Orfini@orfini
Quello che mi è accaduto oggi alla Camera è semplicemente allucinante.
Alle 10 di questa mattina sono andato nella sede della giunta per le autorizzazioni a procedere, della quale sono membro.
L'ho fatto perché avrei dovuto visionare le ormai celeberrime chat tra Delmastro e Caroccia, ovviamente nel rispetto di tutte le procedure necessarie a garanzia della riservatezza (non si possono fotografare, non si possono copiare, si viene controllati a vista dai funzionari della Camera).
Il cd contenente le chat è stato inviato dalla procura di Roma al presidente della Camera, Fontana.
Il quale lo ha inviato alla giunta perché lo valutasse.
Quindi nel pieno rispetto del regolamento, delle mie prerogative parlamentari e delle comunicazioni ufficiali che avevo ricevuto, stamattina mi sono presentato lì per fare il mio lavoro.
Io ed altri colleghi di opposizione siamo stati ricevuti da imbarazzati funzionari della Camera che ci hanno negato la consultazione delle chat.
Alla mia domanda su chi li autorizzasse a negarcele, dato che il presidente della giunta era lì con noi e chiedeva anche lui di consultarle, hanno risposto che l'indicazione veniva dal Presidente della Camera.
Ho chiesto se questa comunicazione gli fosse stata data in forma scritta e mi hanno risposto di no.
A quel punto ho cortesemente spiegato che non mi sarei mosso da lì fino a quando non mi fosse stato consentito di visionare le chat o non avessi letto un atto del presidente Fontana che spiegava perché quel mio diritto fosse negato.
Dopo due ore è arrivata una imbarazzante comunicazione di Fontana che spiegava che per sua decisione le chat erano inaccessibili.
Chat che lui stesso ci aveva mandato perché le visionassimo.
La motivazione formale è che ha chiesto la convocazione di una giunta per il regolamento per capire se le possiamo visionare. In quella giunta ovviamente la destra deciderà a maggioranza di non farcele vedere.
Tutto questo è gravissimo e non ha alcun precedente nella storia della Camera.
La presidenza in violazione di ogni regolamento e ogni prassi parlamentare, con un evidente abuso di potere, decide di cedere alle pressioni della maggioranza pur di impedire che le chat tra Delmastro e Caroccia vengano visionate dai membri della giunta. Non diffuse, non divulgate ma visionate con obbligo di riservatezza da pochi parlamentari.
Decisione che è una chiara e ingiustificata violazione delle prerogative parlamentari dei componenti della giunta.
Nel mentre Delmastro annuncia di averle mandate lui in procura perché non avrebbe nulla da nascondere.
Peccato che la procura non le possa utilizzare senza l'autorizzazione del Parlamento. E che alla concessione dell'autorizzazione il partito di Delmastro e tutta la maggioranza si oppongono.
Se Delmastro non ha nulla da nascondere, eviti queste pagliacciate e chieda alla sua maggioranza di concedere alla procura l'uso delle chat.
Se la Meloni, di cui Delmastro era avvocato, davvero ha a cuore la legalità chieda alla sua maggioranza di consentire l'uso delle chat.
Chat che servono per una inchiesta collegata a fatti di mafia.
Anzi, che sono indispensabili per quell'inchiesta.
Per quanto riguarda il presidente della Camera, oggi ha consentito la violazione dell'autonomia e della dignità dell'istituzione che presiede.
Ha creato un precedente gravissimo e pericoloso.
Ha messo la firma su una pagina orribile della storia repubblicana.
E poi parlano di legalità.