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La vita è una malattia ereditaria mortale che si trasmette per via sessuale. (Gino Patroni)
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Secondo Forbes Russia, l'autorità russa preposta alla censura di Internet sta esaurendo le risorse nel tentativo di bloccare Telegram, revocando in modo casuale i divieti di accesso a servizi come WhatsApp e YouTube.
Kevin Rothrock@MrKevinRothrock
Forbes Russia says Russia's Internet censor is running out of resources in its attempt to block Telegram, randomly lifting Russia's bans on access to services like WhatsApp and YouTube. The "technical counter‑threat tools" installed at telecoms just ain't enough. forbes.ru/tekhnologii/55…
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❄️ Freddo in arrivo dai Balcani: ecco cosa sta per cambiare sull’Italia.
Mentre al Sud persiste il maltempo provocato dalla circolazione ciclonica a largo delle coste libiche, aria più fredda inizierà ad affluire dal pomeriggio sulle regioni centro-settentrionali, soprattutto lungo le zone adriatiche.
Tra pomeriggio e serata di oggi:
- Rovesci e locali temporali sul Lazio centro-meridionale.
Tra tarda serata e notte:
- Prime precipitazioni su Marche meridionali, Abruzzo, Molise e Gargano.
Domani mattina instabilità moderata anche al Nord Italia:
- Zone occidentali del Nord-Ovest
- Emilia-Romagna
- Veneto
- Settori orientali del Friuli
🌨️ Neve:
- 800-900 mt sulle Alpi occidentali piemontesi
- Fino a 600 mt sull’Appennino romagnolo (confine Marche-Toscana)
- Maltempo anche su Marche, Abruzzo, Molise e Gargano, con neve oltre 800 m.
Nel pomeriggio di domani migliora gradualmente al Nord, ma con nevicate oltre 800 mt sull’Appennino emiliano-romagnolo.
Instabilità pomeridiana anche su:
- Marche, Abruzzo e Molise
- Zone interne di Campania e Puglia
- Basilicata
Neve pomeriggio di domani:
- 800-900 mt su Marche e Abruzzo
- 1000-1100 mt su Molise, Campania, Monti Dauni e Basilicata
- Sila oltre 1100 mt
⚠️ Situazione più intensa, a livello di piogge, sulla Sicilia settentrionale e orientale. Possibili 120-150 mm di pioggia in 24 ore sulle province di Catania e Messina, con neve sull’Etna oltre 1500 mt.
Vedremo nelle prossime ore come evolverà questa irruzione fredda. E voi siete, Team inverno o team primavera?

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❄️ Due Americhe completamente diverse in questo momento.
Nel Michigan è ancora pieno inverno, con una nuova ondata di gelo e forti nevicate in corso proprio in queste ore.
In diversi stati del centro-est degli USA le temperature stanno scendendo fino a 15°C sotto la media del periodo, e nelle prossime ore l’aria fredda raggiungerà anche la East Coast.
All’estremo opposto, negli stati sud-occidentali si registrano valori 10–12°C sopra la media, con temperature quasi estive.
Un contrasto meteo davvero notevole negli Stati Uniti.
Guardate il video della nevicata.
🎥 Credit: Robert Ray
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Chivu che su Dumfries chiede il fallo di piede, Stramaccioni di mano, Marelli che non vede falli e poi (su Frattesi) dice che "non c'è calcio sulla gamba" (!). Benvenuti nel meraviglioso mondo della Serie A by DAZN
I cinque minuti finali di Inter-Atalanta 1-1 sono stati la rappresentazione plastica della miseria e della tristezza - a ogni livello - del calcio italiano: ultima puntata di una tragicommedia in cui non si salva nessuno, dal pollo Dumfries al sempre più confuso Chivu, da Manganiello alla premiata ditta Gariglio & Chiffi, da Stramaccioni (il Marocchi interista delle telecronache) all'esperto arbitrale Marelli. Qui, parola per parola, il racconto stenografato dei 5 minuti di follia che hanno coperto di ridicolo il nostro movimento
La commedia, anzi la tragicommedia dei cinque minuti che in Inter-Atalanta 1-1 sono intercorsi tra il gol del pareggio di Krstovic (segnato al minuto 81’45” e vibratamene contestato dall’Inter) e la ripresa del gioco dopo il mancato rigore per lo scontro in area tra Scalvini e Frattesi (minuto 86’01”) che ha scatenato nuove e veementi proteste dei nerazzurri, è stata il Manifesto di cos’è oggi il calcio italiano, di cos’è il calcio italiano raccontato in tv e di come la situazione sia grave e - la buonanima di Flaiano mi perdonerà - seria: anzi serissima.
