Andrea

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@AndreGe90

《E cosa fai tu nella vita?》 《Il meno possibile》

Genoa, Liguria Katılım Ağustos 2016
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Andrea@AndreGe90·
@dariodangelo91 Prima gli insulti di Trump, poi quelli del megafono di Putin, in mezzo gli attacchi di Felpetta all'Unione Europea e le richieste sempre più pressanti dei putiniani sul gas russo... Direi che è arrivato l'ordine da Mosca e Washington di far cadere il governo, adesso si balla
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Dario D'Angelo
Dario D'Angelo@dariodangelo91·
🚨🇮🇹🇷🇺 Il propagandista della tv di stato russa, Vladimir Solovyev, si scaglia contro Giorgia Meloni indirizzando una serie di gravi insulti (molti dei quali irripetibili) verso il presidente del Consiglio italiano. La Farnesina convoca l'ambasciatore russo per esprimere formali proteste.
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Fabio Sabatini
Fabio Sabatini@FabbioSabatini·
🧵Pochi, in Italia, sanno che nella propaganda russa di Stato non passa giorno senza che qualcuno invochi bombardamenti sulle capitali europee, anche con armi nucleari. La Russia non è nostra nemica, si dice spesso in Italia. Eppure i pochi russi che contano nel regime trattano l'Europa come un bersaglio. Dietro ogni capacità militare c’è capacità economica: la Russia non ha la forza per sostenere un confronto aperto con l’Europa, rispetto alla quale resta un nano economico. Ma il Cremlino compensa questa debolezza con una guerra cognitiva straordinariamente efficace, con il sostegno ai partiti filorussi e lo sfruttamento delle vulnerabilità congenite dei sistemi democratici. Nel nuovo post spiego perché, dati i fallimenti in Ucraina, Putin ha un incentivo a spostare la guerra sul fianco nord-orientale dell’Unione Europea prima che si chiuda la finestra favorevole aperta dal disimpegno americano sotto l’amministrazione Trump. È uno scenario tutt’altro che inevitabile. La sua probabilità dipende dall’andamento della guerra in Ucraina e dalla capacità dell’Europa di trasformare la propria schiacciante superiorità economica in capacità di difesa. Nei commenti trovate i link alla versione in inglese e a quella in italiano. 👇
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Lorenzo Zamponi
Lorenzo Zamponi@masaccio_·
Qualcuno dovrebbe trovare il coraggio di dire a Donald Trump che, storicamente, quando l'Italia ti molla, è un ottimo indicatore per capire che la guerra non sta andando benissimo...
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Andrea
Andrea@AndreGe90·
@dariodangelo91 È un peccato che Ezechiele 25.17 sia già stato citato da quel pagliaccio di Hegseth ieri, poteva essere un ottimo spunto su come iniziare il prossimo vertice della Nato da parte di Macron e Merz
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Dario D'Angelo
Dario D'Angelo@dariodangelo91·
🚨🪖🇺🇸🇮🇱🇮🇷 Donald Trump: ”Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz è finita, ho ricevuto una chiamata dalla NATO che chiedeva se avessimo bisogno di aiuto. GLI HO DETTO DI STARE ALLA LARGA, A MENO CHE NON VOGLIANO SEMPLICEMENTE CARICARE LE LORO NAVI DI PETROLIO. Sono stati inutili quando servivano, una tigre di carta!”.
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Andrea
Andrea@AndreGe90·
@dariodangelo91 L'Italia, ponte tra l'Europa e gli Stati Uniti di Trump. E anche sta cazzata la archiviamo, grazie
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Dario D'Angelo
Dario D'Angelo@dariodangelo91·
🚨🚨🚨🇮🇹🇺🇸🇭🇺 Donald Trump: "Viktor Orbán era un mio amico, non era la mia elezione ma era un mio amico, un brav’uomo, ha fatto un buon lavoro sull’immigrazione. Non ha lasciato che la gente venisse a rovinare il suo paese come ha fatto l’Italia".
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Marco Fattorini
Marco Fattorini@MarcoFattorini·
La strategia alla base delle decisioni di Donald Trump, in un’infografica.
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Yon Yonson
Yon Yonson@Yon_Yonson71·
Buongiorno presidente @GiorgiaMeloni, c'è un esponente della maggioranza che auspica che Trump smantelli l'UE. Da cittadino ho il diritto di sapere se è la linea del governo e, se non lo è, come possa egli continuare a far parte della maggioranza che sostiene il governo. Grazie
Yon Yonson tweet media
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Fabio Sabatini
Fabio Sabatini@FabbioSabatini·
