Attilares
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Pace fatta - la mia vignetta per Il Fatto Quotidiano oggi in edicola!
#meloni #trump #satira #vignetta #natangelo #g7 #evian #ginocchiere

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@MicheleBonates3 Solito odio senza senso di una sinistra ottusa e intollerante
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Giusto per la cronaca: no, quanto deciso dall'Europa non c'entra niente con i centri in Albania e non li farà funzionare.
È ugualmente orribile, ma non risolve i problemi di quel folle e costosissimo progetto.
Giorgia Meloni fa una dichiarazione al mese per dirlo, ma è semplicemente falso.
Tanto che i centri sono, come sempre, sostanzialmente vuoti.
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@a70199617 Bellissima e grandissima Giorgia! Ma lei ha mai visto come veste la vostra Elly? Ed è su queste stupidate che si giudica un leader politico?
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Oggi al Parlamento europeo è andato in scena uno spettacolo indegno: al momento del voto sul Regolamento rimpatri, diversi eurodeputati di destra si sono alzati in piedi urlando 'send them back, 'rispediteli indietro'. Il tutto mentre i rappresentanti del Ppe, che ancora una volta hanno tradito la maggioranza votando con l’estrema destra, apparivano palesemente imbarazzati.
Questa non è l'Europa che vogliamo: il Regolamento rimpatri è vergognoso, è una pagina nera della storia europea e va contro i valori fondanti dell'Unione. La riforma apre infatti la strada a deportazioni forzate anche di famiglie con bambini, controlli sempre più invasivi sul modello dell'Ice di Trump e alla normalizzazione della detenzione anche per chi non ha commesso nessun reato.
Tutto questo non ha nulla a che vedere con la dignità delle persone e con la tutela dei diritti fondamentali. Inoltre, la spinta vero i return hubs, fuori da un reale controllo giuridico, propone un modello già fallito in partenza, come dimostrano i centri in Albania voluti da Meloni: disumani, inefficaci, uno spreco immenso di denaro pubblico.
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@davidefaraone Ma per favore, la smetta! Vorrebbe esserci lei al posto di Giorgia. Brutta cosa l’invidia!
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Ci sono fotografie che raccontano più di un vertice internazionale.
In questa, Donald Trump conversa con il cancelliere tedesco. Giorgia Meloni è poco distante. Aspetta.
E guardandola viene in mente quella sensazione che conosciamo tutti: arrivi all’ufficio postale convinto di cavartela in cinque minuti, prendi il numerino e scopri che davanti a te c’è mezza provincia. Ti siedi, controlli il display ogni tanto, fai finta di niente, ma dentro hai già capito che non toccherà a te tanto presto.
Per anni ci hanno raccontato un’altra storia. Che l’Italia sarebbe tornata protagonista. Che non aveva bisogno di fare la fila perché aveva una sorta di Sky Priority diplomatica. Che Meloni aveva un rapporto privilegiato con Trump. Che grazie a lei saremmo stati al centro delle decisioni che contano.
Ci avevano descritto come il ponte tra Europa e Stati Uniti. Un ponte senza pedaggio, con accesso diretto ai piani alti della politica internazionale. Quello attraverso cui passavano le relazioni, le mediazioni, le decisioni.
Poi arrivano le fotografie. E le fotografie hanno un difetto: non ascoltano la propaganda.
Siamo passati dall’essere il ponte senza pedaggio al numerino in fondo alla sala d’attesa.
Con l’aria di chi continua ad aspettare che sul display compaia finalmente il proprio turno. Ma intanto chiamano sempre qualcun altro.
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@wilhelm_2112 Ma per favore! Evviva la libertà di espressione di tutte le idee!
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@matteorenzi Ma per favore, si ritiri come aveva promesso… Lei è solo capace di mettere zizzania e sfasciare… Evviva Giorgia!
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@NFratoianni Basta! Avete davvero stancato con questa storia. Forza Giorgia, non mollare!
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Da tempo ho rinunciato a chiedere a #Meloni di dichiararsi #antifascista, perché non lo è.
Ma dichiararsi antifascista in modo limpido e sereno non è censura, ma rispettare la #Costituzione.
È ora che gli italiani accompagnino gentilmente alla porta i nipotini del Ventennio.
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Massimo Giannini: “Meloni non sarà mai Merkel: in lei arde ancora la Fiamma” - HuffPost Italia huffingtonpost.it/politica/2026/…
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C'è un presidente del Senato con in casa il busto di Mussolini.
C'è il capogruppo alla Camera del partito della premier che si vestiva da nazista.
C'è un generale che sparge razzismo ogni volta che parla.
Ci sono fascisti e nazisti che sfilano per Roma inneggiando al duce e invocando deportazioni.
Ci sono fascisti amici dei mafiosi che definiscono mafia l'antifascismo.
Ci siamo noi che gli abbiamo impedito di profanare la Camera che veniamo per questo puniti e sospesi.
È questo il mondo alla rovescia.
Ma lo rimetteremo in ordine, pezzo dopo pezzo.
E questo schifo tornerà ad essere coperto dalla vergogna, come è giusto che sia.
Perchè l'Italia non è questa.
E non merita questo osceno spettacolo.
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