Personaggi in ordine di apparizione
Denzel Dumfries (giocatore Inter)
Kamaldeen Sulemana (giocatore Atalanta)
Nicola Krstovic (giocatore Atalanta)
Gianluca Manganiello (arbitro in campo)
Matteo Gariglio (arbitro VAR)
Daniele Chiffi (arbitro AVAR)
Andrea Marinozzi (telecronista DAZN)
Andrea Stramaccioni (opinionista DAZN)
Luca Marelli (esperto arbitrale DAZN)
Davide Bernardi (bordocampista DAZN)
Cristian Chivu (allenatore Inter)
Sforzandomi di reincarnarmi, o meglio di trasfigurarmi in un programma basato su intelligenza artificiale e sviluppato da OpenAI, a partita conclusa e a polemiche in pieno infuriare mi sono attestato davanti al mio Mac e disfacendomi di ogni sentimento tipico dell’essere umano e cercando di essere solo puro pensiero robotizzato, nel modo più asettico possibile mi sono imposto di rivedere, riascoltare e rivivere non una, non due ma ben tre volte i cinque minuti di fuoco dell’ultimo Far West targato Serie A, il campionato che non per niente da fine secolo ho ribattezzato il campionato col verme (solo che adesso i vermi si sono moltiplicati). Ho analizzato e rianalizzato quei cinque minuti di rabbia, furore e follia annotando, anzi stenografando i commenti rilasciati in diretta dal telecronista, dalla seconda voce, dal bordocampista e dall’esperto arbitrale di DAZN.
Dopodiché, facendo finta di essere anche ChatGPT mi sono chiesto: qual è il tuo pensiero sui due episodi oggetto di contestazione avvenuti in campo e nei resoconti fatti dai commentatori della piattaforma detentrice dei diritti? Ho schiacciato il tasto Invio e il testo che ne è scaturito in risposta è questo...
P.S. L'articolo continua sul mio account “Palla Avvelenata” su Substack paoloziliani.substack.com
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Un ringraziamento ai miei abbonati e ai miei lettori free: sono al 96° posto fra i migliori account sportivi di Substack al mondo (unico italiano)
A due anni dallo sbarco su questa piattaforma social che oltre alla civiltà e all'educazione che la contraddistinguono consente approfondimenti giornalistici impossibili da svolgere in altri territori selvaggi dove la primitività detta legge, è per me un vero motivo di soddisfazione ritrovarmi nella classifica dei migliori 100 account sportivi di Substack al mondo: grazie quindi a tutti coloro che mi hanno aiutato a percorrere la strada dell'informazione libera
Sono su Substack da due anni e mezzo e oggi mi ritrovo al 96° posto, unico italiano, tra i migliori account sportivi del mondo presenti su questa (davvero bellissima, accogliente e civile) piattaforma social. Di questo piccolo-grande risultato ringrazio di cuore tutti i miei abbonati e anche i miei lettori free occasionali che hanno dimostrato di gradire e apprezzare, anche tangibilmente, il mio non sempre facile lavoro d’informazione libera.
P.S. Se ancora non conosci il mio account "Palla Avvelenata" vieni a dargli un'occhiata e considera la possibilità di abbonarti. Con 6 euro al mese o 60 all'anno mi sosterrai nel mio lavoro di giornalismo-verità e avrai ogni giorno una buona lettura e un'informazione libera che nessuno ti dà, anzi che spesso ti viene nascosta




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No, Presidente. Non è proprio vero che i giudici bloccano le riforme come ha detto ieri a Milano.
Glielo hanno detto tutti e in ogni lingua possibile che questo è tecnicamente falso.
Gliel’hanno detto in primis i giudici europei (o vogliamo accusare anche loro di essere comunisti?).
Sui centri in Albania, ad esempio, questi le hanno detto una cosa oserei dire banale: la politica ha la facoltà di considerare un dato Paese come “sicuro” o meno, ma solo se la scelta è sottoposta a controllo giurisdizionale effettivo. Ossia se i giudici possono controllare. Il motivo è che se manca questa parte, si chiama dittatura. Se si toglie al potere giudiziario la facoltà di controllare viene meno lo stato di diritto. E lei contesta proprio questo: il controllo, la vigilanza. Ci si deve fidare, punto e basta.