La Nato era già finita da tempo. Non con gli annunci di Trump, ma nel momento in cui gli Stati Uniti hanno rieletto un presidente che tratta le alleanze come merce di scambio e la politica estera come un'occasione per fare affari. Se stanotte Trump annunciasse l'intenzione di ritirare gli Stati Uniti dall'alleanza atlantica, sarebbe un bene, perché porrebbe fine alle ultime ambiguità. Da mesi l'Unione Europea e i governi europei più lucidi, certo non quello italiano, considerano già acquisito il distacco dall'ex alleato americano, e si muovono, pur con molte difficoltà, nella direzione dell'autonomia strategica, con il riarmo e con nuovi accordi commerciali che vanno ben oltre gli Stati Uniti. La separazione è già cominciata. Giustamente. Adesso questa consapevolezza deve uscire dai palazzi e raggiungere un pubblico più ampio. L'Europa è sola. Ma non è debole. Ha le risorse e la massa critica necessarie per difendersi da sé e smettere di vivere sotto tutela. Con tutti i suoi limiti, difetti e contraddizioni, l’Europa è una delle ultime isole di buon senso istituzionale, pluralismo e democrazia in un mondo che scivola sempre più apertamente verso l’autoritarismo.
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Andrea
Andrea@AndreGe90·
@dariodangelo91 E anche oggi manovriamo i mercati per far guadagnare gli amichetti
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Dario D'Angelo
Dario D'Angelo@dariodangelo91·
🚨🚨🚨🪖🇺🇸🇮🇱🇮🇷 Donald Trump: "Il presidente del nuovo regime iraniano, molto meno radicale e molto più intelligente dei suoi predecessori, ha appena chiesto agli Stati Uniti d’America un CESSATE IL FUOCO! Prenderemo in considerazione la richiesta quando lo Stretto di Hormuz sarà aperto, libero e sicuro. Fino ad allora, stiamo bombardando l’Iran fino a cancellarlo completamente o, come si dice, riportandolo all’Età della Pietra!!!".
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POLITICOEurope
POLITICOEurope@POLITICOEurope·
🚨 BREAKING: The European Commission has urged people to work from home, drive and fly less, and for EU countries to urgently roll out renewables, as it warned of a prolonged energy crisis as a result of the conflict in the Gulf. Full story: politico.eu/article/europe…
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Fabio Sabatini
Fabio Sabatini@FabbioSabatini·
🧵Le decisioni di politica estera e commerciale di Trump sono sistematicamente precedute da anomalie sui mercati finanziari. Movimenti improvvisi e ingiustificati nei volumi di acquisto e di vendita, che si verificano pochi minuti prima che il presidente annunci una decisione su Truth. Che l’amministrazione Trump alimenti dinamiche di insider trading è ormai sotto gli occhi di tutti. Il punto che nessuno sta discutendo è il canale che potrebbe rendere sistemici gli effetti di questo insider trading. Le speculazioni potrebbero passare per Polymarket, la piattaforma su cui si può scommettere su qualsiasi cosa, comprese le decisioni del governo degli Stati Uniti. Se un’informazione riservata viene monetizzata su Polymarket, il suo effetto non resta confinato a una scommessa illecita: può propagarsi in modo perfettamente lecito ai mercati finanziari, attraverso trader, fondi e algoritmi che leggono le quote di Polymarket come segnali. La piattaforma può diventare il punto di passaggio attraverso cui un segreto di Stato si trasforma in un segnale finanziario. Nel lungo periodo, il risultato è un'alterazione permanente del funzionamento dei mercati. Nel nuovo post spiego perché questo meccanismo non configura soltanto un illecito gravissimo. Rappresenta anche un rischio sistemico per i mercati, per la sicurezza internazionale e per l’Europa. Il link è nel primo commento.
Fabio Sabatini tweet mediaFabio Sabatini tweet media
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Andrea
Andrea@AndreGe90·
@dariodangelo91 Prima dichiarazione mediamente sensata di Felpetta negli ultimi 15 anni andando a memoria, peccato solo che sia vicepresidente del consiglio da 4 anni e non un passante qualsiasi
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Dario D'Angelo
Dario D'Angelo@dariodangelo91·
🚨☢️🇮🇹 Salvini: "È una follia che non abbiamo ancora messo l'acceleratore sul nucleare. Non possiamo rimanere uno dei pochi grandi Paesi occidentali senza il nucleare. Bisogna chiudere la legislatura con il nucleare già avviato, i siti già individuati. Produrre energia ed essere autosufficienti è fondamentale. Se mai si parte mai si arriva, siamo circondati da Paesi che stanno investendo e noi siamo ancora a dibattere".
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Timostene
Timostene@SandroRossi_x·
Sui 5 stelle Giuseppe Conte ha fatto cadere il governo Draghi per un inceneritore. Un inceneritore. Non una riforma costituzionale, non una guerra, non una manovra economica. Un impianto per bruciare la spazzatura di Roma, una città che paga la TARI più alta d’Italia, dove la raccolta funziona male da anni e i rifiuti finiscono in Austria e in Olanda perché non c’è un posto dove trattarli.   Nel decreto Aiuti c’era una norma che dava poteri speciali al sindaco Gualtieri per costruire un termovalorizzatore in vista del Giubileo. Una cosa concreta, necessaria, persino banale. Conte ha deciso che quello era il suo Rubicone. I ministri cinque stelle non hanno votato il decreto in Consiglio dei ministri, poi il Movimento non ha votato la fiducia al Senato. Draghi è salito al Quirinale e si è dimesso. Fine della storia. Anzi no: inizio dell’altra storia, quella che ci ha regalato la Meloni e ci sta mangiando vivi adesso.   