Chris B.
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Chris B.
@2Chborg
Presente, imperfetta, passata Q.B. Nata sotto un cavolo
Roma Katılım Aralık 2014
1.6K Takip Edilen1.4K Takipçiler

@Fulvia86688325 Se ho sbagliato, rimedio : Italiani e nello specifico Romani. 🙃
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@blusewillis2 Sta dicendo “datti una calmata”
(quelli sono fiori di camomilla)
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@Frenkie_Woody Un ristretto, ma pericoloso manipolo dei suoi abitanti.
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@VolpeReal @LoPsihologo 1- non ho più la forza di viaggiare 😞
3- non ho un gatto (anche se mi piacerebbe) 🐱
2- mi resta il cibo gratuito… va benissimo ! 😋
Dove si firma ?
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«Io non pago per le donne», ha scritto un uomo di 52 anni.
Mi sono presentata all’appuntamento senza trucco e con le scarpe da ginnastica.
Ci sentivamo da circa due settimane. Giovanni era una di quelle persone rare, educato, diretto, senza giochi mentali. Divorziato, due figli grandi, lavorava nell’edilizia. Aveva ironia, equilibrio, cultura. Quando mi ha chiesto di uscire, ho accettato senza esitazione.
Poi è arrivato quel messaggio, chiaro, quasi tagliente.
“Mettiamo le cose in chiaro: non pago per le donne agli appuntamenti. È un mio principio. Spero non sia un problema.”
Sinceramente, non lo è stato.
Anzi, ho apprezzato la trasparenza. Meglio sapere prima a cosa si va incontro, piuttosto che trovarsi davanti al conto a fare finta di niente.
Gli ho risposto: “Va bene, nessun problema. Ci vediamo sabato.”
Dentro di me è nata un’idea.
Un esperimento semplice. Onesto.
Sabato mattina mi sono svegliata presto. Ho 46 anni e so perfettamente cosa significa “prepararsi” per un appuntamento. Ho aperto l’armadio, preso il vestito giusto. Poi il trucco: fondotinta, correttore, ombretti, mascara, rossetto. Il rituale di sempre.
Lì mi sono fermata. Perché?
Se siamo davvero alla pari… se ognuno paga per sé… se non ci sono ruoli…
perché io devo passare due ore a prepararmi?
Perché devo sembrare impeccabile, mentre Giovanni probabilmente arriverà in jeans e maglietta, pronto in dieci minuti?
Così ho deciso.
Jeans. Maglione grigio. Scarpe comode.
Coda di cavallo.
Niente trucco.
Solo io.
Allo specchio mi sono sentita strana. Non peggio. Solo… diversa. Abituata a vedermi “costruita”, mi sono ritrovata semplicemente normale.
“Vediamo”, pensai.
Al bar, Giovanni era già seduto. Mi ha salutata, sorriso, tutto tranquillo. I primi minuti sono stati piacevoli, naturali. Pensavo quasi di essermi posta troppe domande.
Poi si è fermato, mi ha guardata meglio e ha detto:
“Non ti sei preparata molto per vedermi, vero?”
“Cosa intendi?”
“Nelle foto eri più curata… il vestito, il trucco… Adesso sembri… come se fossi uscita per fare una commissione.”
Ho sorriso. Perché in quel momento ho capito che l’esperimento stava funzionando.
“Giovanni”, gli ho detto con calma, “ti ricordi cosa mi hai scritto sul conto?” Annuiì. “Sì.”
“Tu hai parlato di uguaglianza. Ognuno paga il suo. Nessun ruolo, nessuna aspettativa. Tu sei indipendente, io sono indipendente.”
“Sì… e quindi?”
“Quindi mi sono chiesta: perché l’uguaglianza vale solo per i soldi? Tu sei venuto comodo, senza sforzi particolari. Io ho fatto lo stesso. Non è coerente?”
Rimase in silenzio. Poi provò a spiegarsi.
“Ma sono cose diverse…”
“Perché diverse?” gli ho chiesto.
Parlò di abitudini, di “natura femminile”, del fatto che alle donne piace curarsi.
Lo ascoltai. Poi dissi una cosa semplice:
“Curarsi costa. Tempo, energie, soldi. E spesso viene dato per scontato. Si parla di uguaglianza quando si tratta di pagare, ma si continua ad aspettarsi una donna perfetta… gratis.”
Cercò di difendersi:
“Ma alle donne piace…”
Ho sorriso.
“Sì, mi piace sentirmi bella. Ma mi piace anche essere me stessa. Dormire di più. Non preoccuparmi del trucco. Mettere scarpe comode.”
Mi guardava senza sapere cosa dire.
Abbiamo finito il caffè parlando d’altro. Poi è arrivato il conto. Diviso a metà.
Perfetto.
Ci siamo salutati con educazione.
Non ci siamo più cercati.
No, non me ne pento.
Quell’incontro mi ha insegnato qualcosa.
Viviamo in un tempo in cui tutti parlano di uguaglianza, ma spesso solo dove conviene.
Si vuole una donna indipendente, autonoma, ma anche impeccabile, curata, perfetta.
La vera uguaglianza non è dividere un conto.
È condividere lo stesso impegno, lo stesso rispetto, lo stesso sforzo.
Se non vuoi offrire una cena, va benissimo.
Ma allora non aspettarti che qualcuno investa ore per apparire perfetto per te.
Se siamo uguali… siamo uguali davvero.
Senza doppi standard.
Giovanni voleva l’uguaglianza.
L’ha avuta.Solo che non era quella che immaginava.

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@VGjondrekaj Magari fosse vero ! Lo è ?…e allora facessero qualcosa !
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Un nuovo sondaggio rivela che quasi l'80% degli #americani si vergogna di #Trump. Sei d'accordo?
chiky handler@chiky_handlr
New poll finds almost 80% of Americans are 'Ashamed' of Trump. Do you agree?
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«Non ci sono nazioni! C’è solo l’umanità. E se non arriveremo a capirlo presto, non ci saranno più nazioni, perché non ci sarà più umanità.»
Ricordando Isaac Asimov, morto il #6aprile 1992.

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@aforista_l Anche se per poco, trovarsi lontanissimo da tutto e da tutti è un sogno…
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@DavidePerina Mi chiedo per che sto cominciando ad avere molta paura. Eppure, a pensarci bene, sembra tutto così comico !
Sembra la sceneggiatura di un film demenziale.
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@SocialmenteDiv1 Mi dispiace, hai dovuto rinunciare. Peggio di così non poteva andare !
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@dorinileonardo Da processare e condannare : non ha messo la panna !!!
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