Emilio Conte
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@Frenkie_Woody H a chiesto le dimissioni di 90 politici e poi è sempre lì, che orrore!
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@Vittori87874074 Ancora con questa cavolata? Dopo mesi non siete riusciti a capire cosa c'era nella riforma, non è colpa nostra se non riuscite a leggerla...ma ormai è carta straccia
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Il primo che si lamenta di un Magistrato lo prendo a calci nel culo ...
Massa di cerebrolesi...
Sempre e orgogliosamente SI !
#ReferendumGiustizia2026
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Povero...gli si è rotto il pallottoliere!
𝕮𝖔𝖓𝖘𝖙𝖆𝖓𝖙𝖎𝖓𝖊 𝕸𝖔𝖗𝖓𝖎𝖓𝖌𝖘𝖙𝖆𝖗 @Flexgrimmy_
Ahahahah AhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahahAhahahah
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Bene! trasferitevi ad "altrove" voi, RN, AFD, RUK e portatevi pure Bannon e Trump così leggete il prossimo Nobel per la pace!
Nicola Porro@NicolaPorro
In Francia vincono i socialisti nelle grandi città, mentre la destra cresce altrove. Ma la vera notizia è un’altra: in mezzo a questo quadro l’unico che esce davvero sconfitto è Macron. Politicamente, è finito. #zuppadiporro
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@Restani_Claudio Anche chi vive in un paese che ha avuto venti anni di fascismo schifoso lo sa! Quindi viva l'Italia!
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@PasqualeR_ITA A Pasqua' ma quelle bottiglie le hai stappate? Dovresti! Visto che abbiamo salvato anche gli inconsapevoli come te...a proposito quelli di AFD sono neonazisti, non "una destra democratica" che avanza in Germania, roba inquietante insomma!
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@AzzurraBarbuto Vi si è inceppato il giocattolo a furia di raccontare baggianate
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Qualcosa, in questo Paese, si è gravemente inceppato. Capovolto. Stravolto.
Perché non è normale che un organo come la magistratura, che dovrebbe essere apolitico, indipendente, ispirato a equilibrio, razionalità, decoro e sobrietà, festeggi l’esito di un referendum come se fosse allo stadio, e non dentro una procura.
Qui il moralismo non c’entra nulla. C’entra il rispetto della separazione dei poteri. Quella stessa separazione che queste persone, che ora brindano e cantano “Bella Ciao”, hanno detto di volere difendere votando NO.
Festeggiano cosa? La conservazione della separazione dei poteri, che nessuno minacciava, o la conservazione di equilibri interni, di correnti politicizzate, di giochi di potere, di dinamiche che nulla hanno a che vedere con la giustizia?
E il paradosso è tutto qui: a subirne le conseguenze saranno proprio quei magistrati che la toga la indossano per servire i cittadini, non per fare politica. Onore a loro.
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Cari italiani visto che chiaramente avete votato contro il governo Meloni che, intendiamoci e tutto tranne che perfetto, (faccio sommessamente notare che il governo perfetto non esiste) vi meritate alle prossime elezioni questi soggetti a governare, vi meritate i carri della Schlein, i sassi di Bonelli e Conte con Speranza che vi rinchiudono in casa.
Perchè evidentemente questo vi piace e vi meritate ciò.

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@strange_days_82 Sicuramente persone oneste e preparate che non fanno affari con gente poco raccomandabile! Quindi grazie a quelli di destra che hanno voluto difendere la Costituzione che è anche loro! "Quando si cambia la Costituzione i banchi del Governo devono essere vuoti" diceva Calamandrei.
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A tutti quelli di destra che hanno votato NO: mi auguro sinceramente che i vostri prossimi rappresentanti siano esattamente questi (vedi foto), insieme alla loro “allegra” compagnia di sinistra.
Così, forse, guardandovi allo specchio, potrete riflettere davvero sulle vostre scelte… e sulle conseguenze.
Ve lo meritate.
Buona continuazione.
#ReferendumGiustizia2026 #affluenza #referendum

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@avila92796 Ciao caro, fatti una tisana melissa zenzero e finocchio, aiuta il fegato!
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Emilio Conte retweetledi

