edoardo.gaffeo

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@EGaffeo

Professor or Economic Policy at the University of Trento. Economics, politics and other amenities

Trento/Rovigo, Italy Katılım Kasım 2020
347 Takip Edilen172 Takipçiler
edoardo.gaffeo
edoardo.gaffeo@EGaffeo·
@dottorpax È esattamente il punto di Agrawal et al. (2019; 2025) e di Autor and Thompson (2025): genAI fa "prediction", che senza "judgement" e "expertise" serve a poco. genAI è una "bycicle for the mind".
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Pax
Pax@dottorpax·
Poco fa parlavo con un collega che insegna un corso di GenAI prototyping, e concordavamo su un punto: questi nuovi strumenti non sono neutrali, hanno anzi un effetto profondamente polarizzante. Non è solo che aiutano: amplificano. Se hai buone basi nel campo in cui li usi, se sai formulare bene un problema, se hai senso critico per valutare ciò che producono, allora ti danno quasi dei superpoteri: accelerano il lavoro, moltiplicano le alternative, abbassano il costo dell’esplorazione. Ma se quelle basi non ci sono, succede qualcosa di diverso! Non è che impari più in fretta, è che esternalizzi il controllo. Ti affidi all’output senza avere gli strumenti per valutarlo, e l’illusione di competenza cresce più della competenza stessa. È questo che cerco di mostrare in classe, quando faccio svolgere agli studenti, con ChatGPT, Gemini e altri modelli, diverse analisi dei dati, e poi discutiamo insieme i risultati. Trovo molto utile dare loro 30 minuti per risolvere da soli un problema complesso, a volte proposto da loro, usando qualsiasi LLM/LMM, e poi riprovarci dal vivo, passo dopo passo, insieme. Di solito (falsa modestia...) il mio risultato è migliore. Non perché lo strumento sia diverso (uso lo stesso scelto da loro, tra quelli di cui abbiamo la licenza), ma perché diverso è il controllo sul processo: nella formulazione del problema, nella scelta delle ipotesi, nella verifica dei passaggi, nell’interpretazione dei risultati. Credo che il messaggio che si portano a casa sia semplice e, per certi versi, controintuitivo: un LLM abbassa il costo dell’esecuzione, ma non quello della comprensione. E senza comprensione, l’esecuzione è fragile. In questo senso, queste tecnologie non eliminano il principio di Matteo. No, lo rendono più visibile: chi ha struttura cognitiva solida viene amplificato; chi non ce l’ha rischia di diventare ancora più dipendente, se non addirittura più stupido (il cervello va tenuto allenato, ormai lo sappiamo). I "ricchi" diventano più ricchi, e la conoscenza resta la forma più potente di ricchezza, e lo sarà sempre di più. Ergo, puoi lasciare a ChatGPT l'analisi dei dati, ma devi sapere che cosa faresti tu, perché, come, quando. Il che significa che studiare serve, forse paradossalmente, più che mai. Se possiamo risparmiare tempo nell'esecuzione (e al momento è un grande se), abbiamo più tempo per lo studio.
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BetterCallSaul Jimmy per gli amici
Devo essere onesto. Scrivi veramente bene. Ma dovresti curare altrettanto bene il rigore e l'oggettività. Hai letto il lungo articolo? È per il 95% apologetico e forse un 5% obiettivo. Non critico, ma obiettivo. Vuoi un esempio, tra i tanti? Eccolo: L'Italia è ben lontana dal governo autoritario che i critici di Meloni sostengono che lei voglia. Meloni ha rinnegato il fascismo e l'antisemitismo. I suoi più accaniti detrattori politici riconoscono la sua tangibile svolta verso il centro. Esistono controlli per impedire il tipo di svolta verso un autoritarismo illiberale che si è verificato altrove in Europa. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il sistema politico italiano è stato ristrutturato per essere difficile da governare, pesantemente sbilanciato sul potere parlamentare a scapito dell'esecutivo. Persino molti nella sinistra italiana riconoscono che, 80 anni dopo la caduta del fascismo, è tempo di riforme. I punti all'ordine del giorno che ricevono il sostegno dell'elettorato e del Parlamento possono richiedere anni per essere attuati, e a quel punto i governi notoriamente effimeri del paese sono spesso cambiati. E se lo avessi letto sapresti che non si trova sul NYT, che è un quotidiano. Ma sul Time, che è un settimanale. Lo dico perché occorre conoscere bene sia le fonti sia i contenuti prima di prendere posizioni così nette.
