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Finita ora la Prima del Maggio Musicale Fiorentino (bellissima, peraltro) e finito il collegamento con In Onda su La7. Dal podcast di Fedez e Marra allo smoking di stasera all’intervento in Aula sulla sicurezza… è stata una settimana impegnativa. Ma la prossima ancora di più. Buona domenica amici

Per chi crede alla favola che “il Donbas è sempre stato russo”: 📹 guardate questo video. Mostra le manifestazioni pro-Yanukovyč e anti-Maidan nel Donbas (2013–2014) e il congresso del Partito delle Regioni (la principale forza politica filo-russa dell’epoca) con 3.500 tra sindaci e amministratori locali il 16 aprile 2014 — quando la Russia aveva già annesso la Crimea e gruppi armati avevano già occupato edifici pubblici e caserme nel Donbas. Tre domande semplici: 👉 vedete bandiere russe? 👉 sentite richieste di secessione? 👉 sentite appelli all’intervento militare di Mosca? No. Al contrario: troverete bandiere ucraine, musica e tradizioni ucraine, discorsi su un’Ucraina forte e indipendente — e soprattutto un messaggio chiaro: no ai “nuovi arrivati” armati, i cosiddetti “separatisti”. Ed è qui il punto chiave: il Partito delle Regioni era la forza dominante nel Donbas. Nel ballottaggio presidenziale del 2010 Yanukovyč ottenne circa il 90% a Donetsk e Luhansk; nel 2012 il partito raccolse circa il 60% complessivo nel Donbas (Donetsk e Luhansk), confermandosi la forza politica largamente maggioritaria. In più, controllava gran parte delle amministrazioni locali e la maggioranza dei principali comuni. Eppure, ancora oggi, ci ripetono che “il Donbas è sempre stato russo”. Vediamo i fatti nel thread seguente. 1/7 ⤵️




The tank farm at Russia’s Tuapse oil refinery and export terminal is heavily ablaze tonight after a massive Ukrainian drone attack.









Proud Mama. Proud European. 🇪🇺





«Facciamo subito un negoziato sull’Ucraina perché dobbiamo comprare il gas russo», dice Giuseppe Conte.