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Iran vs Occidente. Con l'attacco alla Diego Garcia la guerra si fa globale dlvr.it/TRd1xB
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@HuffPostItalia Tra l'altro, si è parlato poco del problema che ha avuto la portaerei Gerald R. Ford.
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Perché un'escalation in Iran può essere inevitabile dlvr.it/TRct9B
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Gentile dr. Cazzullo,
parto da lontano, mi segua, la prego.
Se davvero si vuole capire una città italiana, non bisogna partire dai monumenti, né dalle guide ben scritte, né dalle fotografie in controluce che rendono tutto più nobile di quanto sia.
Bisogna invece entrare da un antiquario, o meglio ancora da un rigattiere, o in un mercatino di robe vecchie, in una di quelle botteghe dove il tempo si deposita senza criterio e senza gerarchia, dove gli oggetti sopravvivono non perché valgano ma perché nessuno ha avuto il coraggio di buttarli via.
È lì che una città si racconta e comincia a tradirsi.
A Napoli questo tradimento è magnifico.
Entrare da un "o' sapunar" significa trovarsi davanti a un piccolo trattato involontario di antropologia: una statuina sacra accanto a un oggetto osceno, un libro consumato vicino a una cornice dorata senza quadro, una Madonna con lo sguardo assorto e subito sotto qualcosa di apertamente triviale, quasi che il sacro e il profano non abbiano mai litigato davvero ma abbiano soltanto deciso, da secoli, di dividersi lo stesso spazio.
È forse questa la vera grammatica di Napoli, quella che Paolo Sorrentino ha capito meglio di tanti altri cioè una città dove ogni cosa è teatrale senza chiedere permesso, dove ogni oggetto sembra già aver recitato una parte e ogni volto contiene una battuta che deve ancora pensare.
Napoli è piena di silenzi improvvisi infilati dentro il rumore, come fenditure inattese.
Urla, motorini, canzoni sgraziate, la voce quasi ferita di Mario Merola, la malinconia popolare di Nino D'Angelo, e poi, senza preavviso, l'eleganza armonica di Pino Daniele, che sembra arrivare per ricordarti che la raffinatezza qui non è mai stata il contrario del popolo ma una sua improvvisa mutazione.
Per questo Napoli è bellissima e sfatta insieme.
Il problema, gentile dr. Cazzullo, è che chi prova a raccontarla spesso cade nella tentazione di renderla leggibile, esportabile, ordinata.
Una Napoli addomesticata, tradotta in un linguaggio rassicurante, quasi pedagogico. È qui che il suo racconto si fa debole e non per cattiva fede, ne sono certa, ma perché cerca di riordinare una città che vive invece di dissonanze.
Napoli non si lascia ridurre a una melodia sola. Se è Pino Daniele, allora è anche Sal Da Vinci. Se è eleganza, è anche scultura sgraziata, devozione popolare, eccesso, ridondanza, kitsch.
"Napule è".
Facciamo pace con Napoli, dr. Cazzullo, perché questa città sopravvive sbagliata e vive perfetta.
In eterno.
Con simpatia.
Una lettrice.
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#cinema " Non sono mai stato amato da nessuno, io. " #TittaDeGirolamo Le conseguenze dell’amore . #PaoloSorrentino ✨🎞️

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@GretaSalve Nel film di Martone è la mamma di Anna Bonaiuto; io la ricordo anche quale grande interprete del brano "Ipocrisia".
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@marilovesgr33n Perché in un'epoca, in cui si corre, c'è meno spazio per la poesia.
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@Frenkie_Woody Una marca e un modello: Cotton Belt 18 Kt, con i rivetti d'oro a 18 carati.
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