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Timostene
Timostene@SandroRossi_x·
La pantagruelica figura di merda collezionata dai fascisti nostrani è di quelle che meriterebbero un posto nei manuali, se ne esistesse uno, del ridicolo politico internazionale. In centinaia, come scimmiette ammaestrate, si sono messi a rilanciare con orgoglio patriottico la foto della Meloni apparsa sul New York Times, convinti che bastasse una copertina a certificare il loro mito come “leader globale” o “statista riconosciuta nel mondo”. Non l’avevano letta, ovviamente. Perché leggere richiede tempo, capacità di comprensione del testo, un minimo di familiarità con l’inglese e, soprattutto, la voglia di confrontarsi con la realtà. E i neofascisti, oggi come ieri, con la realtà non ci vanno d’accordo. Poi qualcuno ha fatto loro notare, con pazienza quasi cristiana, che l’articolo in questione non era un’ode ma un atto d’accusa. Una lunga, documentata e tagliente analisi che tratteggia Meloni come una figura autoritaria, in piena continuità con l’eredità neofascista, abile nell’addomesticare stampa e istituzioni e nel manipolare il consenso con la propaganda. Fascista nell’estetica e nell’etica, dittatoriale nella tendenza al controllo, regressiva nelle politiche su diritti, libertà e immigrazione. Insomma, tutto il contrario dell’icona “moderata” che i suoi seguaci vorrebbero vendere al mondo. A quel punto, puff. Il silenzio. I post celebrativi sono spariti, i commenti osannanti cancellati, gli account improvvisamente muti. Nemmeno una mezza rettifica, nemmeno la dignità di dire: abbiamo preso una cantonata. No. Come da tradizione, si sono eclissati. Perché in fondo, il fascista italiano non solo è ignorante. È anche vile. Incapace di confrontarsi con il dissenso, incapace di reggere lo specchio quando riflette l’immagine per quello che è: mediocre, arrogante, regressiva. E goffa. Terribilmente goffa. Non è solo una gaffe. È un ritratto perfetto del cortocircuito identitario di questa destra. Ossessionata dall’apparire, allergica al contenuto, bulimica di visibilità ma incapace di sostenerla quando diventa critica. In fondo, loro vivono di slogan, non di concetti. Di selfie, non di pensiero. E basta un articolo serio, ben scritto, con fonti e argomentazioni, per farli scappare a gambe levate. Ecco cosa succede quando il provincialismo si crede egemone e quando l’ignoranza si mette in posa. Un’intera classe dirigente, e il suo seguito, che si fa mettere a nudo da un giornale americano. E non capisce neanche di essere nuda.
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Without Fear
Without Fear@PeepulEconomics·
@guido_lorenzoni In theory, empirically the evidence is at best mixed and equivocal mainly because the data is of very poor quality and it does not account for confounding variables which is a huge issue in open economy settings!
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Guido Lorenzoni
Guido Lorenzoni@guido_lorenzoni·
In the discussion of tariffs, one of the hardest things to convey to the general public is the argument that tariffs on our imports always end up harming our exporters, that is the workers and businesses in the US who are most successful at producing what the world likes
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James Harrigan
James Harrigan@jamesharrigan·
@ojblanchard1 "Across the board tariffs, which sounds like what we are going to get, are however the worse possible tariffs. They are bad for the country that imposes them, even without retaliation." Olivier, this is not what trade economists think. 1/2
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Olivier Blanchard
Olivier Blanchard@ojblanchard1·
With apologies, a long tweet, about the likely macroeconomic outcomes of Liberation Day. Tariffs can be imposed for understandable if not necessarily good reasons: Protect a sector, right or wrong. Extract rents from foreign producers if there are rents to be extracted. Sure, if there is retaliation, everybody will be worse off, but it maybe worth taking the risk. Across the board tariffs, which sounds like what we are going to get, are however the worse possible tariffs. They are bad for the country that imposes them, even without retaliation. Standard scenario: The initial effect of higher tariffs may look good: Lower imports. Higher demand for domestic goods. Smaller trade deficit. But, with the smaller deficits, and the higher interest rates needed to keep demand under control, appreciation of the dollar (say), less competitive exports. Until trade deficit is back to square one. So: Useless? Worse. Costly reallocation from exports to import competing sectors. Misallocation. And for the revenues from tariffs: They are there, but in the end, they are paid mostly by US consumers. A relevant twist, which changes the standard scenario: The enormous uncertainty about Trumps’s tariff policy: Are the tariffs transactional or permanent? Will they remain/increase/decrease? In that environment, if I am a firm, what do I do? Build a plant in Mexico or in the US, in Vietnam or in China, etc. I do not know, and so I wait. We all wait. Investment comes down, aggregate demand falls, and the effect is a recession. Now the trade balance improves, for two reasons. The direct effect of tariffs, and lower activity means lower imports. As the Fed tries to maintain activity, lower interest rates and a lower dollar mean more exports. Looks great. Claim of success on the trade front (if you can make people forget the recession) But only for a while. Over time, as the economy recovers, you go back to the first scenario. The depreciation eventually turns into an appreciation, activity recovers, the trade deficit returns to square one Overall result: a recession, no gain. A general mess. We shall see how it all turns out.