Il punto non è solo luglio 2022. Il punto è la natura dell’uomo, quella che non cambia. Conte è fatto così: rompe le cose. Le rompe con quella faccia composta, quella voce morbida, quel tono da professore che ti spiega perché era inevitabile, perché la colpa è sempre di qualcun altro. Ha fatto saltare il suo stesso governo per non cedere una delega a Renzi, salvo poi perdere tutto. Ha fatto saltare Draghi per un inceneritore, regalandoci Giorgia Meloni. Sempre lo stesso copione: il calcolo meschino, la mossa che sembra furba, le macerie che restano agli altri. Sempre quella faccia pulita sopra le rovine.   Chi oggi parla di campo largo e immagina i Cinque Stelle come alleati affidabili non ha memoria, o forse non vuole averla. Perché ricordare fa male, costringe a guardare in faccia la propria debolezza. Conte non è un alleato. È quello che ti giura fedeltà guardandoti negli occhi e poi ti pianta il coltello nella schiena perché ha trovato un motivo, uno qualsiasi, per convincersi che era giusto così. Lo conosci quel tipo di persona. Lo riconosci subito, nella vita. Solo che in politica continui a credergli perché hai bisogno dei suoi voti, perché da solo non ce la fai, perché l’alternativa è il deserto.   Oggi dentro i Cinque Stelle c’è una fronda apertamente filorussa che vuole tagliare gli aiuti all’Ucraina. Non è un dettaglio. È il prossimo inceneritore, solo più grande, solo più pericoloso. Immaginate la scena, perché è facilissimo immaginarla, perché l’abbiamo già vissuta: governo di campo largo, Schlein premier, programma condiviso, strette di mano, sorrisi per le telecamere. Sei mesi dopo Conte che torna in televisione con quella faccia da professore offeso a spiegare il suo “profondo disagio politico” perché il suo partito non vuole votare le armi a Kiev. Sei mesi, forse meno. L’inceneritore almeno era una stupidaggine circoscritta. La collocazione atlantica, il rapporto con un’Europa in guerra: questa roba ti fa saltare tutto in una settimana. Chi ha fatto cadere un governo per la spazzatura di Roma, cosa pensate che farà quando sul tavolo ci sarà la pace in Europa?   Il problema è che non c’è uscita, non c’è porta sul retro. Senza i Cinque Stelle il campo largo non esiste, è un campo vuoto, una distesa dove la Meloni cammina sola e tranquilla per i prossimi vent’anni. Con i Cinque Stelle dentro ti porti in casa uno che alla prima impuntatura ribalta il tavolo, ti guarda tra le schegge e ti dice che dovevi ascoltarlo prima. Lo ha già fatto. Lo rifarà. Non è una previsione, è la ripetizione di un gesto che quest’uomo ha nei muscoli.   Schlein e il PD si trovano davanti a una scelta che fa venire il mal di stomaco. Allearsi con Conte sapendo che ti tradirà, o restare soli sapendo che perderai. È la trappola perfetta, quella che la sinistra italiana si è costruita da sola in vent’anni di incapacità di parlare a chi sta fuori dal proprio recinto. Vent’anni a perdere pezzi di popolo, quartiere dopo quartiere, periferia dopo periferia, fino a ritrovarsi col venti per cento e la necessità di mendicare voti da un partito allergico alla responsabilità di governo. Se il PD avesse il trenta per cento non avrebbe bisogno di Conte. Se avesse una classe dirigente capace di guardare in faccia un operaio, un pendolare, una partita IVA senza farli sentire invisibili, non staremmo qui.   La risposta onesta è che da questo vicolo non si esce con un’alleanza. Si esce diventando più grandi, più veri, più vicini alle persone. Si esce smettendo di pensare che la politica sia un gioco di incastri e ricominciando a fare quello che la sinistra ha smesso di fare da tempo: convincere le persone, una per una, porta a porta, ascoltandole. Fino a quel giorno il campo largo resterà quello che è: una scommessa disperata con un uomo di cui non ti puoi fidare. E Giorgia Meloni continuerà a guardare lo spettacolo con quel sorriso che conosciamo tutti. Quel sorriso che ci meritiamo.
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Carlo Calenda
Carlo Calenda@CarloCalenda·
Mentre noi parliamo di leadership del campo largo e di Santanche’ ieri Rubio ha confermato la pressione americana sull’Ucraina per cedere il Donbas alla Russia e Trump ha sostanzialmente detto che la NATO è morta. Possiamo sapere dalla destra e dalla sinistra come intendono affrontare questa crisi del sistema internazionale? Conte ha spiegato la posizione: si molla l’Ucraina e non si costruisce la NATO europea. AVS: idem Salvini: idem Per noi: accelerazione su NATO europea e ombrello nucleare indipendente e aumento del supporto all’Ucraina con uso degli asset russi. Gli altri non pervenuti. @GiorgiaMeloni @ellyesse @Antonio_Tajani Forse su questo dovremmo fare un dibattito in Parlamento.
Richard Woodruff 🇺🇦@frontlinekit

