Alessandro Leonardi

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@AleEquilibrium

Analista delle dinamiche del Sistema globale (politiche, socio-demografiche, ambientali, etc.) / @Equilibri_mag + altri media / mail: [email protected]

Katılım Mart 2019
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Alessandro Leonardi
Alessandro Leonardi@AleEquilibrium·
Il periodo fra il 2030 e il 2040 sarà decisivo per l'Italia. Nei prossimi anni si deciderà se la Repubblica sarà in grado di "adattarsi" o se il sistema verrà stravolto nelle fondamenta. Per tali motivi ho scritto questo saggio, cercando non solo di individuare e spiegare 1/5
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Alessandro Leonardi@AleEquilibrium·
profonda visione politica, ferocemente motivata a perseguirla sul lungo termine. Poi in Italia siamo al punto più basso dal 1861, totalmente in balia degli eventi e con una dinamica politica che ci rimanda indietro di secoli, in un certo senso alla crisi del XVII sec. 5/5
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Alessandro Leonardi
Alessandro Leonardi@AleEquilibrium·
americani (alcuni dei quali notevolmente eurofobici, come ha sottolineato da tempo @MacaesBruno). Non credo che tale condizione cambierà a breve. Non solo per i numerosi motivi economici, geopolitici e tecnologici. Ma per un importante fattore: manca una leadership con una 4/5
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Alessandro Leonardi
Alessandro Leonardi@AleEquilibrium·
Dal 2025 le ingerenze degli USA nelle politiche degli Stati europei sono assolutamente manifeste ed esibite senza troppi complimenti. Accadeva anche in passato, fin dal 1945, ma la cosa era tenuta più o meno nascosta da un velo diplomatico e da una serie di liturgie 1/5
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Alessandro Leonardi
Alessandro Leonardi@AleEquilibrium·
@lastoriaeleidee Cmq algoritmo impazzito e Elon Musk tirchio che non investe 2 soldi per sistemarlo. In timeline mi da censura, se clicco sul post torna in chiaro. Ormai capita sovente a caso.
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Alessandro Leonardi
Alessandro Leonardi@AleEquilibrium·
virali (certi Poteri non hanno nemmeno più bisogno di pagare tutti i propagandisti.). Con un ecosistema mediatico del genere, dove gli stessi mass media tradizionali sono i primi a invelenire il dibattito pubblico, è inevitabile un'accelerazione di tutte le crisi in corso. 3/3
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Alessandro Leonardi
Alessandro Leonardi@AleEquilibrium·
accompagnerà fino alle varie elezioni nazionali del 2027 (Italia, Spagna, Francia, Polonia, Grecia, etc.). Su Instagram, FB e Tik Tok girano dei video assurdi (spesso sintesi da pochi minuti), fatti da influencer che si prodigano tanto nel portare avanti le peggiori scemenze 2/3
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Alessandro Leonardi
Alessandro Leonardi@AleEquilibrium·
Se volete delle informazioni dettagliate e ragionate su quello che sta succedendo a Ceuta, seguite @davideravera, che da tempo si occupa nel dettaglio di queste questioni. Per il resto vedo che si è attivata una macchina infernale di propaganda e manipolazione, che ci 1/3
Davide Ravera@davideravera

