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@Bohriz

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Italia Katılım Mart 2013
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Auschwitz Memorial
Auschwitz Memorial@AuschwitzMuseum·
The post above is an example of Holocaust denial. More on Stop Denial page: auschwitz.org/en/stop-denial… Due to the fire hazard, in 1944, construction began on 10 firewater reservoirs (out of a total of 17 planned) within the Auschwitz camp complex. One of these, measuring 25 x 5 meters, was built inside the Auschwitz I camp fence, near the so-called Birkenallee. It is likely that during the final stages of construction, the reservoir was equipped with swimming pool elements: starting blocks, a diving board, and a ladder. Survivors’ testimonies provide different interpretations of the reasons for this modification. One theory suggests that camp functionaries (block leaders, kapos) initiated the addition of these swimming pool features. Allegedly, camp physician Eduard Wirths approved the idea under the pretext that swimming would improve prisoners' physical condition and thus increase their ability to work. This theory seems plausible since such modifications could not have been made without the approval of the SS authorities, as they required scarce materials—bricks, iron, and mortar. The denier's argument that the presence of a swimming pool in Auschwitz proves that prisoners enjoyed excellent living conditions and therefore the high mortality rate was impossible, is entirely false. Learn about strategies employed by Holocaust deniers to spread misinformation and falsehoods. Online lesson: lekcja.auschwitz.org/negacjonizm_en/ Podcast: youtube.com/watch?v=gAMiCy… The denier's argument that the presence of a swimming pool in Auschwitz proves that prisoners enjoyed excellent living conditions and therefore the high mortality rate was impossible is entirely false.ose prisoners who risked their lives to document and convey the truth about German crimes, as well as to the Survivors who still bear the trauma of their personal experiences.
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Marco Lombardo
Marco Lombardo@mlombardo81·
Il festival organizzato da Russia Today sulla propaganda russa che si è svolto al cinema Nosadella di Bologna è illegale. Non si tratta di libera manifestazione del pensiero, ma di una violazione del regolamento europeo che prevede misure restrittive nei confronti degli organi di propaganda del Cremlino, come Russia Today, disponendo il divieto di trasmettere, consentire, facilitare o contribuire alla diffusione della propaganda del Cremlino. Com’è possibile che nessuna autorità italiana sia intervenuta? Com’è possibile che il regolamento sia inapplicato solo in Italia e Ungheria? Abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare al Ministro Piantedosi e se non otterremo risposte, siamo pronti a denunciare il Governo italiano alla Commissione europea perché avvi una procedura d’infrazione contro l’Italia
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Vladislav Maistrouk
Vladislav Maistrouk@MaistroukV·
@DonbassItalia Sarete braccati ovunque, non potrete più spargere il vostro veleno indisturbati. Vi schierate con i fasci russi? Avrete la resistenza
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Francesco
Francesco@Francesco_3941·
Mini e Travaglio non sanno assolutamente nulla dell’Ucraina. I russofoni del Donbas, come nel resto dell’Ucraina, non hanno mai voluto separarsi dall’Ucraina. L’intervento “manu militari”, cioè l’invasione russa, non è servito ad aiutare alcun presunto indipendentismo dei russofoni del Donbas. Persino i sostenitori e i politici di Yanukovich, cioè i più “filorussi” del Donbas, erano nettamente contrari all’invasione russa e ai nuovi cosiddetti “separatisti” arrivati dalla Russia. Guardate i video qui sotto. Quelli erano i soli, veri russofoni favorevoli a mantenere rapporti commerciali con la Russia. Non troverete nessun politico di Yanukovich tra i leader dei cosiddetti “separatisti”. Questo, da solo, dovrebbe bastare a capire quanto fosse artificiale e pilotata quell’operazione. I “separatisti del Donbas” non sono mai esistiti come movimento autentico e radicato nella popolazione locale. Si è trattato di un’enorme operazione di messa in scena, finanziata e armata dal Cremlino. I separatisti sono stati un’invenzione imposta con la forza da Mosca, non un intervento in difesa dei russofoni del Donbas. Per favore, smettete di dare credito a questo falsario, che non conosce assolutamente nulla dell’Ucraina né prima del 2014 né dopo il 2014. Travaglio è soltanto un megafono della propaganda russa.
