Birritta Russa

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Birritta Russa

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@BrecciaCa

Terrestre, europeo, italiano, siciliano.

Katılım Şubat 2020
802 Takip Edilen79 Takipçiler
Birritta Russa
Birritta Russa@BrecciaCa·
@OdioAnfeta Destropiteco inventa una cretinata random e poi scrive un post indignato sulla cretinata inventata da lui.
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Squiddy98
Squiddy98@OdioAnfeta·
Domanda seria che rivolgo a tutti: Perché quando la sinistra manifesta in piazza non si riesce mai a trovare una, UNA, bandiera italiana?
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Andrea Parrella
Andrea Parrella@AndreaParre87·
@parallelecinico Prendere in giro? Sto solo rispondendo a un commento su una questione che non ho curato e mi sottoponi. Guardo ciò che mi linki e noto il dettaglio della foto che cita la stessa persona che citavi tu nel post su X. Per il resto posso rispondere del mio lavoro e basta.
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Andrea Parrella
Andrea Parrella@AndreaParre87·
1. Pubblichi una notizia su #Fanpage. 2. Dopo 3 giorni viene rubata letteralmente, con tanto di virgolettato. 3. Nessuno ti cita nemmeno per scambio, anzi viene citato il giornale che se ne appropria. 4. Google News ti ghosta. 5. Evviva. #LuisSal #MuschioSelvaggio
Andrea Parrella tweet mediaAndrea Parrella tweet media
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Birritta Russa
Birritta Russa@BrecciaCa·
@Ignazio_LaRussa Con la scomparsa di Arditti si è abbassata drasticamente la qualità media dei giornalisti schierati a destra. Era uno dei pochi che salvava la faccia alla categoria.
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Ignazio La Russa
Ignazio La Russa@Ignazio_LaRussa·
In queste ore abbiamo sperato in un miracolo che purtroppo non è arrivato: Roberto Arditti non è più tra noi. Se ne va una persona perbene, un uomo di profonda cultura e figura autorevole del giornalismo e della comunicazione istituzionale. Nel corso della sua lunga carriera, Roberto ha posto la sua intelligenza e la sua professionalità anche al servizio del Senato della Repubblica, lasciando un segno indelebile nel dialogo tra informazione e istituzioni. Alla sua famiglia desidero rivolgere il sincero e profondo cordoglio, mio personale e del Senato della Repubblica.
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Dario D'Angelo
Dario D'Angelo@dariodangelo91·
🚨🚨🚨🪖🇺🇸 Donald Trump: "Sto valutando seriamente di ritirare gli Stati Uniti dalla NATO".
Dario D'Angelo@dariodangelo91

🚨🚨🚨🪖🇮🇹🇺🇸🇮🇱🇮🇷 Buon pomeriggio a tutti. Spero che questo articolo venga recepito per quel che è: non una dichiarazione politica. Ma siccome la speranza, in particolare sui social, se la porta via un clic, è necessaria una piccola premessa.  In Italia siamo abituati al fatto di riconoscere giornalisti e opinionisti per appartenenza politica: “Quello vota X”, “quell’altro è contro Y” e “quell’altro ancora è vicinissimo a Z”. Credo non ci sia nulla di più sbagliato per chi fa informazione. Nel mio piccolo, non senza difficoltà - perché in questo mondo funziona così - ho cercato di chiarire fin da subito ai miei interlocutori che il Blog rispetta ed è corretto con tutti, ma non fa sconti a nessuno quando si tratta di dare notizie. Penso che chi segue il Blog da più tempo possa testimoniarlo: i retroscena, anche quelli più scomodi, hanno riguardato tutti - e dico tutti - i partiti e i loro leader.  Questa lunga e sfibrante premessa per dire cosa? Per dire che quanto sta accadendo da questa mattina in Italia è un gioco molto pericoloso, qualcosa di cui rischiamo di pentirci.  