🇺🇸 Marco Rubio contradicting himself in just 60 seconds. "We didn't tell @ZelenskyyUa that security guarantees were conditional on giving up Donbas" "If he wants the war to end so we can provide security guarantees then he has to give up Donbas, but we didn't say that, the russians did, we just told him the guarantees won't kick in until he does what russia wants" 🤦‍♀️ mErIcA

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Kommander61
Kommander61@kommander61·
Per l'Europa, per noi tutti, è l'ormai indifferibile resa dei conti con vent'anni di dipendenze esternalizzate. Energia e sicurezza affidate ad altri, su entrambi i fronti, nello stesso momento. L'analisi completa di una crisi strutturale già in atto: kommander61.substack.com/p/il-pedaggio-…
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Andrea
Andrea@AndreGe90·
@kommander61 Credo sia una delle analisi più lucide che ho letto dall'inizio della guerra sul disastro economico che sta per piombare sull'Europa (e sul perché essere governati a livello europeo da dei rincoglioniti e nazionale da dei venduti può essere la nostra rovina)
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Kommander61
Kommander61@kommander61·
Il 22 marzo l'Iran ha scritto all'IMO: i transiti a Hormuz richiedono autorizzazione iraniana. Non era una minaccia. Era una comunicazione amministrativa. In 28 giorni di guerra, Teheran non blocca più lo stretto — lo gestisce. E lo farà anche dopo.
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Andrea
Andrea@AndreGe90·
@dariodangelo91 Mi sa che qualcuno ha deciso di scendere in campo proprio come il papà... E adesso tocca a Tajani
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Dario D'Angelo
Dario D'Angelo@dariodangelo91·
🚨🇮🇹 I lettori del Blog erano stati avvisati già nella serata di ieri delle fibrillazioni dentro Forza Italia. Adesso è ufficiale: salta Maurizio Gasparri come capogruppo al Senato. Decisiva una raccolta firme interna che ha sfiduciato l'ex ministro. Alle 16:30 riunione del gruppo per decidere il successore. Tra i nomi in pole c'è quello di Stefania Craxi. E potrebbe non essere finita qui. Ps: felice che nonostante la lunga pausa dalla cronaca parlamentare le fonti del Blog siano ancora sul pezzo. Nelle prossime ore, comunque, torniamo ad occuparci di politica estera. Thank you for your attention to this matter (cit.).
Dario D'Angelo@dariodangelo91

