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@oceanswon

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Paris, France Katılım Kasım 2022
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Shadmehr@oceanswon·
Le bugie della sinistra marxista e islamista sulla Savak: come fu costruito il "mostro" nel contesto della Guerra Fredda Nel contesto della Guerra Fredda, l'Iran dello Scià Mohammad Reza Pahlavi era un alleato strategico degli Stati Uniti, situato lungo il confine con l'Unione Sovietica. Il Paese: - ospitava basi americane, - riforniva di petrolio l'Occidente - rappresentava una barriera contro l'espansione sovietica in Medio Oriente. In questo scenario, gruppi armati di ispirazione marxista tra cui i Fedayeen-e Khalq e alcune frazioni dei Mojahedin-e Khalq e gruppi islamisti condussero una campagna di lotta armata contro il regime. Nello stesso periodo, in Europa occidentale, organizzazioni come la Rote Armee Fraktion in Germania e le Brigate Rosse in Italia portavano avanti attentati, sequestri e omicidi contro lo Stato e i suoi rappresentanti. Fondata nel 1957 con l'assistenza iniziale della CIA, la Savak (Sazeman-e Ettela'at va Amniyat-e Keshvar) fu l'agenzia di sicurezza e intelligence incaricata di contrastare queste minacce interne. I suoi metodi sorveglianza, arresti, interrogatori duri e, in alcuni casi documentati, esecuzioni extragiudiziali, rientravano nelle pratiche di contro-insurrezione diffuse durante la Guerra Fredda, adottate sia da regimi autoritari sia da servizi occidentali in contesti di conflitto come il Vietnam, l'Algeria e l'America Latina. Una narrazione costruita da esuli marxisti e islamisti, da intellettuali di sinistra occidentali e dalla propaganda rivoluzionaria trasformò tuttavia la Savak in un apparato di repressione senza precedenti, gonfiando i numeri, aggiungendo episodi non verificati e presentando l'insieme degli oppositori come vittime innocenti. Questo articolo ricostruisce, con esempi documentati, come si sia formata questa narrazione. 👉🏻 Il contesto della lotta armata: Iran ed Europa In #Iran , a partire dagli anni Sessanta e soprattutto dopo l'attacco di Siahkal del 1971, i gruppi marxisti passarono all'azione armata: assalti a posti di polizia e gendarmeria, rapine in banca per autofinanziarsi, attentati ed eliminazioni di funzionari del regime e agenti di sicurezza, alcuni dei quali causarono vittime tra i civili e il personale straniero. I Fedayeen-e Khalq, influenzati dalle teorie di guerriglia urbana di Marighella e Debray, teorizzarono e praticarono questa forma di lotta; tra i loro principali ideologi figurava Bijan Jazani, arrestato nel 1968 e giustiziato nel 1975 dopo aver continuato a scrivere dal carcere. Parallelamente, gruppi islamisti radicali condussero azioni simili, tra cui il rogo del Cinema Rex di Abadan, il 19 agosto 1978, quando quattro militanti appiccarono il fuoco a una sala cinematografica chiusa a chiave, uccidendo tra le 377 e le 470 persone presenti. La propaganda anti-Shah attribuì immediatamente l'episodio alla Savak. In Europa, la RAF nella Germania Ovest e le Brigate Rosse in Italia operavano con metodi analoghi, attentati, sequestri (celebre il caso di Aldo Moro), omicidi di rappresentanti dello Stato e di civili e gli Stati europei risposero con leggi speciali, carceri di massima sicurezza, isolamento prolungato e, in alcuni casi, tecniche di interrogatorio dure: in Germania emersero accuse di "tortura bianca" legate all'isolamento estremo, oltre a controversie sulle morti in carcere dei leader della RAF nel 1977; in Italia furono adottate misure di emergenza analoghe. Pur trattandosi di democrazie, questi Stati impiegarono dunque strumenti repressivi severi contro il terrorismo di sinistra. La vicinanza dell'Iran all'Unione Sovietica, unita alla presenza di movimenti islamisti radicali nei paesi limitrofi Afghanistan, Iraq, Libano rendeva il contesto regionale particolarmente sensibile: il regime temeva sia infiltrazioni sovietiche sia la destabilizzazione a opera di gruppi armati marxisti e islamisti. 👇🏻 Continua
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Gustavo Micheletti🇮🇹🇪🇺🇺🇦🇬🇧
La sinistra che sfila per le strade sventolando le stesse bandiere sventolate dai criminali nazisti di Hamas che hanno organizzato e realizzato il 7 ottobre 2023; così come quella, spesso coincidente con la prima, che in nome di una falso pacifismo non vuole concedere all'Ucraina armi utili per difendersi dal criminale nazista del Cremlino, non hanno piu' nulla a che fare con la tradizione della sinistra socialdemocratica e liberale europea, e nemmeno con la sinistra rappresentata dal PCI ai tempi di Berlinguer. È una sinistra totalitaria e connivente con dittature e ideologie totalitarie e in particolare con tutte le più sanguinarie e criminali dittature comuniste della storia, da quella maoista a quella di Pol Pot.