Decine di dichiarazioni di parlamentari - molti dei quali sono fonti del Blog, per dire - stanno tentando di “speculare” politicamente sulla vicenda Sigonella. Ora capite il perché della premessa. Volevo e voglio che sia chiaro: qui non si tratta di parlare “bene” del governo, di difendere l’operato del presidente del Consiglio o di questo ministro della Difesa. Soltanto ieri il Blog ha pubblicato rumours che di certo non vanno nel senso auspicato dalla maggioranza. Come ripeto sempre: rispondo solo a migliaia di lettori che hanno la pazienza di leggermi, non sono interessato a tirare la volata ad alcuno.  Detto questo, attenzione: la tentazione di “politicizzare” questa vicenda è comprensibile, a maggior ragione nei giorni in cui la possibilità di elezioni anticipate è entrata nelle discussioni di tutti i partiti. Ma spero sia chiaro: qui stiamo rischiando l’osso del collo.  Conosciamo Donald Trump. Lo abbiamo visto in azione per quattro anni. E questo bis alla Casa Bianca sta confermando che siamo in presenza di un attore imprevedibile, per usare un eufemismo. Ma l’Italia ha il dovere - dal mio punto di vista - di muoversi coi piedi di piombo: perché la prima regola, nella vita, è essere consapevoli dei propri limiti.  È facile parlare di “guerra illegale”, suggerire di negare esplicitamente l’utilizzo delle basi italiane agli alleati.  Porta voti, oggi, vietare l’utilizzo del proprio spazio aereo agli aerei diretti in Israele.  E garantisce una cospicua dose di like dire: trattiamo Trump come un bullo.  Però occhio, perché dopo aver gonfiato il petto e alzato la cresta bisogna essere conseguenti. Provate a parlare con alti esponenti delle forze armate italiane: vi diranno che i nostri ragazzi sono bravi, che sono stimati per le loro capacità in giro per il mondo, ma che purtroppo non sono ancora in grado di difenderci dal tipo di guerra moderna a cui stiamo assistendo in questi anni. Possiamo parlare quanto vogliamo di difesa europea, di esercito comune: la verità è che con tutta la buona volontà non siamo pronti. Non lo saremo per diversi anni a venire.  E quindi? E quindi attenzione. Perché Donald Trump sta flirtando non con l’uscita della NATO, ma con la sua fine politica. Siamo un passo oltre lo stato di “morte cerebrale” profetizzato anzitempo da Emmanuel Macron. Siamo dentro il precipizio, nella condizione che vede gli Stati Uniti minacciare la fine del proprio ombrello di sicurezza sul Vecchio Continente. Siamo al punto in cui Trump, indirettamente, sta segnalando a Mosca un messaggio che il Cremlino, un brutto giorno, potrebbe leggere come un via libera, un “fate pure”.  Dinanzi a questo tipo di scenario, il dovere del governo e dell’opposizione dovrebbe essere uno: mettere in sicurezza il Paese. Farlo significa turarsi il naso ed evitare qualsiasi tipo di attrito con Washington. No, non si tratta di avere paura. E neanche di comportarsi da servi, di mettere sotto i piedi la propria dignità. Significa accendere il cervello, realizzare quelli che sono i nostri limiti. Se non lo si vuole fare per sentimento, lo si faccia almeno per convenienza. Perché? Perché oggi può apparire un’eventualità lontana, ma gli ultimi anni dovrebbero aver fornito abbastanza elementi sul fatto che non esiste al mondo un solo luogo che sia sicuro. Cosa sto dicendo? Che un terremoto nei rapporti transatlantici come quello che stiamo sperimentando in queste ore potrebbe solleticare in un futuro non troppo lontano gli appetiti di molti.  E allora? E allora piuttosto che una dichiarazione roboante sulle agenzie o sui social per attaccare il governo, meglio una telefonata in più. Meloni, a mio avviso saggiamente, sta tentando di camminare in equilibrio su un filo sottilissimo. Restare con l’Europa senza perdere Washington. È un esercizio difficile? Sì. Ne vale la pena? Pure. Ve lo dice uno che - ho preso posizione fin da subito e la rivendico - ritiene sia stato sbagliato non schierarsi in maniera più netta dalla parte di Israele e USA nella guerra contro l’Iran. Lo stesso che avrebbe auspicato maggiore disponibilità a impegnarsi per riaprire Hormuz.  