O ancora la vicenda ponte sullo stretto di Messina: è giusto un progettino da 14 miliardi di euro e centinaia di migliaia di tonnellate di acciaio e cemento in una zona sismica e a pesante infiltrazione mafiosa. La Corte dei Conti ha semplicemente detto che il progetto aveva enormi lacune e una certa opacità sulla chiarezza di costi, coperture e rischi per la finanza pubblica, dubbi sull’impatto ambientale rispetto alle normative UE e, altra cosettina, qualche minuscolo dubbio sul non fare gara d’appalto dopo vent’anni dalla prima aggiudicazione (d’altronde per qualche miliardo che ci mettiamo a fare i formali con gare d’appalto? Assurdo).
Il tema non è che i giudici bloccano le riforme.
Il tema è che se le cose si fanno bene, senza presentare assurdità, strappi e deliri come – ci ritorno – pretendere di non fare una nuova gara d’appalto per miliardi perché vent’anni prima era stata già vinta (e si sono presi 300 milioni per progetti, eh: non gli è andata male), non nascono problemi.
Il resto, sinceramente, è davvero propaganda.

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"Vuoi Tonali che costa 70 milioni? Prima devi vendere giocatori per 70 milioni". L'UEFA sta per mettere le manette ai polsi della Juventus ma i media si guardano bene dal raccontarlo ai lettori
Com'è successo l'estate scorsa a Chelsea e Barcellona, autori della stessa infrazione al FPF contestato alla Juve (ma lo sgarro di Madama, recidiva, è più grave), sul prossimo mercato il club bianconero si presenterà con le mani legate: se vorrà acquistare un giocatore dal prezzo X e dallo stipendio Y dovrà prima cedere giocatori al prezzo X e dallo stipendio Y. E a meno di vendere Yildiz e Bremer, racimolare soldi con le bufale di Giuntoli e Comolli diventa un'impresa disperata
PREMESSA
La Juventus sembra intenzionata a prolungare a cifre d’ingaggio sostanziose il contratto quinquennale in scadenza con Vlahovic: Dusan che gioca nella Juventus da cinque stagioni, le ultime cinque stagioni deludenti che ricordiamo.
La Juventus ha da poco rinnovato il contratto di Yildiz che ora è il giocatore juventino più pagato: Kenan che gioca nella Juventus da quattro stagioni, quelle dei flop dell’ultimo Allegri, Motta, Tudor e Spalletti.
La Juventus ha da poco rinnovato, raddoppiandogli lo stipendio, il contratto di McKennie: l’americano che gioca nella Juventus da sei stagioni, tutte chiuse senza scudetto.
La Juventus è in dirittura d’arrivo per prolungare il contratto all’allenatore Spalletti: il tecnico di Certaldo che come i predecessori Tudor, Motta, Allegri e Pirlo sta per chiudere la sesta stagione juventina senza aver lottato per il titolo.
In pratica, la Juventus sta mettendo mano al portafogli per trattenere tesserati che ha in organico da anni e rimanere quindi la stessa modesta squadra degli ultimi uno-due-tre anni.
SVOLGIMENTO
Il mio articolo di ieri, intitolato “Miracolo a Torino: dopo avere favoleggiato di “shopping scudetto Juve” al mercato di gennaio (euro spesi: zero), Tuttosport ritorna in sè e si accorge che i conti di Madama sono un buco nero”, pubblicato su Substack e su X, a giudicare da reazioni e commenti ha creato un certo scompiglio. Mentre il tam tam di giornali e tv sulle “magnifiche sorti e progressive” del prossimo mercato juventino impazza senza sosta titillando i tifosi con rumors e indiscrezioni su imminenti e costosi acquisti come quelli di Tonali, Osimhen, Alisson e via elencando, mi ero permesso di ricordare, col mio pezzo, che la Juventus non solo sta per essere sanzionata dall’UEFA per il mancato rispetto delle regole del Fair Play Finanziario, e andrà quindi incontro a limitazioni e restrizioni che le legheranno mani e piedi in sede di mercato, ma per una lunga serie di operazioni mal riuscite, per non dire fallite, da essa stessa portate a termine si trova già oggi davanti a uno spaventoso ammanco di soldi su cui pensava di poter contare in vista della stagione prossima. E come si dice in questi casi, mica bruscolini.