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Shadmehr
Shadmehr@oceanswon·
Poveri i pakistani... Prima lavoravano per la pace a #Teheran e ora si dichiarano pronti ad attaccare lo #Yemen. Eh già... non puoi portarti a letto i Pasdaran e fare occhi dolci a Ben Salman.
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Shadmehr@oceanswon·
Io non mi sarei mai immaginato di vedere queste scene a New York. Mi ricordano la mia infanzia: da bambini andavamo a divertirci durante l'Ashura sui tetti delle case a Teheran, mentre guardavamo la gente che cercava di piangere sempre più forte in pubblico. Da piccolo avevo anche un piccolo flagello, fatto apposta per i bambini, e ci giocavo durante l'Ashura. La gente partecipava per lo spettacolo e per il cibo gratis. Non c'era nulla di spirituale. Semplicemente un carnevale triste che celebra un colpo di stato fallito e l'uccisione dei golpisti. Vederlo a New York fa impressione. L'Imam Hussein fu un golpista, abbandonato anche dai suoi sostenitori, che si fece ammazzare; per questo la gente piange e si flagella per un mese. (Il cibo era buono, all'epoca.) Che tristezza, sindaco. #mamdani #islam
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El nino Gabriele
El nino Gabriele@PantoGabriele·
@oceanswon Non credo. Sono ambiti differenti. In Italia in diverse occasioni sarebbe tornato utile a tutti, compresi i poliziotti che fanno il proprio mestiere in modo encomiabile e che non andrebbero associati a veri e propri criminali nascosti dietro una divisa.
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Shadmehr
Shadmehr@oceanswon·
@PantoGabriele Ovviamente si, ma credo che la proposta stia insinuando una cosa diversa. Mi sembra tanto la versione nuova di "defund the Police" dei pagliacci BLM.
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El nino Gabriele
El nino Gabriele@PantoGabriele·
@oceanswon I codici identificativi tutelano anche i poliziotti. Non sono nome e cognome né sono di pubblico dominio. Ma in caso di necessità rendono per i magistrati più facile l'identificazione. Che problema c'è? Non vale sempre la logica che se non commetti reati non ti devi preoccupare?
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ApparatChic
ApparatChic@StefanoZambell5·
@Guidodibra @oceanswon Altre guerre, anche attualmente in corso, ben più disumane, con un maggiore numero di vittime sono del tutto ignorate dai pro-palle: ci vuole una faccia di bronzo ben più allucinante. IPOCRITI, siete solo un ammasso di fascisti che si dichiarano anti fascisti.
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Shadmehr@oceanswon·
Se i palestinesi e lo ribadisco senza giri di parole: palestinesi, non Hamas, perché negare l’evidenza ha ridotto la distinzione a una farsa grottesca, avessero l’esercito più forte, il 7 ottobre non sarebbe stato che l’antipasto di un massacro senza fine. Avremmo assistito a un pogrom industriale: morti, rapimenti e violenze sessuali di massa, osannati pubblicamente con foto e video per mesi, forse anni, finché non fosse rimasto un solo israeliano vivo o in catene. Ma hanno perso. Stanno pagando le conseguenze. Gli stati arabi non li hanno seguiti in questa follia. Il mondo sta cambiando. Lo so: ci sono gazawi che non hanno partecipato al massacro e non l’hanno celebrato. Spero solo che non siano una minoranza... ma sto perdendo le speranze. #gaza #israele #palestine
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Shadmehr@oceanswon·
La non banalità del male : una vergogna documentata La copertura del processo Eichmann (1961) nella stampa e nei media statali arabi Quando l'11 aprile 1961 si aprì a Gerusalemme il processo al criminale di guerra nazista Adolf Eichmann, l'evento catturò l'attenzione mondiale: oltre 500 giornalisti provenienti da 40 paesi seguirono l'udienza. Mentre gran parte della stampa occidentale si concentrava sugli orrori della Shoah e sulle questioni giuridiche legate alla giurisdizione israeliana, diversi media statali del mondo arabo in particolare in Egitto, Giordania, Siria e Libano offrirono una copertura radicalmente diversa, spesso apertamente antisemita. Questo episodio è oggi ben documentato dalla storiografia accademica, in primo luogo dallo studio "From Empathy to Denial: Arab Responses to the