Sabitlenmiş Tweet
Frank Callagher
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#Italy - An Italo Foschi flag is seen in the stands of Roma.
Foschi was a fascist figure who was influential in sports and politics in Rome during Mussolini’s era and played a key role in the founding of AS Roma. He was also an active member of the Italian Fascist Party and a representative for the Rome region.

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La #Lega presenterà un disegno di legge che prevede 15 anni di galera per chi partecipa a movimenti anarchici e antifascisti! Queste le priorità del #GovernoMeloni, quelle carogne che avete votato!

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Questo signore qualche anno fa, più o meno dopo la seconda mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, venne accusato di aver costruito la Primavera del Lecce (campione d’Italia) con troppi ragazzi stranieri.
La sua risposta fu semplice: i giovani italiani costano molto più degli stranieri.
Spiegò poi che, se avesse trovato le stesse opportunità nel Salento o nel resto d’Italia, avrebbe scelto senza esitazione i ragazzi italiani, perché sarebbe stato tutto più facile e meno dispendioso anche in termini organizzativi.
Perché scovare ragazzi all’estero è complicato: bisogna prendere aerei, treni, fare viaggi, osservazioni. In Italia, invece, ci si potrebbe muovere anche a piedi.
Sembra un paradosso, ma è la triste realtà.
Ma perché un giovane italiano costa più di uno straniero?
La risposta è semplice.
In Italia gioca chi ha i soldi.
Molti ragazzi di famiglie modeste o non abbienti non riescono nemmeno ad accedere alle scuole calcio.
Sul giovane italiano che deve emergere si scatena poi una filiera di interessi e speculazioni.
Genitori, parenti, intermediari, procuratori, società che ne detengono il cartellino.
L'altra problematica è che tante volte chi è davvero più forte viene scavalcato da chi è più sponsorizzato, o semplicemente inserito nei "meccanismi" di un sistema malato.
E allora i club guardano altrove.
In Africa o nell’Europa dell’Est trovano ragazzi a cui spesso basta un biglietto aereo, vitto e alloggio per accettare l’opportunità.
Arrivano con una fame diversa, con meno barriere economiche e con famiglie che sperano nel salto di qualità.
E per le società, alla fine, tutto questo costa meno.
Ed è qui che si manifesta il nodo profondo del calcio italiano: un sistema che non riesce a valorizzare i propri giovani, né a renderne sostenibile la crescita.
Ecco perché in Serie A ormai solo il 30% dei giocatori può essere convocabile in Nazionale.
Ecco perché sempre meno italiani trovano spazio nei nostri club.
Ecco perché fatichiamo a produrre calciatori di livello assoluto.
Ecco perché l’Italia, sempre più spesso, resta fuori dai Mondiali.
Sono passati più di tre anni da quella polemica, ma Pantaleo Corvino ha ancora ragione.

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CLAUDIO GENTILE SHOCK😱😱
💣"Le squadre le fanno i procuratori, anche la Nazionale, soprattutto la Nazionale. Quando allenavo l'Under 21, vennero da me con una borsa piena di denaro: è tuo, mi dissero, se convochi chi diciamo noi. Risposi di andarsene subito, altrimenti chiamai i carabinieri".
"Finì che mi fecero fuori. Se non sei un burattino non fai parte del gioco, però questa storia deve cambiare. Un giocatore campione del mondo nel 1982 come presidente federale? Non siamo corruttibili, non succederà".

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