1. L’eliminazione ai playoff dalla Champions ha fatto sparire 15 milioni di premi UEFA messi a bilancio (senza contare i milioni del botteghino per partite da tutto esaurito che non ci saranno).
2. A fine maggio vanno pagati al Lipsia 42 milioni per l’obbligo d’acquisto di Openda, il giocatore più disastroso dell’anno (e fanno 57).
3. Sempre a fine maggio torneranno all’ovile, non riscattati da Nottingham e Atletico Madrid, Douglas Luiz e Nico Gonzalez non essendo maturati gli obblighi d’acquisto fissati a 25 milioni più 3,5 di bonus per Douglas e a 32 milioni per Nico: sono 60,5 milioni che si squagliano come neve al sole (e fanno 117,5).
4. Continua a gravare a bilancio il peso degli emolumenti da corrispondere a Thiago Motta e al suo staff, licenziati dopo sette mesi, per un totale di 16,3 milioni (e fanno 133,8).
5. Per il mancato rispetto del FFP l’UEFA infliggerà una multa che, com’è stato un anno fa per il Chelsea, dovrebbe aggirarsi sui 20 milioni incondizionati (cioè da pagare subito) più 60 condizionati, cioè scontabili a patto di rimettere a posto le perdite a bilancio (e fanno 153,8).
6. In più, in caso di mancato raggiungimento del 4° posto, la mancata qualificazione alla Champions comporterebbe per la società un danno a bilancio già stimato in 60/80 milioni (e fanno 213,8 o 233,8), senza contare i minori introiti che arriverebbero dagli sponsor: parliamo di un’altra quindicina di milioni.
Fatta eccezione per l’ultima voce, l’unica aleatoria (la Juventus ha naturalmente tutte le possibilità di battere la concorrenza di Roma e Como e piazzarsi al 4° posto), ogni altra voce è invece già oggi certa; parliamo di 150 milioni tra spese che la Juventus dovrà sostenere e introiti previsti che invece non si concretizzeranno: centocinquanta milioni spariti dalle casse di un club che per sua stessa ammissione sta per essere colpita dalle sanzioni dell’UEFA.
Ora, per chi l’avesse dimenticato. La Juventus, che nell’estate 2022, con i bilanci che facevano acqua da tutte le parti, aveva sottoscritto con l’UEFA un Settlement Agreement, e cioè un accordo in cui si impegnava nei quattro anni successivi a coprire i tanti buchi in bilancio, a distanza di un anno venne trovata con le mani nella marmellata. Le carte dei magistrati di Torino, quelle dell’Inchiesta Prisma che aveva decapitato il Cda guidato da Andrea Agnelli, erano finite sul tavolo del CFCB, il Comitato Controllo Bilanci indipendente dell’UEFA; e poichè c’erano le prove che la Juventus aveva mentito nelle informazioni fornite a Nyon nascondendo gli imbrogli compiuti dal 2018 al 2022, il Settlement Agreement venne stracciato e la Juventus fu punita con la massima delle sanzioni, l’esclusione per un anno dalle competizioni europee. Era l’estate 2023 e la stagione 2023-24 vide la Juventus estromessa dalle coppe (avrebbe dovuto prendere parte alla Conference Leaague).
Perchè racconto questo? Lo racconto perchè l’UEFA, com’è noto da tempo, ha aperto un nuovo procedimento a carico della Juventus per violazione di una delle tre regole del Fair Play Finanziario, la “Football Earnings Rule” (divieto di accumulare perdite superiori a 60 milioni in un triennio), e a fine maggio il club salirà a Nyon per sottoporsi al giudizio del CFCB che gli infliggerà sanzioni certe come la stessa Juventus ha già preannunciato in un suo comunicato ufficiale. Sulla base del trattamento ricevuto dal Chelsea un anno fa per l’identica infrazione contestata alla Juventus, sia pure di entità minore minore, il club bianconero dovrebbe concordare con l’UEFA un nuovo Settlement Agreement, ricevere una multa di 20 milioni incondizionati (da pagare subito) più 60 estinguibili in caso di buona condotta futura e incassare una sanzione sportiva che comporta il divieto di inserire nuovi giocatori nella lista dei calciatori impiegabili nelle coppe (oppure il permesso di farlo ma a patto di procedere prima a cessioni dello steso importo degli acquisti desiderati). Per capirci, se la Juventus desiderasse acquistare, come si sente dire, Tonali dal Newcastle per una cifra, poniamo, di 70 milioni, prima dovrebbe cedere giocatori per 70 milioni. È quel che sta avvenendo da un anno al Chelsea e al Barcellona, solo per citare i due casi più recenti e noti: per quattro stagioni gli inglesi e per due gli spagnoli, i due club sono obbligati a non spendere un euro in più per gli acquisti di quelli incassati con le vendite. E lo stesso dicasi per il monte stipendi che non può in nessuno modo essere alzato.