Holocaust" di Meir Litvak ed Esther Webman (Columbia University Press / Hurst, 2009), che dedica un intero capitolo al "caso Eichmann" (1960-1962). Radio Cairo e i media di stato egiziani Il giorno dell'apertura del processo, l'emittente statale egiziana Sawt al-Arab ("La Voce degli Arabi") trasmise commenti che non solo contestavano la legittimità del tribunale israeliano, ma esprimevano rammarico per il fatto che l'aviazione tedesca non avesse colpito gli insediamenti ebraici in Palestina durante la guerra. Questo passaggio radiofonico fu ripreso e monitorato da corrispondenti internazionali, ed è citato seppur parafrasato dalla stessa Hannah Arendt nel suo celebre resoconto del processo, La banalità del male (1963), dove osserva che i giornali di Damasco, Beirut, Il Cairo e Amman non nascondevano la propria simpatia per Eichmann né il rincrescimento che non avesse "portato a termine il lavoro". La stampa scritta: Giordania ed Egitto Il 24 aprile 1961 il quotidiano giordano in lingua inglese Jerusalem Times, pubblicato nella Gerusalemme Est allora sotto controllo giordano, pubblicò un'esplicita lettera aperta indirizzata a Eichmann, che ne esaltava l'operato definendolo in termini di "benedizione" per aver eliminato milioni di ebrei, auspicando che il processo culminasse nella distruzione dei sopravvissuti. Non si trattò di un episodio isolato. Diversi intellettuali ed esponenti pubblici egiziani espressero posizioni analoghe negli anni precedenti. Il caso più noto riguarda Anwar al-Sadat, futuro presidente egiziano: nel settembre 1953, quando circolarono voci secondo cui Hitler fosse ancora vivo, il settimanale governativo Al-Musawwar chiese ad alcune personalità pubbliche cosa avrebbero scritto in una lettera al Führer. Sadat, allora giovane ufficiale, rispose con toni di aperta ammirazione, definendolo "vincitore" nonostante la sconfitta militare. Il testo fu reso pubblico anni dopo, nel 1971, dallo stesso Gideon Hausner il procuratore generale del processo Eichmann che lo lesse pubblicamente negli Stati Uniti come atto di accusa politica contro il neo-presidente egiziano; da allora è stato ripreso da numerosi storici. Anche lo scrittore giordano Abdallah al-Tall, ex comandante militare, arrivò a definire Eichmann un "martire" caduto in una guerra santa. Il valore di questi documenti trasmissioni monitorate, articoli di giornale, testimonianze come quella di Arendt sta nel fatto che permettono di ricostruire con precisione storica un capitolo scomodo ma reale della propaganda di stato in alcuni paesi arabi durante la Guerra Fredda. Ricordarlo non serve a costruire un'accusa collettiva contro un intero popolo o una intera regione, ma a comprendere come l'antisemitismo esplicito si sia storicamente saldato, in specifici contesti politici, alla propaganda anti-israeliana di regimi autoritari, un fenomeno che meritò, allora come oggi, di essere analizzato con rigore piuttosto che rimosso. Fonti principali: M. Litvak, E. Webman, From Empathy to Denial: Arab Responses to the Holocaust (2009); H. Arendt, Report on the Banality of Evil (1963); Jewish Telegraphic Agency, archivio 1971. #gaza #israel #genocide
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Mario Mariomario
Mario Mariomario@MarioMariomari5·
@oceanswon Ha la soluzione per tutto. Peccato che non la concretizzi. Una volta si diceva che gli italiani, quando non conoscono una materia, la insegnano.
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Shadmehr
Shadmehr@oceanswon·
Ascoltare Salis è come ascoltare Rohani(quello che Renzi ha ospitato e non ha visto un "cazzo".) È populismo puro. Buttare in caciara un sacco di parole forti: giovani, trauma, angoscia, per svegliare nello spettatore sentimenti di orgoglio e di appartenenza. I populisti (soprattutto quelli di sinistra) ti dicono sempre cosa bisogna fare, ma non ti dicono mai come bisogna farlo e se sia mai fattibile o meno. Creano idee e visioni, mai progetti, che poi siano realizzabili o meno chi se ne frega. Se quelle idee portano al disastro, pazienza. Se non portano a nulla, allora la prossima volta ci riproviamo. #salis #genova
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Shadmehr@oceanswon·
@DBAtlantico Infatti, sono annunciate e riprese. Sono mosse strategiche.