Come sopra: grazie a Dio non ho necessità di compiacere il potente di turno. Sono e sempre sarò lontano da certe logiche. Le notizie arrivano sul Blog perché per fortuna siete tanti a leggerlo. Ed è interesse di tutti gli attori “servirsi” di questo strumento. Ma a questo punto vi chiedo: che succede se stamattina sullo smartphone di Trump arriva la notizia - dimostratasi falsa - che l’Italia ha “negato” le basi agli americani? Qualcuno dirà: nulla. Eppure in un contesto così teso può bastare un fraintendimento a mettere in discussione un’alleanza che già traballa di suo.  Anche i giornali, chi fa comunicazione, dovrebbero mostrare maggiore responsabilità. Perché ci sono cose che contano più dei clic. Ci sono cose che contano più dei voti. Paesi più maturi (e sfortunati) del nostro, lo hanno scoperto senza volerlo, quando la guerra non ha bussato alla loro porta, l’ha sfondata del tutto. In quel momento, hanno capito che tutte le loro divisioni erano nulla, una barzelletta, una fesseria, rispetto al nemico che voleva privarli delle loro vite. Oggi rimpiangono i tempi in cui potevano dividersi, litigare su tutto.  Mi rendo conto che questo articolo possa suonare oltremodo pessimista. Non è certo il tipo di punto nave a cui siete abituati, ma il momento è davvero complesso, per me è il più pericoloso da molti decenni a questa parte. Spero si sia capito. Come spero si sia capito il senso di questo articolo. A chi ha apprezzato, a chi vorrà restare aggiornato sui prossimi sviluppi, grazie. Vi aspetto sul Blog. Un Blog indipendente, sempre: dangelodario.it/iscriviti

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Nick Adams
Nick Adams@NickAdamsinUSA·
Anything is possible in America if you’re willing to work hard and dream big. I’m living proof of that.
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Birritta Russa
Birritta Russa@BrecciaCa·
@AngeloBonelli1 Se, per inusitata congiunzione astrale, dovessimo vincere le prossime elezioni, è essenziale fare piazza pulita all'interno delle questure, ormai covo di neofascismi, e buttare fuori dalle forze dell'ordine chiunque abbia manifestato atteggiamenti contrari ai valori democratici.
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Angelo Bonelli
Angelo Bonelli@AngeloBonelli1·
Si tratta di una vicenda di una gravità inaudita, ancora peggiore perché avvenuta a poche ora dalla grande manifestazione di oggi pomeriggio. È inaccettabile che in Italia una parlamentare sia sottoposta a controlli preventivi.
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Angelo Bonelli
Angelo Bonelli@AngeloBonelli1·
Ilaria Salis ha denunciato di essere stata svegliata da due agenti di polizia che si sono presentati nella sua camera d’albergo a Roma per effettuare un ‘controllo preventivo’. Nonostante lei si sia qualificata subito, hanno atteso quasi un’ora prima di andare via. (Continua)
Angelo Bonelli tweet media
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Birritta Russa
Birritta Russa@BrecciaCa·
@echelonbrother @politikosit @ugoarrigo È un veneziano che ha lavorato in tutto il mondo, acquisendo esperienze e contatti che il politico italiano medio si sogna, ed ha sempre tenuto un forte legame con la città, insegnando anche alla Ca' Foscari. Ci sta che si voti altro, ma è pienamente legittimato a candidarsi.
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Politikos
Politikos@politikosit·
Michele #Boldrin si candida a sindaco di Venezia. “A suo sostegno si presenta la lista di ORA!, una squadra giovane (età mediana 34 anni) fatta di persone che hanno deciso di mettersi in gioco davvero per il futuro della città, senza arrendersi al declino”, annuncia il partito.
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Birritta Russa
Birritta Russa@BrecciaCa·
@ultimoranet Sempre più sulla strada di Putin. Tra poco offriranno amnistia alla peggiore feccia carceraria e cittadinanza USA immediata ai peggiori ceffi del mondo in cambio dell'arruolamento.