Questo uno stralcio del comunicato con cui l’UEFA, il 4 luglio scorso, ha comunicato le sanzioni adottate nei confronti di Chelsea e Barcellona (più altri quattro club) per la violazione della norma “Football Earnings Rule” che è stata contestata anche alla Juventus.
“Per quanto riguarda la Football Earnings Rule, la Prima Camera del CFCB ha stabilito che HNK Hajduk Split (CRO), Aston Villa FC (ENG), Chelsea FC (ENG), FC Barcelona (ESP), Olympique Lyonnais (FRA) e FC Porto (POR) non hanno rispettato la regola degli utili calcistici, introdotta per la prima volta nella stagione 2024/25.
Cinque club hanno accettato accordi transattivi (settlement agreements) della durata di 2, 3 o 4 anni, in base alla loro capacità di tornare in regola entro un certo termine. L’obiettivo finale è essere pienamente conformi alla regola degli utili entro la fine del periodo stabilito:
Chelsea FC (ENG):
Durata: 4 anni (fino alla stagione 2028/29)
Totale multa: €80 milioni
Di cui incondizionata: €20 milioni
FC Barcelona (ESP)
Durata: 2 anni (fino alla stagione 2026/27)
Totale multa: €60 milioni
Di cui incondizionata: €15 milioni
Tutti questi club saranno soggetti a limitazioni nell’iscrizione di nuovi giocatori nella Lista A per le competizioni UEFA, misure che possono essere condizionate, incondizionate o entrambe, e variano in base alla durata dell’accordo. Inoltre, dovranno rispettare obiettivi annuali intermedi; in caso contrario, potranno subire sanzioni aggiuntive, tra cui restrizioni più severe o l’esclusione dalle competizioni UEFA future”.
A dispetto della sanzione che lo obbligava a non spendere 1 euro in più di quelli incassati con le cessioni, il Chelsea ha potuto cavarsela benissimo. Avendo a libro paga un’infinità di giocatori di livello medio-alto, ne ha venduti diversi (Madueke per 55 milioni all’Arsenal, Nkunku 37 Milan, Chukwuemeka 20 Dortmund, Joao Felix 28 Al-Nasr, Petrovic 28 Bournemouth, Veiga 24 Villareal, Dewsbury-Hall 29 Everton, Borja 23 Burnley, addirittura Nicolas Jackson 16 milioni per il solo prestito al Bayern) e altri ancora: e col ricavato ha acquistato Gittens per 64 milioni dal Dortmund, Garnacho per 46 dallo United, Hato per 44 dall’Ajax e Estevao per 34 dal Palmeiras. Rinforzandosi. E ricorrendo a inenarrabili acrobazie la stessa cosa ha cercato di fare anche il Barcellona.
Se la caverà anche la Juventus? Difficile. Perchè a meno che non decida di mettere sul mercato Yildiz e Bremer, i suoi due soli veri campioni e gli unici ad avere un potenziale mercato ad alto livello, cedere i vari Openda, David, Koopmeiners, Zhegrova e via dicendo, ossia le zavorre - sia sul piano tecnico che economico - di cui il club e Spalletti si libererebbero volentieri è impresa disperata. Nessun club al mondo li acquisterebbe alle insensate cifre cui Comolli e Giuntoli li hanno ingaggiati e cederli sotto costo comporterebbe il fatto di iscrivere a bilancio minusvalenze sanguinose peggiorando ulteriormente la situazione. Rimangono i Cambiaso e i Kalulu, i Locatelli e i Conceiçao, i Gatti e i Thuram: giocatori di modesto richiamo sul panorama internazionale che trovando un amatore puoi cedere a 25-30 milioni: dopodiché è con quei soldi che devi riuscire a rafforzarti trovando sostituti migliori alle stesse cifre.