L’altra sera, chez Mentana, la mentitrice seriale che chiamiamo presidente del Consiglio, oltre a riservare allo scarso pubblico la sua dose quotidiana di menzogne su tutto lo scibile umano, si è permessa di buttare me e il Fatto nella sua indecente campagna elettorale: “Molti di quelli oggi schierati per il No in passato sostenevano questa riforma. Il Pd era per la separazione delle carriere, M5S e Gratteri sostenevano il sorteggio, Marco Travaglio sosteneva tutti e due… Adesso sono tutti per il No”. Càpita, a chi è abituato a mentire e a smentirsi ogni volta che respira: accise, blocco navale, tagli alle tasse, legge Fornero, asili nido gratis, governo in Ue coi socialisti, Patto di Stabilità, spese militari, Putin, sanzioni alla Russia, vittoria militare ucraina, Usa, Gaza, Israele, Arabia Saudita, Qatar, Pnrr, dazi zero, Superbonus, chiusure per Covid, Web Tax, agenzie di rating, tassa sugli extraprofitti, trivelle in mare, Regioni, elezione diretta del capo dello Stato, legge elettorale con le preferenze e così via.
Finché i suoi elettori si bevono tutto e la lasciano fare, buon per lei e peggio per noi. Ma Giorgia Meloni deve rassegnarsi: non siamo tutti bugiardi in malafede come lei. Le rarissime volte in cui le è capitato di avere ragione, gliel’abbiamo riconosciuto. Giudichiamo tutti dai fatti, non dalle appartenenze. Quindi non si permetta di dire che abbiamo cambiato idea sulla “riforma” solo perché l’ha proposta lei: intanto perché è falso e poi perché così si comportano lei e i suoi, non noi. Il Fatto, da quand’è nato nel 2009, è sempre stato fermamente contrario alla separazione delle carriere e anche delle funzioni. Ha proposto e continua a sostenere un sorteggio per i membri del Csm a una condizione: che valga per tutti, laici e togati, o meglio ancora che vengano aboliti i laici, cioè gli emissari dei partiti, per un vero organo di autogoverno dei magistrati. Invece la sua “riforma” (fatta in fretta e furia l’anno scorso, quindi nessuno poteva essere pro o contro prima) prevede un sorteggio puro per i togati e uno finto per i laici, estratti da una lista di fedelissimi dei partiti (quasi tutti o tutti – dipenderà dalla legge attuativa che farà lei – scelti dalla maggioranza di governo). Siccome ho avuto occasione di spiegarglielo di persona, lo sa benissimo: quindi mente sapendo di mentire. E ancor di più mente sul fatto che io fossi pro carriere separate: io cominciai a demolire l’idea gellian-craxian-berlusconiana nel 1994, sulla Voce, quando lei era appena entrata in politica dietro al feretro di Paolo Borsellino, radicalmente contrario anche lui a quella sconcezza (infatti la Meloni è passata da Borsellino a Nordio, dalla lotta antimafia a B. e alla mozione “Ruby nipote di Mubarak”).
Ero talmente contrario che demolii su Micromega e sull’Espresso la bozza Boato sulla giustizia nella Bicamerale D’Alema del 1997-’98, che prevedeva soltanto la separazione delle funzioni fra pm e giudici (io renderei obbligatori i passaggi dall’una all’altra) e un solo Csm diviso in due sezioni (se vuole documentarsi, le consiglio il mio articolo “La bozza Boato tradotta in italiano”, Micromega, n.5/1997). Quando poi B. tentò il colpaccio per passare in Parlamento alla separazione delle carriere, lo fermarono Scalfaro, l’Anm, Mattarella (allora nel Ppi) e il suo leader Fini affiancato dal consigliere Mantovano e da La Russa. Persino Delmastro è sempre stato contrario, come tutti gli attuali separatisti: Nordio e Di Pietro in primis. Io, diversamente da loro, non ho mai cambiato idea: che la porcata venisse da sinistra o da destra. Se cerca dei voltagabbana, la Meloni guardi intorno a sé e magari si trovi uno specchio: al Fatto non ce ne sono.
Ma l’altra sera, sfruttando l’ultima parola prima del silenzio elettorale, ha piazzato un’altra menzogna: che cioè lo scandalo del suo amico e sottosegretario Delmastro, socio della figlia del prestanome del clan camorristico Senese, sia uscito sul Fatto per “una manina che dice ‘tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna sul referendum’”. L’unica manina in questa storia – a parte quelle di Delmastro e di altri tre big di FdI in Piemonte che firmano davanti al notaio di Biella una società per gestire un ristorante a Roma con la figlia dell’attuale galeotto Mauro Caroccia – è quella di un giornalista investigativo: Alberto Nerazzini. Che, lavorando a un libro su mafia e politica a Roma, ha scoperto la società Delmastro-Caroccia & C. e la fuga del sottosegretario fuori tempo massimo, ha verificato la notizia e l’ha proposta al Fatto, che l’ha subito pubblicata. Se, come la Meloni afferma, “i fatti che conosciamo ora io li conosco dalla stampa”, dovrebbe ringraziare Nerazzini e il Fatto per averglieli rivelati. Anche perché Delmastro si era ben guardato non solo di parlargliene. Ma anche di comunicare alla Camera la società coi Caroccia nella dichiarazione patrimoniale al Parlamento, che è obbligatoria per i parlamentari e tantopiù per i membri del governo, a maggior ragione se stanno al ministero della Giustizia. Invece la Meloni ci fa pure la lezioncina: “Forse ci dovremmo interrogare su un certo modo di fare giornalismo, atteso che io l’ho appreso dalla stampa”. Cioè: saremmo noi a dover spiegare a lei perché abbiamo pubblicato una notizia vera (infatti nessuno ha potuto smentire una virgola) e non lei a dover spiegare a noi che ci faceva il suo fedelissimo sottosegretario alla Giustizia in società con una famiglia di camorra; e che ci fa ancora al suo posto, insieme alla Bartolozzi e ad altri cinque dirigenti del ministero che banchettavano con lui chez Caroccia almeno fino al suo arresto. Con che faccia lo lascia in via Arenula dopo aver chiesto le dimissioni perfino di Josefa Idem dal governo Letta per un trucchetto da 3mila euro sull’Imu? Presto o tardi, perfino in Italia, i bugiardi e i voltagabbana fanno una brutta fine.
Oggi e domani andiamo a votare No alla “riforma” e convinciamo più incerti possibile a seguirci, per accelerare i tempi.

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🔴 Alla faccia della imparzialita. Quel coro di giudici e pm sta scatendo una bufera (VIDEO) 👇
A Napoli i magistrati brindano e cantano “Bella Ciao”. Cori choc contro Meloni
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