Francesco@Francesco_3941

Per chi crede alla favola che “il Donbas è sempre stato russo”: 📹 guardate questo video. Mostra le manifestazioni pro-Yanukovyč e anti-Maidan nel Donbas (2013–2014) e il congresso del Partito delle Regioni (la principale forza politica filo-russa dell’epoca) con 3.500 tra sindaci e amministratori locali il 16 aprile 2014 — quando la Russia aveva già annesso la Crimea e gruppi armati avevano già occupato edifici pubblici e caserme nel Donbas. Tre domande semplici: 👉 vedete bandiere russe? 👉 sentite richieste di secessione? 👉 sentite appelli all’intervento militare di Mosca? No. Al contrario: troverete bandiere ucraine, musica e tradizioni ucraine, discorsi su un’Ucraina forte e indipendente — e soprattutto un messaggio chiaro: no ai “nuovi arrivati” armati, i cosiddetti “separatisti”. Ed è qui il punto chiave: il Partito delle Regioni era la forza dominante nel Donbas. Nel ballottaggio presidenziale del 2010 Yanukovyč ottenne circa il 90% a Donetsk e Luhansk; nel 2012 il partito raccolse circa il 60% complessivo nel Donbas (Donetsk e Luhansk), confermandosi la forza politica largamente maggioritaria. In più, controllava gran parte delle amministrazioni locali e la maggioranza dei principali comuni. Eppure, ancora oggi, ci ripetono che “il Donbas è sempre stato russo”. Vediamo i fatti nel thread seguente. 1/7 ⤵️

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David Carretta
David Carretta@davcarretta·
Per memoria: non è l’Ue che ha tagliato il gas russo nel 2021/2022, è la Russia che ha tagliato le sue forniture per sottomettere gli europei alla sua volontà sull’Ucraina. Prima uscendo dal mercato spot, poi riducendo i flussi via gasdotto sui contratti di lungo termine.
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Andrea Opachi
Andrea Opachi@OpachiAndrea·
Quando il 'Presidente' chiama, i suoi uomini migliori rispondono... anche se la chiamata arriva in cirillico. La serie TV che tutti aspettavano!
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Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
Oggi Marco Travaglio era in vena di confessioni. Confessioni importanti aggiungerei, vista la proverbiale reticenza dei giornalisti a rivelare le proprie fonti, e che ci spiegano come l’ubiquo direttore (che riesce ad essere contemporaneamente dalla Gruber, sul Nove, in teatro, in redazione e alla presentazione di uno dei libri che sforna a getto continuo, praticamente nello stesso momento) selezioni le proprie. Racconta infatti Travaglio che, nel febbraio 2022, colto dalla sincera urgenza di aiutare il povero popolo ucraino ingiustamente invaso (cosa della quale non osiamo dubitare, vista la figuraccia internazionale inanellata due giorni prima dell’invasione deridendo i servizi USA che la ritenevano imminente ed i successivi 4 anni di onorato impegno nel campo della disinformazione), ha pensato bene di ignorare pile di rapporti OSCE e ONU, decine di report di organizzazioni internazionali, collettivi investigativi e centri studi indipendenti, i quali avrebbero permesso a Direttore di raccontare, prove alla mano, le manovre avviate dalla Russia per destabilizzare l’Ucraina fin dal 2013, e di farsi invece spiegare come stavano le cose da un “esperto”. L’esperto in questione è il generale Fabio Mini, perché si sa che il Fatto, in tema di propaganda sceglie solo il meglio. All’epoca Mini aveva già al suo attivo dichiarazioni pubbliche che erano musica per le orecchie del lettore medio del Fatto, come il sostegno alle teorie sulle scie chimiche, a quelle del complottista Jaques Baud e di assonanza con organizzazioni quali il Fronte del Dissenso, che si era distinto per la diffusione di tesi antiscientifiche in epoca COVID. Ma ad aver impressionato Travaglio deve essere stato di sicuro il curriculum di Mini. Dall 2009, come raccontai anche io in un altro post, l’alto ufficiale è membro del Comitato Scientifico della rivista Eurasia, che, si spiega in un dossier uscito di recente, nasce dalla necessità di una propria piattaforma da parte “di neofascisti italiani”. Nello stesso comitato sono presenti nomi come quello del fasciosuprematista Alexander Dugin (il quale sogna un impero autoritario eruoasiatico guidato da Mosca) e Sergei Baburin (ex Vice Presidente della Duma, già membro del partito di estrema destra e populista russo Rodina e poi fondatore e presidente di Rossijskij Obščenarodnij Sojuz, cioè "Unione di tutto il popolo russo"). Nel 2011 parte del team, incluso il caporedattore Tiberio Graziani (membro del consiglio supremo del movimento eurasiatico) trasloca nella rivista Geopolitica, fondato dall’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie – ISAG, dove, nel comitato scientifico approdano di nuovo Mini, Dugin e Baburin. Il nuovo progetto, a differenza del precedente viene utilizzato dalla Russia per coinvolgere un pubblico di sinistra. I suoi analisti partecipano stabilmente agli eventi organizzati dal Movimento di Dugin. Alla fine di ottobre 2023 Mini partecipa anche alla conferenza di pace internazionale organizzata a Roma dal Fronte del Dissenso, condividendo