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edoardo.gaffeo
edoardo.gaffeo@EGaffeo·
@robylum @CarloVerdelli No. Ci sono in Italia decine e decine di RSA pubbliche, sotto forma di Ipab, Fondazioni pubbliche, enti di proprietà comunale.
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Carlo Verdelli
Carlo Verdelli@CarloVerdelli·
#GovernoMeloni risponde a verità che nelle RSA avete ridotto la copertura dello Stato alle spese “esclusivamente sanitarie”? E che quindi, per esempio, l’igiene di malati non autosufficienti sarà a carico delle loro famiglie? Siccome è vero, vergognatevi e riparate. Grazie
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edoardo.gaffeo
edoardo.gaffeo@EGaffeo·
Central Bank Digital Currencies, blockchain per i sistemi di pagamenti, sovranità finanziaria in area Euro ... il prossimo 2 aprile, all'inaugurazione del 22° ciclo del Dottorato in Studi Giuridici Comparati ed Europei di UniTN. Grazie ai colleghi di Giurisprudenza per l'invito
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anna paola concia
anna paola concia@annapaolaconcia·
Della intervista del @ilfoglio_it a @pinapic condivido tutto,tutto, tutto quello che dice.Non mi capitava da molti anni di condividere tutto quello che dice una leader, perché Pina lo è, del #PD,il partito che anche io ho contribuito a far nascere.Grazie Pina,mi sento meno sola❤️
anna paola concia tweet media
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edoardo.gaffeo
edoardo.gaffeo@EGaffeo·
I'm curious to see where the index measurement scale will end up in the coming months.
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Sheliak
Sheliak@sheliack·
@EGaffeo @maurorizzi_mr Guarda che il tuo link non spiega nulla, si parla solo della nazionalità delle vittime, qui si parla di quella degli autori dei reati...
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m a u r o
m a u r o@maurorizzi_mr·
Tabella pubblicata dal Sole 24 ore sulle segnalazioni di reati con vittime donne in Italia. Per tutti, la % di quelli attribuiti a stranieri è nettamente superiore alla quota degli stranieri sulla popolazione, che è intorno all’8,5%. Ciò significa che la probabilità per una donna di subire una di queste violenze da uno straniero è molto più alta rispetto a un non straniero. Piaccia o no, è così. Perché non si dovrebbe dire, o addirittura negare? Questo non è prendere di mira gli stranieri, è analizzare correttamente i fenomeni per cercarne le cause e le possibili soluzioni.
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m a u r o
m a u r o@maurorizzi_mr·
@EGaffeo E quel 27% è un’enormità, visto che gli stranieri sono solo l’8,8%
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Gianfranco Viesti
Gianfranco Viesti@profgviesti·
@guglielmomeardi Guglielmo, anche da esperienze personali e dalle firme raccolte credo ci sia amplissimo spazio in Piemonte e in Lombardia. NordEst molto diverso. In Emilia aria nuova e mobilitazione politica. In Veneto, TAA e FVG più difficile…
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Gianfranco Viesti
Gianfranco Viesti@profgviesti·
Stando ad un sondaggio Ghisleri-La Stampa c’è già una maggioranza di Italiani contrari all’autonomia regionale differenziata. Ma c’è ancora molto da fare per contrastare la secessione dei ricchi: - fra i tanti poco informati - al NordOvest - fra gli elettori di maggioranza
Gianfranco Viesti tweet media
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edoardo.gaffeo
edoardo.gaffeo@EGaffeo·
@FrancyP_ @profgviesti @ConilSud Lei sa bene che il tema è la legge in discussione ora, i suoi effetti concreti e la sua irreversibilità de facto. Occorre argomentare su questo.
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Gianfranco Viesti
Gianfranco Viesti@profgviesti·
La maggioranza degli Italiani contraria all’autonomia differenziata. Netta opposizione al CentroSud; lievissima prevalenza di sì al Nord (⁦@ConilSud#demopolis) Man mano che si capisce che è una #secessionedeiricchi che fa male a tutto il paese, il consenso si riduce
Gianfranco Viesti tweet media
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edoardo.gaffeo
edoardo.gaffeo@EGaffeo·
La scomparsa di Carlo Borzaga lascia un grande vuoto in tutti quelli che l'hanno conosciuto, apprezzato e gli hanno voluto bene. Sono profondamente addolorato.
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carlo rovelli
carlo rovelli@carlorovelli·
Israelis massacre Palestians: no problem for the West. Palestians massacre Israelis: the West is totally shocked. Decades and decades like that, and continuing. If this is not racisms, what is it?
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