Per dirla in altro modo: ciò a cui stiamo assistendo è una crisi migratoria, innescata magari da una sentenza del Tribunale Supremo spagnolo sullo sfondo di una profonda crisi sociale del Marocco, o è un meccanismo di politica internazionale (o “geopolitica”) più o meno calcolato da molteplici attori internazionali? Una risposta semplice non esiste. Io credo che si debba evitare di considerare le due letture come discordanti tra loro e trovo probabile che nella realtà ci siano molti elementi appartenenti a ognuna delle due diverse letture. Non cadere nel gioco binario di aderire a una sola lettura, gettando l’altra a mare, è fondamentale per mantenere la capacità di un’analisi non emotiva né ideologizzata, il più possibile in grado di leggere, con grande pazienza, tra le infinite pieghe di questa storia. 📍Venerdì 31, il presidente del governo centrale Pedro Sánchez è atterrato a Ceuta dove ha parlato di un attacco all’integrità territoriale spagnola, assolvendo però il Marocco a dispetto delle inconfutabili evidenze. 🔺Per i meno avvezzi, la cosiddetta “Marcia Verde” iniziata il 6 novembre 1975 fu l’evento che segnò l’inizio della colonizzazione marocchina del Sahara Occidentale, imponendo la presenza di Rabat e forzando la partenza della Spagna colonizzatrice la quale era politicamente nel caos dell’agonia e imminente morte di Francisco Franco dopo quasi 40 anni di dittatura e apatia politica. Nei giorni successivi all’invasione di centinaia di migliaia di civili e coloni appoggiati da decine di migliaia di militari, la Spagna siglò con Marocco e Mauritania il tristemente famoso Accordo Tripartitico di Madrid, del 14 novembre 1975, con cui la potenza coloniale cedeva praticamente la provincia del Sahara Occidentale a Marocco e Mauritania, conservando alcuni privilegi. Francisco Franco morì meno di una settimana dopo. La Mauritania perse gradualmente interesse nell’occupazione ed ebbe a soffrire la risposta militare del Fronte di Liberazione Saharawi, il Polisario, formatosi durante la fase finale della colonizzazione spagnola. Le due parti firmarono infine la pace ad Algeri, nell’estate del 1979, mentre l’Accordo di Madrid tra Nouakchott, Rabat e il franchismo fu annullato ed è ritenuto non valido ai fini del diritto internazionale. Con il tempo, il Marocco si è allargato sempre di più in Sahara Occidentale, fortificando il deserto con interminabili muri di sabbia detti “Berm” e finendo per controllare almeno tre quarti del territorio e praticamente la totalità delle risorse economiche. Nel 1991, con la fine della Guerra Fredda fu siglato un cessate il fuoco ma dall’autunno del 2020, anche se a bassa intensità, si combatte di nuovo. Gli Stati Uniti e Israele sono gli unici Stati al mondo a riconoscere al Marocco la piena sovranità sui territori occupati e anche sul resto del Western Sahara: il presidente USA, Donald Trump, ha annunciato pochi giorni fa che il re Mohammed VI gli intitolerà un importante asse viario che collega Tiznit, in Marocco, a Dajla/Dakhla (già Villa Cisneros) nel Sahara Occidentale occupato: la “Donald J. Trump Highway”.

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Davide Ravera
Davide Ravera@davideravera·
🔔 REPOST: un anno di thread su Ceuta, Melilla e altro. Ideale per chi parte da zero, come la maggior parte del pubblico italiano.
Davide Ravera@davideravera

🔴⚡️Relazioni #Spagna-#Marocco | Si riaccende l’alterco latente sulle exclave spagnole di Ceuta e Melilla e Mohamed VI torna ad imporre la sua regola: dopo anni di promesse a vuoto, verso la fine di giugno il Marocco aveva finalmente riaperto la dogana commerciale di Melilla e aperto quella di Ceuta ma l’incanto è durato solo il tempo necessario al passaggio di pochi camion, peraltro soprattutto dal Marocco alla Spagna e non viceversa. Va ricordato che la normalizzazione alle due frontiere, da parte del Marocco, rientrava nel baratto tra il re e Pedro Sánchez in cambio dell’adesione di questi al piano marocchino di annessione del Sahara Occidentale occupato, al posto del referendum per l’autodeterminazione richiesto dalle Nazioni Unite e sabotato per decenni dal Makhzen. La riapertura di Melilla e l’apertura di Ceuta significavano infatti l’implicito e fattuale riconoscimento, da parte di Rabat, della sovranità di Madrid sulle due Città autonome confinanti con il Marocco, le quali - anche se a corrente alternata e senza alcuna base giuridica - sono state per lungo tempo reclamate dal regno alawide. È però successo che per indispettire Sánchez, nella prima settimana di luglio i Popolari hanno invitato al loro congresso il rappresentante in Spagna del Fronte Polisario facendo imbestialire Rabat che, oltre a scrivere ai responsabili di calle Génova “chiedendo cose”, ha chiuso le tanto sospirate dogane in maniera improvvisa, pochi giorni dopo la riapertura e senza nemmeno avvertire le autorità locali che sono peraltro proprio del Partito Popolare. Inoltre, la riapertura delle frontiere ha fatto riprendere alla grande le attività di una specie di comitato per la “liberazione di Ceuta e Melilla”, guidato da un ex-senatore ed ex-sindaco di Beni Ensar, un certo Yahya Yahya, che è molto arrabbiato con il PP e ha appena passato due notti all’addiaccio con l’intenzione di occupare simbolicamente, insieme a un centinaio di uomini, l’isolotto spagnolo di Perejil, disabitato e situato a pochi metri dalla costa marocchina all’imbocco orientale dello stretto di Gibilterra. L’isolotto di Perejil, reclamato dal Marocco e dallo status effettivamente un po’ più confuso di quello di Ceuta e Melilla, fu recentemente occupato da militari marocchini nell’estate del 2002, pochi anni dopo l’ascesa al trono di Mohamed VI. La Spagna mise immediatamente in campo un importante dispositivo militare e diplomatico e la questione si risolse in pochi giorni con il ritiro dei soldati di Rabat e la promessa, da parte di Madrid, di non collocare sul grosso scoglio alcun simbolo della sovranità spagnola.