Sia quel che sia la realtà dei fatti dice che se la Juventus desidera schierarsi al via della prossima stagione con tre o quattro nuovi acquisti, poniamo per una spesa di 100 milioni, dovrà prima procedere alla cessione di giocatori per l’equivalente valore: e stando attenta a non appesantire il monte ingaggi che deve rimanere quantomeno inalterato.
Come se tutto questo non bastasse c’è un particolare che arriva a complicare ancor più le cose per Madama. Il regolamento UEFA (articolo 29) dice che se un club è recidivo, se commette cioè un illecito nei tre anni successivi a una sanzione già ricevuta per lo stesso illecito, la recidività diventa una circostanza aggravante che porta a un inasprimento delle sanzioni. Ebbene, nell’estate 2023 per l’infinita serie di illeciti a bilancio che tutti ricordiamo (plusvalenze fittizie e via elencando) la Juventus ha subìto dall’UEFA la più pesante delle sanzioni, l’esclusione dalle coppe, più 10 milioni di multa; e oggi a meno di tre anni - quindi in “periodo recidiva” - si ripresenta davanti alla Corte UEFA con un’altra sequela di illeciti, comprese le vecchie plusvalenze fittizie che la nuova dirigenza ha continuato bellamente a iscrivere a bilancio, affermando di avere il diritto di farlo, come quelle per Iling jr. e Barrenechea nell’affare Douglas Luiz-Aston Villa, quella di Alberto Costa nell’affare Joao Mario-Porto, quella di Dragusin nell’affare Cambiaso-Genoa.
Peccato che l’UEFA non le ammetta e lo abbia detto in tutte le salse: come dimostrano le recenti sanzioni inflitte all’Aston Villa per l’identico motivo. Anche su questo il CFCB giudicherà la Juventus che, lo ripeto, è recidiva in materia. Un anno fa, causa recidività, l’ente presieduto da Ceferin ha punito con l’esclusione sospesa dalle competizioni europee tre club, la Dinamo Tbilisi, la Dinamo Batumi e l’Astana. “Esclusione sospesa” significa che l’UEFA ti ammette alle coppe ma sub judice, e cioè con la spada di Damocle dell’estromissione dall’Europa per uno o più anni alla prima, minima violazione del Settlement Agreement che il CFCB controlla ogni quattro mesi.
Volenti o nolenti, la situazione in cui la Juventus si ritrova è questa. Un pasticciaccio brutto che però non pare interessare a nessuno, in primis ai media italioti che ogni giorno fanno a gara a chi la spara più grossa sul conto del prossimo mercato juventino. Oggi il premio “Balla d’Oro” va a Sportmediaset che spara la notizia (tenetevi forte) di Lewandowski alla Juventus. Per chi non lo sapesse, Lewandowski al Barcellona ha uno stipendio di 20 milioni netti: per ingaggiarlo la Juventus dovrebbe liberarsi prima in un sol colpo degli stipendi di Yildiz, Vlahovic e McKennie. Il che significa liberarsi di Yildiz, Vlahovic e McKennie. Per portare a Torino Lewandowski, 38 anni, magari a giocare l’Europa League.
La giostra è ripartita. Altro giro, altro regalo.