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Ultimora.net
Ultimora.net@ultimoranet·
L'esercito degli Stati Uniti alza l'età massima per l'arruolamento da 35 a 42 anni per ampliare il bacino di reclutamento. Saranno ammessi anche candidati con una singola condanna per reati legati alla marijuana, senza necessità di autorizzazioni speciali
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Birritta Russa
Birritta Russa@BrecciaCa·
@Enricicca @AngeloBonelli1 La Meloni sarà fuori dai giochi prima dell'inizio della campagna elettorale. Il prossimo candidato premier della destra sarà Marina Berlusconi. E la sx, come sempre (purtroppo, dico io), lo capirà solo quando sarà troppo tardi. Per poi fare la solita analisi della sconfitta.
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Angelo Bonelli
Angelo Bonelli@AngeloBonelli1·
La crisi politica nel centrodestra impone un’accelerazione nella definizione del programma del centrosinistra. La destra al governo dell’Italia ha superato il limite dell’ipocrisia: se il No non avesse vinto, sarebbero rimasti tutti al loro posto.
Angelo Bonelli tweet media
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Frenkie_Woody
Frenkie_Woody@Frenkie_Woody·
Mettiamola così: prossimo Presidente della Repubblica, prossimo Presidente del Consiglio… cosa ne pensate?👇
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Birritta Russa
Birritta Russa@BrecciaCa·
@ngiocoli Ragionamento troppo intelligente e sottile. Nella prima repubblica sarebbe stato così, ma questi non sono capaci di connettere due neuroni. Altrimenti avrebbero gestito la campagna per il sì in modo molto diverso.
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Nicola Giocoli
Nicola Giocoli@ngiocoli·
Forse la faccio troppo abile, ma una crisi di governo indotta da una ministra che non si dimette sarebbe la scusa perfetta per presentarsi agli elettori - o magari, chissà, a un vasto arco parlamentare - dicendo: "Visto? Davvero non c'è nulla da cambiare nella Costituzione?"
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Birritta Russa
Birritta Russa@BrecciaCa·
@askanews_ita Sta scaldando i motori per essere la futura candidata premier. Al momento è l'unica figura del csx che abbia qualche chances di vittoria.
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askanews
askanews@askanews_ita·
Centrosinistra, #Salis: in caso di primarie non sosterrò nessuno
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Filippo Facci
Filippo Facci@FilippoFacci1·
Ve lo dico: è fatta.
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Birritta Russa
Birritta Russa@BrecciaCa·
@mbgiuffrida @lucatelese Tranquillo. Chi ha una cultura minima antifascista, o, semplicmente, ha studiato un po' di storia, ha capito perfettamente.
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Luca Telese
Luca Telese@lucatelese·
Allora, forza: “Aldo dice ventisei per uno”. Ripeto: “Aldo dice ventisei per uno!”. 😎 #referendum
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Birritta Russa
Birritta Russa@BrecciaCa·
@SandroRossi_x Sembra in grado di scalzarla, nessuno che vuole davvero cambiare le dinamiche interne. Una deputazione ed una classe dirigente di livello bassissimo, incapace di muovere dibattito interno che non sia legato a ruoli o candidature. Nessuno che discute o porta avanti temi politici.