le dichiarazioni finali, nelle quali si legge che l’Occidente mira a rendere vassalle la maggior parte delle nazioni del mondo, ma si parla anche di attacco alla Russia e provocazioni NATO contro Cina e Corea. Viene menzionata persino una “sanguinosa” ed “illegale” espansione ad est dell’Alleanza Atlantica e si indica la sua sconfitta in Ucraina come prerequisito per la pace mondiale. Lo stesso gruppo, nei primi due anni e mezzo di guerra ha organizzato almeno una dozzina di manifestazioni filorusse con l’hashtag #stopKillingDonbass, la cui piattaforma di norma include la richiesta di cancellazione delle sanzioni nei confronti della Russia e la condanna verso la richiesta di arresto di Putin emessa dalla Corte Penale Internazionale. Neanche a dirlo, tra gli incarichi del Generale Mini spicca anche la partecipazione al comitato scientifico della rivista Limes, che annovera relatori quali Sergei Karaganov, politologo ed economista russo, nonché fondatore di piattaforme strategiche per il sostegno dell’influenza russa e più di recente coautore di un libro nel quale ribadisce, insieme all’ex colonnello del GRU Dimitrij Trenin, la necessità di una modifica della dottrina nucleare russa, passando apertamente dalla deterrenza alla minaccia esplicita, avendo entrambi parlato in passato dell’opportunità di un attacco atomico preventivo contro l’Occidente. Con simili frequentazioni non sorprende ad esempio che Mini, in una simpatica chiacchierata con la TASS il 28 maggio 2023 si sia lasciato andare a dichiarazioni raccapriccianti come quella in cui si riferisce alle regioni illegalmente occupate dalla Russia come “territori rivendicati dall’Ucraina”, affermando anche che i vertici del Cremlino avevano sino ad allora “dimostrato la massima razionalità e moderazione”. In alcune dichiarazioni rilasciate all’Antidiplomatico, invece, parla degli eventi del 2014 come una guerra di “liberazione” dal “regime di Kyiv”. Davanti a cotanti rigore scientifico, imparzialità e serenità di giudizio, perché il Direttore di una testata nazionale avrebbe dovuto preoccuparsi di verificare le migliaia di idiozie propalate sotto dettatura, prima di copiarle parola per parola in 4 anni di patetici editoriali, libri, spettacoli e interventi televisivi? Ma tant’è. Dopo 50 mesi siamo ancora al tentativo di ingannare il decerebrato lettore, perché non distingua tra russofono e russofilo, tra annessione (alla Russia) e ammissione (alla NATO) e tra aggressore e aggredito. D’altra parte Travaglio ha anche le sue ragioni: ad un pubblico da circo non puoi certo proporre un convegno di storia. Al massimo puoi offrire un clown.
Marco Setaccioli tweet mediaMarco Setaccioli tweet media
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Vatnik Soup
Vatnik Soup@P_Kallioniemi·
Kash Patel was paid by a Russian filmmaker with Kremlin ties who produced programs promoting conspiracies and anti-West views The filmmaker himself, Igor Lopatonok, previously received money from Putin’s fund. Patel participated in the creation of Lopatonok’s documentary depicting the Trump administration as victims of a conspiracy that “destroyed the lives of those who stood by Donald Trump”
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Giovanni Oliverio
Giovanni Oliverio@OliverioGiov·
@Libero_official E voi lo dite come se fosse la cosa più giusta del mondo. Dire che fate schifo è farvi un complimento. Siete proprio figli della merda.
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IlGuffanti 🇮🇹 🇺🇦
IlGuffanti 🇮🇹 🇺🇦@guffanti_marco·
BORGHI e BAGNAI han portato la Lega dal 33% al 6%. Volevano portarci fuori dall’euro in un week end, porteranno la Lega fuori dal Parlamento.
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Jack Kowalski
Jack Kowalski@jackkowalskji·
@Axen0s premetto che la Murgia non mi e' mai stata simpatica, ma che c'entra con il post patetico della disagiata europea...
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@MarcoFattorini Per due voti in più direbbe qualsiasi cosa. Purtroppo ha un seguito di vecchiette e vecchietti e 4 sfigati che capiscono poco niente, all'infuori del proprio portafoglio.
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Marco Fattorini
Marco Fattorini@MarcoFattorini·
Cos’ha detto Matteo Salvini alla manifestazione dei Patrioti a Milano? «Torniamo ad acquistare gas e petrolio dalla Russia, visto che non siamo in guerra con Mosca» «Bruxelles vuole affrontare la crisi energetica con un nuovo lockdown» «I nostri figli non hanno bisogno di un esercito europeo» «Oriana Fallaci come Charlie Kirk, due patrioti per la democrazia e la libertà» «Un abbraccio mio e di tutti i Patrioti a un amico che si chiama Viktor Orban»
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Giovanni Rodriquez
Giovanni Rodriquez@GiovaQuez·
Salvini: “Gli Stati Uniti hanno sospeso fino al prossimo 16 maggio le sanzioni che bloccavano il commercio e l'acquisto di petrolio russo. Torniamo a prendere gas e petrolio dalla Russia, visto che non siamo in guerra con la Russia.” Non aspettava altro.
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