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@CappelloMa
Cerca di volare sempre in alto


















UN DISASTRO DOPO L'ALTRO Mentre gli italiani pagano i danni economici per gli attacchi di Trump e Netanyahu che Meloni "non condanna né condivide", in questi giorni il Governo ha accumulato o ammesso una serie di fallimenti: 1. Ha accantonato la folle tassa sui pacchi extra-Ue perché, come avevamo anticipato, se la tassa è solo italiana e non europea viene aggirata, ci perdono imprese e lavoratori italiani e ci guadagnano altri paesi europei. Le merci fanno scalo da loro e arrivano comunque in Italia. L’hanno capito anche a Palazzo Chigi ma dopo mesi di danni. 2. OCSE taglia le stime sul Pil e ci colloca agli ultimi posti in Europa sulla crescita. Fanalino di coda. 3. 6 anni fa il mio Governo portava dall'Europa in Italia 209 miliardi, oggi non riesce a portare neanche l'agenzia dogane Ue, con tutte le ricadute sull'economia e il lavoro. Vince la Francia. 4. L'Europa ci tira le orecchie e dovremo colmare la lacuna della cancellazione dell'abuso di ufficio. 5. Siamo finiti su tutti i giornali internazionali perchè solo dopo 3 anni hanno capito, dopo il voto di 15 milioni di italiani, che non può restare al Governo una ministra con inchieste per truffa sui fondi covid.





Il tiro al piccione che si è scatenato contro @pinapic subito dopo il referendum la dice lunga su cosa sia diventato il PD a guida @ellyesse, ovvero un partito al quale di Democratico rischia di rimanere (impropriamente) solo il nome. Il silenzio ostinato della segretaria la sta di fatto trasformando in complice morale - quando non mandante - degli innumerevoli episodi di intolleranza che stanno emergendo nei confronti di chi, come Pina, ha sempre coraggiosamente rappresentato il proprio pensiero, anche quando in dissenso, dentro e fuori da un partito che aveva fatto del pluralismo il proprio punto di forza, essendo l’elemento fondante di un’aggregazione nata dall’incontro di esperienze politiche differenti, che si erano impegnate a convivere e collaborare. È assurdo pretendere che la parte, seppur minoritaria, del PD, che ha votato Sì alla riforma sulla separazione delle carriere, non meritasse di essere rappresentata. Ma soprattutto è singolare che gli improvvisati difensori della “Costituzione più bella del mondo” si dimentichino che uno dei cardini della nostra carta fondamentale è il divieto del vincolo di mandato per gli eletti, vale a dire il diritto/dovere di agire sempre secondo coscienza anziché per convenienza di partito (art. 67). Si tratta di una norma voluta dalle madri e dai padri costituenti (Einaudi ne fu il principale sostenitore) per mettere al riparo le istituzioni da eventuali derive autoritarie di una o più forze politiche, evitando il ripetersi dell’abominio del fascismo. Sdoganare la gogna mediatica o improvvisare tribunali sui social per processare chi non segue presunti indirizzi o ordini di segreteria, significa verticalizzare il potere all’interno del partito, istituendo un “costo” politico per scelte che dovrebbero invece rimanere libere, con la conseguenza di cercare di condizionare di fatto l’operato dell’eletto proprio in violazione di quella costituzione che si dice di voler proteggere. A me pare che sempre meno il Partito Democratico voglia essere la casa non tanto di Pina Picierno ma di un’intera area liberale e riformista, la quale rischia di rappresentare un insormontabile ostacolo per l’auspicato matrimonio con Conte, Fratoianni e Bonelli, che la segretaria è pronta a celebrare al motto di “testardamente unitari” e cioè alle loro condizioni. Al massimo si terranno nelle liste un paio di esemplari da impagliare ed esibire alla bisogna come specchietto per le allodole, per evitare la fuga in massa degli elettori verso altri soggetti o verso il non voto. Di certo c’è che così tanta gente che invoca “purghe schleiniane” nel PD non s’era mai vista e questo è già di per sé il segno di un cambio di epoca, per l’unico partito non personale d’Italia dove tutto ormai sembra essere diventato una questione personale.


Ieri in piazza a Roma eravamo decine di migliaia, tutte e tutti insieme per dire che non vogliamo un presente dominato dalla violenza di Trump e Netanyahu e dalla complicità e l'ignavia di Giorgia Meloni. Vogliamo un Paese e un mondo diverso e ci batteremo per averlo.
