🚨🚨🚨🇮🇹 La lunga resa di Santanchè. Retroscena: lo scontro con Meloni e la tentazione del "muoia Sansone". Fibrillazioni anche dentro Forza Italia. Tanti retroscena, buona lettura agli iscritti al Blog: dangelodario.it/2026/03/25/lun…

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Andrea
Andrea@AndreGe90·
@dariodangelo91 Possiamo ritenere valide le garanzie di sicurezza rilasciate da questa amministrazione (o peggio ancora da quella Vance che probabilmente ne seguirà)? Spoiler: assolutamente no
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Dario D'Angelo
Dario D'Angelo@dariodangelo91·
🚨🚨🚨🪖🇺🇦🇪🇺🇺🇸🇷🇺 Volodymyr Zelensky avverte: gli americani subordinano le garanzie di sicurezza per l'Ucraina al ritiro delle truppe ucraine dal Donbas. Uno scenario simile comprometterebbe sia la sicurezza dell'Ucraina che dell'Europa.
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Andrea
Andrea@AndreGe90·
@dariodangelo91 La guerra iraniana, anzi, l'intera presidenza Trump sembra un unico,continuo episodio di insider trading,dai dazi ai continui attacchi agli alleati europei e canadesi, passando da Caracas per arrivare alla guerra del Golfo.Guardate la reazione dei mercati nelle ultime due ore...
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Dario D'Angelo
Dario D'Angelo@dariodangelo91·
🚨🚨🚨🪖🇺🇸🇮🇱🇮🇷 Primo commento a caldo: Donald Trump ha perso questa mano. Non puoi tracciare una linea rossa per poi decidere di estenderla in base al "tenore e al tono" dei negoziati, senza nessuna concessione tangibile. Teheran ha resistito in pubblico e ha ottenuto un rinvio. Il regime iraniano potrebbe ora sentirsi incoraggiato da questo passo indietro, cogliendo segni di cedimento nella condotta degli Stati Uniti. È il primo vero passo falso dall'inizio del conflitto (su quelli raccontati da altri osservatori in questi giorni conoscete il mio pensiero). Detto ciò: il problema dello Stretto di Hormuz difficilmente si risolverà in questi cinque giorni. Funzionari israeliani già segnalano scetticismo: il regime ha già mostrato in passato di non essere un attore disponibile al compromesso. Ergo, fra cinque giorni saremo nuovamente punto e a capo: gli Stati Uniti dovranno fare qualcosa per riaprire quel passaggio. Nel frattempo, i Marines saranno in arrivo. E la guerra, centrali elettriche a parte, continua.
Dario D'Angelo@dariodangelo91

🚨🚨🚨🪖🇺🇸🇮🇱🇮🇷 Attenzione. Donald Trump ha appena esteso la deadline per gli attacchi contro le centrali elettriche iraniane. Questo il suo post su Truth (con tanto di maiuscole): "SONO LIETO DI ANNUNCIARE CHE GLI STATI UNITI D’AMERICA E L’IRAN HANNO AVUTO, NEGLI ULTIMI DUE GIORNI, CONVERSAZIONI MOLTO POSITIVE E PRODUTTIVE RIGUARDO A UNA RISOLUZIONE COMPLETA E TOTALE DELLE NOSTRE OSTILITÀ IN MEDIO ORIENTE. SULLA BASE DEL TENORE E DEL TONO DI QUESTE DISCUSSIONI APPROFONDITE, DETTAGLIATE E COSTRUTTIVE, CHE PROSEGUIRANNO PER TUTTA LA SETTIMANA, HO DATO ISTRUZIONE AL DIPARTIMENTO DELLA GUERRA DI POSTICIPARE QUALSIASI ATTACCO MILITARE CONTRO CENTRALI ELETTRICHE E INFRASTRUTTURE ENERGETICHE IRANIANE PER UN PERIODO DI CINQUE GIORNI, SUBORDINATO AL SUCCESSO DEGLI INCONTRI E DELLE DISCUSSIONI IN CORSO".

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Ayekooto
Ayekooto@DeeOneAyekooto·
Week 1: “We won” Week 2: “We’re winning” Week 3: “Send help”
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