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Alessandro Leonardi
Alessandro Leonardi@AleEquilibrium·
progressiva perdita di cultura generale, così come l'incapacità a ragionare su sistemi complessi e sfaccettati, ora rappresentano una palese minaccia per la tenuta sociale, economica e politica delle nostre società avanzate. Le quali, a quanto pare, non sono così "avanzate". 3/3
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Alessandro Leonardi
Alessandro Leonardi@AleEquilibrium·
comprende dai discorsi che fanno, dalle proposte lavorative che mettono in campo, dai piani di breve/medio termine che esibiscono per il proprio settore o dal fatto che trattano il problema come un trend di secondo piano, che prima o poi scomparirà magicamente. La 2/3
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Alessandro Leonardi
Alessandro Leonardi@AleEquilibrium·
A proposito di temperature estreme e la fede nello status quo... Dovrebbe dare seriamente da pensare che una marea di professionisti, in ambiti non attinenti alla climatologia e questioni ambientali, abbiano una così scarsa comprensione della crisi climatica in corso. Lo si 1/3
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Alessandro Leonardi
Alessandro Leonardi@AleEquilibrium·
@Anders967 In sintesi: la dirigente dell'INPS dipinge una realtà che non esiste. Non sono temi al centro dell'agenda politica dei governi e le misure adottate fino ad ora sono largamente insufficienti e/o inutili. Infatti il tasso di fecondità continua a calare e la crisi peggiora da anni.
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Alessandro Leonardi
Alessandro Leonardi@AleEquilibrium·
Sono sincero... non ho nessuna voglia di commentare queste dichiarazioni "orwelliane". La mia generazione e quelle più giovani sono già state sistematicamente umiliate... Da "Il sole 24 ore": Denatalità, il 62% degli italiani rinuncia ai figli per difficoltà economiche e sociali
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Alessandro Leonardi
Alessandro Leonardi@AleEquilibrium·
esperti & politici deridono il richiamo alla diplomazia dei pacifisti o altri pensatori. Ma costoro credono davvero che le armi in produzione rimarranno tutte ad ammuffire nei depositi? O che nessuno userà di nuovo le armi nucleari? Occhio ai novelli "apprendisti stregoni".. 8/8
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Alessandro Leonardi
Alessandro Leonardi@AleEquilibrium·
in qualche modo gestiremo il tutto al meglio. Ma più il contesto diventerà instabile, più sarà probabile l'incrocio di errori e reazioni a catena in grado di far implodere malamente un Sistema globale, in mezzo a guerre, guerricciole e distopie cyberpunk. Ciclicamente certi 7/8
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Alessandro Leonardi
Alessandro Leonardi@AleEquilibrium·
Prima o poi tutte queste guerre e attriti fra le varie Potenze sfuggiranno di mano, innescando una colossale reazione a catena... Dico questo per sottolineare che il generalizzato riarmo in corso su scala planetaria è un segnale estremamente pericoloso 1/8 Mappa via @MenchOsint
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