@MichGPS Fermo restando che è verissimo e che qui non c’è rispetto per i ciclisti, quanti sono stati travolti in allenamento all’estero? Van aert, Egan Bernal? (Giusto per fare due esempi)
@Simone99402388@MichGPS@Sicilianodoc7 Quelli lo fanno perché così freni e non li investi. Ma chiaramente tu sai come cazzo funziona in Italia e all’estero meglio di Pogacar.
@MichGPS@Sicilianodoc7 Il rispetto dovrebbe esserci sempre ma deve essere da tutte e due le parti , ad esempio quando si trovano gruppi di 20 ciclisti che parlano tu devi stare dietro , se uno vuole parlare c’è il bar , oltre al fatto che non è neanche socio per loro ! Ecc cc
@Onapulitan0@MichGPS Zitto testa di cazzo incompetente. In Italia non vi fermate per far passare i pedoni sulle strisce. Forse anche quello non dovrebbero circolare.
Quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare. Noi dieci anni fa lo abbiamo fatto, Giorgia Meloni avrà lo stesso coraggio? Io mi sono dimesso da Premier, da Segretario, da tutto. Vedremo che farà Meloni dopo una sconfitta clamorosa
L’altra sera, chez Mentana, la mentitrice seriale che chiamiamo presidente del Consiglio, oltre a riservare allo scarso pubblico la sua dose quotidiana di menzogne su tutto lo scibile umano, si è permessa di buttare me e il Fatto nella sua indecente campagna elettorale: “Molti di quelli oggi schierati per il No in passato sostenevano questa riforma. Il Pd era per la separazione delle carriere, M5S e Gratteri sostenevano il sorteggio, Marco Travaglio sosteneva tutti e due… Adesso sono tutti per il No”. Càpita, a chi è abituato a mentire e a smentirsi ogni volta che respira: accise, blocco navale, tagli alle tasse, legge Fornero, asili nido gratis, governo in Ue coi socialisti, Patto di Stabilità, spese militari, Putin, sanzioni alla Russia, vittoria militare ucraina, Usa, Gaza, Israele, Arabia Saudita, Qatar, Pnrr, dazi zero, Superbonus, chiusure per Covid, Web Tax, agenzie di rating, tassa sugli extraprofitti, trivelle in mare, Regioni, elezione diretta del capo dello Stato, legge elettorale con le preferenze e così via.
Finché i suoi elettori si bevono tutto e la lasciano fare, buon per lei e peggio per noi. Ma Giorgia Meloni deve rassegnarsi: non siamo tutti bugiardi in malafede come lei. Le rarissime volte in cui le è capitato di avere ragione, gliel’abbiamo riconosciuto. Giudichiamo tutti dai fatti, non dalle appartenenze. Quindi non si permetta di dire che abbiamo cambiato idea sulla “riforma” solo perché l’ha proposta lei: intanto perché è falso e poi perché così si comportano lei e i suoi, non noi. Il Fatto, da quand’è nato nel 2009, è sempre stato fermamente contrario alla separazione delle carriere e anche delle funzioni. Ha proposto e continua a sostenere un sorteggio per i membri del Csm a una condizione: che valga per tutti, laici e togati, o meglio ancora che vengano aboliti i laici, cioè gli emissari dei partiti, per un vero organo di autogoverno dei magistrati. Invece la sua “riforma” (fatta in fretta e furia l’anno scorso, quindi nessuno poteva essere pro o contro prima) prevede un sorteggio puro per i togati e uno finto per i laici, estratti da una lista di fedelissimi dei partiti (quasi tutti o tutti – dipenderà dalla legge attuativa che farà lei – scelti dalla maggioranza di governo). Siccome ho avuto occasione di spiegarglielo di persona, lo sa benissimo: quindi mente sapendo di mentire. E ancor di più mente sul fatto che io fossi pro carriere separate: io cominciai a demolire l’idea gellian-craxian-berlusconiana nel 1994, sulla Voce, quando lei era appena entrata in politica dietro al feretro di Paolo Borsellino, radicalmente contrario anche lui a quella sconcezza (infatti la Meloni è passata da Borsellino a Nordio, dalla lotta antimafia a B. e alla mozione “Ruby nipote di Mubarak”).
Ero talmente contrario che demolii su Micromega e sull’Espresso la bozza Boato sulla giustizia nella Bicamerale D’Alema del 1997-’98, che prevedeva soltanto la separazione delle funzioni fra pm e giudici (io renderei obbligatori i passaggi dall’una all’altra) e un solo Csm diviso in due sezioni (se vuole documentarsi, le consiglio il mio articolo “La bozza Boato tradotta in italiano”, Micromega, n.5/1997). Quando poi B. tentò il colpaccio per passare in Parlamento alla separazione delle carriere, lo fermarono Scalfaro, l’Anm, Mattarella (allora nel Ppi) e il suo leader Fini affiancato dal consigliere Mantovano e da La Russa. Persino Delmastro è sempre stato contrario, come tutti gli attuali separatisti: Nordio e Di Pietro in primis. Io, diversamente da loro, non ho mai cambiato idea: che la porcata venisse da sinistra o da destra. Se cerca dei voltagabbana, la Meloni guardi intorno a sé e magari si trovi uno specchio: al Fatto non ce ne sono.
