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Iran: civili bloccano le strade per aiutare un pilota americano abbattuto a Dehdasht.
Stanotte gli abitanti della zona montuosa intorno a Dehdasht, nel sud-ovest dell’Iran, hanno compiuto un gesto di straordinario coraggio.
Dopo che un caccia americano F-15E Strike Eagle era stato abbattuto venerdì, con i due membri dell’equipaggio che si erano eiettati, le forze del regime iraniano (IRGC e Basij) hanno lanciato una massiccia operazione di ricerca per catturare il secondo membro dell’equipaggio ancora disperso.
Le autorità iraniane avevano persino promesso una ricompensa in denaro a chi avesse consegnato il “pilota nemico”.
Invece di collaborare con il regime, decine di cittadini locali sono scesi in strada con le loro auto, creando blocchi stradali spontanei sulle vie di accesso.
I video mostrano lunghe file auto che occupano la carreggiata durante la notte, rendendo di fatto impossibile alle forze di sicurezza del regime raggiungere rapidamente l’area dove si trovava il militare americano.
Questo atto di solidarietà, compiuto senza armi e con grande rischio personale in una regione isolata e sotto blackout internet da oltre un mese, ha contribuito a ostacolare la caccia del regime e ha dato tempo prezioso alle forze americane per completare l’operazione di salvataggio.
Un gesto che parla di un Iran diverso
Quello che è accaduto è la dimostrazione concreta del profondo rifiuto della popolazione iraniana verso il regime teocratico.
Con grande coraggio e a rischio della propria vita, questi cittadini hanno scelto di aiutare un pilota americano – simbolo in questo momento di chi sta colpendo il regime – piuttosto che consegnarlo alle forze repressive.
In un Paese dove manifestare dissenso può costare la libertà o la vita, questo gesto spontaneo, organizzato senza internet e senza coordinamento centrale, rappresenta un atto di resistenza civile.
Dimostra che, nonostante la repressione feroce, lo spirito di libertà e il desiderio di cambiamento sono vivi tra la gente comune.
Gli iraniani sono disposti a rischiare tutto pur di opporsi alla dittatura islamica e di sostenere chi la combatte.
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