Francesca Barracciu 🇪🇺
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@Barracciu
Alla fine, ricorderemo non le parole dei nostri nemici ma il silenzio dei nostri amici”. Martin L. King, 1968 #liberal-democratica sogno #UE populismi-free.
Katılım Şubat 2012
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@La_gaia_scienza @VittorioXlater 10 a 0? Ma davvero così disastrosa Elly? Io non ho visto
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Angosciante il confronto indiretto tra Meloni e Schlein da #mentana. Da progressista vedere Meloni stravincere per 10 a 0 mi lascia un avvilimento insuperabile. E non solo. Con il tempo Meloni diventa sempre più brava e Schlein sempre più in affanno.
Vado a bere.
#referendum
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Referendum giustizia: Schlein spiega a Mentana le ragioni del No tg.la7.it/politica/refer…
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" Voterò si al referendum .La prossima battaglia sarà la responsabilità civile dei magistrati " annuncia @CarloCottarelli , economista e ex Senatore PD.
@FratellidItalia

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Marco #Minniti, ex Ministro PD e presidente della Fondazione Med-Or: «Una riforma europea e moderna è una riforma che fa bene all’Italia».
#SìRiforma #giustizia #referendum #ilgiudiceseitu
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Milena #Gabanelli è intervenuta, sul Corriere, riguardo la riforma della giustizia ma le sue parole presentano dati parziali e letture fuorvianti.
Per questo oggi facciamo un fact checking con Eleonora #Tomassi: per riportare il confronto sul merito della #riforma.
#SìRiforma
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Vi voglio raccontare che cosa ha fatto la #sinistra (quella giudiziaria e quella politica) a Giovanni #Falcone da vivo, prima di trasformarlo - con un’immonda ipocrisia - in un proprio eroe dopo la #strage di Capaci.
È una storia lunga (e penosa), ma istruttiva. Anche perché nessuno la racconta.
Nel gennaio 1988, quando Antonino Caponnetto lasciò la guida dell’Ufficio istruzione di #Palermo, Falcone era il naturale candidato a succedergli: Falcone in quel momento era il #magistrato simbolo della lotta alla #mafia, l’artefice del maxi-processo, l’uomo che più di ogni altro aveva scavato dentro #CosaNostra, dimostrando che era un’organizzazione strutturata e unitaria. Eppure, contro ogni logica, il Consiglio superiore della magistratura (il #CSM) gli preferì un altro candidato: Antonino Meli, un magistrato più anziano, ma con nessuna esperienza nelle #indagini di mafia. La votazione del 19 gennaio 1988 finì a favore di Meli per 15 voti contro 10, con 5 astensioni. Magistratura Democratica (#MD), la corrente della #magistratura che allora era legata al Partito #comunista, votò in gran parte contro Falcone e i suoi membri furono decisivi per la sconfitta: tra loro Giuseppe Borrè e Maria Elena Paciotti, che poi sarebbe diventata presidente dell’Associazione nazionale magistrati (l’#ANM).
Ancora peggio si comportò la sinistra qualche anno dopo, nel 1991, quando Falcone divenne il direttore degli Affari penali al ministero della #Giustizia, scelto dal Guardasigilli socialista, Claudio @CldMartelli. In quel ruolo, Falcone propose di creare la Procura nazionale #antimafia per rafforzare – con il coordinamento dell’attività delle procure - le indagini contro Cosa Nostra.
Ebbene, sapete che cosa fece l’ANM? Accusò Falcone e il #governo di «voler sottoporre il pubblico ministero al potere #politico» e il presidente dell'ANM, Raffaele Bertoni, si spinse addirittura ad affermare che la #Superprocura sarebbe stata in magistratura “quello che la cupola è nella mafia”. A sentire la sinistra giudiziaria, il regista di questo inaccettabile attentato all’indipendenza dei magistrati - ovviamente - sarebbe stato Falcone, anzi, il «traditore» Falcone. Contro la Superprocura, il 3 dicembre 1991 l’ANM proclamò addirittura uno #sciopero. E il 26 settembre 1991, in una famosa (e inquietante) puntata del Maurizio Costanzo Show, un deputato della Rete - Alfredo Galasso - intimò a Falcone di lasciare il ministero «perché l’aria di quel posto non ti fa bene», e Leoluca Orlando - che era il sindaco di Palermo e uno dei fondatopri della Rete - attaccò Falcone addirittura insinuando nascondesse informazioni sui cugini Salvo, allora indagati per mafia.
Quanto alla Superprocura, istituita nel gennaio 1992, la sua guida non fu affidata a Falcone, ma a Bruno Siclari. Dopo, la sua guida (guarda caso!) è toccata paradossalmente a una serie ininterrotta di magistrati di sinistra (gli stessi che l’avevano definita come una «cupola mafiosa»): dal 2006 al 2012 è toccato a Piero #Grasso (che poi verrà eletto in #Senato per il #PD e ne diverrà il presidente); dal 2012 al 2017 a Franco Roberti (che poi diverrà europarlamentare del PD); dal 2017 al 2022 a Federico Cafiero De Raho, che da allora è deputato del #M5S. L’attuale procuratore nazionale antimafia si chiama Giovanni Melillo, ed è un altro di sinistra: dal 2014 al 2017 è stato il capo di gabinetto del ministro della Giustizia Andrea Orlando, guarda caso del PD...
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