Alessandro Tancredi
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Watch this carefully. Very important.










Questo signore si chiama Zoltan Kovacs ed è segretario di Stato ungherese e portavoce del primo ministro Orban. Tale signore, in preda a un’evidente frustrazione, si esprime in questi termini nei confronti di una cittadina italiana ed europea, di una deputata del Parlamento Europeo. In un vero Stato di diritto, nessuno può essere dichiarato colpevole prima di un verdetto della magistratura. Ma in Ungheria, come ampiamente dimostrato, questo principio elementare appare del tutto estraneo al governo. C’è però qualcosa di ancora più inquietante: nella democrazia illiberale di Orban, gli oppositori politici non devono avere diritto di parola. Secondo il signor Kovacs, infatti, io non dovrei poter parlare in televisione ma stare in prigione. Ancora. Lì dove ho già trascorso, da innocente, 15 mesi in via cautelare. Rinchiusa e trattata come un animale. Gli oppositori politici devono essere ridotti al silenzio, con la forza o, quando non è possibile esercitarla, con la minaccia. Ogni volta che prendo parola, in Parlamento o sui media, vengo attaccata sistematicamente da esponenti del governo ungherese o dai loro alleati di estrema destra, che non si limitano agli insulti, ma arrivano a invocare per me una pena esemplare. Nonostante queste continue pressioni, continuerò a testa alta a difendere gli ideali in cui credo. Oltre agli antifascisti, auspico che tutta l’#Europa democratica comprenda la gravità di ciò che sta accadendo in #Ungheria, un paese ormai in piena deriva autoritaria. Un pericolo per tutti noi.
