Una Cerimonia di Apertura caotica, a tratti molto dispersiva.
Una Senna protagonista, una gran dose di grandeur (toh, che strano). Un pizzico di eleganza poi scemata nel trash.
La sfilata sui battelli un po' troppo caciara da gita scolastica. Mattarella stoico, tutto bagnato, applaude l'Italia. Quanto gli si vuol bene al Presidente. Tamberi che perde la fede in acqua, con voto 10 allo sfottò simil incoraggiamento degli altri azzurri per Gimbo: "Perso un oro ne trovi un altro".
A fare da architrave allo show del direttore artistico Thomas Jolly due messaggi: Parigi aperta al mondo e il voler vivere insieme. Bravo, ma forse troppo ambizioso (e non faccio la rima con noioso!).
La pioggia, tanta. Si dirà: che sfiga. No, è una probabilità, non calcolarla vuol dire scadere nella presunzione.
Atleti un po' troppo in secondo piano, i portabandiera quasi snobbati, alcuni nemmeno inquadrati (!). Poco rispetto per loro che sono i protagonisti? Sperando nei prossimi giorni non ci sia una epidemia di tosse, raffreddore &Co.
Per i due tedofori CVD, come volevasi dimostrare, la scelta giustissima dei 2 supercampioni Marie-Josè Perec (atletica) e Teddy Riner (judo).
Ma il gran finale è la botta emotiva, un vero cazzotto allo stomaco. Riabilita quasi tutta la Cerimonia e la consegna alla memoria storica dei sentimenti a cinque cerchi. Mon Dieu.
Celine Dion è sulla Tour Eiffel e canta l'Inno all'Amore di Edith Piaf.
Ai Giochi di Atlanta 1996 si era esibita nell'inno ufficiale The Power Of Dream. Confesserà poi che stava già male, debilitata. Anni dopo le avrebbero diagnosticato la sindrome neurologica "della persona rigida". Costretta ad allontanarsi dai riflettori. Non cantava in pubblico da 4 anni.
Una esibizione da BRIVIDI.
Lei che canta proprio quella canzone* di Edith Piaf.
Ah, Paris!
* Romanticismo&sport. La canzone Inno all'Amore ha un legame (tragico) con lo sport. Scritta da Edith Piaf dopo la morte del suo grande amore Marcel Cerdan, leggendario pugile francese
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