Stefano Morandi
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Stefano Morandi
@SteMorandi1990
Dalle terre collinari del centro-nord 🏴. Contro Statolatria ed Eurolatria. Federalismo. Segretario Lega. A/simmetrie. La Brianzetta della Liretta.

Il personale è politico! Pensavate fosse il momento degli ideali? Ahimè no! È, molto più prosaicamente, il momento del sangue e della merda (cit. Rino Formica). C’è un motivo molto semplice alla base dell’improvviso desiderio di purezza ideale che coglie molti eletti, spingendoli ad abbandonare un partito che secondo loro “avrebbe tradito”: è la paura di non essere rieletti (o la frustrazione per non aver ricevuto compensazioni a fronte di una mancata ricandidatura o rielezione). Non dico nulla di nuovo, nulla che non sia reperibile nelle pieghe degli organi di stampa, nulla che gli addetti ai lavori non sappiano e i non addetti non possano sapere. A mio avviso i sondaggi non andrebbero letti, ma, se li prendiamo come ipotesi di lavoro, quello che dicono a un partito come il nostro è che metà dei parlamentari non rientrerà in Parlamento (e uno potrei essere tranquillamente io, peraltro). A questo punto, giocarsela passando con un movimento che è sulla cresta dell’onda per merito del suo leader, ma soprattutto di chi da sinistra gli sta facendo pubblicità, è una scommessa che si può essere tentati di giocare. Meglio capolista col 4%, soprattutto in una regione grande, che riempilista con l’8%. È una mera questione di numeri, certamente non c’entrano gli ideali, e forse non c’entra neanche la morale. Un ragionamento simile, come fa notare oggi Daniele Capezzone, può essere fatto anche da persone dabbene (ricordiamoci tuttavia che esiste anche la dabbenaggine). Fatto sta che, se volete evitare delusioni, esorterei a evitare ragionamenti del tipo: “Non fa niente se è un voltagabbana, l’importante è che sappia e dica qual è la battaglia da combattere!” Ecco, da questa linea di pensiero, dall’idea che l’importante è l’obiettivo, o meglio: il proclamare l’obiettivo, e che se si proclama l’obiettivo giusto si può prescindere da onore e lealtà, mi permetto sommessamente di dissentire. Il fatto è che quando entri in politica capisci innanzitutto che le idee camminano sulle gambe delle persone, e poi che di verità in competizione ce ne sono tante, e quello che porta ad affermare l’una sulle altre è in definitiva la qualità delle persone. Ora, visto che abbiamo tutti adottato un lessico marziale, vi chiedo di fare una semplice riflessione: vi fidereste di un soldato che va a combattere solo se sa di vincere la battaglia? È utile un soldato di questo tipo? La risposta la sapete bene, ed è inutile che ve lo dica io. I “puri e duri”, vi ricorda oggi Capezzone, sono soldati di questo tipo: non truppe scelte, disposte a immolarsi e capaci di farlo, ma bocche da sfamare… Peraltro, l’idea che “purché dica la cosa giusta“ il tale o il tal altro personaggio possano anche permettersi di comportarsi in modo discutibile è fallata intrinsecamente. Se sono riuscito a rendere credibile e a diffondere nel vasto pubblico la critica all’unione monetaria è innanzitutto perché mi sono scrupolosamente tolto di torno quelli che “la cosa giusta“ la dicevano in modo sbagliato. In molti mi avete criticato per aver tenuto lontano dal mio blog e dalla mia community certi personaggi (fra cui alcuni recenti trasformisti), per aver fin dal 2012 sbattuto la porta in faccia ai grillini, per essere stato sempre molto esigente nel richiedere qualità scientifica e umana alle persone che mi accompagnavano nel mio lavoro di divulgazione. Ma io so di aver fatto la cosa giusta, perché il rischio era quello di essere screditati. Un rischio che con l’esposizione politica è ovviamente aumentato, non diminuito. E quindi? E quindi la disciplina e l’onore sono importanti. Quelli di voi che trascureranno questo dettaglio, e per la soddisfazione narcisistica di aver votato “quello che dice le cose giuste“ si affideranno a una classe politica di risulta, saranno delusi e avranno aiutato il PD. Va bene tutto: basta solo che poi non veniate qui sul mio blog a piagnucolare, dicendomi che avevo ragione, come avete fatto quando siete stati delusi dai grillini.


QED 116: Rinaldi Solo su #goofynomics Questa roba che non si capisce se sia calciomercato o cronaca rosa, non mi appassiona. Devo scrivere il verbale della riunione del 25 Maggio (e mi vergogno come un verme del ritardo, ma la famiglia, nell'ultima settimana, mi ha assorbito per motivi poco piacevoli, per fortuna risolti nel migliore dei modi) e stasera, nella splendida cornice della Curt del Selè, della BrioscoFesta 2026 ho il primo incontro con il referente di Forza Italia. Tra un anno si vota: non ho tempo per queste cazzate. Tutti i link nel primo commento




É molto difficile far capire che l’energia a prezzi zero o negativi non é un successo, è un fallimento del sistema. Un fallimento che paghiamo tutti, da qualche altra parte. É lo stesso trabocchetto del “graduidamende”, in cui casca solo chi vuole cascarci.









This is wild. While most countries have enjoyed decent growth in real wages, Italy and Spain have seen none for three decades. Maybe the introduction of the euro there wasn’t the best idea? Pressure on wages is the only avenue left when one cannot devalue the currency anymore.