Ma l’altra sera, sfruttando l’ultima parola prima del silenzio elettorale, ha piazzato un’altra menzogna: che cioè lo scandalo del suo amico e sottosegretario Delmastro, socio della figlia del prestanome del clan camorristico Senese, sia uscito sul Fatto per “una manina che dice ‘tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna sul referendum’”. L’unica manina in questa storia – a parte quelle di Delmastro e di altri tre big di FdI in Piemonte che firmano davanti al notaio di Biella una società per gestire un ristorante a Roma con la figlia dell’attuale galeotto Mauro Caroccia – è quella di un giornalista investigativo: Alberto Nerazzini. Che, lavorando a un libro su mafia e politica a Roma, ha scoperto la società Delmastro-Caroccia & C. e la fuga del sottosegretario fuori tempo massimo, ha verificato la notizia e l’ha proposta al Fatto, che l’ha subito pubblicata. Se, come la Meloni afferma, “i fatti che conosciamo ora io li conosco dalla stampa”, dovrebbe ringraziare Nerazzini e il Fatto per averglieli rivelati. Anche perché Delmastro si era ben guardato non solo di parlargliene. Ma anche di comunicare alla Camera la società coi Caroccia nella dichiarazione patrimoniale al Parlamento, che è obbligatoria per i parlamentari e tantopiù per i membri del governo, a maggior ragione se stanno al ministero della Giustizia. Invece la Meloni ci fa pure la lezioncina: “Forse ci dovremmo interrogare su un certo modo di fare giornalismo, atteso che io l’ho appreso dalla stampa”. Cioè: saremmo noi a dover spiegare a lei perché abbiamo pubblicato una notizia vera (infatti nessuno ha potuto smentire una virgola) e non lei a dover spiegare a noi che ci faceva il suo fedelissimo sottosegretario alla Giustizia in società con una famiglia di camorra; e che ci fa ancora al suo posto, insieme alla Bartolozzi e ad altri cinque dirigenti del ministero che banchettavano con lui chez Caroccia almeno fino al suo arresto. Con che faccia lo lascia in via Arenula dopo aver chiesto le dimissioni perfino di Josefa Idem dal governo Letta per un trucchetto da 3mila euro sull’Imu? Presto o tardi, perfino in Italia, i bugiardi e i voltagabbana fanno una brutta fine.
Oggi e domani andiamo a votare No alla “riforma” e convinciamo più incerti possibile a seguirci, per accelerare i tempi.
Mi complimento con coloro i quali hanno votato NO.
Ammetto e accetto la sconfitta del Sì.
Il Paese si è espresso chiaramente.
Siamo una Democrazia Repubblicana ed è emersa chiaramente la volontà di respingere questo assalto alla Costituzione più bella del mondo e al tentativo di asservire la magistratura alla
Politica.
Firmato Diaz.
@avila92796 Destra, sinistra, non mi interessa: ma la signora qui non capisce davvero nulla. E' la stessa di "estrazione a sorte, ma parità di genere", "pausa teatrale", ci danno 25 centesimi al litro per aumenti causa guerra "è un provvedimento elettorale" ?
Povero Enrico Mentana, lo visto veramente in difficoltà ogni volta che riprendeva la Schlein, anche se lei era veramente infastidita perché non si aspettava che l’LAPD7 potesse correggerla, abituata con i Formigli, Flores, Gruber, Panella e Parenzo sempre accondiscendenti.
Immaginate i molti in questo post che credono di saperne più di Fonseca su come giocano Alcaraz e Sinner… Ma poi che si aspettavano che Fonseca dicesse “mi dà fastidio quando gioca la palla profonda sul rovescio”? Ma pensate che lo racconti a voi? 🤣
@DimagoCineStuff Uno scherza ma, sulla terra, di sera, l'anno scorso, al termine della partita disse qualcosa tipo: ho iniziato a usare palle corte solo ad un certo punto perche abbiamo visto che sono efficaci dopo le 21...🤣😅
@DimagoCineStuff Tra l'altro io lo preferivo quando sparava palle a raffica come una macchina da guerra teutonica o come un robot se preferite. Ultimamente, per i miei gusti, Sinner sta introducendo troppe variazioni sul tema. Immagino per vincere RG che ad oggi e' il piu grande suo obiettivo.
@AntottoG Comunque oggi il tuo amico Angelo non ha insultato il suo paricategoria (forse eh) Moutet. Ricordo che al RG non fu tenero. Spero che Corentin non lo senta mai o è la volta che lo fa dimagrire 🤣
@targa_rtarga53 In Brasile lo chiamano Sinnerinho è lui lo definisce robot spara palle?! È giovane ma non vuol dire che puoi sparare cazzate!
E come è risaputo a me Joāo Meravigliao piace!