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Birritta Russa
Birritta Russa@BrecciaCa·
@SandroRossi_x Non esiste più, perchè ognuno ha il suo contentino, il suo orticello in cui far prosperare le proprie clientele. Un partito ridotto al voto degli idealisti che lo votano sempre e comunque, che sono il 18-20% dell'elettorato, con piccole oscillazioni. Nessuno che ⬇️
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Timostene
Timostene@SandroRossi_x·
Il PD merita un leader. Schlein non lo è. Lo dico da militante PD. Da persona di sinistra. Da antifascista. Venerdì sera, nello speciale di Mentana su La7, Meloni e Schlein si sono alternate sullo stesso palco per dire le loro ragioni sul referendum. La Meloni ha occupato lo spazio, ha dettato il ritmo, ha costretto tutti a rispondere a lei. Schlein ha parlato, certo. Ha detto cose anche giuste. Ma guardiamola senza filtri di partito. Parla troppo veloce, non respira, non concede una pausa né a sé stessa né a chi ascolta. Alza la voce come se gridare fosse un sostituto della forza. Chi è sicuro di sé rallenta, lascia spazi, sa che il silenzio non è vuoto ma peso. Chi è insicuro accelera, riempie, grida, perché ha paura che se si ferma qualcuno gli tolga la parola. Schlein comunica come una persona in difesa. Non come una leader. Sembra una rappresentante d’istituto in un professionale che ripete slogan scritti da altri, più preoccupata di non perdere il turno che di dire qualcosa che resti. La Meloni mente, manipola, costruisce narrazioni tossiche, ma dal punto di vista della comunicazione è devastante. Schlein no. Schlein fa venir voglia di cambiare canale. Lo dico con dolore, perché ogni volta che la vedo in televisione cerco di ascoltarla fino in fondo. Cerco il momento in cui mi convincerà. Non arriva mai. Nelle chat di sezione lo dicono tutti, sottovoce, come se fosse una bestemmia. “Non buca.” Due parole che pesano come un macigno. Il referendum sulla separazione delle carriere lo ha dimostrato in modo ancora più brutale. Il fronte del “sì” era compatto, visibile, organizzato. Sapevi cosa volevano e perché. Il fronte del “no” lo hanno tenuto in piedi i magistrati e i comitati civici. Il PD dov’era? Presenza mediatica quasi nulla. Messaggio confuso. Esponenti che si contraddicevano tra loro in pubblico. Il principale partito di opposizione ha rinunciato a guidare una battaglia che toccava il cuore della democrazia costituzionale. Questo non è un problema di comunicazione. È un fallimento di direzione politica. Il problema non è solo Schlein. È un partito che non riesce più a funzionare come una cosa sola. Due anime che non producono dialettica ma paralisi. Lo si è visto proprio sul referendum: nessuna linea chiara, nessuna strategia comune, ognuno a dire la sua in contraddizione con il compagno di partito della sera prima. Schlein sta a capo della corrente più debole, quella nostalgica, quella dei reduci che non si sono accorti che la storia è andata avanti. Le correnti non le ha cancellate. Non le ha nemmeno sterilizzate. Ha lasciato che ogni prima donna si costruisse il proprio palcoscenico per ritagliarsi un titolo di giornale, mentre nelle riunioni si portano ancora rancori che non riguardano più nemmeno Renzi, eppure continuano a girare intorno a Renzi. Il dibattito interno è fermo a un conflitto già superato dalla realtà. Fuori il mondo cambia. Dentro il PD si litiga sulle stesse cose di dieci anni fa. Nel frattempo lascia praterie aperte a Conte e ai 5 Stelle filorussi, in nome di un campo largo nel quale Conte stesso non crede e che usa solo per tenere il PD in ostaggio. Ogni volta che Schlein tende la mano, Conte la tira indietro e chiede di più. È un ricatto travestito da alleanza. Schlein non lo vede, o finge di non vederlo. Il PD ha bisogno di un leader che sappia stare davanti a una telecamera senza sembrare in difesa. Che sappia rispondere alla Meloni colpo su colpo, con la stessa velocità e la stessa cattiveria, ma dalla parte giusta. Qualcuno che quando parla ti faccia sentire che la sinistra è ancora viva. Che non sia un funzionario di partito travestito da innovatore. Che abbia il coraggio di mandare a casa le correnti e dire: si fa così, punto. Ne abbiamo bisogno adesso. Perché un partito che non sa guidare nemmeno la campagna per un referendum non è un’opposizione. È uno spettatore.
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Sea-Watch Italy
Sea-Watch Italy@SeaWatchItaly·
Basta così. Non sottoporremo le 57 persone a bordo di #SeaWatch5 a un viaggio di altri 1.100 km per raggiungere Marina di Carrara. È tortura di Stato. Disobbediamo a questo ordine assurdo e facciamo rotta verso Trapani.
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