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Anche nel mese di gennaio continua inarrestabile la crisi dei quotidiani sportivi
@Gazzetta_it -11.32%
@CorSport -10.73
L’orchestra suona mentre la nave affonda 🚢

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🚨🪖🇱🇧🇺🇸🇮🇱🇮🇷 Si rende obbligatorio un punto nave di aggiornamento flash. Arrivati a sera possiamo affermare con granitica certezza che il conflitto in corso si estenderà (ben) oltre la Guerra dei 12 Giorni andata in scena la scorsa estate. L'attacco combinato compiuto pochi minuti fa da Iran (missili) ed Hezbollah (razzi) contro Israele è un promemoria di quanto ci siamo detti fin dall'inizio di questa battaglia: "Smetto quando voglio" non si applica al Medio Oriente. In una guerra si sa come si entra, mai come si esce. L'attacco dal Libano conferma le informazioni di intelligence israeliane che parlavano di un Hezbollah nettamente più pronto rispetto al precedente round di scontri. Quello dall’Iran sembra invece suggerire la volontà di rispondere in maniera spettacolare al Presidente degli Stati Uniti, che ancora oggi ha descritto una Repubblica Islamica di fatto in ginocchio. Eppure era stato lo stesso generale Caine, appena 24 ore fa (se il flusso del tempo non ha ormai iniziato a prendersi gioco di me), ad ammettere che sì, gli iraniani stanno combattendo, forti della consapevolezza di poter causare dolore agli americani e ai loro alleati. Domanda: significa che Stati Uniti e Israele stanno "perdendo" la guerra? No. Intensità ed estensione dei bombardamenti israelo-americani stanno effettivamente degradando la potenza di fuoco del regime e dei suoi alleati. Ma la verità è che chi pensava di poter archiviare la pratica in brevissimo tempo era un illuso. L’Iran non è mai stato il Venezuela. Cosa sto dicendo? Che un motivo ci sarà se questi tiranni sono rimasti al potere per 47 anni, più o meno indisturbati. Ed è che vincere una guerra è sempre difficile, soprattutto senza mettere stivali sul terreno (operazione che richiederebbe uno sforzo mastodontico e un supporto interno che al momento in America non c’è). E allora, direte voi leggendo, “lo vedi che stanno/stiamo perdendo?”. Di nuovo: non è vero. L’Iran di oggi è molto meno pericoloso di dodici giorni fa. Ma bisogna accettare che in una guerra i colpi si danno e si prendono, che un avversario alle corde sarà sempre disposto a tutto pur di togliersi dall’angolo. Fatto questo, se si combatte per una giusta causa, occorre insistere, perché ne vale la pena. Ora, è altamente probabile che i nostri obiettivi e le nostre ambizioni non coincidano perfettamente (eufemismo) con quelli della Casa Bianca. Per un italiano medio la guerra sarebbe giustificabile probabilmente soltanto dal raggiungimento di un regime change in Iran. E non è neanche detto. Eppure negli ultimi due giorni Trump si è guardato bene dal minacciare di morte Mojtaba Khamenei. Lo avete notato? Non credo sia gentilezza, ma forse volontà di lasciarsi una via d’uscita aperta qualora si rivelasse più complicato del previsto riservargli lo stesso destino inflitto a Khamenei senior. Vedremo. Continuo a credere sia impossibile per gli americani - ancora di più che per gli israeliani - chiudere questa guerra fino a quando non sarà stata spezzata quanto meno la dinastia dei Khamenei. Allo stesso tempo, Trump ha molta fretta: non solo (ma è una mia idea) perché probabilmente ha voglia di presentarsi in Cina a fine mese da chiaro vincitore, ma perché le midterm incombono, la stagione elettorale che conta è alle porte. Perché è importante? Perché la fretta è sempre una cattiva consigliera. Ma lo è a maggior ragione in guerra. Non solo “smetto quando voglio” può non essere possibile, nel nostro caso non è nemmeno consigliabile. Fermarsi prima di aver completato il lavoro potrebbe presentare un conto amaro più avanti. Invierebbe un messaggio di debolezza estrema a tutti i nemici dell’America e dell’Occidente. Minerebbe la situazione di sicurezza di tutti i Paesi Alleati. È il motivo - e scusate se mi ripeto, ma dopo 12 giorni a una media di 16-17 ore al giorno trascorse davanti a un pc la brillantezza della prosa viene meno - per cui proprio in serate come questa, quando la vittoria appare più lontana, che occorre insistere, ricordare a sé stessi perché si sta facendo tutto questo. Se lo ripetono i piloti americani e israeliani che combattono nei cieli di Teheran, convinti che avere la meglio in Iran oggi renderà il mondo più sicuro domani. Ma anche diversi milioni di iraniani, gli stessi che attendono chiusi in casa sotto i bombardamenti, a Teheran come a Shiraz, pregando di non diventare vittime per errore, sperando di poter uscire in strada presto. Per spazzare via il nuovo/vecchio tiranno, finalmente. Per urlare al mondo, perplesso, perennemente scettico, quando si tratta dell’altrui libertà, che ogni tanto - almeno stavolta - di combattere valeva davvero la pena.
Ps. Chi ha apprezzato questo punto nave, chi vuole premiare questo spazio indipendente, salga a bordo adesso: dangelodario.it/iscriviti
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Lo Stretto di Hormuz non è più una via d’acqua internazionale. È un checkpoint.
