modo quasi tutta la sua acqua potabile, il Kuwait ne è dipendente al 90%, Israele al 80%. Città come Riyad o Dubai senza desalinizzatori, semplicemente, non esistono. Sono i rischi che si corrono a fare la guerra nel deserto, e ancora di più a fare la guerra nel deserto in piena crisi climatica. L'Iran soffre i bombardamenti mentre affronta la siccità per il quinto anno consecutivo e vede le sue risorse idriche rinnovabili diminuite di un terzo in vent'anni. Difficilmente le cose miglioreranno presto. Il presidente Pezeshkian aveva persino parlato della possibilità di trasferire la capitale da Teheran ad una località costiera meno arida - ma il conflitto, chiaramente, ha cambiato le priorità del governo. Certo, in teoria gli attacchi ai desalinizzatori sono vietati dal diritto internazionale. Ma nessuno crede più che questo basti a proteggerli. Ne parliamo su @ilmanifesto di oggi: ilmanifesto.it/colpito-un-imp…
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Jacopo Custodi
Jacopo Custodi@JacopoCustodi·
Con @salviocalamera proviamo a fare una cosa nuova: una newsletter gratuita di aggiornamento su cosa si muove a sinistra nel mondo, senza retorica e senza farla troppo lunga. Se vi interessa, ci si può iscrivere qui: sinistre.substack.com/p/coming-soon Iniziamo questa settimana ✍️
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Lorenzo Tecleme
Lorenzo Tecleme@loretecle·
Il mio feed Instagram, e immagino anche il vostro, si è riempito di uno specifico tipo di video. Sono tutti uguali: iniziano con una scena in cui l’autore del profilo passeggia per Dubai o, meno di frequente, per altre metropoli del Golfo Arabo. In sovraimpressione, la scritta: «ma vivi a Dubai, non hai paura della guerra?». Dopo poco compaiono i volti degli emiri regnanti, e il testo diventa «no, perché so chi mi protegge». Sono l’ultimo modo, un po naive, con cui i governi degli Emirati Arabi Uniti e delle altre monarchie dell’area hanno deciso di promuoversi all’estero in tempo di guerra. A farli sono i molti influencer e nomadi digitali che si sono trasferiti a Dubai, Abu Dhabi, Mascate. Anche sul fronte degli attaccanti, l’invasione dell’Iran è passata per Instagram e TikTok. Il dipartimento della Guerra statunitense, che nel resto del mondo si chiamerebbe ministero della Difesa, ha pubblicato un video in cui mostra i suoi bombardieri pronti a colpire le basi, i pozzi, le scuole e gli ospedali iraniani. Come sottofondo, la hit degli anni Novanta La Macarena. L’esercito israeliano si è unito al trend con un tiktok dove le manovre dei jet sono accompagnate dal jingle virale Jet2Holidays. Siamo nell'era della tiktokizzazione della guerra, iniziamo ad abituarci. Ne parliamo qui: valori.it/podcast/iran-s…
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Lorenzo Tecleme
Lorenzo Tecleme@loretecle·
Trentacinque anni fa, nel 1991, la foto del cormorano impregnato di petrolio divenne il simbolo del disastro ambientale provocato dalla prima guerra del Golfo. Si scoprirà poi che era un falso, fabbricato ad arte da un fotogiornalista statunitense, ma la perdita di greggio nelle acque del Kuwait era reale. Nel 2026 un’altra guerra, quella scatenata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, rischia di produrre una nuova crisi ecologica nella stessa area. I primi dati li fornisce il centro studi britannico Conflict and Environment Observatory. Secondo la loro analisi preliminare, nei primi tre giorni di guerra si sono registrati novantadue incidenti a rischio in termini ambientali. Preoccupano le petroliere attaccate, almeno sei; preoccupano gli attacchi ai siti missilistici; preoccupano i raid sulle infrastrutture energetiche e nucleari. E preoccupa un mondo in cui i soldi si spostano dalla transizione al riarmo, senza nessuno che pensi alla salute delle persone e degli ecosistemi. A seguito della seconda guerra del Golfo, nel 2003, il tasso di tumori in Iraq aumentò moltissimo - tra pozzi in fiamme ed uranio impoverito. All'Iran spetterà lo stesso destino? Ne parliamo su @ilmanifesto di oggi: ilmanifesto.it/il-golfo-risch…
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Lorenzo Tecleme
Lorenzo Tecleme@loretecle·
Il presidente che doveva finire le guerre infinite ne ha iniziata una nuova. E lo ha fatto nel più classico stile statunitense: seguendo il petrolio. Molto di questo nuovo ciclo di combattimenti ha a che fare con i combustibili fossili. L’Iran spera di far schizzare il prezzo del barile per spaventare gli elettori in vista delle midterm, e far desistere la Casa Bianca. Per questo bombarda i pozzi sauditi e chiude lo stretto di Hormuz. Donald Trump si sta costruendo il suo impero del petrolio e conta di usarlo come arma. L’attacco al Venezuela è servito anche a strangolare energéticamente Cuba, il controllo sui pozzi iraniani aiuterebbe a togliere risorse alla Cina. In tutto ciò rimane l’Europa, Italia compresa. Che sui bombardamenti non ha nulla da dire, salvo prepararsi a pagare bollette più alte in nome di una guerra altrui. Ci sarebbe l’alternativa delle rinnovabili, certo. Ma per perseguirla serve una sovranità che né a Bruxelles né a Roma nessuno intende esercitare. Ne parliamo qui: a6g4x1.emailsp.com/frontend/nl_pr…
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Lorenzo Tecleme
Lorenzo Tecleme@loretecle·
Claro que hay que contarlo. Y cuando lo cuentas, resulta que emiten de todos modos mucho, mucho menos que los fósiles. Según una investigación de la UNECE de 2022, por cada kilovatio-hora producida con carbón se generan al menos 753 gramos de CO2 equivalente, con el gas al menos 221. Los valores mínimos de energía solar, fotovoltaica e hidroeléctrica para la misma cantidad de energía son alrededor de 7/8 gramos. unece.org/sites/default/…
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MACROrenovablesNO
MACROrenovablesNO@MacroRenovables·
No hay descenso a partir de 2024. Por otro lado, la atmósfera es global y no reconoce fronteras. Así que todo lo emitido para fabricar paneles y aerogeneradores en China debería contarse. Y porfa, hay que tener en cuenta que la electricidad es solo un 23% del consumo energético
Diego Ferraz@ecodiuku

Home, no sé, cojas la gráfica que cojas se ve un descenso en el consumo fósiles/emisiones vs renovable/no emisiones Luego entramos en si es suficiente o no, en la velocidad del descenso, en la dependencia de los fósiles, electrificación, etc. Pero no se puede decir que no.

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Lorenzo Tecleme
Lorenzo Tecleme@loretecle·
@AntonioSocci1 La sconfitta del nazifascismo, notoriamente un evento in cui i comunisti non hanno avuto nessun ruolo attivo.
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Lorenzo Tecleme
Lorenzo Tecleme@loretecle·
I sovranisti quando vedono un poveraccio che sbarca da un gommone: 😡😡😡 I sovranisti quando c'è da difendere la sovranità italiana:
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