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De Bello Atlantico
De Bello Atlantico@DBAtlantico·
@oceanswon Hai colto un punto essenziale: l’individualismo delle società occidentali. Tantissimi nostri concittadini sono allergici a contrastare atti di intimidazione mafiosa, tipici di alcune culture politico-religiose, poiché li scambiano per liberi comportamenti individuali. Non lo sono
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Shadmehr
Shadmehr@oceanswon·
Avevo scritto un articolo simile in cui parlavo di queste manifestazioni di potere che annunciano la loro presenza e non hanno nulla a che fare con la spiritualità e la preghiera. A volte, neanche nei paesi d'origine, queste manifestazioni sono permesse e legali. Queste creano frammentazione nella società e possono essere usate per intimidire le persone. Le società occidentali sono fondamentalmente individualiste. Questa roba è politica... e non mi piace. È roba da fascismo... anzi, è proprio fascismo islamico. #fascismo #islam #immigrazione
Emrah Erken 🔥🎺@AtticusJazz

Es sind politisch motivierte Machtdemonstrationen, die oft sehr bewusst vor symbolträchtigen Orten erfolgen. London, Bern, New York und Berlin

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SammyKattan 🇦🇹🇮🇶🇮🇱
What hardly anyone knows "Saddam bombs Israel" What happened? During the Gulf War Saddam launched 39 Scud ballistic missiles into Israel. He immediately killed 2 Israeli civilians. Between 11 - 74 Israeli civilians later lost their lives as a result of Saddam's bombing attacks. 1K Israelis were injured. He targeted Israeli cities like Tel Aviv, Haifa & Ramat Gan. Ramat Gan Ramat Gan has a large Iraqi Jewish population. He couldn't leave the Jews in Iraq alone. Even when they are no longer in Iraq, he continues to harass them. Why did Saddam attack Israel? The answer is clear. He wanted to destroy the Gulf War coalition. Egypt, Saudi Arabia,UAE,Qatar, Morocco, Bahrain & Assad's Syria were part of the gulf war coaltion. These countries supported the USA & Kuwait against Saddam but would switch sides if war broke out between Iraq & Israel. That is why George H. W. Bush asked Israel not to retaliate. Operation Bramble Bush In 1992 Prime Minister Yitzhak Shamir wanted to assassinate Saddam Hussein at his uncle's funeral. The Plan was cancelled following a training disaster in which 5 Israeli soldiers. The plan was revealed by the newspaper *Yedioth Ahronoth* in 2003, after Saddam had been captured.
SammyKattan 🇦🇹🇮🇶🇮🇱 tweet media
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Salomo שלמה 𓉱🇮🇱🇦🇹
Vor wenigen Jahren hat noch der Sender Arte (Franzözischer Sender der auch auf Deutsch sendet) beide Seiten gezeigt und auf Antisemitismus aufmerksam gemacht. Heute sendet Arte Pallywood Propaganda, verteufelt Israel und spricht von "Kindermördern". Zusätzlich belaufen sich die Arte "Dokumentationen" auf links-grüne und marxistische Narrative, "Klimawandel" und Kommunismus. Anstatt die Menschen in die Irre zu führen, sollte sich Arte in "Kommunistische Partei Frankreichs", "Qatar Foundation", "Rot-Grüne Allianz" oder Klima-Kleber TV nennen.
Salomo שלמה 𓉱🇮🇱🇦🇹 tweet mediaSalomo שלמה 𓉱🇮🇱🇦🇹 tweet media
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Sono Io
Sono Io@SonSempreSoloIo·
@oceanswon ..."FF OO per una sicurezza SENZA REPRESSIONE...".
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Shadmehr
Shadmehr@oceanswon·
Sono d'accordo con @AtticusJazz. Per riuscire a radicarsi nelle società occidentali, i Fratelli Musulmani hanno bisogno di passare dai "gatekeeper": chi può offrire loro legittimazione, copertura morale e sostegno mediatico. Questa legittimazione arriva spesso dalla sinistra woke, che si appoggia al solito schema del "buon selvaggio" e dell'"oppresso per colpa nostra". Il colonialismo è finito da tempo. Ma il terzomondismo, come schema interpretativo, continua a dominare. #islam #woke
Emrah Erken 🔥🎺@AtticusJazz

Ich kann es nicht genug oft wiederholen. Nicht etwa der Islam - ja nicht einmal der Islamismus - ist die grösste Gefahr für den Westen, sondern Wokeness, im Besonderen die postkoloniale Ideologie, mit der die Jugend indoktriniert wird. Selbst wenn ihr glaubt, dass ich mich irre und meint, der Islam resp. der Islamismus sei gefährlicher: Sofern diese Ideologien den Westen tatsächlich bedrohen, hat dies unmittelbar mit dem toxischen Postkolonialismus zu tun.

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