Il ministro degli Esteri indiano ha chiesto il permesso a Teheran di far passare le proprie petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz. Permesso accordato. Anche il Bangladesh ha negoziato la propria esenzione il 10 marzo. L’Iran dunque emette permessi di transito per lo Stretto di Hormuz come un’autorità di frontiera rilascia visti in un aeroporto. Il meccanismo è semplice: chi notifica le autorità iraniane prima dell’ingresso passa. Chi non lo fa, rischia. Come e’ successo alla nave thailandese Mayuree Naree che è stata colpita.
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L' #Italia cresce e ottiene storici risultati nel baseball e nel rugby battendo #Usa e #Inghilterra. Siamo tra i protagonisti nel nuoto, nello sci, in atletica leggera, nella pallavolo... Caliamo a picco nel calcio. Ma qualche dirigente che si interroghi sulle cause c'è in FIGC?
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@OsservaMy Boscotrecase forse? Sbucato da tutte le parti sti esseri, il bello e che quello che è successo è merito della legge voluta da loro. Se nessuno si rende conto della loro incompetenza così...
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Si, uguale, uguale.
Ahahahahahahahahahahahah
Ormai siamo alla frutta!
Cara Romina, fai sempre in tempo a ritornare a Los Angeles, ma chi ti trattiene. Nuova eroina della dx! 🤣
#rominapower

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@pisto_gol Il mondiale? Temo lo guarderemo dal divano anche stavolta. E per l'ennesima volta nessuno si dimetterà.
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L’#Atalanta crolla in casa di fronte al #BayernMonaco: incassa 6 gol, Carnesecchi ne evita altri due, Pasalic si scusa per il suo gol che fissa il risultato sull’1:6. Dopo l’Inter- 5:2 complessivo con il #Bodo-e la #Juventus-7 a 5 complessivo contro il #Galatasaray, un’altra batosta clamorosa per il nostro calcio. E tra poco ci giochiamo la qualificazione al Mondiale2026 #CheDiociaiuti

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🚨🚨🚨🪖🇺🇦🇺🇸🇮🇱🇮🇷 Zelensky: "Il nostro team è ora in viaggio verso la regione del Golfo, dove potrà aiutare a proteggere vite umane e stabilizzare la situazione. Vediamo le sfide che esistono ora: il regime iraniano ha di fatto bloccato lo Stretto di Hormuz, una delle principali rotte per la fornitura di petrolio e gas al mercato globale. Questa è una grande fonte di instabilità. Nessuno al mondo può ancora dire quanto durerà tutto questo, ma è importante che la protezione della vita inizi a funzionare efficacemente il prima possibile. La stabilità è importante anche per noi. Coloro che ora cercano l’aiuto dell’Ucraina devono continuare ad assistere la nostra difesa, prima di tutto la nostra difesa aerea. Lo scorso anno abbiamo già proposto agli Stati Uniti un accordo sui droni. Questa è la strada giusta da seguire: collaborare con noi nella produzione e nell’uso dei droni, e tutti ora vedono che non esiste alternativa a questo approccio. L’Ucraina ha la maggiore esperienza al mondo nel contrasto ai droni d’attacco, e senza la nostra esperienza sarà molto difficile per la regione del Golfo, per l’intero Medio Oriente e per i partner in Europa e in America costruire una protezione efficace".
Dario D'Angelo@dariodangelo91
🚨🚨🚨🪖🇺🇦🇺🇸🇮🇱🇮🇷Retroscena clamoroso. Mesi fa, Volodymyr Zelensky offrì agli Stati Uniti la tecnologia, già testata in combattimento, per abbattere i droni d'attacco iraniani. Poi qualcuno disse no. Tutti i dietro le quinte ora sul Blog: dangelodario.it/2026/03/10/gue…
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🇬🇪Georgia
💔Non dimentichiamoci di lei.
Elene Khoshtaria, la NAVALNY della Georgia marcisce in carcere dal novembre 2025.
Madre di quattro figli, di cui tre minorenni, è accusata di tradimento da un regime filorusso corrotto che vuole solo silenziarla.
#GeorgiaProtests

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📌 Come mai il #terremoto di M 5.9 avvenuto stanotte a 414 km di profondità al largo di Capri è stato avvertito quasi solo al nord (Lombarida e Veneto) e al sud (Sicilia e Calbria) mentre quasi per niente in Campania? Spoiler: la geologia è una figata! Thread 🧵

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