Luigi Marattin@marattin
Se negli Anni 90 qualcuno dei (allora due) network televisivi avesse riproposto una serie televisiva di 30 anni prima sarebbe stato subissato di pernacchie.
Perché allora, in quei magici Anni 90, tutto sembrava possibile.
Erano finiti 45 anni di Guerra Fredda e di terrore di guerra nucleare, le dittature comuniste erano crollate sotto la domanda di libertà e democrazia di milioni di persone, quando qualche regime violava i diritti umani (l’Iraq in Kuwait, la Serbia in Kosovo) tutta la comunità internazionale interveniva compatta. E succedeva persino che i criminali di guerra li prendevamo e li processavamo davanti al mondo libero.
E poi l’innovazione tecnologica, la musica migliore del Novecento, il campionato di calcio più bello del mondo dove facevano a gara a venire i più grandi talenti della Storia, la nazionale di calcio più forte del mondo. Persino la politica sembrava essersi rinnovata e alla vigilia di una grande stagione di benessere.
Per noi over 40 di oggi, poi, erano gli anni dell’adolescenza. I primi amori, le prime emozioni, le amicizie e i ricordi che durano tutta la vita.
Da allora però tutto è andato peggiorando. Basti pensare che il reddito pro-capite degli italiani, in termini reali, è più o meno lo stesso di quegli anni. Da allora, siamo il paese al mondo che è stato capace di crescere di meno.
Il rinnovamento della politica era una finzione, e la qualità della classe dirigente del paese è colata a picco; il processo di riforme non è mai partito, abbiamo smesso pure di fare figli, non ci siamo qualificati in 3 mondiali di fila e gli stadi - quando va bene - sono gli stessi fatti durante Italia 90.
E il senso di euforia e di speranza che si leggeva negli occhi delle persone in quegli anni ha lasciato il posto a sguardi pieni di rassegnazione, stanchezza, sfiducia, apatia, odio.
Ecco perché all’annuncio che, da domani, un network televisivo ritrasmetterà le puntate di una storica serie tv degli Anni 90, nessuno ha fatto le pernacchie.
Ma tutti ci stiamo mettendo in fila per rivederla.
Perché, come profeticamente scriveva J Ax proprio in quegli anni immaginano il mondo di oggi, abbiamo tutti “tanta nostalgia degli Anni Novanta”.